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Ultimo aggiornamento: 29-07-2004
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Repubblica Ceca

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INDICE

1. Che cosa s’intende per “esecuzione” in materia civile e commerciale? 1.
1.1. Definizione 1.1.
1.2. Elenco delle misure di esecuzione che possono costringere il convenuto a fare qualcosa, ad astenersi dal fare qualcosa o ad eseguire un pagamento 1.2.
2. Quali sono le condizioni per emanare un titolo esecutivo? 2.
2.1. Esecuzione giudiziaria delle decisioni 2.1.
2.2. Esecuzione da parte di un ufficiale giudiziario 2.2.
3. Oggetto e natura delle misure di esecuzione 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione? 3.2.
3.3. Qual è la validità di queste misure? 3.3.
4. Vi è possibilità di ricorso contro la decisione che ordina la misura? 4.

 

1. Che cosa s’intende per “esecuzione” in materia civile e commerciale?

1.1. Definizione

Esecuzione delle decisioni significa che, sulla base di una decisione giudiziaria che abbia efficacia giuridica (cioè che non sia una norma applicabile in via provvisoria), si può imporre l’esecuzione dell’obbligo stabilito da una determinata decisione anche contro la volontà della persona a cui viene imposta l’esecuzione o un comportamento stabilito. L’esecuzione di una decisione può applicarsi anche a una decisione di un organo diverso da un tribunale, ove permesso dalla legge, per esempio, un’autorità amministrativa può emanare una decisione in materia di diritto civile.

L’esecuzione delle decisioni è disciplinata dalle disposizioni dei paragrafi 251-351 della parte VI della legge n. 99/1963 (codice di procedura civile) e successive modifiche. Per quanto riguarda l’esecuzione delle decisioni relative alla custodia dei figli minori, in considerazione della natura diversa dell’obbligo imposto (carattere non patrimoniale), nel caso di una decisione non eseguita del tribunale che impone che ad occuparsi di un figlio minore sia una persona fisica anziché un’altra non si applica la disposizione generale sull’esecuzione delle decisioni.

Il creditore il cui credito non viene rimborsato dal debitore può ottenere soddisfazione sulla base degli strumenti previsti dalla parte sesta del codice di procedura civile e successive modifiche, mediante le cosiddette licitazioni contro la propria volontà ai sensi dei paragrafi 36 - 61 della legge 26/2000 sulle licitazioni pubbliche (esecuzione forzata di obblighi monetari) o ancora mediante quanto stabilito dalla legge 120/2001 sugli organismi di esecuzione dei tribunali e le azioni esecutive (atto di esecuzione) e successive modifiche (esecuzione forzata di obblighi di natura monetaria e non monetaria).

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I singoli strumenti specifici previsti dalla parte sesta del codice civile sono descritti dettagliatamente nella parte sesta del codice di procedura civile.

Per l’esecuzione è di importanza chiave un titolo giuridico adeguato che attesti che la richiesta di pagamento del creditore è giustificata (il cosiddetto titolo esecutivo).

Costituiscono titolo esecutivo:

  • le decisioni giudiziarie esecutive quando riconoscono un diritto, impongono un obbligo o riguardano una proprietà;
  • le decisioni esecutive di tribunali o altri organi amministrativi quando riconoscono un diritto o riguardano una proprietà;
  • le decisioni giudiziarie esecutive nelle questioni amministrative;
  • le decisioni giudiziarie esecutive di comitati di arbitrato e gli accordi da essi ratificati;
  • le decisioni giudiziarie esecutive dei notai di Stato e gli accordi da essi sanciti;
  • i rogiti notarili e gli atti esecutivi che dispongono l’esecuzione conformemente a specifiche norme;
  • le decisioni esecutive di autorità amministrative pubbliche, compresi gli avvisi di pagamento, gli attestati relativi ad arretrati per quanto riguarda tasse e imposte e altre decisioni e accordi esecutivi;
  • le decisioni esecutive e gli attestati relativi ad arretrati per quanto riguarda la cassa malattie e la previdenza sociale;
  • le decisioni di un organo della Comunità europea;
  • le altre decisioni esecutive, sancite da accordi e documenti la cui esecuzione giudiziaria è autorizzata dalla legge.

Sentenze esecutive possono essere soltanto le sentenze in cui si impone al debitore un qualche adempimento che può consistere nell’obbligo di dare qualcosa (dare), per esempio, pagare un determinato importo di denaro o consegnare una determinata cosa, oppure nell’obbligo di fare qualcosa (facere), per esempio svolgere un determinato lavoro o una determinata operazione, demolire un edificio non autorizzato, oppure nell’obbligo di tollerare qualcosa (pati), per esempio non disturbare gli aventi diritto nell’esercizio del loro diritto, oppure nell’obbligo di astenersi da qualcosa (omittere, non facere), per esempio impedire ad un animale domestico di introdursi nella proprietà di un vicino.

