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Ultimo aggiornamento: 24-05-2007
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Divorzio - Lettonia

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INDICE

1. Quali sono i requisiti per ottenere il divorzio? 1.
2. Quali sono i motivi per chiedere il divorzio? 2.
3. Quali sono gli effetti del divorzio? 3.
a) Per quanto riguarda le relazioni personali tra i coniugi (ad esempio il cognome)? a)
b) Per quanto riguarda la divisione dei beni tra coniugi? b)
c) Per quanto riguarda i figli ancora minorenni nati nel corso del matrimonio (ad esempio, potestà genitoriale e diritti al mantenimento)? c)
d) Per quanto riguarda l'assegno di mantenimento dovuto al coniuge? d)
4. Cosa significa in pratica “separazione legale”? 4.
5. Quali sono i motivi della separazione legale? 5.
6. Quali sono gli effetti della separazione legale? 6.
7. Che significa in pratica il concetto di "annullamento del matrimonio"? 7.
8. Quali sono le cause di annullamento del matrimonio? 8.
9. Quali sono gli effetti dell'annullamento del matrimonio? 9.
10. Esistono rimedi stragiudiziali alternativi per risolvere questioni relative al divorzio? 10.
11. Dove devo presentare il ricorso per il divorzio, separazione o annullamento del matrimonio? Quali sono le formalità da osservare e quali documenti devono allegarsi al ricorso? 11.
12. È possibile ottenere il gratuito patrocinio? 12.
13. È possibile impugnare una sentenza di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio? 13.
14. Come si può far riconoscere in Lettonia una sentenza di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio da parte di un organo giurisdizionale di un paese dell'Unione europea? 14.
15. Quale organo giurisdizionale occorre adire per opporsi al riconoscimento di una sentenza di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio emessa da un organo giurisdizionale in un altro Stato membro dell'Unione Europea? Qual è in questi casi la procedura? 15.
16. Quale normativa che regola il procedimento di divorzio deve applicare l'organo giurisdizionale competente in un procedimento tra coniugi che non risiedono in Lettonia o che hanno diversa cittadinanza? 16.

 

1. Quali sono i requisiti per ottenere il divorzio?

Il divorzio si può ottenere soltanto con una sentenza emessa dal tribunale in seguito al ricorso presentato da un coniuge o da entrambi i coniugi. Per ottenere il divorzio, occorre accertare che la comunione materiale e spirituale dei coniugi sia cessata. Il fallimento del matrimonio è accertato nel caso in cui la convivenza dei coniugi sia cessata e non sia possibile una riconciliazione.

Per ottenere il divorzio occorre che i coniugi si accordino rispetto all'affidamento dei figli nati nel corso del matrimonio, al loro mantenimento e alla divisione dei beni di proprietà comune. Nel caso in cui i coniugi non raggiungano un accordo, il giudice decide su tali questioni nell'ambito del procedimento di divorzio.

2. Quali sono i motivi per chiedere il divorzio?

I motivi per ottenere il divorzio sono elencati tassativamente nella parte del codice civile lettone dedicato al diritto di famiglia.

Anzitutto, il divorzio si può ottenere nel caso in cui i coniugi non convivano più da almeno tre anni. L'articolo 73 del codice civile stabilisce che i coniugi possono considerarsi separati quando non convivono e uno dei coniugi si rifiuta di riprendere la convivenza. Il fatto di vivere separatamente in un appartamento in comune non equivale necessariamente alla continuazione della convivenza. Pertanto, nel caso tale separazione sia effettiva, il matrimonio si considera fallito.

In secondo luogo, il matrimonio può sciogliersi anche quando i coniugi abbiano vissuto separati per meno di tre anni nel caso in cui:

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  1. la continuazione del matrimonio si renda impossibile per il coniuge che chiede il divorzio a causa del comportamento dell'altro coniuge e pertanto la convivenza con quest'ultimo si possa considerare un maltrattamento rispetto al coniuge che chiede il divorzio;
  2. entrambi i coniugi chiedono il divorzio, o l'altro coniuge è d'accordo con la domanda del coniuge che ha presentato ricorso per ottenere il divorzio;
  3. uno dei coniugi ha iniziato a convivere con un' altra persona e in seguito a tale rapporto è nato o sta per nascere un figlio.

