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Ultimo aggiornamento: 09-01-2009
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Divorzio - Spagna

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INDICE

1. Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio? 1.
2. Per quali motivi è possibile ottenere il divorzio? 2.
3. Quali sono gli effetti giuridici del divorzio per quanto riguarda: 3.
a) i rapporti personali tra i coniugi? a)
b) la divisione dei beni tra i coniugi? b)
c) i figli minori? (vedere "Responsabilità dei genitori – Spagna") c)
d) l'obbligo di mantenimento nei confronti dell'altro coniuge? (vedere "Crediti alimentari – Spagna") d)
4. Che significa, in concreto, "separazione"? 4.
5. Per quali motivi è possibile ottenere la separazione? 5.
6. Quali sono gli effetti giuridici della separazione? 6.
7. Che significa, in concreto, "annullamento del matrimonio"? 7.
8. Per quali motivi è possibile ottenere l'annullamento del matrimonio? 8.
9. Quali sono gli effetti giuridici dell'annullamento del matrimonio? 9.
10. Vi sono mezzi alternativi per risolvere le questioni relative al divorzio senza rivolgersi al giudice? 10.
11. Dove deve essere presentata la domanda di divorzio / separazione / annullamento del matrimonio? Quali sono le formalità da seguire e i documenti da allegare? 11.
a) Dove deve essere presentata la domanda a)
b) Formalità e documenti b)
12. È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato? 12.
13. È possibile presentare ricorso contro una sentenza di divorzio / separazione / annullamento del matrimonio? 13.
14. Che cosa si deve fare per ottenere il riconoscimento di una sentenza di separazione/ divorzio/ annullamento del matrimonio pronunciata da un tribunale di un altro Stato membro? 14.
15. A quale tribunale occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una sentenza di divorzio / separazione / annullamento del matrimonio? Che tipo di procedimento si applica in questo caso? 15.
16. Qual è il diritto applicabile in un procedimento di divorzio tra coniugi non residenti in Spagna o cittadini di due Stati diversi? 16.

 

1. Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Dopo la riforma introdotta dalla legge 8 luglio 2005, n. 15, in Spagna per ottenere il divorzio non è più richiesta la preliminare separazione legale né devono esservi motivi accertati per via giudiziaria. Si può presentare la domanda di divorzio direttamente al tribunale (è necessaria una sentenza definitiva).

Il divorzio può essere chiesto da uno solo dei coniugi, da entrambi o da un coniuge con il consenso dell'altro, purché sussistano le seguenti condizioni e circostanze:

  1. devono essere trascorsi tre mesi dalla data delle nozze se il divorzio è chiesto da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro;
  2. devono essere trascorsi tre mesi dalla data delle nozze se il divorzio è chiesto da uno solo dei coniugi;
  3. non è necessario che sia trascorso un determinato lasso di tempo dalla data delle nozze se si accerta la presenza di un rischio per la vita, l'integrità fisica, la libertà, l'integrità morale, la libertà sessuale - o il sano sviluppo sessuale nel caso di minori - del coniuge richiedente, dei figli di entrambi i coniugi o di uno qualsiasi dei membri della famiglia.

Quindi è sufficiente che uno dei coniugi non desideri il proseguimento del matrimonio perché si possa chiedere e si possa statuire il divorzio, senza che il convenuto possa opporsi per motivi concreti: è necessario soltanto che sia trascorso il suddetto lasso di tempo e, nel terzo caso, non si deve neanche attendere che sia trascorso.

Piuttosto che chiedere il divorzio, può accadere che i coniugi optino per la separazione legale, per la quale sono previste le medesima condizioni, anche se con la separazione continua a persistere il vincolo coniugale: infatti in tal modo cessa la convivenza, ma il matrimonio non è sciolto come avviene con la sentenza di divorzio.

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Come si è indicato per il divorzio, anche la separazione legale può essere chiesta:

  • da uno solo dei coniugi,
  • da entrambi in coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro.

