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Ultimo aggiornamento: 23-05-2006
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Austria

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INDICE

1. Che cosa significa “esecuzione” in materia civile e commerciale? 1.
2. Quali sono i presupposti per l’esecuzione di un titolo? 2.
2.1. La procedura 2.1.
2.2. I presupposti essenziali per il rilascio dell’autorizzazione all’esecuzione 2.2.
3. Misure di esecuzione 3.
3.1. Quali beni del debitore possono essere oggetto di esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione? 3.2.
3.3. Per quanto tempo sono ammissibili le misure di esecuzione? Detta ammissibilità può essere limitata dalla legge o da un provvedimento giudiziario? 3.3.
4. Vi è possibilità di impugnare l’autorizzazione all’esecuzione? Chi può presentare l’impugnazione? Presso quale giudice ed entro quali termini va presentata? Quali sono gli effetti della proposizione dell’impugnazione? 4.

 

1. Che cosa significa “esecuzione” in materia civile e commerciale?

L’esecuzione (esecuzione forzata) è il ricorso al potere coercitivo statale per l’attuazione di pretese esecutive.

Il regolamento sull’esecuzione (Exekutionsordnung) prevede vari tipi di esecuzione, distinguendo a seconda che il titolo esecutivo concerna un credito pecuniario o un diritto a una prestazione personale, e a seconda dei beni che sono oggetto dell’esecuzione.

Qualora un titolo esecutivo relativo a un credito pecuniario debba essere eseguito sui beni mobili del debitore si hanno l’esecuzione mobiliare, l’esecuzione di crediti, l’esecuzione di pretese alla consegna e l’esecuzione di altri diritti patrimoniali. In linea di massima l’esecuzione mobiliare si svolge in tre fasi: pignoramento, realizzazione e soddisfacimento.

L’esecuzione immobiliare ha per oggetto i beni immobili del debitore e viene eseguita tramite la costituzione coattiva del diritto di ipoteca, l’amministrazione giudiziaria o la vendita forzata al pubblico incanto, a scelta del creditore istante.

Per i titoli esecutivi aventi ad oggetto un diritto a una prestazione personale non sussiste un procedimento esecutivo unitario. Per l’esecuzione di un obbligo di fare o non fare si ricorre alla consegna forzata, all’esecuzione d’ufficio o alla comminazione di pene pecuniarie e detentive.

2. Quali sono i presupposti per l’esecuzione di un titolo?

2.1. La procedura

Sono titoli esecutivi sia le decisioni giudiziali che quelle stragiudiziali.

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Tra le decisioni stragiudiziali rientrano:

  • le decisioni delle autorità amministrative relative a pretese di diritto privato o di diritto pubblico e a pene pecuniarie o disciplinari, purché l’esecuzione sia rimessa ai giudici, nonché le transazioni concluse davanti alle autorità amministrative,
  • le decisioni degli enti previdenziali relative a diritti alla prestazione,
  • le transazioni e le decisioni dei tribunali arbitrali,
  • gli atti notarili esecutivi,
  • gli avvisi di pagamento delle imposte arretrate.

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Di massima, per poter procedere all’esecuzione il creditore istante deve disporre di una dichiarazione di esecutorietà rilasciata dall’autorità competente nel corso del procedimento relativo al titolo (Titelverfahren).

In linea di principio competente ad autorizzare l’esecuzione è il tribunale che procede all’esecuzione. Dal punto di vista della competenza per materia quest’ultimo è sempre il tribunale distrettuale (Bezirksgericht). Dal punto di vista della competenza per territorio, l’esecuzione sui beni immobili (iscritti nel libro fondiario) spetta al tribunale del libro fondiario, mentre l’esecuzione di crediti in linea di principio al tribunale del luogo in cui risiede il debitore. In tutti gli altri casi la competenza spetta in via principale al tribunale del luogo in cui al momento dell’avvio dell’esecuzione si trova il bene oggetto dell’esecuzione e in via sussidiaria al tribunale del luogo in cui va effettuato il primo atto esecutivo.

Nel procedimento esecutivo gli organi decisionali sono esclusivamente i giudici monocratici e i funzionari giudiziari. A questi ultimi, che sono dipendenti federali con formazione specifica nel settore, sono trasferite numerose funzioni in materia di esecuzione, in particolare l’esecuzione sui beni mobili del debitore. Spetta tuttavia ai giudici decidere sull’esecuzione immobiliare (eccetto la costituzione coattiva del diritto di ipoteca, di competenza dei funzionari giudiziari) , sull’autorizzazione all’esecuzione in base ad un titolo straniero, sulla comminazione di pene detentive e sulle impugnazioni e reclami.

