Commissione Europea > RGE > Divorzio > Paesi Bassi

Ultimo aggiornamento: 04-07-2007
Versione stampabile Aggiungi ai preferiti

Divorzio - Paesi Bassi

EJN logo

Questa pagina è obsoleta. La versione nella lingua originale è stata aggiornata e trasferita sul portale europeo della giustizia elettronica.


 Informazioni generali

In quasi tutti i casi, è il giudice a dover pronunciare il divorzio. Poiché solo un avvocato può presentare al giudice un’istanza in tal senso, in ogni caso è necessario ricorrere a un legale olandese. La presente scheda fornisce un quadro generale delle norme nei Paesi Bassi. Un avvocato può fornire ulteriori informazioni.



 

INDICE

1. A quali condizioni si può chiedere il divorzio? 1.
2. Per quali ragioni si può chiedere il divorzio? 2.
3. Quali sono le conseguenze del divorzio per: 3.
a) le relazioni pratiche fra i coniugi a)
b) la divisione dei beni dei coniugi b)
c) i figli minorenni (si vedano anche le schede “Responsabilità dei genitori – Paesi Bassi” e “Crediti alimentari – Paesi Bassi”) c)
d) l’obbligo di pagare gli alimenti all’ex coniuge (si veda anche la scheda “Crediti alimentari – Paesi Bassi”) d)
4. Che cosa significa in concreto la nozione di separazione? 4.
5. Quali sono le condizioni per una separazione? 5.
6. Quali sono le conseguenze giuridiche della separazione? 6.
7. Cosa significa la nozione di annullamento del matrimonio? 7.
8. Quali sono le condizioni per l’annullamento di un matrimonio? 8.
9. Quali sono le conseguenze giuridiche dell’annullamento del matrimonio? 9.
10. Esistono alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio? 10.
11. Dove bisogna presentare l’istanza di divorzio/separazione/annullamento? Quali sono le formalità da espletare e quali documenti occorre allegare? 11.
12. È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato? 12.
13. È possibile impugnare una decisione di divorzio/separazione/annullamento? 13.
14. Come occorre procedere per fare riconoscere nei Paesi Bassi una decisione di divorzio/separazione/ annullamento emessa in un altro Stato membro? 14.
15. A chi occorre rivolgersi per opporsi, nei Paesi Bassi, al riconoscimento di una decisione di divorzio/separazione/annullamento emessa da un tribunale di un altro Stato membro? Quale procedura è applicabile? 15.
16. Quale diritto si applica in una procedura di divorzio fra coniugi che non vivono nei Paesi Bassi o che hanno nazionalità diverse? 16.

 

1. A quali condizioni si può chiedere il divorzio?

Il divorzio può essere chiesto da entrambi i coniugi (richiesta consensuale), ma anche solo da uno di essi (richiesta unilaterale).

Il divorzio può essere chiesto in qualsiasi momento dopo la conclusione del matrimonio; non occorre essere stati sposati per un determinato periodo di tempo.

Il divorzio diventa effettivo con l’iscrizione della decisione del giudice nei registri dello stato civile. Tale iscrizione può avvenire solo dopo che la decisione è diventata inoppugnabile (dopo che è “passata in giudicato”); essa deve comunque essere fatta entro 6 mesi da quel momento, altrimenti la decisione perde effetto e l’iscrizione non può più avere luogo. Se il matrimonio è concluso all’estero e l’atto di matrimonio non è stato registrato allo stato civile olandese, la decisione (olandese) di divorzio viene iscritta nello speciale registro dello stato civile all’Aia.

2. Per quali ragioni si può chiedere il divorzio?

Il diritto olandese prevede, coma unica ragione per poter chiedere il divorzio, il deterioramento duraturo del rapporto matrimoniale. Si può addurre questa ragione quando la continuazione della convivenza è divenuta intollerabile, e non vi è alcuna prospettiva di ristabilire delle relazioni coniugali corrette. In caso di richiesta unilaterale, il coniuge richiedente deve .invocare tale deterioramento duraturo del matrimonio e deve provarlo se l’altro coniuge lo nega. Il giudice decide se ricorra effettivamente la ragione addotta.

