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Ultimo aggiornamento: 12-12-2008
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Danimarca

 

INDICE

1. Che cosa si intende per esecuzione in materia civile e commerciale? 1.
2. A quali condizioni si può procedere all'esecuzione? 2.
2.1. Procedura 2.1.
2.2. Condizioni sostanziali 2.2.
3. Provvedimenti esecutivi 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono le conseguenze dei provvedimenti esecutivi? 3.2.
3.3. Qual è la validità dei provvedimenti? 3.3.
4. È possibile impugnare le decisioni che impongono provvedimenti esecutivi? 4.

 

1. Che cosa si intende per esecuzione in materia civile e commerciale?

L'esecuzione (tvangsfuldbyrdelse) consente a un creditore di adottare provvedimenti coercitivi per assicurarsi che un debitore soddisfi un diritto accertato da un giudice o in un altro modo. I procedimenti in materia di esecuzione sono trattati dal giudice dell'esecuzione (fogedretten), (una sezione del tribunale distrettuale (byretten)), in conformità delle norme del codice di procedura civile (retsplejeloven). La maggior parte di questi procedimenti riguarda domande di pagamento, tuttavia possono essere eseguiti anche altri tipi di domande, ad esempio le intimazioni di sfratto per scadenza di un affitto.

Le domande di pagamento sono eseguite dal giudice dell'esecuzione mediante pignoramento dei beni del debitore. Il pignoramento conferisce al creditore un privilegio sul bene pignorato, consentendogli di procedere alla vendita forzata dello stesso e di soddisfare in tutto o in parte il suo diritto con il ricavato della vendita all'incanto. Qualora l'esecuzione riguardi una domanda di liberazione di un immobile, il giudice dell'esecuzione procede mediante sfratto, eventualmente ricorrendo all'aiuto della polizia.

Possono essere eseguite anche le decisioni in materia di affidamento e residenza dei minori e le decisioni relative ai diritti di visita. In tali casi l'esecuzione può avvenire sotto forma di sanzioni pecuniarie per inadempimento e uso diretto della forza (avvalendosi dell'aiuto della polizia).

2. A quali condizioni si può procedere all'esecuzione?

2.1. Procedura

Per procedere all'esecuzione deve sussistere un titolo che fondi l'azione esecutiva.

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Sono titoli esecutivi:

  1. le sentenze e le decisioni emanate da un giudice o da un'altra autorità i cui provvedimenti possano essere eseguiti, le domande di pagamento avallate dal giudice dell'esecuzione e le decisioni sui costi di azioni giudiziarie prese da tali autorità;
  2. le transazioni concluse dinanzi alle autorità di cui al n. 1) e le transazioni riguardanti le condizioni negoziate nelle cause matrimoniali;
  3. determinate decisioni e accordi in materia di affidamento, residenza dei minori e diritti di visita;
  4. gli accordi scritti stragiudiziali relativi a debiti scaduti, muniti della formula esecutiva;
  5. le note di credito munite della formula esecutiva;
  6. le ipoteche;
  7. le cambiali e gli assegni.

L'esecuzione è eseguita dal giudice dell'esecuzione. L'attore in possesso di un diritto fondato può presentare una domanda di esecuzione al giudice dell'esecuzione. Di norma la domanda è proposta al giudice del luogo in cui vive il debitore.

Il giudice dell'esecuzione procede quindi a un esame iniziale della causa. Se questa risulta fondata le parti interessate sono chiamate a comparire in un'udienza che di solito si tiene nell'ufficio del giudice dell'esecuzione. Essa tuttavia può svolgersi anche in altri luoghi, ad esempio la residenza o la sede di lavoro del debitore.

In linea di principio, l'attore deve comparire in udienza altrimenti la domanda è respinta. Il debitore può essere tenuto a comparire in udienza e se non ottempera all'ordine di comparizione può essere portato dinanzi al giudice dalla polizia.

Durante l'udienza è intimato al debitore di pagare e questi ha l'obbligo di fornire tutte le informazioni finanziarie, riguardanti lui o i suoi familiari, che il giudice possa richiedere. In caso di informazioni non corrette il debitore è perseguibile penalmente. La richiesta di informazioni serve a individuare i beni del debitore che possono essere sottoposti a pignoramento (per maggiori informazioni si veda il punto 3.1).

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Di norma la domanda di pignoramento comporta il pagamento di un diritto, il cui importo di base ammonta a 300 DKK. Se il valore della domanda è superiore a 3000 DKK all'importo di base è aggiunto il 50% dell'importo eccedente. Qualora debbano essere svolte attività al di fuori della sala d'udienza o sia necessario l'intervento della polizia per condurre il debitore dinanzi al giudice vanno versati ulteriori 400 DKK.