Nel primo caso, la domanda di separazione o di divorzio va corredata da una proposta relativa alle misure atte a regolare gli effetti derivanti dal divorzio o dalla separazione. Tale proposta viene discussa in tribunale. In caso di disaccordo tra i coniugi, decide l'autorità giudiziaria.

Nel secondo caso, la domanda va corredata da una convenzione regolatoria, comprendente gli accordi raggiunti per le misure da adottare riguardo al domicilio coniugale, all'affidamento e al mantenimento dei figli, alla divisione dei beni comuni e agli eventuali assegni tra i coniugi.

Queste disposizioni in materia di separazione e di divorzio sono pienamente operative nei confronti di tutti i matrimoni contratti tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso: a norma della legge n. 13/2005, infatti, uomini e donne hanno diritto a contrarre matrimonio e il matrimonio è soggetto alle medesime condizioni e ha i medesimi effetti nel caso che i contraenti siano dello stesso sesso o di sesso diverso.

2. Per quali motivi è possibile ottenere il divorzio?

Dopo la riforma introdotta dalla legge n. 15/2005, in Spagna per ottenere il divorzio non è necessario addurre motivi, poiché il proseguimento del vincolo matrimoniale è manifestazione della libertà dei coniugi.

L'unica condizione da rispettare è attendere, prima di chiedere il divorzio, che sia trascorso il lasso minimo di tempo previsto dalla legge (salvo in determinati casi). Come si è già detto, il lasso di tempo da rispettare è:

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  1. tre mesi dalla data delle nozze se il divorzio è chiesto da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro;
  2. tre mesi dalla data delle nozze, se il divorzio è chiesto da uno solo dei coniugi;
  3. nessun lasso di tempo dopo la data delle nozze se si accerta la presenza di un rischio per la vita, l'integrità fisica, la libertà, l'integrità morale, la libertà sessuale - o il sano sviluppo sessuale nel caso di minori - del coniuge richiedente, dei figli di entrambi i coniugi o di uno qualsiasi dei membri della famiglia.

3. Quali sono gli effetti giuridici del divorzio per quanto riguarda:

a) i rapporti personali tra i coniugi?

La prima conseguenza del divorzio è lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Cessa quindi l'obbligo di convivenza e di assistenza reciproca da esso derivante e i coniugi sono liberi di contrarre un nuovo matrimonio.

b) la divisione dei beni tra i coniugi?

Il divorzio comporta lo scioglimento del regime patrimoniale dei coniugi e la liquidazione degli averi comuni eventualmente acquisiti. Si procede quindi alla ripartizione dei beni comuni, che è determinata dal regime patrimoniale che ha disciplinato il matrimonio.

c) i figli minori? (vedere "Responsabilità dei genitori – Spagna")

La sentenza di divorzio non altera i rapporti tra i genitori e i figli avuti in comune, tranne per quanto riguarda l'affidamento. Su di esso deve pronunciarsi il tribunale che dichiara il divorzio, il quale può disporre l'affidamento esclusivo a uno dei genitori, prevedendo un regime di visite a favore dell'altro, oppure l'affidamento congiunto.

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Per disporre l'affidamento congiunto è necessario, di norma, l'accordo dei genitori, espresso nella proposta iniziale o nella convenzione regolatoria o nel corso del procedimento. Tuttavia, a titolo eccezionale e per richiesta di una delle parti, e previo parere favorevole del pubblico ministero, il giudice può decider l'affidamento congiunto, basando la sua decisione sul fatto che solo in tal modo si proteggerebbe adeguatamente l'interesse superiore del minore.

Il principio è che il divorzio non esime i genitori dagli obblighi nei confronti dei figli e che quindi entrambi devono contribuire al loro mantenimento.