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Il comportamento a cui è tenuta la persona a cui l’obbligo è imposto deve essere considerato come un’esecuzione (cfr. il paragrafo 251 del codice civile – se la persona a cui l’obbligo è imposto non esegue volontariamente quanto stabilito dalla decisione esecutiva, la persona avente diritto può presentare una domanda di esecuzione giudiziaria di una decisione).

1.2. Elenco delle misure di esecuzione che possono costringere il convenuto a fare qualcosa, ad astenersi dal fare qualcosa o ad eseguire un pagamento

Le misure di esecuzione variano in funzione della natura dell’obiettivo da raggiungere mediante l’esecuzione della decisione e si dividono in due categorie: – le misure finalizzate al godimento del diritto a beneficiare di una prestazione monetaria e le misure finalizzate al godimento del diritto a beneficiare di una prestazione non monetaria.

L’esecuzione delle decisioni che impongono il pagamento di importi in denaro può essere ottenuta mediante una ritenuta sullo stipendio o su altre fonti di reddito, mediante un credito obbligato, la vendita di beni mobiliari e immobiliari, la vendita di un’impresa e la costituzione di un diritto di ipoteca giudiziaria sulle proprietà immobiliari.

In altri termini, nel caso di un credito obbligato o di un’ipoteca giudiziaria, il tribunale decreta che se una terza persona ha contratto un debito con la parte obbligata (il debitore), tale terza persona deve effettuare il pagamento della somma di cui alla decisione giudiziaria al posto del debitore.

Conformemente al paragrafo 313 punto 1 del codice di procedura civile, nell’ordine di esecuzione di una decisione il tribunale proibisce al debitore del creditore di disporre liberamente del proprio credito. Il tribunale proibisce al debitore del creditore di pagare il debito al creditore, di compensarlo o di disporne in altro modo quando riceve l’ordine di esecuzione. Conformemente al paragrafo 314a punto 1 del codice di procedura civile, l’esecuzione della decisione deve essere effettuata in modo che il debitore del creditore paghi, quando l’ordine di esecuzione diventa definitivo e conclusivo, alla persona avente diritto quanto stabilito dalla decisione di esecuzione. Ne consegue che il creditore perde il diritto al credito che ha con il proprio debitore (il debitore del creditore) e il debito deve essere pagato all’avente diritto.

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L’esecuzione delle decisioni che impongano qualsiasi altro obbligo diverso dal pagamento di un importo di denaro dipende dal tipo di obbligo imposto. Può avvenire mediante sfratto, confisca di beni, divisione di una proprietà comune o mediante l’esecuzione forzata di un’attività o un’azione.

Nel caso di un credito garantito, l’esecuzione delle decisioni può attuarsi mediante la vendita di bene gravato da un’ipoteca, la vendita di beni mobili e immobili, di beni in blocco, di gruppi di beni, di aree abitabili e non abitabili di proprietà in base alla legge sulle proprietà, mediante addebitamento forzato di un credito in denaro o mediante il recupero dei diritti relativi ad altre proprietà date in ipoteca.

2. Quali sono le condizioni per emanare un titolo esecutivo?

Nella Repubblica ceca un creditore può scegliere se ottenere soddisfazione del suo credito mediante l’esecuzione giudiziaria delle decisioni (cioè tramite un ufficiale giudiziario, conformemente ai paragrafi 251 - 351a del codice di procedura civile o mediante l’esecuzione da parte di un ufficiale giudiziario conformemente alla legge n. 120/2001 relativa agli ufficiali giudiziari e all’azione di esecuzione (atto di esecuzione), e successive modifiche.

L’ufficiale giudiziario agisce anche conformemente al codice di procedura civile, segnatamente per quanto riguarda le disposizioni che disciplinano i metodi individuali di esecuzione delle decisioni mediante gli strumenti previsti dalla parte VI del codice.

L’ufficiale giudiziario è autorizzato a svolgere attività di esecuzione, intendendo con quest’ultima l’esecuzione forzata di titoli esecutivi.

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Un creditore non ha bisogno di essere rappresentato da un avvocato per l’esecuzione delle decisioni.