Inizio paginaInizio pagina

3. Quali sono le conseguenze del divorzio per:

a) le relazioni pratiche fra i coniugi

Il divorzio può avere conseguenze per l’uso del cognome dell’ex coniuge.

b) la divisione dei beni dei coniugi

Regime legale

I Paesi Bassi hanno una normativa piuttosto particolare riguardante le entrate e i beni durante il matrimonio. Il sistema previsto per legge è la comunione dei beni. Nel regime di comunione rientrano in linea di principio tutti i beni dei coniugi, acquisiti sia durante il matrimonio che prima di esso. Tutto il patrimonio viene messo in comune. In questo stesso regime rientrano anche tutti i debiti, risalenti sia al periodo del matrimonio che a prima di esso, indipendentemente da quale dei coniugi li abbia contratti. Ogni creditore dei coniugi può rivalersi su tutti i beni messi in comunione. La comunione dei beni cessa col divorzio. La legge in linea di principio prevede che ad ogni coniuge spetti la metà. I coniugi possono tuttavia optare per altre soluzioni e convenire altre modalità in una convenzione di divorzio o al momento della divisione dei beni.

Convenzione matrimoniale

I coniugi possono scegliere un sistema diverso da quello previsto per legge. La convenzione stabilisce le modalità di divisione dei beni in caso di divorzio.

c) i figli minorenni (si vedano anche le schede “Responsabilità dei genitori – Paesi Bassi” e “Crediti alimentari – Paesi Bassi”)

Potestà genitoriale

Dopo il divorzio i genitori continuano ad esercitare congiuntamente la potestà sui figli, se già tale era la situazione durante il matrimonio. Solo in situazioni eccezionali può venire chiesto al giudice di affidare la potestà solo a uno di essi. Tale richiesta può essere presentata da entrambi i genitori o da uno solo. Il genitore che non ha la potestà ha diritto di vedere il figlio. I due genitori (o uno di essi) possono chiedere al giudice di stabilire delle modalità di visita.

Inizio paginaInizio pagina

Obblighi alimentari

Se i genitori, dopo il divorzio, continuano ad esercitare insieme la potestà, si devono accordare sugli aspetti finanziari. Possono chiedere al giudice di formalizzare tali accordi. Se non vi riescono da soli, il giudice può allora stabilire una somma. Se la potestà viene affidata ad uno solo dei genitori, il giudice, su richiesta, può accertare in che misura l’altro genitore debba contribuire alle spese per i figli. I genitori provvedono in linea di principio da soli a tali pagamenti.

Maggiori informazioni sull’argomento figurano nella scheda “Crediti alimentari” e sul sito web dell’Ufficio nazionale per la riscossione degli assegni alimentari (Landelijk Bureau Inning Onderhoudsbijdragen - www.lbio.nl Nederlands).

d) l’obbligo di pagare gli alimenti all’ex coniuge (si veda anche la scheda “Crediti alimentari – Paesi Bassi”)

L’obbligo di provvedere al mantenimento fra coniugi continua a valere anche dopo lo scioglimento del matrimonio. Nel caso in cui uno degli ex coniugi non abbia sufficienti entrate per il proprio sostentamento e non possa ragionevolmente ottenerne il giudice può, su richiesta di questi, nella sentenza di divorzio o in una decisione successiva, imporre all’altro ex coniuge di pagargli un assegno alimentare. Nell’emanare questa decisione il giudice tiene conto delle necessità dell’uno e delle capacità contributive (mezzi finanziari) dell’altro. Possono inoltre incidere anche fattori non finanziari, come la durata del matrimonio e la durata della convivenza. Se il giudice non fissa alcun termine per la durata degli obblighi alimentari, questi cessano dopo 12 anni. Nei casi più gravi è possibile che il giudice, su richiesta dell’ex coniuge che si trova in stato di bisogno, conceda una proroga. Nel caso di un matrimonio breve (non più di 5 anni) e senza figli, l’obbligo alimentare non dura in linea di principio più a lungo del matrimonio stesso.

Inizio paginaInizio pagina

Se gli ex coniugi si trovano d’accordo sugli obblighi alimentari, possono far figurare anche tali punti in una convenzione di divorzio.