Ciò presuppone in generale che il coniuge non affidatario debba corrispondere all'altro un assegno fino a quando i figli siano economicamente indipendenti o si trovino in una situazione da cui risulti che non hanno raggiunto l'indipendenza per motivi loro imputabili.

d) l'obbligo di mantenimento nei confronti dell'altro coniuge? (vedere "Crediti alimentari – Spagna")

Il divorzio sopprime l'obbligo di convivenza e di assistenza reciproca, il che implica che nessuno dei coniugi è più tenuto a mantenere l'altro. Nondimeno, se il divorzio comporta per uno dei coniugi, rispetto alla situazione dell'altro, uno squilibrio economico tale da determinarne l'impoverimento in confronto alla sua precedente situazione nel corso della vita matrimoniale, il coniuge leso ha il diritto di percepire dall'altro un assegno che compensi lo squilibrio.

4. Che significa, in concreto, "separazione"?

La separazione significa l'interruzione della vita in comune dei coniugi, vale a dire la cessazione dell'obbligo di convivenza nonostante il persistere del vincolo matrimoniale, fatto salvo l'eventuale pagamento di un assegno ritenuto necessario a causa di uno squilibrio. Viene meno anche la possibilità che entrambi i coniugi avevano di utilizzare i beni dell'altro per far fronte alle spese comuni necessarie.

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5. Per quali motivi è possibile ottenere la separazione?

Come per il divorzio, dopo la riforma introdotta dalla legge n. 15/2005 in Spagna per ottenere la separazione non è necessario addurre motivi, poiché il proseguimento del vincolo matrimoniale è manifestazione della libertà dei coniugi.

L'unica condizione da rispettare è attendere, prima di chiedere il divorzio, che sia trascorso il lasso minimo di tempo previsto dalla legge (salvo in determinati casi). Il lasso di tempo da rispettare è:

  1. tre mesi dalla data delle nozze se la separazione è chiesta da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro;
  2. tre mesi dalla data delle nozze, se la separazione è chiesta da uno solo dei coniugi;
  3. nessun lasso di tempo dopo la data delle nozze se si accerta la presenza di un rischio per la vita, l'integrità fisica, la libertà, l'integrità morale, la libertà sessuale - o il sano sviluppo sessuale nel caso di minori - del coniuge richiedente, dei figli di entrambi i coniugi o di uno qualsiasi dei membri della famiglia.

6. Quali sono gli effetti giuridici della separazione?

Le conseguenze della separazione sono le medesime del divorzio, con l'unica differenza che il vincolo matrimoniale non è sciolto. È quindi possibile una riconciliazione col ripristino completo del regime matrimoniale senza che i coniugi debbano contrarre tra loro un nuovo matrimonio.

7. Che significa, in concreto, "annullamento del matrimonio"?

L'annullamento del matrimonio (applicabile a tutti i matrimoni contratti tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso) consiste in una dichiarazione giudiziale secondo la quale il matrimonio contratto è affetto da vizi che lo privano della sua validità fin dall'inizio. Dunque il matrimonio non è mai esistito e non ha mai prodotto effetti. I coniugi recuperano quindi lo stato libero.

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L'annullamento comporta lo scioglimento e la liquidazione del regime patrimoniale dei coniugi e la cessazione dell'obbligo di convivenza e di assistenza reciproca.

Contrariamente a quanto accade nei casi di separazione e divorzio, l'inesistenza del matrimonio implica che non può essere concesso nessun assegno compensativo, poiché questo esige l'esistenza di un matrimonio valido. A tale situazione si pone rimedio mediante la possibilità di concedere un indennizzo al coniuge che ha agito in buona fede, se l'altro coniuge ha contratto il matrimonio in malafede.

Per quanto riguarda i figli, nei loro confronti si mantengono gli effetti giuridici sorti prima della sentenza di annullamento del matrimonio. Le conseguenze sono dunque le stesse della separazione o del divorzio.