L’esecuzione può essere generalmente ordinata solo se la decisione indica la parte avente diritto e la parte obbligata, definisce la portata e il contenuto dell’obbligo per cui è stata proposta l’esecuzione e specifica i limiti di tempo per eseguire l’obbligo.

2.1. Esecuzione giudiziaria delle decisioni

Le procedure di esecuzione sono disciplinate dalla cosiddetta “disposizione di principio” che stabilisce che esse possano essere avviate soltanto su proposta dell’avente diritto. Se la parte obbligata non esegue di propria volontà quanto imposto con la decisione di esecuzione, l’avente diritto può chiedere l’esecuzione giudiziaria della decisione. L’esecuzione di una decisione può essere ordinata ed effettuata soltanto sulla base di quanto stabilito dal codice di procedura civile.

La decisione è sempre sotto forma di risoluzione giudiziaria. Nel corso dell’esecuzione la procedura non può essere sospesa e le scadenze non possono essere modificate. Non è prevista la possibilità di un rinnovo della procedura.

Tranne che nei casi in cui la legge preveda diversamente, il tribunale competente per ordinare ed effettuare l’esecuzione è il tribunale della parte obbligata, cioè il tribunale nel cui distretto essa risiede. Tuttavia, invece del tribunale della parte obbligata, il tribunale competente per l’esecuzione della decisione, qualora essa comporti la vendita di un’impresa (o una parte di essa) è il tribunale nella cui giurisdizione è situata l’impresa (o una parte di essa) oppure, qualora la decisione riguardi una proprietà immobiliare, ma non comporti la vendita di un’impresa, il tribunale nella cui giurisdizione è situata la proprietà.

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Le procedure giudiziarie nella Repubblica ceca sono soggette al pagamento di tasse giudiziarie. Tali tasse devono essere pagate per le procedure o per singole fasi delle procedure. Tali pagamenti sono disciplinati dalla legge n. 549/1991 relativa alle tasse giudiziarie, e successive modifiche. In alcuni casi debitamente giustificati, la legge prevede l’esenzione da tali tasse. Nel caso del pagamento di tasse per le procedure, l’obbligo del pagamento insorge quando viene presentata la denuncia o quando viene avviata la procedura.

Tasse:

Per l’avvio della procedura di esecuzione di una decisione:

  • se si tratta di procedure relative

A obblighi monetari fino a 15 000 corone 300 corone,

  • se si tratta di procedure relative

A obblighi monetari per importi superiori a 15 000 corone il 2% dell’ importo fino a un Massimo di 50 000 corone,

  • negli altri casi 1 000 corone.
2.2. Esecuzione da parte di un ufficiale giudiziario

Provvede all’esecuzione un ufficiale giudiziario proposto dall’avente diritto nella richiesta di esecuzione e a cui il tribunale affida l’esecuzione. Gli atti dell’ufficiale giudiziario sono considerati atti del tribunale.

Alle procedure di esecuzione viene dato inizio con la presentazione di una richiesta. L’esecuzione può essere ordinata solo se ne fa richiesta l’avente diritto o una persona che possa dimostrare di avere acquisito tale diritto (paragrafo 256(1) del codice di procedura civile). L’avente diritto può chiedere l’esecuzione quando la parte obbligata non effettui volontariamente quanto richiesto dal titolo esecutivo (per la definizione di quest’ultimo cfr. sopra). Si dà avvio alle procedure di esecuzione il giorno in cui la richiesta di esecuzione perviene all’ufficiale giudiziario o al Tribunale competente per l’esecuzione insieme alla nomina dell’ufficiale.

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L’ufficiale giudiziario, tuttavia, può provvedere all’esecuzione solo se il tribunale lo ha autorizzato a farlo. Le procedure di esecuzione non possono essere sospese, a meno che la legge non preveda diversamente, per esempio la legge sull’insolvenza e la sua composizione e successive modifiche (ai sensi del paragrafo 14 una dichiarazione di insolvenza ha, tra gli altri, i seguenti effetti: le procedure, in cui un debitore insolvente è parte in causa, relative a reclami sui beni di proprietà del debitore che fanno parte di un patrimonio fallimentare oppure relative a reclami che possono essere soddisfatti mediante tali beni, sono sospese a meno che non si tratti di procedure penali (in tal caso, tuttavia, non si può decidere un risarcimento danni), le procedure relative al mantenimento dei figli minori, le procedure di esecuzione di una decisione, ad eccezione delle procedure concorsuali relative a crediti che devono essere dichiarati fallimentari (paragrafo 20), possono proseguire su richiesta del curatore o delle altre parti, in tal caso il curatore diventa parte in causa al posto del debitore insolvente).