4. Che cosa significa in concreto la nozione di separazione?

La separazione è un mezzo per interrompere la convivenza senza sciogliere il matrimonio. E’ importante per i coniugi che vogliono dividersi e che vogliono regolare le conseguenze giuridiche di una tale situazione, ma che, ad esempio, per motivi religiosi, non vogliono sciogliere il matrimonio. Tale tipo di separazione prevede la possibilità di riconciliazione. Può anche essere una “fase intermedia” verso lo scioglimento del matrimonio.

5. Quali sono le condizioni per una separazione?

L’unico motivo per la separazione è il deterioramento duraturo del rapporto matrimoniale.

6. Quali sono le conseguenze giuridiche della separazione?

Vi sono conseguenze per i rapporti patrimoniali, la potestà sui figli (le modalità di visita), gli obblighi alimentari e la pensione. Il matrimonio continua ad esistere. Se i coniugi, dopo questo tipo di separazione, intendono divorziare, possono chiedere lo scioglimento del matrimonio.

Una richiesta di scioglimento del matrimonio dopo la separazione non può avvenire in qualsiasi momento. Per una richiesta consensuale non vi è alcun termine d’attesa. Per una richiesta unilaterale occorre aspettare 3 anni, termine che in alcuni casi può essere abbreviato dal giudice a 1 anno. Il termine di 3 anni comincia a decorrere dal momento in cui la separazione viene registrata.

Inizio paginaInizio pagina

7. Cosa significa la nozione di annullamento del matrimonio?

Un matrimonio può essere annullato solo con una decisione del giudice. Non può essere annullato d’ufficio (automaticamente), ma è necessario un ricorso. Finché non è annullato, un matrimonio resta valido.

La legge indica per quali motivi un matrimonio può essere annullato e su richiesta di chi.

8. Quali sono le condizioni per l’annullamento di un matrimonio?

La legge indica i seguenti motivi:

  • matrimonio avvenuto nonostante l’esistenza di impedimenti (ad esempio requisiti in materia d’età minima, autorizzazione per il matrimonio di un minorenne, bigamia, parentela);
  • minaccia o errore;
  • matrimonio di comodo;
  • disturbi mentali di uno dei coniugi;
  • incompetenza dell’ufficiale dello stato civile;
  • mancanza di testimoni.

9. Quali sono le conseguenze giuridiche dell’annullamento del matrimonio?

Dopo l’annullamento da parte del giudice, si considera che non vi sia stato mai un matrimonio valido. In determinate circostanze viene fatta eccezione. In tali casi, l’annullamento ha le stesse conseguenze di un divorzio. I figli nati da un matrimonio dichiarato nullo continuano così ad essere legati da rapporti giuridici con entrambi i genitori. Un’altra eccezione riguarda il coniuge in buona fede, ossia quello che non era consapevole del fatto che il matrimonio non fosse valido: questi può ad esempio chiedere che l’altro coniuge gli versi gli alimenti.

Inizio paginaInizio pagina

10. Esistono alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio?

Nei Paesi Bassi si ricorre piuttosto spesso alla mediazione per questioni di divorzio. I coniugi cercano, con l’aiuto di un mediatore ed eventualmente dei loro avvocati, di giungere ad un accordo sul divorzio e sulle relative conseguenze. Tali accordi vengono registrati per iscritto in una convenzione di divorzio: essi possono ad esempio vertere sulla divisione dei beni, gli obblighi alimentari fra gli ex coniugi e la cura dei figli. Il giudice può integrare tale convenzione nella sua sentenza.

Esiste una Vereniging van Familierechtadvocaten en Scheidingsbemiddelaars (“Associazione degli avvocati per il diritto di famiglia e dei mediatori per il divorzio”) i cui membri sono specializzati, fra l’altro, nelle questioni relative al divorzio e agli alimenti. Sono inoltre specializzati nelle mediazioni ai fini di divorzio e in tutte le questioni connesse.

Si veda: www.vas-scheidingsbemiddeling.nl Nederlands.

11. Dove bisogna presentare l’istanza di divorzio/separazione/annullamento? Quali sono le formalità da espletare e quali documenti occorre allegare?

Ricorso

Una procedura di divorzio comincia sempre con un ricorso, in cui devono figurare il cognome, nome, residenza o domicilio dei coniugi, e dei figli minorenni, se ve ne sono.