2.2. Condizioni sostanziali

In determinati casi il giudice dell'esecuzione può respingere la domanda del creditore procedente. Se il debitore contesta il titolo esecutivo, il giudice, qualora ritenga che in base alle prove prodotte non sia opportuno procedere all'esecuzione, deve respingere la domanda.

Il giudice dell'esecuzione non può decidere in merito a tutte le eccezioni relative alla validità del titolo esecutivo. Ad esempio, non può pronunciarsi sulla correttezza di una sentenza o di una decisione e può rifiutarsi di conoscere delle eccezioni che, per la loro portata o natura o per altri motivi, dovrebbero essere proposte in un procedimento ordinario.

Nel corso dell'esecuzione il debitore può, a determinate condizioni, far valere un credito in compensazione. Il credito può quindi essere compensato – ammesso che sussistano le condizioni generali necessarie a tal fine – nel corso dell'azione esecutiva, purché sia eseguibile, sia riconosciuto dalla parte che ha chiesto il pignoramento o sia ritenuto fondato per altri motivi.

3. Provvedimenti esecutivi

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

In linea di principio, possono essere pignorati tutti i beni del debitore, mobili o immobili, aventi un valore economico. I beni mobili comprendono non solo i beni materiali (come ad esempio automobili, navi o aerei) ma anche, ad esempio, i crediti.

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Esiste tuttavia una serie di beni che non possono essere pignorati per soddisfare pretese individuali. Sono ad esempio impignorabili:

  • i crediti aventi per oggetto stipendi non ancora pagati,
  • i crediti aventi per oggetto pensioni o altri sussidi statali non ancora pagati,
  • i beni contemplati dal codice dell'esecuzione dei crediti, ossia i beni che consentono al debitore e alla sua famiglia di mantenere un'abitazione e uno standard di vita modesti,
  • beni ereditabili non ancora ereditati,
  • i crediti relativi al risarcimento di danni e i beni acquisiti a tale titolo, qualora la somma pagabile in compensazione o i beni interessati siano tenuti separati dagli altri beni del debitore.
3.2. Quali sono le conseguenze dei provvedimenti esecutivi?

Con il pignoramento il debitore perde il diritto di disporre liberamente dei beni pignorati. Egli deve astenersi da qualunque atto che possa pregiudicare i diritti del creditore procedente (ad esempio, non può vendere o trasferire i beni a terzi). Di norma, il debitore mantiene il possesso dei beni mobili pignorati fino alla vendita all'incanto, salvo che il giudice dell'esecuzione lo privi del diritto di disporre dei beni.

Se il debitore dispone illegittimamente dei beni pignorati può essergli inflitta una sanzione pecuniaria.

Qualora più creditori chiedano il pignoramento degli stessi beni, la priorità è stabilita in base all'ordine di proposizione della domanda di pignoramento.

Il debitore è tenuto a fornire le informazioni richieste dal giudice ai fini dell'esecuzione. In caso di inosservanza di tale obbligo, il giudice dell'esecuzione può condannarlo a una pena privativa della libertà fino a sei mesi, finché il debitore non ottemperi all'obbligo di fornire le informazioni richieste.

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3.3. Qual è la validità dei provvedimenti?

Il pignoramento di beni mobili (esclusi i veicoli a motore, le imbarcazioni registrate e gli aerei) di norma si estingue decorso un anno dal pignoramento dei beni, salvo che il creditore procedente abbia chiesto al giudice dell'esecuzione di procedere alla vendita all'incanto dei beni pignorati.

Il pignoramento di beni immobili, veicoli a motore, imbarcazioni registrate e aerei si estingue dopo dieci anni (ma fino al 1º gennaio 2008 dopo vent'anni).

4. È possibile impugnare le decisioni che impongono provvedimenti esecutivi?

In linea di principio, le decisioni del giudice dell'esecuzione sono impugnabili dinanzi al tribunale regionale (landsretten) entro quattro settimane dalla pronuncia. Tuttavia le impugnazioni contro decisioni di pignoramento di beni di valore economico non superiore a 10 000 DKK possono essere proposte solo previa autorizzazione della commissione per le impugnazioni (Procesbevillingsnævnet), se sussistono motivi particolari per l'impugnazione.

Inoltre, le cause su cui si è pronunciato il giudice dell'esecuzione possono essere sottoposte a riesame, ossia ad un nuovo esame da parte del giudice dell'esecuzione. Il riesame ha luogo su richiesta comune delle parti o se il giudice dell'esecuzione lo ritiene necessario. Il riesame può essere necessario, ad esempio, se il debitore o un terzo producono prove del fatto che la decisione pregiudica i diritti di un terzo o se il debitore non era presente durante l'azione esecutiva e invoca le norme del codice dell'esecuzione dei crediti contenute nel codice di procedura civile.

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