Occorre sottolineare che qualora il giudice ritenga che il vincolo matrimoniale possa ancora resistere pur con le circostanze summenzionate, la pronuncia del divorzio può esser rinviata fino a un massimo di sei mesi per esperire un tentativo di riconciliazione.

In terzo luogo, è possibile che uno dei coniugi chieda il divorzio prima del compimento del periodo di tre anni di separazione e la richiesta di divorzio sia basata su motivi diversi dai tre sopraelencati. In tal caso, può essere emessa sentenza di divorzio solo se entrambi i coniugi sono d'accordo, mentre qualora l'altro coniuge non dia il consenso alla pronuncia di divorzio in anticipo, il tribunale dichiarerà sciolto il matrimonio solo al termine dei tre anni di separazione. Peraltro, in tal caso il tribunale è tenuto a sospendere il procedimento di divorzio fino al termine del suddetto periodo di tre anni.

In via eccezionale, il tribunale può rigettare la domanda di divorzio quando si renda necessario mantenere il matrimonio per determinate cause specifiche, nell'interesse dei figli nati durante il matrimonio.

3. Quali sono gli effetti del divorzio?

Allorché la sentenza di divorzio produce i suoi effetti, i diritti e i doveri che derivano dalle relazioni reciproche tra i coniugi si estinguono. Dopo lo scioglimento del matrimonio, la persona può decidere di risposarsi. Tuttavia, il divorzio può creare nuovi doveri e diritti per gli ex-coniugi.

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a) Per quanto riguarda le relazioni personali tra i coniugi (ad esempio il cognome)?

Il codice civile stabilisce che il coniuge che ha cambiato il cognome nel momento in cui ha contratto matrimonio ha diritto a mantenerlo dopo il divorzio o se preferisce, può usare il cognome che aveva prima di sposarsi. Tuttavia, il tribunale può vietare al coniuge che ha contribuito al fallimento del matrimonio di mantenere il cognome da sposato/a, purché tale divieto non danneggi gli interessi dei figli.

b) Per quanto riguarda la divisione dei beni tra coniugi?

Ai sensi dell'articolo 238 del codice di procedura civile, per concedere il divorzio è necessario che i coniugi arrivino a un accordo sulla divisione dei beni. Nel caso in cui non raggiungano l'accordo, il giudice stabilisce le condizioni della suddetta divisione in base al codice civile o agli accordi contrattuali presi in occasione del matrimonio. Il codice civile prevede due possibili regimi di comunione dei beni: il regime regolato dal codice civile e il regime secondo gli accordi contrattuali presi in occasione del matrimonio, che stabiliscono la divisione dei beni comuni, in caso di divorzio.

Nel caso in cui la divisione dei beni tra coniugi sia regolata dal codice civile, ciascun coniuge ha diritto a mantenere sia i beni che erano di sua proprietà prima del matrimonio, sia i beni che ha acquisito separatamente nel corso del matrimonio. Al contrario, i beni acquisiti congiuntamente o individualmente da un coniuge nel corso del matrimonio, acquistati con un fondo comune di entrambi i coniugi o con il contributo dell'altro coniuge, vengono considerati beni comuni del matrimonio. Tali beni comuni appartengono in parti uguali ai coniugi, salvo che uno dei coniugi dimostri e giustifichi il suo diritto a una diversa quota.

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Nei casi in cui un accordo contrattuale matrimoniale regoli i rapporti patrimoniali tra coniugi, le questioni relative alla divisione dei beni in sede di divorzio vengono regolate dalle clausole e condizioni stabilite nel suddetto accordo.

c) Per quanto riguarda i figli ancora minorenni nati nel corso del matrimonio (ad esempio, potestà genitoriale e diritti al mantenimento)?

