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Ultimo aggiornamento: 29-05-2007
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Divorzio - Malta

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INDICE

1. Quali sono le condizioni per ottenere un divorzio? 1.
2. Quali sono i motivi per un divorzio? 2.
3. Quali sono gli effetti di un divorzio? 3.
4. Cosa significa in termini pratici l'espressione giuridica "separazione legale"? 4.
5. Quali sono le condizioni di una separazione legale? 5.
6. Quali sono gli effetti della separazione? 6.
7. Cosa significa in pratica l'espressione "annullamento di un matrimonio"? 7.
8. Quali sono le condizioni per l'annullamento di un matrimonio? 8.
9. Quali sono gli effetti giuridici dell'annullamento di un matrimonio? 9.
10. Esistono rimedi alternativi stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire il tribunale? 10.
11. Dove devo depositare il ricorso per divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio? Quali formalità devono essere rispettate e quali documenti devo allegare al ricorso? 11.
12. Posso ottenere il gratuito patrocinio per il procedimento? 12.
13. È possibile impugnare una decisione relativa al divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio? 13.
14. Che cosa devo fare per ottenere il riconoscimento a Malta di una decisione sul divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio emessa in un altro Stato membro? 14.
15. Quale giudice devo adire a Malta per oppormi al riconoscimento di una decisione sul divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio emessa in un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi? 15.
16. Quale diritto si applica in un procedimento di divorzio tra coniugi che non vivono a Malta o che hanno cittadinanze diverse? 16.

 

1. Quali sono le condizioni per ottenere un divorzio?

2. Quali sono i motivi per un divorzio?

3. Quali sono gli effetti di un divorzio?

A Malta il divorzio non è previsto dall'ordinamento giuridico. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 33 del Marriage Act (legge sul matrimonio - Capo 255 – Laws of Malta) la parte interessata può registrare un divorzio straniero alla sezione annotazioni del pubblico registro, purché tale decisione sia stata emessa dal giudice competente del paese in cui entrambe le parti siano residenti o in cui entrambe le parti possiedano la cittadinanza. Una volta che tale divorzio sia registrato le parti sono libere di contrarre matrimonio nuovamente.

4. Cosa significa in termini pratici l'espressione giuridica "separazione legale"?

In pratica, con la separazione legale i coniugi, sebbene permanga il vincolo matrimoniale, non hanno più l'obbligo di convivenza. I coniugi che intendono separarsi legalmente hanno due possibilità: possono scegliere una separazione consensuale (con l'accordo di entrambi e l'omologa del tribunale competente per il diritto di famiglia) o una separazione giudiziale (nel caso in cui la separazione sia contestata e il tribunale decida su tutte le questioni collegate e in particolare per quanto riguarda la responsabilità per il fallimento del matrimonio).

5. Quali sono le condizioni di una separazione legale?

La separazione può essere dichiarata soltanto su domanda di uno dei coniugi nei confronti dell'altro e per uno dei motivi previsti dalla legge (articoli 35-66 del codice civile – capo 16, Laws of Malta), o col consenso reciproco dei coniugi come precisato all'articolo 59 del codice civile.

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Prima che una coppia decida di separarsi, occorre che i coniugi effettuino il tentativo di mediazione offerto dallo Stato gratuitamente, a meno che la coppia scelga i mediatori privati. Il ricorrente o il suo difensore avvia il procedimento di separazione depositando un'istanza presso la cancelleria del tribunale civile, sezione famiglia, comunicando i dati personali della coppia (nome/cognome/indirizzi ecc.), chiedendo che venga avviato il procedimento di separazione e che la coppia sia convocata per effettuare il tentativo di mediazione.

