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Ultimo aggiornamento: 03-08-2007
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Divorzio - Portogallo

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INDICE

1. Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio? 1.
2. Per quali motivi è possibile ottenere il divorzio? 2.
3. Quali sono gli effetti giuridici del divorzio su: 3.
a) I rapporti personali tra i coniugi? a)
b) La divisione dei beni della coppia? b)
c) I figli minori della coppia? c)
d) L'obbligo di prestazione alimentare a favore dell'altro coniuge? d)
4. Che significa, in concreto, la separazione legale? 4.
5. Per quali motivi è possibile ottenere la separazione legale? 5.
6. Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale? La separazione legale può essere convertita in divorzio? La separazione costituisce una condizione necessaria per ottenere il divorzio? 6.
7. Che significa, in concreto, l'"annullamento del matrimonio"? 7.
8. Per quali motivi è possibile ottenere l'annullamento del matrimonio? 8.
9. Quali sono gli effetti giuridici dell'annullamento del matrimonio? 9.
10. Ci sono mezzi alternativi extragiudiziali per risolvere le questioni relative al divorzio, senza bisogno di rivolgersi al giudice? 10.
11. A quale tribunale va presentata la domanda di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare? 11.
12. È possibile ottenere il gratuito patrocinio? 12.
13. È possibile presentare ricorso contro la sentenza di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio? 13.
14. Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento di una decisione di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? 14.
15. A quale tribunale bisogna rivolgersi per far riconoscere una decisione di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? 15.
16. Qual è il diritto applicabile in un procedimento di divorzio tra due coniugi che non risiedono in Portogallo o che possiedono cittadinanze diverse? 16.

 

1. Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

In Portogallo è possibile ottenere il divorzio consensuale o il divorzio giudiziale.

Il divorzio consensuale presuppone l'accordo di entrambi i coniugi in merito allo scioglimento del vincolo matrimoniale, alla prestazione degli alimenti a favore del coniuge che ne ha bisogno, all'esercizio della potestà genitoriale sui figli minori, alla destinazione della casa familiare e al regime in vigore, durante lo svolgimento del procedimento, in merito agli alimenti, all'esercizio della potestà genitoriale e all'utilizzazione della casa familiare.

La domanda di divorzio giudiziale viene presentata al giudice da uno dei coniugi contro l'altro coniuge e presuppone la possibilità di invocare una violazione colpevole degli obblighi coniugali talmente grave da compromettere, a causa della sua gravità o della sua reiterazione, il proseguimento della vita coniugale. Nel valutare la gravità dei fatti invocati, il giudice deve tener conto in particolare della colpa che potrebbe essere attribuita al richiedente e del grado di istruzione e di sensibilità morale dei membri della coppia.

2. Per quali motivi è possibile ottenere il divorzio?

In caso di divorzio consensuale, i coniugi non sono tenuti a comunicare i motivi della domanda di divorzio.

La domanda di divorzio giudiziale può essere presentata da uno dei due coniugi, se l'altro, come illustrato nella risposta precedente, viola i doveri coniugali di rispetto (ledendo con parole o atti l'onore dell'altro coniuge, la sua reputazione, la considerazione sociale di cui gode, la sua dignità, il suo amor proprio, la sua sensibilità o suscettibilità personale) , di fedeltà (commettendo adulterio, venendo meno così all'obbligo di dedizione esclusiva e sincera nei confronti del coniuge) , di coabitazione (abbandonando il domicilio coniugale) , di cooperazione (venendo meno all'obbligo di prestare soccorso e aiuto e di assumere le responsabilità inerenti alla vita familiare) e di assistenza (venendo meno all'obbligo di prestare gli alimenti e di contribuire alle spese della vita quotidiana della famiglia).

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Tuttavia, il coniuge non può ottenere il divorzio:

  1. se ha indotto l'altro a commettere l'atto invocato a fondamento della domanda di divorzio o se ha intenzionalmente creato le condizioni favorevoli affinché l'atto si verificasse;
  2. se ha dimostrato, con la sua condotta successiva, in particolare con il perdono, espresso o tacito, di non considerare l'atto commesso come un ostacolo alla convivenza.