8. Per quali motivi è possibile ottenere l'annullamento del matrimonio?

Le cause di nullità del matrimonio sono:

  1. la mancanza di consenso di uno dei coniugi;
  2. la celebrazione del matrimonio nonostante l'esistenza di un impedimento, quale:
    1. il fatto che uno dei contraenti fosse un minore non emancipato, a meno che non avesse più di 14 anni e avesse ottenuto dispensa giudiziaria (impedimento d'età);
    2. il fatto che uno dei coniugi fosse già legato da vincolo matrimoniale al momento di contrarre il matrimonio in questione (bigamia);
    3. il fatto che i contraenti siano ascendenti o discendenti o uno di essi sia figlio adottivo dell'altro (impedimento di parentela);
    4. il fatto che i contraenti siano parenti (vincolo di consanguineità) fino al terzo grado - zio con nipote - a meno che non abbiano ottenuto dispensa giudiziaria (impedimento di parentela);
  3. la condanna di uno dei coniugi come autore o complice della morte dell'altro, tranne nel caso che ottenga una dispensa del ministero della giustizia;
  4. la celebrazione del matrimonio senza l'intervento del giudice, del sindaco o del funzionario di fronte al quale si doveva celebrare o senza la presenza di testimoni. Tuttavia, la validità del matrimonio non viene compromessa dall'incompetenza o dalla mancanza di nomina legittima della persona che l'ha celebrato, a condizione che questa abbia esercitato tale funzione pubblicamente e che almeno uno dei coniugi abbia agito in buona fede;
  5. l'errore di uno dei coniugi, nel contrarre il matrimonio, sull'identità dell'altro o sulle sue qualità personali che sono state determinanti per il consenso al matrimonio;
  6. la coazione o grave intimidazione esercitata su uno dei coniugi perché contraesse il matrimonio.

9. Quali sono gli effetti giuridici dell'annullamento del matrimonio?

La nullità del matrimonio ne determina la mancanza di validità fin dall'inizio. I coniugi recuperano quindi lo stato libero.

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Nondimeno, per quanto riguarda i figli e il coniuge o i coniugi che hanno agito in buona fede, restano validi gli effetti sorti durante il matrimonio nullo dalla sua celebrazione fino alla dichiarazione di nullità.

Il coniuge in malafede non ha diritto a una parte degli averi del coniuge in buona fede al momento della liquidazione del regime patrimoniale del matrimonio fittizio.

Inoltre, se vi è stata convivenza, il coniuge in buona fede può ottenere un indennizzo che compensi lo squilibrio economico eventualmente prodotto dalla dichiarazione di nullità.

10. Vi sono mezzi alternativi per risolvere le questioni relative al divorzio senza rivolgersi al giudice?

Non vi è in Spagna una legge statale che disciplini la mediazione familiare. Vi sono invece alcune leggi delle comunità autonome: la legge 25 giugno 1997, n. 5, riguardante il sistema di servizi sociali nella Comunità Valenziana; la legge 31 maggio 2001, n. 4, che disciplina la mediazione familiare in Galizia; la legge 15 marzo 2001, n. 1, sulla mediazione familiare in Catalogna; la legge 19 dicembre 2001 di Valenza; la legge 8 aprile 2003, n. 15, sulla mediazione familiare nelle isole Canarie; la legge del 2 giugno 2005 di Castiglia La Mancia.

Vi è peraltro la possibilità delle parti di concludere accordi nel corso del procedimento, secondo quanto stabilito dall'articolo 55 del regolamento comunitario n. 2201/2003, a norma del quale nell'ambito dell'Unione europea le autorità centrali, a richiesta di un'autorità centrale o del titolare della responsabilità genitoriale, cooperano nell'ambito di cause specifiche per realizzare gli obiettivi del regolamento e a tale scopo adottano le misure adeguate per facilitare, tra l'altro, un accordo fra i titolari della responsabilità genitoriale ricorrendo alla mediazione o con altri mezzi, e per agevolare così la cooperazione transfrontaliera. Al livello dell'Unione europea vi è la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2004, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale, presentata successivamente alla pubblicazione, il 19 aprile 2002, di un Libro verde relativo ai modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale. Inoltre, nel piano d'azione del maggio 2005 era prevista per il 2006 l'adozione di una direttiva riguardante modalità alternative – mediazione – per la composizione dei conflitti.

