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Ultimo aggiornamento: 02-05-2005
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Finlandia

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INDICE

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”? 1.
2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario? 2.
2.1. La procedura 2.1.
2.2. I requisiti di merito 2.2.
3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione? 3.2.
3.3. Qual è la validità di tali misure? 3.3.
4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure? 4.

 

Ulosotto

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”?

In Finlandia si distingue tra una esecuzione particolare ed una esecuzione generale.

L’esecuzione forzata in base a titolo esecutivo è una forma di esecuzione particolare. L’obbligo cui un soggetto è tenuto in base ad una sentenza di condanna o ad altro titolo viene eseguito, se necessario, tramite esecuzione forzata.

I piani individuali di risanamento del debito, l'amministrazione controllata ed il fallimento rientrano invece nell’esecuzione generale, o procedura concorsuale. Tali forme di esecuzione riguardano, di norma, tutti i debiti ed i crediti del debitore. Di seguito si tratterà solo dell'esecuzione forzata individuale, vale a dire del recupero dei crediti in base ad un titolo esecutivo. Si veda anche Fallimento - Finlandia.

Il tipo di esecuzione più importante in materia civile e commerciale è l’esecuzione in base a titolo esecutivo. Essa comporta il pignoramento dei beni del debitore, la loro eventuale vendita e il versamento del ricavato della vendita al creditore. I beni sono pignorati nei limiti di quanto necessario a soddisfare il creditore. Qualora l’esecuzione sia stata chiesta da più creditori o qualora sui beni pignorati sia costituita una garanzia, il ricavato della vendita soddisfa i creditori in base all’ordine dei privilegi.

Un altro tipo importante di esecuzione è lo sfratto. L’inquilino o il conduttore di altro immobile possono essere sfrattati per finita locazione. L’esecuzione può anche avere ad oggetto un obbligo di consegnare o rilasciare (esecuzione per consegna o rilascio) o un obbligo di fare o non fare (esecuzione forzata di obblighi di fare e di non fare). A seconda delle circostanze i mezzi impiegati possono essere sia misure coercitive che sanzioni pecuniarie in forma di penali. Il sequestro conservativo disposto dal giudice o altre misure conservative possono essere eseguiti tramite esecuzione forzata. Di seguito sarà descritta solo l’esecuzione forzata in base a titolo esecutivo.

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2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario?

2.1. La procedura

In Finlandia alle esecuzioni forzate provvedono gli ufficiali giudiziari, che in genere delegano i loro aiutanti. Gli ufficiali giudiziari sono funzionari dell’amministrazione giudiziaria statale che svolgono le loro funzioni con indipendenza e imparzialità, nel pieno rispetto della legge. Essi devono provvedere con rapidità, efficienza e precisione senza arrecare al debitore o a terzi danni non proporzionati allo scopo dell’esecuzione. Gli ufficiali giudiziari godono di ampi poteri in ordine alla ricerca dei beni del debitore.

Per poter chiedere l’esecuzione forzata il creditore deve disporre di un sentenza o di un altro titolo esecutivo. Di norma non è comunque richiesta un'ulteriore decisione giudiziaria per procedere all’esecuzione.

Nelle cause civili e commerciali il titolo dell'esecuzione è in genere rappresentato da una sentenza o da un altro provvedimento dell’autorità giudiziaria. Fanno parte dell’autorità giudiziaria ordinaria i tribunali circondariali, in primo grado, e, nei gradi successivi, le corti d’appello e la corte suprema. Può costituire titolo esecutivo anche il lodo arbitrale. Nella prassi un importante titolo esecutivo è costituito dalle convenzioni relative agli alimenti omologate dalle competenti autorità comunali. Invece le scritture private non possono mai valere come titolo esecutivo in Finlandia.

Una sentenza straniera o un provvedimento equipollente sono titoli esecutivi in Finlandia solo se espressamente previsti come tali dalla legge, attualmente per lo più dalla normativa comunitaria.

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Il creditore deve presentare la richiesta di procedere all’esecuzione all’ufficiale giudiziario, allegando il titolo esecutivo. Il creditore può chiedere un’esecuzione forzata ordinaria, totale o parziale (si veda al punto 3. 1. ). Qualora il credito non possa essere recuperato immediatamente, il creditore può chiedere che il servizio delle esecuzioni forzate lo sorvegli come credito infruttifero per due anni. Per l’esecuzione forzata non è necessario ricorrere ad un avvocato o ad altra assistenza legale.

Le spese dell’esecuzione forzata di spettanza dello Stato sono in gran parte a carico del debitore. Il creditore è tenuto al pagamento di un importo pari allo 0,5% dei versamenti, con un limite massimo di 200 euro per versamento. Se non si ottiene alcun recupero il creditore deve pagare un piccolo importo per le spese amministrative.