Costituiscono altresì causa di divorzio giudiziale:

  1. la separazione di fatto per tre anni consecutivi;
  2. la separazione di fatto per un anno, se uno dei coniugi chiede il divorzio senza che l'altro si opponga;
  3. l'alterazione delle facoltà mentali dell'altro coniuge, quando tale stato perduri da oltre tre anni e comprometta, a causa della sua gravità, la possibilità di convivenza; l'assenza, per un periodo non inferiore a due anni, senza che si abbiano notizie dell'assente.

Si ha separazione di fatto, ai fini suddetti, quando non esiste alcuna comunione di vita tra i membri della coppia e uno dei coniugi o entrambi abbiano l'intenzione di non ripristinarla.

3. Quali sono gli effetti giuridici del divorzio su:

a) I rapporti personali tra i coniugi?

Il divorzio scioglie il matrimonio. Dal punto di vista giuridico ha gli stessi effetti dello scioglimento per causa di morte, fatte salve le eccezioni previste dalla legge.

Cessano pertanto gli obblighi citati nella risposta alla domanda precedente.

Nonostante il divorzio, ciascuno dei membri della coppia può conservare i cognomi dell'altro da esso adottati, sempre che l'altro coniuge dia il suo consenso o che il giudice l'autorizzi tenuto conto delle ragioni invocate. Il consenso dell'ex coniuge può essere concesso tramite atto notarile, atto redatto in giudizio (registrazione scritta, nel corso del procedimento, della manifestazione della volontà della parte) o dichiarazione dinanzi all'ufficiale di stato civile. La domanda di autorizzazione giudiziale all'utilizzo dei cognomi dell'ex coniuge può essere regolata in occasione del procedimento di divorzio o in occasione di un procedimento separato, anche dopo la pronuncia del divorzio.

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b) La divisione dei beni della coppia?

Il coniuge cui viene addebitata la colpa unica o principale del divorzio, così come il coniuge che chiede il divorzio a causa dell'alterazione delle facoltà mentali dell'altro membro della coppia devono risarcire i danni non patrimoniali causati all'altro coniuge dallo scioglimento del matrimonio. La relativa domanda di risarcimento viene regolata nel corso dello stesso procedimento di divorzio.

Sui rapporti patrimoniali tra i coniugi gli effetti del divorzio sono retroattivi alla data dell'introduzione della domanda.

Gli effetti patrimoniali del divorzio sono opponibili ai terzi soltanto a partire dalla data di registrazione della sentenza.

Il coniuge cui è stata addebitata la colpa unica o principale non può, al momento della divisione dei beni, ricevere più di quanto riceverebbe se il matrimonio fosse stato celebrato secondo il regime della comunione dei beni (regime in base al quale sono considerati beni dei coniugi i beni che ognuno dei coniugi possedeva al momento della celebrazione del matrimonio, i beni acquisiti dopo il matrimonio, per successione o donazione, e i beni acquisiti durante il matrimonio in virtù di un diritto individuale anteriore; si considerano ugualmente rientranti nella comunione dei beni i redditi da lavoro dei coniugi e i beni da essi acquisiti durante il matrimonio).

Il coniuge cui viene addebitata la colpa unica o principale perde tutti i benefici ricevuti o che debba ricevere dall'altro coniuge o da terzi in virtù del matrimonio o in considerazione della sua condizione di coniugato, che la stipula sia anteriore o posteriore alla celebrazione del matrimonio. Il coniuge innocente o che non sia il principale responsabile conserva tutti i benefici ricevuti o che debba ricevere dall'altro coniuge o da terzi, anche se stipulati con una clausola di reciprocità. Può rinunciare a questi benefici con una dichiarazione unilaterale di volontà, ma, se vi sono figli nati dal matrimonio, la rinuncia è permessa solo a loro favore.

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Il giudice può concedere in locazione ad uno dei due coniugi, su domanda, la casa familiare, sia essa comune che appartenente all'altro coniuge, tenendo conto, in particolare, delle necessità di ciascun coniuge e dell'interesse dei figli della coppia.

La locazione è disciplinata dalle disposizioni in materia di locazione di abitazioni, ma il giudice può fissare le condizioni del contratto, dopo avere sentito i coniugi, e annullare il contratto di locazione, su richiesta del proprietario, quando circostanze sopravvenute lo giustificano.

c) I figli minori della coppia?

In caso di divorzio, di separazione legale, di dichiarazione di nullità o di annullamento del matrimonio, l'affidamento dei figli, gli alimenti che sono loro dovuti e il modo di prestarli sono regolati da un accordo tra i genitori, che deve essere omologato dal tribunale (o dell'ufficiale di stato civile, in caso di separazione o di divorzio consensuali).