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In materia di mediazione familiare, nella relazione della legge 8 luglio 2005, n. 15, è indicata l'introduzione della mediazione come mezzo di ricorso volontario alternativo, in mutuo accordo, per la soluzione di controversie familiari con l'intervento di un mediatore imparziale e neutrale. Tale legge aggiunge un nuovo comma 7 all'articolo 770 del Codice di procedura civile, che conferisce alle parti la facoltà di chiedere, di comune accordo, la sospensione del procedimento di separazione o di divorzio ai sensi dell'articolo 19, comma 4 del medesimo Codice di procedura civile, per sottoporsi a mediazione. Nella terza disposizione finale del nuovo comma 7 il Governo s'impegna a presentare un disegno di legge in materia di mediazione, basato sui principi sanciti nell'Unione europea e, in ogni caso, sui principi di volontarietà, imparzialità, neutralità e riservatezza, assicurando al tempo stesso il rispetto dei servizi di mediazione istituiti dalle Comunità autonome. È quindi importante l'impulso che la legge n. 15/2005 intende dare alla mediazione nei procedimenti riguardanti le famiglie, soprattutto considerando che, al livello dell'Unione europea, il regolamento n. 2201/2003 prevede all'articolo 55, come già si è detto, la cooperazione tra le autorità centrali per facilitare la conclusione di accordi tra i titolari della responsabilità genitoriale ricorrendo alla mediazione, o con altri mezzi, per facilitare a tale scopo la cooperazione transfrontaliera. È in vigore in Spagna una legge sulla violenza degli uomini contro le donne, la legge organica 28 dicembre 2004, n. 1, riguardante misure di protezione integrale contro la violenza tra i generi, che all'articolo 44 – Competenza –aggiunge un articolo 87 ter alla legge organica 1° luglio 1985, n. 6, sul potere giudiziario, definendo la competenza dei tribunali in materia di violenza contro le donne in ambito civile e penale e stabilendo, al comma 5, che in tutti tali casi è vietata la mediazione.

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11. Dove deve essere presentata la domanda di divorzio / separazione / annullamento del matrimonio? Quali sono le formalità da seguire e i documenti da allegare?

a) Dove deve essere presentata la domanda

In generale, i tribunali spagnoli sono competenti per ricevere domande di separazione, divorzio o annullamento se:

  • entrambi i coniugi sono cittadini spagnoli;
  • entrambi i coniugi risiedono abitualmente in Spagna;
  • il convenuto risiede abitualmente in Spagna;
  • l'ultima residenza abituale dei coniugi si trovava in Spagna, se uno di essi vi abita ancora;
  • la residenza abituale di uno dei coniugi si trova in Spagna, se essi presentano la domanda congiuntamente;
  • la residenza abituale di chi presenta la domanda si trova in Spagna, se questi vi abitava da almeno un anno immediatamente prima della presentazione della domanda oppure se vi ha abitato almeno nei sei mesi immediatamente precedenti la presentazione della domanda ed è cittadino spagnolo;
  • I tribunali spagnoli possono essere competenti anche se le parti ne riconoscono espressamente o tacitamente la competenza o se chi presenta la domanda è cittadino spagnolo e risiede in Spagna, senza altre condizioni. In questi casi, tuttavia, la sentenza dei tribunali spagnoli potrebbe non essere riconosciuta in altri Stati dell'Unione europea.

Sul territorio spagnolo, la domanda di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio deve essere presentata al tribunale di primo grado:

  • della località in cui si trova il domicilio coniugale.
  • Se i coniugi risiedono in circoscrizioni giudiziarie diverse, la domanda può esser presentata, a discrezione dell'attore, al tribunale:
    • della località in cui si trova l'ultimo domicilio della coppia;
    • della località di residenza del convenuto;
    • se il convenuto non ha domicilio né residenza fissi, può essere chiamato a comparire dinanzi al tribunale della località in cui si trova o a quello dell'ultima località di residenza, a discrezione dell'attore.
  • In mancanza di tutti questi criteri la domanda dovrà essere presentata al giudice di primo grado della località in cui è domiciliato l'attore.
  • Se la domanda di divorzio o di separazione è presentata consensualmente, i coniugi possono presentarla al giudice della località dell'ultimo domicilio comune o della località in cui è domiciliato uno di loro.
  • L'adozione di misure provvisorie preliminari può essere chiesta al giudice di primo grado della località in cui è domiciliato l'attore.