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Le attività esecutive sono svolte da specifici organi a ciò preposti, gli ufficiali giudiziari. A costoro spetta l’esecuzione concreta del procedimento esecutivo, ad esempio il pignoramento dei beni mobili, lo sfratto, la redazione dell’inventario dei beni del debitore, ecc. Gli ufficiali giudiziari sono organi ausiliari del giudice e devono attenersi agli incarichi e alle istruzioni di quest’ultimo. Essi hanno il compito di svolgere di loro iniziativa le attività esecutive fino alla loro realizzazione o fino a quando è chiaro che l’incarico non può essere portato a termine.

Per presentare una domanda di esecuzione non è necessario essere rappresentati da un avvocato.

La domanda di esecuzione è soggetta alle seguenti spese giudiziarie forfettarie, calcolate in ragione del valore della pretesa da attuare:

  • nei procedimenti esecutivi, esclusi quelli indicati alla lettera b) , aventi l’oggetto della causa di valore

fino a 150 euro

13 euro

superiore a 150 euro

fino a 360 euro

29 euro

superiore a 360 euro

fino a 730 euro

34 euro

superiore a 730 euro

fino a 2.180 euro

46 euro

superiore a 2.180 euro

fino a 3.630 euro

62 euro

superiore a 3.630 euro

fino a 7.270 euro

79 euro

superiore a 7.270 euro

fino a 36.340 euro

114 euro

superiore a 36.340 euro

fino a 72.670 euro

138 euro

superiore a 72.670 euro, per ogni
72.670 euro, o parte di detta cifra, aggiuntivi

ulteriori 138 euro

  • nei procedimenti esecutivi sui beni immobili aventi l’oggetto della causa di valore

fino a

150 euro

26 euro

superiore a 150 euro

fino a 360 euro

34 euro

superiore a 360 euro

fino a 730 euro

44 euro

superiore a 730 euro

fino a 2.180 euro

62 euro

superiore a 2.180 euro

fino a 3.630 euro

86 euro

superiore a 3.630 euro

fino a 7.270 euro

132 euro

superiore a 7.270 euro

fino a 36.340 euro

190 euro

superiore a 36.340 euro

fino a 72.670 euro

305 euro

superiore a 72.670 euro, per ogni
72.670 euro, o parte di detta cifra, aggiuntivi

ulteriori 156 euro

2.2. I presupposti essenziali per il rilascio dell’autorizzazione all’esecuzione

Ai fini del rilascio dell’autorizzazione all’esecuzione (Exekutionsbewilligung) devono sussistere sia i presupposti generali dell’esecuzione (giurisdizione nazionale, ammissibilità della giurisdizione, capacità di essere parte, capacità processuale e potere di rappresentanza dell’interessato) che quelli speciali (competenza del giudice adito, sussistenza di un titolo esecutivo unitamente alla dichiarazione di esecutorietà, contenuto necessario della domanda di esecuzione, assoggettabilità all’esecuzione dei beni oggetto dell’esecuzione). È necessario inoltre che la domanda di esecuzione sia fondata nel merito (essenzialmente le parti menzionate nella domanda devono corrispondere a quelle indicate nel titolo e in linea di principio la domanda deve essere esigibile e il termine per l’adempimento deve essere scaduto).

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3. Misure di esecuzione

3.1. Quali beni del debitore possono essere oggetto di esecuzione?

Sebbene in linea di principio il debitore risponda dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni, l’esecuzione forzata, contrariamente al fallimento, colpisce solo singoli beni del debitore (principio di specificazione). Di norma più creditori si soddisfano su beni distinti. Qualora l’insieme dei beni destinati al soddisfacimento non sia sufficiente, i beni già pignorati devono essere ulteriormente pignorati. In questo caso i creditori vengono soddisfatti seguendo tassativamente il principio di priorità: il creditore che ha pignorato un bene per primo ha la precedenza sugli altri. Se il pignoramento è avvenuto contemporaneamente a favore di più creditori, questi assumono lo stesso grado.

Al fine di tutelare il debitore, determinati beni sono esclusi dall’esecuzione. Si tratta, ad esempio, della mobilia corrispondente ad un tenore di vita modesto, degli oggetti indispensabili a piccoli imprenditori o piccoli agricoltori per l’esercizio della professione, dei commestibili e dei combustibili necessari per quattro settimane al mantenimento del debitore e delle persone della sua famiglia con lui conviventi, del denaro contante corrispondente al minimo vitale, dei sussidi per handicap e dei medicinali, delle foto di famiglia, delle lettere, ecc. Un’analoga tutela contro il pignoramento sussiste anche per l’esecuzione di crediti: i crediti aventi ad oggetto indennità per spese, sussidi per allevare i figli e assegni familiari sono impignorabili. Lo stipendio e la pensione sono pignorabili in misura limitata; l’ammontare della parte impignorabile (“minimo vitale”) dipende dall’ammontare delle entrate e dal numero di obblighi alimentari a carico del debitore.