In mancanza di accordo, il tribunale delibera tutelando gli interessi del minore, ivi compreso quello di mantenere rapporti stretti con il genitore non affidatario, dato che l'affidamento può essere attribuito ad uno dei due genitori, ad un terzo o ad un istituto di rieducazione o di assistenza.

Per informazioni più dettagliate su questo punto, consultate, su questo stesso sito, la scheda "Responsabilità dei genitori - Portogallo".

d) L'obbligo di prestazione alimentare a favore dell'altro coniuge?

In caso di separazione legale, si conserva il diritto agli alimenti.

Il diritto non si estingue automaticamente neanche con il divorzio.

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In caso di divorzio, hanno diritto agli alimenti:

  1. il coniuge non considerato colpevole o, in caso di colpa di entrambi, il coniuge non considerato principale colpevole nella sentenza di divorzio, se il divorzio è stato pronunciato a causa della violazione colpevole degli obblighi coniugali (se la violazione, per la sua gravità e reiterazione, comprometteva la possibilità di convivenza) , a seguito di separazione di fatto per tre anni consecutivi o di separazione di fatto per un anno, nel caso in cui uno dei coniugi abbia chiesto il divorzio senza che l'altro si sia opposto;
  2. il coniuge convenuto, se il divorzio è stato pronunciato a causa di una grave alterazione delle facoltà mentali dell'altro coniuge, tale da compromette la possibilità di convivenza, che perduri da oltre tre anni;
  3. entrambi i coniugi, in caso di divorzio consensuale o, in caso di divorzio giudiziale, se entrambi sono stati considerati ugualmente colpevoli.

In via eccezionale, il giudice può, per ragioni di equità, assegnare gli alimenti al coniuge che non vi avrebbe diritto, tenendo conto, in particolare, della durata del matrimonio e del contributo del coniuge all'economia familiare.

Nel determinare l'importo degli alimenti, il giudice deve tener conto dell'età e delle condizioni di salute dei coniugi, delle loro qualificazioni professionali e delle possibilità di lavoro, del tempo che dovranno dedicare, eventualmente, all'educazione dei figli comuni, dei loro redditi e, in generale, di tutte le circostanze che influiscono sui bisogni del coniuge che riceve gli alimenti e sulle possibilità del coniuge che deve somministrarli.

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Questo regime si applica nel caso sia stata pronunciata la separazione legale.

Se il matrimonio è stato dichiarato nullo o è stato annullato, il coniuge in buona fede conserva il diritto agli alimenti dopo che la relativa sentenza sia passata in giudicato (momento a partire dal quale non può più essere impugnata) o si è provveduto all'annotazione (iscrizione nell'atto di matrimonio del testo che menziona il fatto).

Il diritto agli alimenti si estingue se il beneficiario contrae un nuovo matrimonio o se, con la sua condotta morale, si mostra indegno di tale beneficio.

4. Che significa, in concreto, la separazione legale?

La separazione legale non scioglie il vincolo matrimoniale, ma estingue gli obblighi di coabitazione e di assistenza, lasciando però intatto il diritto agli alimenti.

Per quanto riguarda i beni, la separazione produce gli stessi effetti dello scioglimento del matrimonio.

La separazione legale cessa con la riconciliazione dei coniugi o con lo scioglimento del matrimonio.

I coniugi possono in qualsiasi momento riprendere la convivenza e il pieno esercizio dei diritti e dei doveri coniugali. La riconciliazione può avvenire tramite dichiarazione nel corso del procedimento di separazione (testo scritto registrato agli atti da un funzionario giudiziario per volontà delle parti) o per mezzo di scrittura pubblica, deve essere omologata dal giudice e la sentenza deve essere registrata su iniziativa del giudice. Se la separazione legale si svolge dinanzi all'ufficio di stato civile, la riconciliazione avviene tramite dichiarazione nel corso del procedimento di separazione ed è poi omologata dall'ufficiale di stato civile; la decisione viene registrata su iniziativa del servizio. La riconciliazione produce i suoi effetti a partire dalla sua omologazione.