Dopo aver nominato il mediatore, vengono fissate le date per effettuare i tentativi di mediazione e i coniugi possono presentarsi con o senza l'assistenza di un avvocato. Il ruolo del mediatore è di effettuare il tentativo di riconciliazione dei coniugi. Se il tentativo fallisce, il mediatore consiglia ai coniugi di accordarsi per una separazione consensuale. Nel caso in cui anche quest'ultimo tentativo sia infruttuoso, il mediatore chiede al tribunale di dichiarare conclusa la mediazione senza esito.

  1. Separazione consensuale (con accordo delle parti)

    Le parti depositano un ricorso congiunto dinanzi al tribunale civile, sezione "famiglia" sottoscritto da entrambi i difensori e infine il notaio pubblica l'atto omologato, con allegata una copia del progetto di contratto. La mediazione dev'essere avviata e conclusa entro un mese. Il mediatore spiega alla coppia che un atto pubblico (nel quale si espongono le relative intenzioni dei coniugi) sarà redatto e pubblicato da un notaio pubblico. Successivamente il mediatore redige una relazione e una volta che il giudice ha emesso il decreto, soltanto il notaio può ritirare il contratto dal tribunale (sezione famiglia) per pubblicarlo.

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  2. Separazione giudiziale (nel caso in cui non sia possibile giungere a un accordo tra le parti)

    Nel caso in cui il mediatore ritenga non sia possibile riconciliare i coniugi o raggiungere un accordo, il mediatore propone che venga dichiarata conclusa la fase della mediazione, informandone di conseguenza il giudice. Una volta che il giudice abbia dichiarato conclusa la fase della mediazione con decreto ciascuno dei coniugi ha un termine di due mesi entro il quale può depositare ricorso per chiedere che venga dichiarata la separazione e che il magistrato si pronunci sulle altre relative questioni, come l'abitazione coniugale, le richieste di mantenimento, l'affidamento dei figli, la separazioni dei beni ecc..

I motivi per la separazione sono elencati nel codice civile (Capo 16 – Laws of Malta) e sono i seguenti:

  • Adulterio (da parte del coniuge convenuto);
  • maltrattamenti, minacce o gravi ingiurie da parte del coniuge convenuto o nei confronti dei figli; o
  • Nel caso in cui la continuazione della convivenza coniugale non sia ragionevolmente possibile, in quanto il fallimento del matrimonio è irreparabile, purché siano trascorsi 4 anni dalla celebrazione del matrimonio e/o nel caso in cui da almeno due anni uno dei coniugi abbia abbandonato il tetto coniugale senza fondati motivi.

Il coniuge al quale non viene addebitata la colpa mantiene tutti i diritti e benefici che ha acquisito dall'altro coniuge. D'altro canto, il coniuge nei confronti del quale è stata dichiarata la separazione resta obbligato al mantenimento dell'altro coniuge nel caso in cui il giudice con decreto o sentenza lo condanni al pagamento dell'assegno di mantenimento, che viene stabilito in base al reddito del coniuge che deve corrisponderlo, alle esigenze del coniuge che lo ha chiesto e ad altre circostanze riguardanti i coniugi (come ad esempio la possibilità della persona alla quale è dovuto l'assegno di mantenimento di apprendere o reimparare ad esercitare una professione, arte, commercio o qualsiasi altra attività o avviare o continuare un'attività redditizia). Nel caso in cui lo ritenga opportuno, a seconda del caso, il giudice può ordinare al coniuge che ha l'obbligo di mantenere l'altro coniuge, di corrispondere a quest'ultimo un importo forfettario, in rate uguali o di diverso importo entro un periodo di tempo ragionevole o di assegnare all'altro coniuge la proprietà, l'usufrutto, il diritto di uso o di abitazione per rendere indipendente il coniuge economicamente più debole o meno dipendente nei confronti dell'altro coniuge.

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Nel caso di una variazione del reddito del coniuge debitore del mantenimento o delle esigenze dell'altro coniuge, il tribunale, su istanza di uno dei coniugi può modificare o sopprimere l'assegno di mantenimento. Qualora sia stato corrisposto un importo forfettario o sia stata trasferita una proprietà con la conseguente estinzione dell'obbligazione legata all'assegno di mantenimento per l'altro coniuge cessa la responsabilità del coniuge debitore.