Anche in questo caso non è possibile prolungare i termini o chiedere il rinnovo delle procedure di esecuzione.

Un ordine di esecuzione ha, conformemente al codice di procedura civile, gli stessi effetti di un’esecuzione giudiziaria. Non è possibile ricorrere contro di esso. L’esecuzione è effettuata sulla base di una richiesta quando la risoluzione giudiziaria che ordina l’esecuzione è entrata in vigore.

L’ufficiale giudiziario ha diritto a una ricompensa per il lavoro svolto, al rimborso delle spese, a una compensazione per il tempo perso durante l’esecuzione e per i documenti consegnati. Le modalità per tale rimborso sono previste dal regolamento del Ministero della Giustizia n. 330/2001. Il rimborso per le attività di esecuzione può essere disciplinato mediante contratto, ma ciò non è obbligatorio. Qualora non venga stilato un contratto, il rimborso viene fissato in percentuale dell’importo riscosso o, in caso di esecuzione di natura non monetaria, sulla base di una tariffa fissa.

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3. Oggetto e natura delle misure di esecuzione

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?
  • conti bancari - sì
  • beni materiali mobili - sì
  • altri beni registrati - sì
  • proprietà immobiliari - sì
  • altro – per esempio, il recupero dei diritti relativi ad altre proprietà date in ipoteca o il diritto a una quota commerciale di un marchio registrato;
  • tipi di beni o diritti finanziari che non sono oggetto di provvedimenti di esecuzione:

non possono essere oggetto di un’esecuzione giudiziaria i beni la cui vendita è vietata da disposizioni specifiche o che, in virtù di disposizioni specifiche, non sono subordinati all’esecuzione giudiziaria delle decisioni;

non possono essere oggetto di un’esecuzione giudiziaria i beni di proprietà del debitore che sono indispensabili per la sussistenza del debitore e della sua famiglia o ai fini dell’attività lavorativa di quest’ultimo, nonché quei beni la cui vendita sarebbe contraria alle norme etiche come articoli di vestiario, utensili di uso domestico, fedi matrimoniali e oggetti analoghi, articoli sanitari e medicinali di cui il debitore necessita per la propria salute o per un proprio handicap fisico;

non può essere oggetto di un’esecuzione giudiziaria il salario di base del debitore le cui modalità di pagamento sono fissate per regolamento del governo della Repubblica ceca;

non possono essere oggetto di un’esecuzione giudiziaria i risarcimenti pagati da una compagnia di assicurazioni o sulla base di un contratto di assicurazione qualora tali risarcimenti siano destinati alla ricostruzione o riparazione di un edificio;

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analogamente, non possono essere oggetto di un’esecuzione giudiziaria i sussidi sociali pagati una tantum sulla base di una legge statale.

3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?

Quanto dura la validità di una decisione di esecuzione relativa ai beni di un debitore che non esegue quanto stabilito? Quali sono le eventuali sanzioni che si applicano?

Se la decisione giudiziaria non specifica i termini della sua esecuzione, l’obbligo imposto deve essere eseguito entro tre giorni e, in caso di sfratto, entro quindici giorni dall’entrata in vigore della decisione.

I metodi di esecuzione variano in funzione della natura, monetaria o non monetaria, dell’oggetto dell’esecuzione (cfr. sopra).

Tuttavia, di norma, una volta emesso l’ordine di esecuzione, il tribunale cerca di eseguirlo. Ad agire per l’esecuzione della decisione può essere un impiegato del tribunale (ufficiale giudiziario), se ciò è previsto da un provvedimento giuridico specifico o se è stato autorizzato dal giudice capo; in tal caso, l’ufficiale segue le istruzioni del giudice capo.

Qualora sia necessario che per l’esecuzione della decisione presenti una denuncia o una richiesta dinanzi a un tribunale o un altro organo, l’ufficiale giudiziario agisce in nome dello Stato.

Analoga è la portata dei diritti dell’ufficiale giudiziario. Tranne che nei casi in cui la legge stabilisca diversamente, l’ufficiale giudiziario ha il diritto di compiere tutti gli atti che il codice di procedura civile e altre disposizioni giuridiche altrimenti affidano al giudice, all’esecutore o a un altro impiegato del tribunale.

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L’ordine di esecuzione ha gli stessi effetti di un titolo esecutivo ai sensi del codice di procedura civile. L’esecuzione disposta con un ordine di esecuzione viene effettuata in virtù del potere giuridico della risoluzione sull’ordine di esecuzione. In linea di principio, le disposizioni del codice di procedura civile sono applicate conformemente alle procedure di esecuzione.