Per la mappa delle circoscrizioni giudiziarie della Spagna, consultare Circoscrizioni giudiziarie español (Ministero della Giustizia).

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b) Formalità e documenti

La domanda di separazione, divorzio o annullamento deve essere presentata per iscritto, con la firma del referendario che assiste l'attore e dell'avvocato che lo rappresenta. Di tali professionisti possono avvalersi in comune entrambi i coniugi, se essi chiedono la separazione o il divorzio consensualmente.

Alla domanda di separazione, divorzio o annullamento occorre allegare obbligatoriamente:

  • il certificato di matrimonio ed eventualmente il certificato anagrafico di nascita dei figli (tali certificati non possono essere sostituiti dalla semplice presentazione del libretto di famiglia);
  • i documenti sui quali il coniuge o i coniugi fondano il loro diritto;
  • se le parti chiedano misure di carattere patrimoniale, documenti che consentano di valutare la situazione economica dei coniugi ed eventualmente quella dei figli, per esempio dichiarazioni fiscali, buste paga, certificazioni bancarie, titoli di proprietà o certificati catastali;
  • il progetto di convenzione regolatoria, se la separazione o il divorzio sono chiesti consensualmente.

12. È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato?

La Spagna riconosce il diritto al patrocinio a spese dello Stato a chi prova di non disporre di mezzi sufficienti per stare in giudizio, senza distinzione di cittadinanza.

Si ritiene che non dispongano di risorse per stare in giudizio le persone fisiche le cui risorse ed entrate economiche per nucleo familiare, calcolate annualmente tenuto conto di ogni fattore, non siano superiori al doppio del salario minimo interprofessionale vigente al momento della presentazione della domanda (vedere Salario minimo interprofessionale español).

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La domanda deve essere presentata all'Ordine degli avvocati della località in cui si trova il tribunale competente per il procedimento principale o al tribunale della località in cui è domiciliato l'attore. In questo caso, l'organo giudiziario trasmette la domanda all'ordine degli avvocati territorialmente competente.

Gli Ordini degli avvocati sono le autorità competenti per ricevere le domande nel caso di controversie transfrontaliere. Tra di essi, l'autorità che deve trasmettere la domanda è l'Ordine degli avvocati della località in cui risiede abitualmente o è domiciliato l'attore.

Un cittadino europeo il cui Stato è parte contraente della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla trasmissione delle domande di assistenza giuridica gratuita, può presentare la domanda all'autorità centrale alla quale il suo Stato ha affidato l'applicazione di tale Convenzione.

La domanda va presentata prima d'iniziare il procedimento o, se la parte che chiede il patrocinio a spese dello Stato è il convenuto, prima d'intervenire nella causa. Nondimeno, tanto l'attore quanto il convenuto possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato successivamente, purché possano provare che vi è stato un cambiamento nella loro situazione economica.

Quando non vi sono beni comuni sufficienti e un coniuge non può ottenere il patrocinio a spese dello Stato a causa della posizione economica dell'altro, il primo può obbligare il secondo a pagare le spese giudiziarie, chiedendogli le "litis expensas".

13. È possibile presentare ricorso contro una sentenza di divorzio / separazione / annullamento del matrimonio?

Contro le sentenze pronunciate in Spagna nei procedimenti di separazione, divorzio e annullamento si può ricorrere in appello. Il ricorso deve essere presentato entro cinque giorni al tribunale di primo grado che ha pronunciato la decisione impugnata, presso il quale viene formalizzato il ricorso. Competente a decidere è il corrispondente tribunale provinciale di secondo grado ("Audiencia Provincial").