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Trascorsi due anni dal momento in cui la sentenza di separazione legale, sia essa consensuale o giudiziale, è passata in giudicato senza che i coniugi si siano riconciliati, uno dei coniugi può chiedere la conversione della separazione in divorzio. Se la conversione viene richiesta da entrambi i coniugi, non occorre attendere la scadenza del termine. La conversione può essere richiesta da uno dei coniugi, indipendentemente dal termine indicato, se l'altro coniuge commette adulterio dopo la separazione. La sentenza di conversione della separazione in divorzio non può modificare quanto deciso in merito alla colpa dei coniugi nel quadro del procedimento di separazione.

Le disposizioni relative al divorzio sono applicabili, con i necessari adattamenti, alla separazione legale.

5. Per quali motivi è possibile ottenere la separazione legale?

I motivi della separazione legale sono gli stessi del divorzio giudiziale.

6. Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale? La separazione legale può essere convertita in divorzio? La separazione costituisce una condizione necessaria per ottenere il divorzio?

Come detto nella risposta alla domanda precedente, la separazione legale estingue gli obblighi di coabitazione e di assistenza, lasciando intatto il diritto agli alimenti, e produce, per quanto riguarda i beni, gli stessi effetti dello scioglimento del matrimonio. Ognuno dei coniugi conserva i cognomi dell'altro coniuge eventualmente adottati.

La separazione legale può essere convertita in divorzio. Essa non costituisce né una condizione né una fase del procedimento di divorzio.

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La separazione legale cessa con la riconciliazione dei coniugi o con lo scioglimento del matrimonio.

7. Che significa, in concreto, l'"annullamento del matrimonio"?

L'"annullamento del matrimonio" determina il venir meno degli effetti giuridici del matrimonio a seguito di azione per far valere un vizio grave.

8. Per quali motivi è possibile ottenere l'annullamento del matrimonio?

È annullabile il matrimonio contratto:

  1. da persona di età inferiore a 16 anni;
  2. da persona notoriamente inferma di mente (anche se il matrimonio è stato contratto in un momento di lucidità) ;
  3. da cittadino interdetto o incapace per anomalia psichica;
  4. da persona vincolata da un matrimonio precedente non sciolto, anche qualora il relativo atto non sia stato trascritto nei registri di stato civile;
  5. da persone legate da vincolo di parentela in linea retta (situazione che si verifica quando uno dei parenti discende dall'altro) ;
  6. tra fratelli e sorelle o tra suocero(suocera) e nuora(genero).

È altresì annullabile il matrimonio contratto:

  1. da nubendo condannato come autore o complice di omicidio volontario, anche se non commesso, contro il coniuge dell'altro;
  2. senza consenso o con consenso viziato da errore o da coercizione da parte di uno o di entrambi i nubendi;
  3. in assenza di testimoni, quando la loro presenza è richiesta dalla legge.

9. Quali sono gli effetti giuridici dell'annullamento del matrimonio?

Se il matrimonio viene annullato cessano gli obblighi di coabitazione, di fedeltà, di rispetto, di cooperazione e di assistenza.

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La situazione giuridica delle persone precedentemente legate da vincolo matrimoniale annullato deve essere riportata, per quanto possibile, alle condizioni esistenti prima dell'atto viziato.

Tuttavia, l'annullabilità del matrimonio non può essere invocata ad alcun fine, né giudiziario né extragiudiziale, se non viene sancita con sentenza pronunciata a seguito di azione specialmente promossa a tal fine.

10. Ci sono mezzi alternativi extragiudiziali per risolvere le questioni relative al divorzio, senza bisogno di rivolgersi al giudice?

Sì. La domanda di divorzio consensuale può essere presentata all'ufficio di stato civile, fatta eccezione per le situazioni risultanti da accordo raggiunto nel corso del procedimento di divorzio giudiziale.

11. A quale tribunale va presentata la domanda di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare?

La domanda di separazione e quella di divorzio consensuali vanno presentate all'ufficio di stato civile della zona di residenza di uno dei due coniugi o di altra zona di loro scelta, designata espressamente.

Le altre domande vanno presentate al Tribunal de Família (tribunale della famiglia) o, in mancanza, al tribunale di comarca territorialmente competente. La competenza territoriale è definita in funzione del domicilio o della residenza dell'attore (il coniuge che promuove l'azione).

L'azione di divorzio giudiziale viene instaurata mediante una domanda (detta petição inicial) , nella quale vengono esposti i fatti che si intendono far valere per dimostrare la necessità dello scioglimento del vincolo matrimoniale. Naturalmente possono essere presentati mezzi di prova. Alla domanda devono essere allegati il certificato di matrimonio e il certificato di nascita dei figli comuni.