Il divorzio in quanto tale potrebbe anche non incidere sugli aspetti della potestà genitoriale rispetto ai figli nati nel corso del matrimonio. Ciononostante, non si può ottenere la sentenza di divorzio se i coniugi non hanno raggiunto un accordo sull'assegno di mantenimento da corrispondere ai figli minorenni, sull'affidamento dei figli e sul diritto di visita, come stabilito all'articolo 238 del codice di procedura civile, nel quale si prevede che il procedimento di divorzio e le questioni relative ai rapporti familiari devono essere regolati e decisi nell'ambito di un unico procedimento.

Effetti del divorzio sulla potestà genitoriale

Se gli ex-coniugi vivono separati dal momento del divorzio, viene mantenuta la potestà genitoriale rispetto ai figli – l'affidamento congiunto secondo la legislazione della Lettonia. Tuttavia, il genitore con il quale vive il figlio minore esercita la potestà genitoriale quotidianamente (affidamento). Il codice civile stabilisce che il fatto che i genitori vivono separati non incide sui diritti di affidamento dei figli.

Effetti del divorzio in relazione al mantenimento dei figli

L'assegno di mantenimento per i figli dev'essere determinato nell'ambito del procedimento di divorzio. Tuttavia, il divorzio può non incidere sull'obbligo di mantenimento del figlio che vincola entrambi i genitori. In sede di divorzio, i genitori possono accordarsi sull'assegno di mantenimento dei figli, ma nel caso in cui non raggiungano un accordo, spetta al tribunale che ha trattato il procedimento di divorzio risolvere il conflitto.

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d) Per quanto riguarda l'assegno di mantenimento dovuto al coniuge?

Secondo le disposizioni del codice civile, l'ex-coniuge, nel procedimento di divorzio e anche dopo il divorzio, può chiedere la corresponsione di un assegno di mantenimento che gli/le consenta il mantenimento del tenore di vita precedente allo scioglimento del matrimonio, o in alternativa la corresponsione dei mezzi di sussistenza (alimenti) da parte del coniuge debitore di tale assegno, proporzionalmente alla situazione finanziaria di quest'ultimo. L'ex coniuge deve corrispondere l'assegno di mantenimento nel caso in cui abbia contribuito al fallimento del matrimonio. Occorre tener conto del fatto che gli alimenti richiesti all'ex-coniuge debbano essere necessari alla sussistenza dell'altro coniuge. Pertanto, l'ex coniuge non è obbligato comunque al mantenimento del livello di vita precedente o a corrispondere gli alimenti all'altro coniuge e, in tal senso tale obbligazione può estinguersi qualora:

  1. l'altro coniuge abbia nuovamente contratto matrimonio;
  2. il livello di reddito dell'altro coniuge sia sufficiente a mantenere, rispettivamente, il tenore di vita precedente o la propria sussistenza;
  3. l'altro coniuge, deliberatamente, non provveda al proprio mantenimento;
  4. secondo le circostanze sia evidente che è venuta meno la necessità di percepire l'assegno di mantenimento o alimentare da parte dell'ex coniuge.

L'obbligazione di corrispondere un assegno di mantenimento tale da conservare il tenore di vita precedente dell'altro coniuge oppure un assegno per gli alimenti si estingue inoltre nel caso in cui il periodo trascorso dal divorzio sia pari al periodo di durata del matrimonio sciolto. Ciononostante, qualora il figlio nato dal matrimonio sia minorenne durante il periodo suddetto e il coniuge che ha diritto agli alimenti abbia l'affidamento esclusivo del figlio, l'obbligazione si manterrà fino a che il figlio diventi maggiorenne.

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4. Cosa significa in pratica “separazione legale”?

L'espressione "separazione legale" non esiste nel diritto lettone.