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In Spagna, le sentenze emesse nei procedimenti di separazione, divorzio e annullamento non possono essere esecutive a titolo provvisorio se sono oggetto di ricorso, sebbene questo non sospenda l'efficacia delle misure disposte nella sentenza, le quali sono direttamente esecutive anche se è stato presentato il ricorso. Se invece il ricorso riguarda soltanto le suddette misure, la sentenza di separazione, divorzio o annullamento è dichiarata definitiva, nonostante la presentazione del ricorso.

Nel procedimento di separazione e di divorzio avviato consensualmente dai coniugi, la sentenza o decisione giudiziaria che dà luogo alla separazione o al divorzio e che approva nella sua totalità il progetto di convenzione regolatoria presentato al giudice per approvazione non può essere oggetto di ricorso, se non da parte del pubblico ministero, il quale può eventualmente presentare ricorso nell'interesse dei figli minori o incapaci. In tali procedimenti consensuali, si può presentare ricorso contro la decisione giudiziaria che nega il divorzio o la separazione o tutte o una delle misure proposte dai coniugi. In questi casi, il ricorso contro la decisione riguardante le misure non ne sospende l'efficacia e non pregiudica il carattere definitivo della sentenza per quanto attiene alla separazione o al divorzio.

Per quanto riguarda le misure provvisorie e preliminari che possono essere adottate dal giudice prima e nel corso del procedimento di separazione, divorzio o annullamento, si deve notare che le decisioni che concedono l'adozione di tali misure non possono essere oggetto di ricorso, neanche se tali decisioni non acquisiscono forza di cosa giudicata e non sono definitive. La revisione delle decisioni relative a misure provvisorie non avviene mediante ricorso ma mediante la sentenza che pone fine al procedimento di separazione, divorzio o annullamento.

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14. Che cosa si deve fare per ottenere il riconoscimento di una sentenza di separazione/ divorzio/ annullamento del matrimonio pronunciata da un tribunale di un altro Stato membro?

In questa materia si applica il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio PDF File (PDF File 226 KB), del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale sui figli in comune, che è in vigore in tutti gli Stati membri ad eccezione della Danimarca.

Se si intende soltanto aggiornare i dati del registro anagrafico di uno Stato membro in base alle decisioni in materia di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio pronunciate in un altro Stato membro e se, secondo la legge di questo Stato, non sono più ammessi ricorsi, è sufficiente presentare al responsabile dello stato civile di ciascun paese una domanda in tal senso, corredata da:

  • una copia della decisione contenente gli elementi necessari per determinarne l'autenticità a norma della legge del paese che l'ha emanata;
  • un certificato conforme al modello regolamentare normalizzato rilasciato dall'organo giurisdizionale o dall'autorità competente dello Stato membro in cui è stata pronunciata la decisione;
  • un documento attestante che il convenuto è stato citato regolarmente o che ha accettato la decisione se questa è stata pronunciata in contumacia.

Per ottenere il riconoscimento in Spagna di una sentenza di divorzio, separazione o annullamento pronunciata in un altro Stato membro, ad eccezione della Danimarca, o per ottenere la dichiarazione che tale decisione non deve essere riconosciuta, occorre presentare una domanda di riconoscimento, senza che sia necessario che la decisione da riconoscere sia definitiva nello Stato in cui è stata pronunciata. La domanda deve essere presentata al giudice di primo grado della località in cui è domiciliata la persona contro la quale si chiede il riconoscimento o la dichiarazione di non riconoscimento. Se il convenuto non risiede in Spagna, gli può essere chiesto di comparire nella località in cui si trova in Spagna o in quella della sua ultima residenza in Spagna o, in mancanza di tali elementi, nella località in cui è domiciliato l'attore.

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La domanda deve essere presentata per iscritto tramite un referendario e un avvocato e va corredata dai medesimi documenti del caso precedente.

Il riconoscimento in Spagna delle decisioni pronunciate in Danimarca è disciplinato dalle norme spagnole. La procedura va iniziata presentando la domanda direttamente al tribunale di primo grado della località in cui è domiciliata la persona contro la quale si chiede il riconoscimento o la dichiarazione di non riconoscimento.

