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Ultimo aggiornamento: 02-05-2005
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Francia

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INDICE

1. Che cosa si intende con “esecuzione” in materia civile e commerciale? 1.
2. Quali sono le condizioni per l’emanazione di un titolo esecutivo? 2.
2.1. Procedura 2.1.
2.2. Condizioni di merito 2.2.
3. Oggetto e natura delle misure d’esecuzione 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure d’esecuzione? 3.2.
3.3. Qual è la validità di queste misure? 3.3.
4. Vi è possibilità di ricorso contro la decisione che ordina la misura? 4.

 

1. Che cosa si intende con “esecuzione” in materia civile e commerciale?

Il termine “esecuzione” (sottinteso l’esecuzione forzata, poiché l’esecuzione volontaria, da parte del debitore, dei suoi obblighi, non rientra in alcuna procedura) riguarda tutte le procedure che consentono la realizzazione delle obbligazioni “esecutive” contro la volontà del debitore. Il diritto francese conosce tre categorie di obbligazioni civili: pagare, fare o non fare, e infine dare o restituire.

Il diritto dell’esecuzione interessa i beni del debitore: non esiste esecuzione sulla persona. Tuttavia, il rifiuto di adempiere a certi obblighi (obblighi alimentari) costituisce una violazione di carattere penale che espone il debitore ad azioni giudiziarie e a una condanna a una pena detentiva. Lo stesso vale per l’organizzazione fraudolenta dell’insolvenza da parte di un debitore.

Il diritto relativo ai provvedimenti esecutivi è organizzato in base ai tre aspetti sopra citati (pagare, fare, dare).

Per gli obblighi di pagamento l’esecuzione avviene tramite pignoramento. Se si tratta di denaro, la somma pignorata sarà assegnata al creditore (ad es. esecuzione su somme depositate in banca). Se si tratta di un bene appartenente al debitore, il pignoramento porterà alla vendita forzata del bene e il ricavato della vendita sarà attribuito al creditore, nei limiti del suo credito.

Gli obblighi di dare o di restituire variano secondo la natura del bene. Se si tratta di un bene mobile, esso viene pignorato per essere restituito al legittimo proprietario. Se si tratta di un bene immobile l’occupante viene espulso e il proprietario riacquista il godimento del bene.

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Per quanto riguarda gli obblighi di fare o non fare, l’esecuzione si concreta in una penale che il debitore dovrà pagare oltre ad adempiere al suo obbligo. Tale somma, stabilita dal giudice, è calcolata proporzionalmente al periodo di mancata esecuzione (per gli obblighi di fare) , o secondo il numero delle violazioni dell’obbligo di non fare. Nella misura in cui gli obblighi di pagare, di dare o di restituire si interpretano anche come obblighi di fare, può essere inflitta la penale oltre agli altri provvedimenti di esecuzione forzata.

2. Quali sono le condizioni per l’emanazione di un titolo esecutivo?

2.1. Procedura

L’esecuzione forzata può essere iniziata in base a titoli esecutivi; questi sono definiti all’articolo 3 della legge n. 91-650 del 9 luglio 1991 relativa alla riforma dei procedimenti civili di esecuzione (loi n° 91-650 du 9 juillet 1991 portant réforme des procédures civiles d’exécution) , ossia:

  1. le decisioni degli organi giurisdizionali civili e amministrativi e gli accordi sottoposti al presidente del tribunal de grande instance qualora abbiano forza esecutiva;
  2. le decisioni e gli atti stranieri e le sentenze arbitrali dichiarate esecutive da una decisione non suscettibile di sospensione;
  3. gli estratti dei verbali di conciliazione firmati dal giudice e dalle parti;
  4. gli atti notarili contenenti la formula esecutiva;
  5. il titolo rilasciato dall’ufficiale giudiziario (huissier de justice) in caso di non pagamento di un assegno;
  6. i titoli rilasciati dalle persone giuridiche di diritto pubblico qualificate come tali dalla legge, o le decisioni a cui la legge attribuisce gli effetti di una sentenza.

Le decisioni giudiziarie non suscettibili di sospensione sono di per sé esecutive. A queste decisioni, come agli atti notarili, viene apposta (a seconda dei casi dal cancelliere o dal notaio) la formula esecutiva che ne attesta il carattere esecutivo. Non vi è altra procedura intermedia che permetta di procedere all’esecuzione.

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In assenza di una decisione giudiziaria, ogni creditore può ottenere l’autorizzazione ad intervenire con un sequestro conservativo o con garanzie giudiziarie. Le misure prese in tali circostanze perdono rapidamente efficacia se non vengono notificate all’altra parte (entro otto giorni) e se il creditore non ha instaurato un giudizio per ottenere una decisione di merito.

Le misure di esecuzione forzata sui beni mobili e le somme di denaro, così come il rilascio di un immobile, devono essere attuate da un ufficiale giudiziario, che è un pubblico ufficiale, un agente incaricato dell’esecuzione nominato dal ministro della giustizia, che esercita le sue competenze in condizioni di diritto privato ma che gode, per l’esecuzione, di prerogative di autorità pubbliche nel quadro di una regolamentazione precisa e di una deontologia rigorosamente controllata.

Il pignoramento degli immobili avviene con una procedura speciale dinanzi, generalmente, al tribunal de grande instance, e nell’ambito della quale il creditore deve essere rappresentato da un avvocato.