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È obbligatorio farsi rappresentare da un avvocato.

Ricevuta la domanda, il giudice fissa la data per un tentativo di conciliazione tra i coniugi, che può portare:

  1. alla riconciliazione tra i coniugi (nel qual caso il procedimento ha termine) ,
  2. alla conversione del divorzio giudiziale in divorzio consensuale (il procedimento prosegue secondo le regole del divorzio consensuale) o
  3. al fallimento del tentativo di conciliazione (prosecuzione del procedimento di divorzio giudiziale - anche in questo caso, il giudice cercherà di ottenere l'accordo dei coniugi sugli alimenti, sull'esercizio della potestà genitoriale sui figli e sull'utilizzazione della casa familiare per la durata del procedimento).

In caso di prosecuzione del procedimento di divorzio giudiziale, il coniuge contro il quale l'azione è stata promossa dispone di un termine di trenta giorni per presentare la sua risposta scritta.

Il procedimento prevede un'udienza di discussione e di giudizio, durante la quale vengono acquisiti i mezzi di prova indicati, e che si conclude, in prima istanza, con la sentenza del giudice.

Il procedimento di divorzio consensuale viene introdotto con la presentazione all'ufficio di stato civile di una domanda firmata dai due coniugi o dai loro rappresentanti legali. Alla domanda devono essere allegati una copia integrale dell'atto di matrimonio, un elenco dettagliato dei beni comuni e del rispettivo valore, una copia conforme della sentenza con la quale è stato regolato l'esercizio della potestà genitoriale, se vi sono figli minori, l'accordo sulla prestazione di alimenti al coniuge che ne ha bisogno, una copia conforme dell'eventuale convenzione prematrimoniale e l'accordo sulla destinazione della casa familiare. Se non risulta diversamente dai documenti presentati, si ritiene che gli accordi siano validi sia per la durata del procedimento che per il periodo successivo.

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Se vi sono figli minori, ai predetti documenti va aggiunto un accordo sull'esercizio della potestà genitoriale, qualora non sia stato già regolato dal giudice.

Una volta ricevuta la domanda, l'ufficiale di stato civile convoca i coniugi ad un incontro durante il quale tenta una conciliazione. Se i coniugi persistono nella loro volontà di divorziare, una volta verificato che le condizioni siano rispettate, il divorzio viene pronunciato e successivamente registrato.

Quando viene presentato un accordo sull'esercizio della potestà genitoriale sui figli minori, prima della fissazione della data dell'incontro gli atti vengono trasmessi al pubblico ministero presso il tribunale di primo grado competente per la zona alla quale appartiene l'ufficio di stato civile, affinché il pubblico ministero si pronunci sull'accordo entro il termine di 30 giorni. Se il pubblico ministero ritiene che l'accordo non tuteli sufficientemente gli interessi dei minori, i richiedenti possono modificare l'accordo in conformità con le indicazioni del pubblico ministero o presentare un nuovo accordo, che sarà ugualmente sottoposto al parere del pubblico ministero. Se il pubblico ministero ritiene che l'accordo tuteli sufficientemente gli interessi dei minori o se i coniugi hanno modificato l'accordo secondo le indicazioni del pubblico ministero, il divorzio è pronunciato. Se i richiedenti non si conformano alle modifiche indicate dal pubblico ministero e persistono nell'intenzione di divorziare, la causa è rinviata al tribunale di comarca cui fa capo l'ufficio di stato civile.

Anche nel procedimento di annullamento del matrimonio è obbligatorio farsi rappresentare da un avvocato.

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Il procedimento di annullamento viene introdotto tramite una domanda (detta petição inicial) , nella quale, sotto forma di articoli, vengono individuate le parti e vengono esposti i fatti pertinenti, e che si conclude con una richiesta.

I soggetti legittimati a promuovere l'azione variano in funzione del fondamento della pretesa.

Sono legittimati a promuovere l'azione di annullamento a seguito di celebrazione di matrimonio con persona di età inferiore a sedici anni, infermità di mente notoria, interdizione o incapacità per anomalia psichica, precedente matrimonio non sciolto, relazione di parentela in linea retta, relazione di parentela in linea collaterale in secondo grado, affinità in linea retta o condanna precedente di uno dei nubendi, i coniugi o un parente in linea retta o in linea collaterale fino al quarto grado, gli eredi e gli adottanti dei coniugi e il pubblico ministero. Oltre a queste persone, possono promuovere o proseguire l'azione anche il tutore o il curatore, in caso di minore età, di interdizione o di incapacità per anomalia psichica, e il primo coniuge dell'autore del fatto, in caso di bigamia.