15. A quale tribunale occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento di una sentenza di divorzio / separazione / annullamento del matrimonio? Che tipo di procedimento si applica in questo caso?

Come si deduce dalla domanda precedente, il procedimento per opporsi al riconoscimento di una decisione è il medesimo da seguire per chiedere il riconoscimento. Se la decisione è stata riconosciuta a norma del regolamento n.°2201/2003 del Consiglio PDF File (PDF File 226 KB), può essere impugnata soltanto dopo la notifica della decisione che concede il riconoscimento ed entro i termini temporali stabiliti dalla legge, presentando ricorso presso l'Audiencia Provincial competente.

Se si tratta di una decisione pronunciata in Danimarca, l'impugnazione deve essere presentata quando sia iniziato dinanzi al tribunale di primo grado il procedimento in cui la parte avversa chiede il riconoscimento. In tutti i casi, per formalizzare l'impugnazione si deve ricorrere a un referendario e a un avvocato.

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16. Qual è il diritto applicabile in un procedimento di divorzio tra coniugi non residenti in Spagna o cittadini di due Stati diversi?

In Spagna, la separazione e il divorzio sono disciplinati dalla legge nazionale comune dei coniugi al momento della presentazione della domanda: se sono cittadini di due Stati diversi, dalla legge dello Stato di residenza abituale comune della coppia in tale momento o, in mancanza di essa, dalla legge dello Stato di ultima residenza abituale comune dei coniugi se uno di loro risiede ancora abitualmente in tale Stato.

In ogni caso, si applica la legge spagnola quando uno dei coniugi è spagnolo o risiede abitualmente in Spagna:

  1. se non è possibile applicare nessuna delle leggi suddette;
  2. se la domanda di separazione o divorzio è presentata al tribunale spagnolo da entrambi i coniugi o da uno di essi con il consenso dell'altro;
  3. se le leggi menzionate nel primo paragrafo di questa sezione non riconoscono la separazione o divorzio o lo riconoscono in forma discriminante o contraria all'ordine pubblico.

Del resto, la legge che disciplina la separazione, il divorzio e l'annullamento è quella che si applica per analizzare le cause di rottura del matrimonio e le sue conseguenze ed effetti.

La liquidazione del regime patrimoniale dei coniugi è disciplinata dagli accordi e dai patti stipulati dai coniugi, purché siano conformi alla legge che disciplina gli effetti del matrimonio oppure alla legge nazionale o dello Stato di residenza abituale di una delle parti al momento della procedimento.

I rapporti tra genitori e figli sono disciplinati dalla legge dello Stato di cui è cittadino il figlio o, se non sia possibile, da quella dello Stato in cui il figlio risiede abitualmente.

In materia di misure provvisorie e cautelari, deve applicarsi logicamente la stessa legge che in ciascun tipo di evenienza disciplina la separazione, il divorzio e l'annullamento.

Per quanto riguarda il riconoscimento e l'accertamento del diritto straniero in Spagna, ove occorra, è necessario verificarne il contenuto e la validità. Il tribunale spagnolo può utilizzare tutti i mezzi di verifica che ritiene necessari.

Si deve notare infine che i procedimenti che si svolgono in Spagna sono sempre disciplinati dalla legge procedurale spagnola, indipendentemente dalla legge che si applica alla separazione, divorzio e annullamento, con le sole eccezioni previste dalle convenzioni e dai trattati firmati dalla Spagna, come avviene nel caso della normativa comunitaria, la quale prevede a volte norme procedurali che prevalgono su quelle previste dalla legge procedurale civile spagnola.

Ulteriori informazioni

  • Recommendation nº R(98)1 of the committee of ministers to Member States on Family Mediation English - Recommandation N° R (98)1 du Comité des Ministres aux États Membres sur la Médiation familiale français [Consiglio d'Europa]
  • Consejo General del Poder Judicial español (Consiglio generale della magistratura)
  • Ministerio de Justicia en España English - español (Ministero della Giustizia in Spagna).

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Ultimo aggiornamento: 09-01-2009

 
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