5. Quali sono i motivi della separazione legale?

6. Quali sono gli effetti della separazione legale?

7. Che significa in pratica il concetto di "annullamento del matrimonio"?

Il matrimonio può essere annullato se viene celebrato in violazione delle condizioni tassativamente elencate dal codice civile affinché il matrimonio sia valido. La sentenza di annullamento del matrimonio ha effetto retroattivo: pertanto si considera come se le persone non abbiano mai contratto matrimonio che si considera nullo a tutti gli effetti dal momento in cui la relativa sentenza produce i suoi effetti.

Occorre aggiungere che anche dopo la sentenza di divorzio il matrimonio può essere annullato.

Non sempre è possibile individuare oggettivamente i vizi previsti dalla legge prima della celebrazione del matrimonio. Pertanto, la legge prevede la possibilità di annullarlo se successivamente alla sua celebrazione uno dei coniugi, altra persona interessata o il pubblico ministero, facciano valere una della cause di annullamento del matrimonio e presentino una relativa domanda dinanzi al tribunale.

8. Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Ai sensi dell'articolo 59 del codice civile, il matrimonio può essere annullato solo nei casi seguenti, qui elencati tassativamente:

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  • se il matrimonio non viene registrato dall'anagrafe civile o dalle autorità delle chiese Evangelica-luterana, Cattolica, Ortodossa, Vecchi Credenti, Metodista, Battista, Avventista del settimo giorno e chiesa di Mosè (giudaica);
  • qualora il matrimonio si celebri fittiziamente senza l'intenzione di creare una famiglia;
  • se il matrimonio si celebra tra due persone che non hanno compiuto diciotto anni o, in alcuni casi particolari, quando uno dei coniugi non abbia ancora compiuto sedici anni. In alcune circostanze specifiche, è consentito il matrimonio tra una persona che non ha ancora compiuto sedici anni e una persona maggiorenne. (In generale, si diventa maggiorenni a diciotto anni, ma un minorenne può essere dichiarato maggiorenne in casi eccezionali, per motivi di particolare importanza, ma non prima in ogni caso del compimento dei sedici anni). In questi casi, il matrimonio di una persona soltanto sedicenne con una persona maggiorenne è subordinato al consenso dei genitori o di coloro che detengono la potestà genitoriale sul minore. Occorre anche tener conto del fatto che il matrimonio celebrato tra persone che non sono ancora maggiorenni non può essere annullato nel caso in cui aspettino un figlio, o nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano raggiunto l'età minima prevista per registrare il matrimonio prima che venga pronunciata la sentenza di annullamento;
  • se al momento della celebrazione del matrimonio uno dei coniugi è stato dichiarato incapace per infermità di mente, o nel caso in cui tale circostanza gli abbia impedito di intendere il significato delle sue azioni e, di conseguenza, di controllarle (capacità di intendere e di volere);
  • se il matrimonio si celebra tra persone dello stesso sesso;
  • se il matrimonio si celebra tra parenti stretti, cioè, tra ascendenti e discendenti diretti, fratelli e sorelle e fratellastri e sorellastre;
  • se uno dei coniugi aveva già contratto matrimonio. L'annullamento del matrimonio non può essere dichiarato se il precedente matrimonio si sia concluso per morte, divorzio o annullamento prima della sentenza di annullamento.

La domanda di annullamento del matrimonio può essere presentata in qualsiasi momento in uno qualunque dei casi elencati sia dagli interessati che dal pubblico ministero. Tuttavia, nel caso in cui il matrimonio impugnato fosse sciolto per morte o divorzio, la domanda di annullamento potrà essere presentata soltanto da persone i cui diritti sono stati pregiudicati dal suddetto matrimonio.

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Occorre segnalare che non è possibile chiedere l'annullamento del matrimonio quando entrambi i coniugi siano già deceduti.

9. Quali sono gli effetti dell'annullamento del matrimonio?

Dopo l'annullamento i coniugi riprendono i cognomi che avevano prima del matrimonio. La persona che non era consapevole dei vizi del vincolo matrimoniale al momento della celebrazione può mantenere il cognome acquisito con il matrimonio nel caso presenti debita istanza al tribunale.