L'annullamento del matrimonio per simulazione può essere chiesto dai coniugi stessi o dalle persone danneggiate dal matrimonio. In caso di matrimonio contratto senza consenso, l'azione di annullamento può essere promossa soltanto dal coniuge non consenziente; possono tuttavia proseguire l'azione i parenti in linea retta, gli eredi o gli adottanti se il coniuge che ha promosso l'azione muore nel corso del procedimento.

L'azione di annullamento fondata su un vizio del consenso può essere promossa soltanto dal coniuge vittima dell'errore o della coercizione. Possono tuttavia proseguire l'azione i parenti in linea retta, gli eredi o adottanti se l'attore muore nel corso del procedimento.

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L'azione di annullamento per mancanza di testimoni può essere promossa soltanto dal pubblico ministero.

Un'azione di annullamento fondata sulla celebrazione del matrimonio con persona di età inferiore a sedici anni, infermità di mente notoria, interdizione o incapacità per anomalia psichica, precedente matrimonio non sciolto, relazione di parentela in linea retta, relazione di parentela in linea collaterale in secondo grado, affinità in linea retta o condanna precedente di uno dei nubendi, deve essere promossa:

  1. nei casi di minore età, interdizione o incapacità per anomalia psichica o infermità di mente notoria, se proposta dall'incapace stesso, entro sei mesi dal raggiungimento della maggiore età o dalla revoca dell'interdizione o dell'incapacità o dalla la fine dell'infermità di mente; se proposta da altre persone, entro tre anni dalla celebrazione del matrimonio, ma mai dopo il raggiungimento della maggiore età, dopo la revoca dell'incapacità o dopo la fine dell'infermità di mente;
  2. in caso di condanna per omicidio contro il coniuge dell'altro nubendo, entro tre anni dalla celebrazione del matrimonio;
  3. negli altri casi, entro sei mesi dallo scioglimento del matrimonio. Il pubblico ministero può promuovere l'azione solo fino allo scioglimento del matrimonio. L'azione di annullamento fondata sull'esistenza di un precedente matrimonio non sciolto non può essere né promossa né proseguita fin tanto che è in corso l'azione di dichiarazione di nullità o di annullamento del primo matrimonio del bigamo.

L'azione di annullamento per mancanza di consenso di uno o di entrambi i nubendi può essere promossa soltanto nei tre anni successivi alla celebrazione del matrimonio o, se il richiedente ignorava l'esistenza del matrimonio, entro sei mesi dal momento in cui ne è venuto a conoscenza.

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L'azione di annullamento fondata su un vizio del consenso decade se non viene promossa entro i sei mesi successivi alla cessazione del vizio.

L'azione di annullamento per mancanza di testimoni può essere promossa soltanto entro l'anno successivo alla celebrazione del matrimonio.

Alla domanda deve essere allegato il certificato di matrimonio e, eventualmente (se la domanda è fondata sull'età) , l'atto di nascita del nubendo in oggetto.

L'azione suddetta prevede sempre la concessione alla controparte della facoltà di proporre opposizione. Nel corso del procedimento, vengono determinati i fatti da valutare in giudizio e ha luogo la fase dell'istruzione, durante la quale vengono presentate, con sottomissione al contraddittorio, le prove da produrre. Nel corso di questo procedimento, ha luogo un'udienza di discussione e di giudizio, al termine della quale viene pronunciata la sentenza finale.

12. È possibile ottenere il gratuito patrocinio?

Sì. Il sistema del gratuito patrocinio si applica in tutti i tribunali, indipendentemente dalla forma del processo.

Per informazioni più dettagliate, consultate la scheda Patrocinio a spese dello Stato -Portogallo."

13. È possibile presentare ricorso contro la sentenza di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio?

Sì. Il ricorso è sempre possibile fino al Supremo Tribunal de Justiça (Corte suprema di cassazione)

14. Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento di una decisione di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro?