2.2. I requisiti di merito

La validità della pretesa del creditore è accertata dal giudice nel corso di un processo civile, al termine del quale viene pronunciata la sentenza che vale come titolo esecutivo. Nella prassi la maggior parte delle decisioni è presa in contumacia. Si ha una sentenza in contumacia quando per mancata costituzione della parte convenuta, che non risponde alla citazione o non compare in udienza, manchi un accertamento in contraddittorio della validità del credito. Il creditore ottiene in tal modo con facilità e speditezza il titolo esecutivo per un credito non contestato. Si veda anche Procedimenti semplificati e accelerati – Finlandia.

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L’ufficiale giudiziario dà esecuzione alla sentenza o al diverso titolo esecutivo senza poterne verificare la validità. Può invece verificare che il credito non si sia estinto dopo la pronuncia della sentenza, ad esempio per effetto del pagamento o della prescrizione.

3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

Di norma tutti i beni di proprietà del debitore possono essere pignorati. In pratica vengono pignorati depositi bancari del debitore, crediti fiscali, stipendi, salari, pensioni di lavoro o altre entrate regolari. Si possono inoltre pignorare altri diritti e beni mobili o immobili. Tuttavia, se il creditore ha optato per l'esecuzione forzata parziale il pignoramento può riguardare solo crediti e valori, risultanti da registri, che non è necessario liquidare.

La legge proibisce tuttavia la pignorabilità di taluni tipi di beni, tra l’altro per motivi sociali. Non si possono pignorare, ad esempio, vari sussidi sociali. Il debitore gode inoltre del cosiddetto diritto di separazione, cosicché, ad esempio, il mobilio o gli strumenti di lavoro non possono venir pignorati.

Per assicurare al debitore ed alla sua famiglia il minimo vitale il pignoramento di stipendi, salari e pensioni di lavoro è soggetto a limiti quantitativi. Di norma può essere pignorato fino ad un terzo del reddito netto del debitore. Il debitore dispone sempre di una quota garantita.

Se i beni pignorati devono essere liquidati essi sono venduti all’incanto.

3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?

Dopo il pignoramento il debitore non può distruggere né alienare i beni pignorati in danno del creditore o disporne altrimenti. Gli atti che violino tale divieto sono inefficaci. In casi eccezionali, tuttavia, è tutelato l’affidamento del terzo. L’acquisizione di beni pignorati configura un reato.

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L’ufficiale giudiziario ha pieno accesso all’informazione non solo nei confronti del debitore, ma anche dei terzi, come le banche. Dopo che alla banca è stato comunicato il divieto di procedere a pagamenti relativamente ai fondi bancari pignorati, essi possono essere svincolati solo a favore dell'ufficiale giudiziario. Il pagamento del credito, dello stipendio o del salario in violazione del divieto di pagamento configura un reato.

3.3. Qual è la validità di tali misure?

La sentenza o un altro titolo esecutivo non possono dar luogo ad esecuzione forzata se il diritto soggiacente si è successivamente estinto per intervenuto pagamento, prescrizione o altro motivo. Dalla pronuncia della sentenza decorre un termine di prescrizione quinquennale che può essere interrotto dal creditore.

Attualmente in Finlandia il diritto di procedere all’esecuzione forzata in base a taluni titoli esecutivi è sottoposto a scadenza. Tra tali titoli sono compresi quelli che impongono ad una persona fisica il pagamento di un debito pecuniario. Lo scopo è quello di evitare esecuzioni forzate eccessivamente lunghe. Tali titoli possono di norma dar luogo ad esecuzione forzata per 15 anni, in alcuni casi per 20. Il creditore non può interrompere il termine. Dal 1° marzo 2008, terminato l’attuale periodo transitorio, i titoli esecutivi più vecchi cadranno in prescrizione.

Gli atti esecutivi in quanto tali non hanno termini di scadenza particolari. L’ufficiale giudiziario deve procedere sollecitamente agli atti dell’esecuzione forzata senza inutili ritardi.

4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure?

Gli atti esecutivi o le decisioni del pubblico ministero possono essere impugnati da tutti coloro che ne subiscano pregiudizio. Il reclamo è presentato in primo grado al tribunale circondariale. Il termine per presentare il reclamo è di tre settimane, decorrenti di norma dalla data della decisione o dal momento in cui essa è stata notificata all’interessato.

Il reclamo di norma non sospende l’esecuzione, salvo diversa decisione del tribunale. Se il reclamo è accolto, il tribunale può annullare l'atto dell'ufficiale giudiziario o modificarlo. Gli stessi ufficiali giudiziari possono, entro certi limiti, correggere gli errori materiali dei propri atti.

Qualora l’eccezione o il diritto fatti valere nell’ambito di un procedimento di esecuzione forzata richiedano un giudizio in contraddittorio, la causa va decisa dal giudice competente (per l’opposizione all'esecuzione).



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