Per quanto riguarda le terze persone quali sono gli obblighi delle banche in relazione alla fornitura di informazioni e al blocco dei conti e quali sono le sanzioni che si applicano in caso di mancata osservanza delle misure di esecuzione?

In un ordine di esecuzione mediante addebitamento obbligatorio dei conti del debitore, il tribunale ordina all’istituto finanziario di non pagare alcun importo di denaro dal conto della parte obbligata, di non effettuare alcuna compensazione e di non disporre in alcun modo di tale importo e dei crediti correlati a partire dal momento del ricevimento della risoluzione.

Il tribunale invia la risoluzione relativa all’ordine di esecuzione all’avente diritto, alla parte obbligata e all’istituto finanziario. A quest’ultimo essa viene consegnata direttamente. La parte obbligata non può ricevere la risoluzione prima dell’istituto finanziario.

La legge sull’esecuzione (paragrafo 44, commi 4-7) disciplina anche il divieto di disporre delle proprietà della parte obbligata.

A partire dal momento in cui la risoluzione sull’ordine di esecuzione è inviata all’istituto finanziario, la parte obbligata perde il diritto di disporre del denaro sul proprio conto, di utilizzare tale denaro per dei pagamenti o di disporne in qualsiasi altro modo per quanto riguarda l’importo del credito e quanto ad esso correlato.

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Se l’istituto finanziario non agisce conformemente a quanto disposto dalle disposizioni in materia del codice di procedura civile, l’avente diritto può chiedere all’istituto finanziario il pagamento dell’importo a cui avrebbe avuto diritto se l’istituto finanziario si fosse comportato correttamente anche nel caso in cui sul conto della parte obbligata non vi siano i fondi necessari.

Su richiesta della parte cui la decisione riconosce il diritto al pagamento dell’importo in denaro, il tribunale chiede alla persona a cui viene richiesto di pagare se e da chi riceve un salario o qualsiasi altra entrata regolare ed, eventualmente, in quale banca, filiale di banca straniera, cassa di risparmio o cooperativa di credito ha i propri conti e il numero di tali conti.

L’interpellato deve rispondere al tribunale entro una settimana dall’inizio dell’inchiesta. Se non risponde o risponde in maniera incompleta o scorretta, il tribunale può imporgli un’ammenda fino a 50 000 corone.

Conformemente alla legge 21/1992 sulle banche e successive modifiche, non si ritiene che le banche violino l’obbligo di riservatezza quando forniscono informazioni correlate al controllo bancario ad organi pubblici e altre persone della Repubblica ceca, se tali informazioni sono fornite per consentire loro lo svolgimento delle loro funzioni.

3.3. Qual è la validità di queste misure?

Vedi sopra.

4. Vi è possibilità di ricorso contro la decisione che ordina la misura?

Sì, si può ricorrere contro una risoluzione di esecuzione conformemente alle disposizioni del codice di procedura civile sulle misure correttive.

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La parte in causa può impugnare la decisione del tribunale distrettuale o regionale pronunciata in primo grado nella misura in cui la legge non lo proibisce.

Non è ammissibile un ricorso contro una decisione relativa a importi non superiori a 2 000 corone senza considerare i crediti correlati; ciò non si applica alle sentenze relative al riconoscimento e alle sentenze pronunciate in contumacia. Non è ammissibile un ricorso solo contro le motivazioni di una decisione.

Il ricorso deve essere presentato entro quindici giorni dal recapito della decisione in forma scritta presso il tribunale che ha pronunciato tale decisione. Qualora siano apportate modifiche alla decisione, i termini decorrono dal momento in cui entra in vigore la risoluzione modificata.

Se l’avente diritto ricorre entro i termini stabiliti, la decisione non entra in vigore finché un tribunale non si pronuncia sul ricorso.

Per quanto riguarda i ricorsi in caso di un’esecuzione effettuata da un ufficiale giudiziario, conformemente al paragrafo 44 comma 10 della legge sull’esecuzione, tale tipo di ricorso è ammissibile ma può riferirsi solo alle circostanze materiali per quanto riguarda l’esecuzione della decisione; negli altri casi il tribunale respingerà il ricorso e confermerà l’ordine di esecuzione. Se il ricorso non si riferisce alle circostanze materiali per quanto riguarda l’esecuzione della decisione né ad alcuna altra circostanza, il tribunale respingerà il ricorso mediante una risoluzione. Conformemente al paragrafo 47 comma 3 della legge di cui sopra, non sono ammissibili misure correttive contro un ordine di esecuzione.

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