La Corte civile (sezione famiglia) decide sul merito della causa e ciascuno dei coniugi può impugnare tale provvedimento dinanzi alla Corte d'Appello entro 20 giorni dalla data di pubblicazione della sentenza.

Il procedimento di separazione si estingue nel caso in cui avvenga la riconciliazione dei coniugi. Tuttavia, nel caso sorga un nuovo motivo di separazione, il coniuge ricorrente può addurre i precedenti motivi a sostegno della sua domanda.

La morte di un coniuge comporta l'estinzione del procedimento di separazione, salvo quei casi (previsti dalla legge) nei quali la sentenza di separazione può produrre effetti che penalizzano il coniuge cui è stata addebitata la colpa.

6. Quali sono gli effetti della separazione?

Una volta pubblicata la separazione (consensuale – atto pubblico) o pronunciata (giudiziale – con sentenza del tribunale) i coniugi non sono più tenuti a convivere; tuttavia sussistono gli obblighi di fedeltà e di assistenza. Tutto ciò fatto salvo il diritto/dovere al mantenimento, all'educazione e all'istruzione dei figli ecc. laddove occorra far riferimento all'atto pubblico o alla sentenza del tribunale, indipendentemente dal procedimento esperito dai coniugi per far dichiarare la separazione.

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7. Cosa significa in pratica l'espressione "annullamento di un matrimonio"?

Una volta che il tribunale ha pronunciato l'annullamento, si considera che il matrimonio non sia mai esistito sin dall'inizio (momento della celebrazione), fatto salvo lo "status di figlio legittimo" per la prole nata in costanza di matrimonio.

8. Quali sono le condizioni per l'annullamento di un matrimonio?

Il matrimonio può essere annullato nei seguenti casi, come specificato nel Marriage Act (capo 255 – Laws of Malta):

  • Quando si tratta di matrimonio celebrato fra due persone che non hanno compiuto 16 anni;
  • nel caso in cui le parti soggette alla patria potestà o alla tutela non abbiano ottenuto il consenso della persona che esercita tale autorità o quella del tutore (a seconda del caso), né l'autorizzazione da parte del tribunale, sezione della "volontaria giurisdizione";
  • nel caso in cui le parti siano mentalmente inferme, che si tratti o meno di persone interdette;
  • nel caso in cui sussista tra le parti un vincolo di parentela troppo stretto;
  • nel caso in cui le formalità che occorre espletare prima del matrimonio, come prescritte nel Marriage Act non siano state integralmente adempiute o osservate;
  • nel caso in cui al momento del matrimonio una delle parti fosse ancora legata da precedente vincolo matrimoniale;
  • nel caso in cui si tratti di persone dello stesso sesso;
  • nel caso in cui il matrimonio non sia stato consumato;
  • nel caso in cui il consenso delle parti sia stato estorto con la violenza fisica o morale o con l'intimidazione;
  • nel caso in cui il consenso di almeno una delle parti non sia valido per un errore sull'identità dell'altra parte;
  • nel caso in cui il consenso di almeno uno delle parti sia stato estorto con l'inganno su alcune qualità dell'altra parte, con il rischio di perturbare gravemente la vita matrimoniale ;
  • nel caso in cui sussista un grave vizio del consenso di una delle parti per quanto riguarda la capacità di discernimento della vita matrimoniale, o sui suoi diritti e doveri fondamentali, o sussista una seria anomalia psicologica che rende impossibile al coniuge in questione adempiere agli obblighi fondamentali del matrimonio;
  • se una delle parti è impotente, sia che si tratti di impotenza assoluta o relativa, ma a condizione che tale stato sussistesse già prima del matrimonio;
  • se il consenso di una delle parti è viziato da un motivo di nullità inoppugnabile del matrimonio stesso, o di una delle condizioni di base della vita coniugale o del diritto all'atto coniugale;
  • se una delle parti subordina il suo consenso a una condizione futura;
  • se una delle parti, al momento della celebrazione del matrimonio, non aveva la capacità di intendere e di volere, il che le impediva di dare il consenso al matrimonio in piena consapevolezza.