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3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?

In linea di principio gli atti con cui il debitore dispone dei suoi beni sono efficaci nonostante l’avvio dell’esecuzione. Se tuttavia, diminuendo o alienando parte del proprio patrimonio, il debitore impedisce o riduce il soddisfacimento di un creditore possono sorgere conseguenze penali. Analogamente sono previste conseguenze penali per il caso in cui il debitore sottragga un bene pignorato dall’autorità. Qualora la realizzabilità di un credito venga pregiudicata da un atto del debitore, il creditore, a determinate condizioni, può impugnare giudizialmente l’atto, farlo dichiarare inefficace e rivendicare a copertura del proprio credito il bene sottratto dal debitore al soddisfacimento dei creditori.

L’esecuzione di crediti bancari del debitore avviene tramite pignoramento e trasferimento: l’autorizzazione all’esecuzione contiene il divieto per l’istituto presso cui è aperto il conto di effettuare prestazioni a favore del debitore e il divieto per il debitore di disporre del credito verso l’istituto. Con la notificazione dell’autorizzazione all’esecuzione all’istituto presso cui è aperto il conto il pignoramento diviene efficace. Successivamente detto istituto deve fornire al giudice e al creditore procedente una dichiarazione sulla consistenza e sull’entità del credito. La realizzazione del credito pignorato avviene tramite trasferimento. Con l’atto che accoglie la domanda di trasferimento il creditore procedente acquista il diritto di richiedere il pagamento dal terzo debitore (istituto presso cui è aperto il conto) , se necessario agendo giudizialmente. I pagamenti effettuati dalla banca al correntista nonostante il pignoramento non hanno effetto liberatorio.

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3.3. Per quanto tempo sono ammissibili le misure di esecuzione? Detta ammissibilità può essere limitata dalla legge o da un provvedimento giudiziario?

L’autorizzazione all’esecuzione (ai fini del soddisfacimento dei creditori) è rilasciata a tempo indeterminato. (Solo l’esecuzione ai fini di garanzia e i provvedimenti provvisori sono autorizzati per un periodo determinato.)

Se il creditore dichiara che la pretesa è stata soddisfatta o differita o che egli rinuncia alla prosecuzione del procedimento esecutivo o se il debitore può provare tali fatti mediante atto pubblico o atto autenticato, l’ufficiale giudiziario deve interrompere le attività esecutive.

Inoltre, il debitore o un terzo che abbia un interesse verosimile alla sospensione può chiedere che l’esecuzione venga sospesa. Le cause di sospensione sono enumerate tassativamente dalla legge e comprendono in particolare le opposizioni e le impugnazioni. Qualora si ritenga che la sospensione dell’esecuzione possa pregiudicare il soddisfacimento del creditore procedente, la sospensione può essere autorizzata solo dietro prestazione di un’appropriata cauzione da parte del richiedente.

Infine, il procedimento esecutivo deve essere interrotto su istanza del creditore procedente, del debitore o di un’altra parte interessata se, ad esempio, il creditore procedente rinuncia alla prosecuzione dell’esecuzione, se il debitore attesta tramite atto qualificato che la pretesa è stata soddisfatta o differita, o se il titolo esecutivo, in seguito a domanda di annullamento o di revocazione, è stato successivamente dichiarato nullo. Qualora l’autorizzazione all’esecuzione risulti viziata o l’esecuzione del procedimento esecutivo sia affetta da gravi vizi (ad esempio esecuzione inammissibile di un procedimento esecutivo inutile in quanto i beni disponibili del debitore non sono nemmeno sufficienti a coprire i costi del procedimento) il procedimento esecutivo deve essere interrotto anche d’ufficio.

4. Vi è possibilità di impugnare l’autorizzazione all’esecuzione? Chi può presentare l’impugnazione? Presso quale giudice ed entro quali termini va presentata? Quali sono gli effetti della proposizione dell’impugnazione?

Contro l’autorizzazione all’esecuzione (e, finché la legge non dispone diversamente, contro gli altri provvedimenti emanati in prima istanza nel procedimento esecutivo) è possibile presentare ricorso, mezzo d’impugnazione con effetto devolutivo e non sospensivo. Esso va proposto davanti al giudice dell’esecuzione entro 14 giorni. Sono legittimate a presentare il ricorso le parti del procedimento esecutivo. La presentazione del ricorso contro l’autorizzazione all’esecuzione costituisce un motivo di sospensione dell’esecuzione. Oltre al ricorso, in presenza di determinati presupposti (ad esempio rinuncia all’esecuzione) , il debitore può inoltre agire in giudizio contro il creditore procedente e far valere l’inammissibilità della singola autorizzazione all’esecuzione.



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