Se uno dei coniugi era già a conoscenza dell'esistenza di un eventuale motivo di annullamento del matrimonio al momento della sua celebrazione, l'altro coniuge può chiedere non solo un assegno per gli alimenti o per mantenere il tenore di vita precedente, ma anche un risarcimento per danni morali.

Come accade per il divorzio, anche nel caso di annullamento l'ex coniuge non è obbligato a pagare all'altro coniuge un assegno per gli alimenti o per il mantenimento del tenore di vita precedente e la suddetta obbligazione si può estinguere nel caso in cui:

  1. l'ex coniuge ha contratto nuovamente matrimonio;
  2. il reddito dell'ex-coniuge è sufficiente a mantenere il tenore di vita precedente o a mantenersi, rispettivamente;
  3. l'ex-coniuge, pur avendone la possibilità, non provvede al proprio mantenimento;
  4. altre circostanze evidenziano che non è più necessario l'aiuto ricevuto dall'ex-coniuge.

L'obbligo di corrispondere un assegno per il mantenimento del tenore di vita precedente o anche di corrispondere gli alimenti si estingue se il periodo trascorso dal divorzio è pari alla durata del matrimonio sciolto. Ciononostante, nel caso in cui il figlio nato nel corso del matrimonio sia ancora minorenne e l'ex coniuge che ha diritto all'assegno abbia avuto il figlio in affidamento, l'obbligo sarà mantenuto fino al momento in cui il figlio diventa maggiorenne.

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Per quanto riguarda la divisione dei beni al momento dell'annullamento del matrimonio, ciascuno degli ex coniugi può mantenere i beni acquisiti prima del matrimonio, come anche i beni acquisiti separatamente nel periodo della convivenza. In generale, i beni comuni si dividono tra i coniugi in parti uguali. Nel caso in cui nessuno dei coniugi fosse a conoscenza degli eventuali vizi del matrimonio al momento della sua celebrazione, i beni comuni si ripartiranno secondo le disposizioni del codice civile che disciplinano la divisione dei beni in seguito al divorzio (vedi quesito 3, b)). Tuttavia nel caso in cui uno solo dei coniugi non fosse a conoscenza dei vizi del matrimonio, in caso di annullamento la divisione dei beni verrà effettuata come nel caso del divorzio, a favore del coniuge che non fosse stato a conoscenza dell'annullabilità del matrimonio.

10. Esistono rimedi stragiudiziali alternativi per risolvere questioni relative al divorzio?

In Lettonia non esistono rimedi stragiudiziali alternativi per ottenere il divorzio diversi dal procedimento giudiziario. Tuttavia, i procedimenti di divorzio, come altre azioni civili, hanno la finalità di tentare una riconciliazione tra le parti e di arrivare a una soluzione del conflitto in modo consensuale.

11. Dove devo presentare il ricorso per il divorzio, separazione o annullamento del matrimonio? Quali sono le formalità da osservare e quali documenti devono allegarsi al ricorso?

I ricorsi per ottenere il divorzio o l'annullamento del matrimonio si presentano dinanzi al tribunale del circondario competente, secondo le norme che regolano la competenza territoriale. Nel caso in cui il procedimento di divorzio riguardi la divisione dei beni immobili e diritti reali, è possibile che sia competente il tribunale regionale.

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La competenza in materia di divorzio o annullamento del matrimonio nel caso in cui uno o entrambi i coniugi risiedano o siano cittadini di uno Stato membro, è disciplinata dal regolamento (CE) nº 2201/2003 del Consiglio. Pertanto, ai sensi del suddetto regolamento i ricorsi di divorzio o di annullamento del matrimonio in Lettonia si presentano dinanzi al tribunale del circondario:

  1. del luogo dove i coniugi risiedono;
  2. dell'ultimo luogo di residenza, purché uno dei coniugi sia ivi residente, o
  3. del luogo ove risiede il convenuto;
  4. del luogo ove entrambi i coniugi sono residenti nel caso in cui presentino un ricorso congiunto;
  5. del luogo di residenza del ricorrente, nel caso in cui sia stato residente per almeno un anno prima della presentazione della domanda, o
  6. del luogo ove il ricorrente risiede, nel caso in cui sia ivi residente da almeno sei mesi prima della presentazione della domanda e uno dei coniugi sia cittadino lettone;
  7. qualsiasi tribunale del circondario nel caso in cui entrambi i coniugi siano cittadini lettoni.