9. Quali sono gli effetti giuridici dell'annullamento di un matrimonio?

Nel caso in cui il matrimonio sia dichiarato nullo, è considerato come mai esistito e le parti riprendono lo status precedente alla celebrazione del matrimonio (ad esempio la moglie riprende il suo cognome da nubile). Tuttavia, ciò non incide in alcun modo sullo status dei figli legittimi nati durante il matrimonio o sulle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi. Per quanto riguarda il mantenimento, il coniuge responsabile della nullità del matrimonio è altresì obbligato a mantenere l'altro coniuge per cinque anni. Tale obbligazione viene meno nel caso in cui quest'ultimo contragga nuovamente matrimonio.

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10. Esistono rimedi alternativi stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire il tribunale?

Non ci sono rimedi alternativi stragiudiziali.

11. Dove devo depositare il ricorso per divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio? Quali formalità devono essere rispettate e quali documenti devo allegare al ricorso?

  1. Divorzio – Non applicabile.
  2. Separazione legale

V. risposta al quesito 5.

Il procedimento inizia con un'istanza presentata alla cancelleria del tribunale civile. Nel caso in cui i coniugi decidano di avviare il procedimento di separazione, occorre depositare un ricorso dinanzi al tribunale civile (sezione famiglia) entro due mesi dal decreto del tribunale che autorizza le parti ad avviare il procedimento.

La domanda di annullamento del matrimonio può essere depositata da uno dei coniugi dinanzi al tribunale civile (sezione famiglia) con ricorso sottoscritto da un avvocato. Il ricorso specifica i motivi in base ai quali il ricorrente chiede che il matrimonio sia dichiarato nullo.

Occorre allegare al ricorso il certificato di matrimonio; gli altri documenti variano caso per caso.

12. Posso ottenere il gratuito patrocinio per il procedimento?

Sì, nel caso in cui la parte abbia i requisiti per poter accedere al gratuito. (v. la scheda di informazioni sull'assistenza giudiziaria).

13. È possibile impugnare una decisione relativa al divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio?

  1. Divorzio – Non applicabile
  2. Separazione legale
    È possibile impugnare la decisione dinanzi alla Corte d'appello entro 20 giorni dalla data di pubblicazione della sentenza.
  3. Annullamento
    È possibile impugnare la decisione dinanzi alla Corte d'appello entra 20 giorni dalla data di pubblicazione della sentenza.

14. Che cosa devo fare per ottenere il riconoscimento a Malta di una decisione sul divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio emessa in un altro Stato membro?

Nel caso in cui la decisione possieda i requisiti per il riconoscimento, dev'essere registrata nel registro pubblico.

15. Quale giudice devo adire a Malta per oppormi al riconoscimento di una decisione sul divorzio/separazione legale/annullamento del matrimonio emessa in un altro Stato membro? Quale procedura si applica in questi casi?

Per impugnare un riconoscimento di una decisione emessa da un giudice di un altro Stato membro, occorre presentare un ricorso dinanzi alla prima sezione del tribunale civile. La decisione di quest'ultimo è impugnabile dinanzi alla Corte d'appello.

16. Quale diritto si applica in un procedimento di divorzio tra coniugi che non vivono a Malta o che hanno cittadinanze diverse?

In linea di principio, è possibile registrare una decisione emessa da un giudice di un altro Stato membro, ma non è possibile far dichiarare il divorzio da un giudice maltese.

Ulteriori informazioni

  • Ministry of Justice Homepage English - Malti
  • Civil courts (family section) English PDF File (PDF File 23 KB)

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