Se è stata pronunciata in uno Stato membro dell'Unione europea, ad eccezione della Danimarca, la decisione in questione viene riconosciuta negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento. In particolare, non è necessario alcun procedimento per l'aggiornamento degli atti di stato civile di uno Stato membro a seguito di una decisione di divorzio, di separazione legale o di annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro, contro la quale non sia più possibile proporre impugnazione secondo la legge di detto Stato. Se il riconoscimento di una decisione è richiesto in via incidentale dinanzi ad un giudice di uno Stato membro, il giudice può decidere al riguardo.

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Ogni parte interessata può chiedere il riconoscimento della decisione.

La parte che chiede una dichiarazione di esecutività di una decisione deve presentare: a) una copia della decisione che soddisfi i necessari requisiti di autenticità, e b) un certificato rilasciato secondo il modulo di cui al Regolamento (CE) n.º 1347/2000, del 29 maggio 2000 (allegato IV).

Se la decisione è stata pronunciata in Danimarca, si applica il procedimento speciale di delibazione delle sentenze straniere.

Nell'ambito di questo procedimento, una volta presentato, allegato alla domanda, il documento da cui risulti la decisione di cui si chiede la delibazione, la controparte viene citata affinché possa proporre opposizione nel termine di 15 giorni. Il richiedente può rispondere nei 10 giorni successivi alla notificazione della presentazione dell'opposizione. Avendo le parti formulato le rispettive richieste ed essendo stati eseguiti i provvedimenti ritenuti indispensabili dal relator (giudice della tribunale d'appello che conduce il procedimento) , gli atti del procedimento sono messi a disposizioni delle parti e del pubblico ministero, rispettivamente per 15 giorni, affinché possano presentare le rispettive allegazioni.

Perché la sentenza possa essere confermata, occorre:

  1. che non vi siano dubbi sull'autenticità del documento dal quale risulta la sentenza, né sulle ragioni della decisione;
  2. che sia passata in giudicato secondo il diritto del paese dove è stata pronunciata;
  3. che sia stata pronunciata da un giudice straniero la cui competenza non sia stata invocata per aggirare la legge e non riguardi una materia di competenza esclusiva dei giudici portoghesi;
  4. che non possa invocarsi l'eccezione di litispendenza o di cosa giudicata sulla base di una causa in trattazione dinanzi ad un giudice portoghese, tranne il caso in cui sia stato il giudice straniero a impedire l'avvio del procedimento;
  5. che il convenuto sia stato regolarmente citato, conformemente alla legge del paese del giudice di origine, e che nel corso del procedimento siano stati rispettati i principi del contraddittorio e dell'uguaglianza delle parti;
  6. che non riguardi una decisione il cui riconoscimento dia luogo ad un risultato manifestamente incompatibile con i principi dell'ordine pubblico internazionale dello Stato portoghese.

15. A quale tribunale bisogna rivolgersi per far riconoscere una decisione di divorzio/di separazione legale/di annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro?

Negli Stati che fanno parte dell'Unione europea, ad eccezione della Danimarca, se la parte interessata vuole chiedere il riconoscimento della decisione di divorzio, di separazione legale o di annullamento del matrimonio, la domanda deve essere presentata al tribunale della famiglia o, nelle zone da essi non coperte, al tribunale di comarca.

Il tribunale territorialmente competente è determinato dal diritto interno dello Stato membro nel quale la domanda di riconoscimento è stata presentata.

Se la decisione è stata pronunciata in Danimarca, competente per la delibazione è il Tribunal da Relação (corte d'appello) del distretto giudiziario in cui è domiciliata la persona contro la quale si intende far valere la sentenza (Coimbra, Évora, Guimarães, Lisbona e Oporto).

16. Qual è il diritto applicabile in un procedimento di divorzio tra due coniugi che non risiedono in Portogallo o che possiedono cittadinanze diverse?

Nei procedimenti di divorzio e di separazione legale, si applica la legge nazionale comune dei coniugi. Se i coniugi non possiedono la stessa cittadinanza, si applica la legge del luogo della loro residenza abituale comune e, in mancanza, la legge del paese con il quale la vita familiare è più strettamente legata.

Se, tuttavia, durante il matrimonio la legge applicabile cambia, la separazione o il divorzio possono essere basati solo su fatti rilevanti al momento in cui ciò si verifica.

Ulteriori informazioni

Informazioni più dettagliate sono disponibili sui seguenti siti Internet:

« Divorzio - Informazioni generali | Portogallo - Informazioni generali »

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Ultimo aggiornamento: 03-08-2007

 
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