Oltre all’istanza di divorzio può anche essere presentata una richiesta per provvedimenti ad esso legati. Il giudice può adottare questo tipo di provvedimenti, fra l’altro, per:

Inizio paginaInizio pagina

  • la potestà sui figli minorenni e il diritto di visita;
  • gli obblighi alimentari verso uno degli ex coniugi e/o i figli;
  • la divisione dei beni in comunione, o l’applicazione del regime convenuto secondo la convenzione matrimoniale stabilita dai coniugi;
  • l’uso della casa coniugale;
  • la trasmissione ereditaria della pensione.

L’istanza deve essere presentata al tribunale tramite un avvocato. Se l’istante vive nei Paesi Bassi, la domanda può essere presentata al tribunale della circoscrizione in cui abita. Se l’istante non vive nei Paesi Bassi, ma vi vive il suo coniuge, la domanda va inviata al tribunale della circoscrizione di quest’ultimo. Se nessuno dei coniugi vive nei Paesi Bassi, la domanda va inviata al tribunale dell’Aia.

Quali documenti devono essere presentati?

  1. Estratti originali (non anteriori di tre mesi) dell’anagrafe per entrambi i coniugi, indicanti la nazionalità, lo stato civile e, nel caso in cui non abbiano la nazionalità olandese, la data di ingresso nei Paesi Bassi. Se solo uno dei due coniugi ha la nazionalità olandese, e l’altro no, deve essere indicata ugualmente la data di stabilimento nei Paesi Bassi.
  2. Estratti originali (non anteriori di tre mesi) del registro delle nascite per i figli minorenni, ed estratto originale (non anteriore di tre mesi) del registro dei matrimoni (da ottenersi presso il comune in cui ha avuto luogo il matrimonio). Per quanto riguarda i matrimoni conclusi all’estero, può essere sufficiente la presentazione dell’atto di matrimonio originale o di un estratto più vecchio.

12. È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato?

Se l’istante non può sostenere (completamente) i costi di un avvocato può, a determinate condizioni, essere ammissibile al patrocinio a spese dello Stato (si veda anche la relativa scheda).

Inizio paginaInizio pagina

Il diritto di chiedere il patrocinio a spese dello Stato esiste anche nel caso di controversie transfrontaliere, se l’istante vive fuori dai Paesi Bassi ma sempre nell’UE. Le norme a riguardo figurano nella direttiva europea sul patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere (GU L 26 del 31.1.2003). Il patrocinio può essere richiesto servendosi del formulario uniforme previsto dalla direttiva, identico in tutti gli Stati membri, attraverso il Raad voor de rechtsbijstand (“Consiglio per l’assistenza giudiziaria”) all’Aia.

Se necessario il Raad voor de rechtsbijstand può prestare assistenza nella scelta di un avvocato. Il sito web del Raad voor de rechtsbijstand è: www.rvr.org Nederlands. L’indirizzo figura al punto 16 della scheda relativa ai crediti alimentari.

Se l’istante vive al di fuori dell’UE, in determinati casi può ottenere il patrocinio a spese dello Stato nei Paesi Bassi. Si tratta di casi per i quali esistono delle convenzioni, fra cui sono importanti, a riguardo, la Convenzione dell’Aia del 1954 relativa alla procedura civile, l’accordo europeo del 1977 sulla trasmissione delle richieste di assistenza giudiziaria gratuita, e la convenzione dell’Aia del 1980 volta ad agevolare l’accesso internazionale alla giustizia. Le norme di queste convenzioni prevedono, in generale, che i cittadini dei paesi firmatari siano ammissibili al patrocinio a spese dello Stato in tutti gli altri paesi firmatari alle stesse condizioni dei loro cittadini. Una dichiarazione di incapacità finanziaria viene richiesta presso le autorità competenti del luogo in cui vive l’istante. La richiesta di patrocinio e tale dichiarazione vengono in seguito inviate da tali autorità alle autorità competenti del paese in cui deve essere concesso il patrocinio. In tale paese viene valutato se l’istante vi ha diritto.

Inizio paginaInizio pagina

13. È possibile impugnare una decisione di divorzio/separazione/annullamento?

Sì.

14. Come occorre procedere per fare riconoscere nei Paesi Bassi una decisione di divorzio/separazione/ annullamento emessa in un altro Stato membro?