Le spese dei provvedimenti esecutivi sono in linea di principio a carico del debitore, che dovrà saldarle oltre a pagare il suo debito.

Queste spese d’esecuzione sono basate su un tariffario che fissa il compenso dovuto agli ufficiali giudiziari per ogni atto di esecuzione. Il compenso degli ufficiali giudiziari è stabilito dal decreto n. 96-1080 del 12 dicembre 1996: esso comporta una somma forfettaria espressa, cumulativamente o alternativamente a seconda dei casi, in diritti fissi o in diritti proporzionali, accompagnati, se del caso, da un diritto per l’avvio del procedimento.

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I diritti fissi sono a carico del debitore. Quelli proporzionali, calcolati secondo una scala decrescente applicata agli importi recuperati, sono in parte a carico del creditore e in parte a carico del debitore.

A titolo d'informazione, per un credito recuperato di 10 000 euro, la tariffa di alcune misure d’esecuzione sarebbe la seguente:

  • pignoramento-attribuzione di un conto bancario: diritto fisso, incluse le tasse, 187,53 euro
  • pignoramento di beni mobili: diritto fisso, incluse le tasse, 66,98 euro
  • pignoramento di veicolo tramite dichiarazione alla prefettura: diritto fisso, incluse le tasse, 133,95 euro
  • precetto prodromico al pignoramento immobiliare: diritto fisso, incluse le tasse, 80,37 euro.

A questi diritti fissi si aggiungono i diritti proporzionali che ammontano, per la totalità del credito, a 723,44 euro, tasse incluse, di cui 121,35 euro a carico del debitore e 602,09 euro a carico del creditore.

2.2. Condizioni di merito

Non occorre un’autorizzazione giudiziaria per procedere all’esecuzione in presenza di titoli esecutivi.

Per quanto riguarda l’autorizzazione di misure cautelari a beneficio di un creditore che non abbia ancora un titolo esecutivo, i criteri sono i seguenti: il credito appare fondato nel merito e c’è il pericolo di non recuperarlo. Il giudice competente ad autorizzare il sequestro conservativo è il giudice dell’esecuzione (generalmente un giudice del tribunal de grande instance).

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3. Oggetto e natura delle misure d’esecuzione

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

L’insieme del patrimonio del debitore costituisce la garanzia del creditore, di modo che, in linea di principio, possono essere pignorati tutti i beni appartenenti al debitore. Esistono norme particolari a seconda della natura di tali beni: crediti (canoni d’affitto, stipendi, somme depositate su un conto bancario) , beni mobili di ogni tipo, immobili e diritti reali, valori mobiliari e partecipazioni in società, veicoli (terrestri, navi, barche o aerei) , diritti d’autore, somme di denaro depositate in cassaforte.

La legge può tuttavia prevedere che certi beni non siano pignorati. Ciò vale in particolare per:

  • somme destinate ad alimenti (e in particolare una parte degli stipendi, fissata secondo una scala decrescente in funzione dell’importo del reddito e degli oneri familiari, rivalutato ogni anno) ,
  • beni mobili necessari alla vita e al lavoro del debitore che non possono essere pignorati se non per il pagamento del loro prezzo, o qualora siano di un valore cospicuo,
  • beni necessari alle persone malate o disabili.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure d’esecuzione?

Le misure d’esecuzione sui beni e i crediti sono attuate in due fasi. In un primo momento l’agente incaricato dell’esecuzione procede al pignoramento dei beni o delle somme di denaro. Questo pignoramento rende i beni indisponibili, ma ne lascia il godimento al debitore che ne diventa il custode. Se il debitore sottrae tali beni si rende colpevole di reato. Per quanto riguarda le somme di denaro, esse restano bloccate sul conto ma sono immediatamente, benché virtualmente, assegnate al creditore pignorante.

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Il pignoramento è notificato al debitore. Se il debitore non adisce il giudice per contestare il pignoramento, l’agente incaricato dell’esecuzione può passare alla seconda fase: far vendere i beni all’asta o chiedere al terzo pignorato (generalmente il banchiere) di consegnargli le somme pignorate.

Il banchiere, chiamato “terzo pignorato”, ha l’obbligo, al momento del pignoramento, di informare l’ufficiale giudiziario sull’insieme delle somme che detiene per il debitore. Se non ottempera a tale obbligo o se riconsegna al debitore le somme pignorate presso di lui, la sanzione giudiziaria, su richiesta del creditore, sarà il pagamento del debito al posto del debitore.

3.3. Qual è la validità di queste misure?

I titoli esecutivi non si prescrivono né si estinguono col tempo.

Le autorizzazioni del giudice dell’esecuzione a procedere a sequestri conservativi perdono efficacia se la misura cautelare non viene presa entro un termine di tre mesi a decorrere dall’ordinanza.

4. Vi è possibilità di ricorso contro la decisione che ordina la misura?

La questione attiene solo alle autorizzazioni di sequestri conservativi. In effetti, per i titoli esecutivi, l’esercizio delle vie di ricorso è legato alla contestazione giudiziaria del credito stesso.

Una volta presa la misura cautelare, e una volta notificata al debitore, quest’ultimo può adire il giudice dell’esecuzione che ha autorizzato la misura per contestare le condizioni che hanno portato a tale autorizzazione. Il giudice può essere adito finché il sequestro conservativo non è stato convertito in pignoramento in seguito a conferma giudiziaria del credito.

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