Commissione Europea > RGE > Esecuzione delle decisioni giudiziarie > Diritto Comunitario

Ultimo aggiornamento: 26-01-2007
Versione stampabile Aggiungi ai preferiti

Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Diritto Comunitario

EJN logo

Questa pagina è obsoleta. L'aggiornamento è in corso e sarà disponibile sul portale europeo della giustizia elettronica.


“Voglio che sia data esecuzione ad una decisione in un altro Stato membro.”

In questo caso, dovrete rivolgervi al tribunale competente dello Stato membro nel quale è richiesta l'esecuzione, per ottenere una dichiarazione di esecutività della decisione straniera (exequatur).

Il regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, contiene norme relative all'esecuzione in un altro Stato membro. Il regolamento, entrato in vigore il 1° marzo 2002, semplifica la procedura per l'ottenimento di una dichiarazione di esecutività di una decisione straniera, rispetto alla Convenzione di Bruxelles del 1968 che sostituisce. Le disposizioni del regolamento sono direttamente applicabili, il che significa che chiunque può avvalersene dinanzi ad un tribunale. Il regolamento non trova applicazione in Danimarca, nella quale sono tuttora vigenti le disposizioni della Convenzione di Bruxelles.

Il regolamento stabilisce le norme seguenti:

  • Le decisioni emesse in uno Stato membro e ivi esecutive sono eseguite in un altro Stato membro dopo essere state ivi dichiarate esecutive (o - nel Regno Unito - dopo essere state registrate) su istanza della parte interessata;
  • L'istanza deve essere proposta al giudice o all'autorità competente, la cui competenza territoriale è determinata dal domicilio della parte contro cui viene chiesta l'esecuzione o dal luogo dell'esecuzione;
  • La dichiarazione di esecutività di una decisione deve essere rilasciata dopo l'espletamento di alcune formalità ed essere stata comunicata o notificata all'altra parte, che può contestarla soltanto tramite ricorso;
  • Il giudice può rifiutare di riconoscere esecutiva una decisione straniera, se il riconoscimento è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro richiesto, o se in contrasto con una decisione emessa precedentemente, o se la domanda giudiziale od un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile.

Benché questa procedura appaia relativamente semplice, il regolamento non elimina tutti gli ostacoli alla libera circolazione delle decisioni giudiziarie nell'Unione europea e lascia in vigore misure intermedie ancora troppo restrittive.

Inizio paginaInizio pagina

A Tampere nell'ottobre 1999, il Consiglio europeo ha chiesto di ridurre ulteriormente le procedure intermedie tuttora necessarie per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni o sentenze straniere. Nel novembre 2000, il Consiglio ha adottato un programma per il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie. L'obiettivo finale è di eliminare qualsiasi procedura necessaria per rendere esecutiva una decisione in materia civile e commerciale (exequatur). Seguendo un'impostazione graduale, si è deciso di concentrare inizialmente i lavori su un progetto pilota in un settore ben definito: l'eliminazione dell'exequatur per i crediti non contestati.

Il 21 aprile 2004 è stato adottato il regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati. Esso elimina tutte le procedure intermedie nello Stato membro in cui l'esecuzione è richiesta, come condizione preliminare all'esecuzione in questo Stato, per ogni decisione resa in un altro Stato membro in mancanza accertata di contestazione da parte del debitore in ordine alla natura o all'ammontare del debito, se sono soddisfatte determinate condizioni che riguardano in particolare la notificazione degli atti giudiziari in caso di sentenze in contumacia. La soppressione dell'exequatur permetterà ai creditori di ottenere un'esecuzione rapida ed efficace all'estero, senza l'intervento delle autorità giudiziarie dello Stato membro nel quale l'esecuzione è richiesta, che causa ritardi e costi.

Il 15 marzo 2005 la Commissione europea ha adottato una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un procedimento europeo per controversie di modesta entità. La proposta mira a semplificare, accelerare e ridurre i costi della risoluzione delle controversie di modesta entità istituendo un procedimento europeo in alternativa a quelli previsti nelle normative degli Stati membri, che rimangono invariati. Inoltre, vengono abolite le misure intermedie ancora necessarie per giungere al riconoscimento e all'esecuzione di un provvedimento giudiziario. Un provvedimento deciso nell'ambito di un procedimento europeo per controversie di modesta entità sarà riconosciuto ed eseguito in un altro Stato membro senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutorietà e senza che sia possibile opporsi al suo riconoscimento.

Inizio paginaInizio pagina

Non esistono disposizioni comunitarie sull'esecuzione in quanto tale. Tuttavia il Programma di riconoscimento reciproco summenzionato prevede una serie di misure tendenti a rafforzare gli effetti nello Stato richiesto delle decisioni prese nello Stato d'origine. Tali misure sono:

  • l'introduzione dell’esecuzione provvisoria, di modo che la decisione che, nel paese richiesto, autorizza l’esecuzione sia immediatamente esecutiva in via provvisoria nonostante l’eventualità di ricorsi;
  • l'attuazione di provvedimenti cautelari a livello europeo, di modo che una decisione resa in uno Stato membro implichi l’autorizzazione a procedere, nell’insieme del territorio dell’Unione, a provvedimenti cautelari sui beni del debitore. (si veda il tema “Misure provvisorie e cautelari - Informazioni generali”);
  • il miglioramento dei sequestri bancari, ad esempio attraverso l’introduzione di un sequestro europeo dei depositi bancari.

Documenti di riferimento

  • Regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
  • Convenzione di Bruxelles del 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (versione consolidata)
  • Conclusioni della Presidenza - Consiglio europeo (15 e 16 ottobre 1999)
  • Progetto di programma del 30 novembre 2000 di misure relative all’attuazione del principio del riconoscimento reciproco delle decisioni in materia civile e commerciale
  • Regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati
  • Proposta di regolamento che istituisce un procedimento europeo per controversie di modesta entità

« Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Informazioni generali | Diritto Comunitario - Informazioni generali »

Inizio paginaInizio pagina

Ultimo aggiornamento: 26-01-2007

 
  • Diritto Comunitario
  • Diritto internazionale

  • Belgio
  • Bulgaria
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Germania
  • Estonia
  • Irlanda
  • Grecia
  • Spagna
  • Francia
  • Italia
  • Cipro
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Ungheria
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Austria
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Finlandia
  • Svezia
  • Regno Unito