Fra gli Stati membri vale dal 1º marzo 2005 il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 – denominato, in breve, il regolamento Bruxelles II bis. Il regolamento Bruxelles II bis vale sia per il divorzio che per la separazione e l’annullamento del matrimonio. In base a tale regolamento, le decisioni di divorzio emesse in altri Stati (tranne in Danimarca) sono riconosciute nei Paesi Bassi senza alcuna forma di processo (si veda l’articolo 21, paragrafo 1 del regolamento). Non è inoltre necessario alcun procedimento per adattare gli atti dello stato civile, ad esempio quando deve essere apposta un’annotazione sul divorzio sull’atto di matrimonio.

Un interessato può avviare una procedura giudiziaria per ottenere che una decisione venga riconosciuta. Per questo caso il regolamento indica una serie di motivi per poter rifiutare il riconoscimento del divorzio. Tale riconoscimento non può ad esempio essere in contrasto con l’ordine pubblico. Viene poi esaminato se il convenuto (la parte che non ha chiesto il divorzio) sia stato messo debitamente al corrente della procedura. Ma non può essere riesaminata la bontà della decisione.

Inizio paginaInizio pagina

In base al regolamento, il giudice dello Stato membro in cui è emessa la decisione rilascia, su richiesta di ogni interessato, un certificato relativo a tale decisione (secondo un modulo standard). In tale certificato viene indicato, fra l’altro, da quale Stato proviene la decisione, figurano dei dati sulle parti, si precisa se la decisione è stata emessa in contumacia, di che decisione si tratta (divorzio o separazione), la data della decisione e quale autorità l’ha emessa.

15. A chi occorre rivolgersi per opporsi, nei Paesi Bassi, al riconoscimento di una decisione di divorzio/separazione/annullamento emessa da un tribunale di un altro Stato membro? Quale procedura è applicabile?

Quando un interessato vuol fare dichiarare non riconoscibile nei Paesi Bassi una decisione estera, può indirizzare una richiesta di non riconoscimento al giudice delle procedure d’urgenza del tribunale della circoscrizione in cui abitualmente vive.

16. Quale diritto si applica in una procedura di divorzio fra coniugi che non vivono nei Paesi Bassi o che hanno nazionalità diverse?

Il diritto applicabile nella procedura di divorzio è stabilito in base all’articolo 1 della Wet conflictenrecht echtscheiding (“Conflitti di legge in materia di divorzio”). In base all’articolo 1, 4, i coniugi, pur non avendo la nazionalità olandese, possono optare per l’applicazione del diritto olandese. In questo caso il giudice applica senz’altro la legge olandese. Quando solo uno dei coniugi sceglie per il diritto olandese, il giudice lo applica solo se l’altro coniuge non si oppone.

Quando non viene fatta alcuna scelta, vi sono diverse possibilità. Se i coniugi hanno la stessa nazionalità viene applicato il relativo diritto nazionale (per un’istanza di divorzio di una coppia francese, quindi, viene applicato il diritto francese). Quando, tuttavia, per uno dei coniugi manca un reale legame sociale con il paese di cui ha in comune la nazionalità con l’altro coniuge (ad esempio perché da anni vive e lavora in un altro paese), non viene applicato il diritto comune alla coppia ma quello del luogo d’abitazione comune. Se i coniugi hanno nazionalità diverse, viene applicata la legge del luogo d’abitazione comune (ad esempio, nel caso di un’istanza di divorzio di una coppia italo-spagnola che vive nei Paesi Bassi, viene applicato il diritto olandese). Se i coniugi hanno nazionalità diverse e anche un luogo d’abitazione diverso, viene applicato il diritto olandese (ad esempio, nel caso di un’istanza di divorzio di una coppia belgo-tedesca, in cui il marito vive nei Paesi Bassi e la moglie in Belgio, viene applicato il diritto olandese).

« Divorzio - Informazioni generali | Paesi Bassi - Informazioni generali »

Inizio paginaInizio pagina

Ultimo aggiornamento: 04-07-2007

 
  • Diritto Comunitario
  • Diritto internazionale

  • Belgio
  • Bulgaria
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Germania
  • Estonia
  • Irlanda
  • Grecia
  • Spagna
  • Francia
  • Italia
  • Cipro
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Ungheria
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Austria
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Finlandia
  • Svezia
  • Regno Unito