Il regolamento n. 2201/2003 del Consiglio regola altri aspetti della competenza dei tribunali e in particolare i casi in cui nel procedimento di divorzio vi siano questioni di responsabilità genitoriale.

Secondo le disposizioni del codice di procedura civile, la domanda di annullamento può essere presentata dinanzi al tribunale del circondario:

  1. del luogo dove il convenuto è residente (nel caso in cui non si conosca il luogo della residenza del convenuto o che quest'ultimo non abbia una residenza in Lettonia, il ricorso verrà presentato dinanzi ai tribunali del luogo dove si trovano i loro beni immobili, o dell'ultimo luogo di residenza conosciuto);
  2. del luogo dove risieda uno dei coniugi, in caso di ricorso congiunto;
  3. del luogo di residenza del ricorrente, nel caso in cui:
    • il ricorrente sia affidatario dei figli minorenni;
    • si richieda il divorzio nei confronti di una persona che sia incapace per infermità mentale;
    • si richieda il divorzio nei confronti di una persona che sta scontando una pena detentiva;
    • si richieda il divorzio nei confronti di una persona irreperibile o che sia domiciliata/residente all'estero.

Al tempo stesso, i trattati internazionali bilaterali vincolanti per la Lettonia rispetto ai paesi terzi, in materia di assistenza legale e rapporti giuridici, stabiliscono altresì quale sia l'organo giurisdizionale competente in materia di divorzio e annullamento del matrimonio.

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A prescindere da quale sia l'organo giurisdizionale competente ai sensi del summenzionato regolamento del Consiglio, il codice di procedura civile o le disposizioni dei trattati internazionali bilaterali vincolanti per la Lettonia, il ricorrente nel procedimento di divorzio, ai sensi degli articoli 128 e 235 del codice di procedura civile, deve fornire, insieme al ricorso di divorzio i seguenti dati:

  • autorità giudiziaria dinanzi alla quale viene presentata la domanda;
  • nome, cognome, numero d'identificazione del ricorrente e dell'avvocato che lo rappresenta; nome, cognome e numero d'identificazione del convenuto se è noto;
  • circostanze sulle quali si basa la domanda e le prove a sostegno;
  • normativa sulla quale si basa la domanda;
  • deduzioni del ricorrente;
  • periodo di tempo in cui i coniugi hanno vissuto separati;
  • elenco di documenti allegati al ricorso;
  • indicazione del fatto se le parti abbiano raggiunto un accordo sull'affidamento, l'esercizio del diritto di visita, mantenimento, divisione dei beni acquisiti nel corso del matrimonio, o se, al contrario, ciascuna parte presenta la propria domanda;
  • termine per la presentazione della domanda e altri dati importanti per l'emissione della sentenza.

Il ricorso dev'essere sottoscritto dal ricorrente o dal suo avvocato. Nel caso in cui l'avvocato presenti il ricorso a nome del ricorrente, dovrà allegarsi al ricorso la procura o qualsiasi altro documento che certifichi che l'avvocato ha il potere di rappresentare il coniuge che intende avviare il procedimento.

Occorre allegare al ricorso i seguenti documenti:

  1. una copia del ricorso affinché sia notificata al convenuto;
  2. una ricevuta delle tasse statali pagate e altre spese di giudizio nella forma e per l' importo previsti dalla legge;
  3. i documenti giustificativi del ricorso (ad esempio, il certificato di matrimonio).

12. È possibile ottenere il gratuito patrocinio?

In generale, lo Stato prevede il gratuito patrocinio nel caso in cui la situazione particolare ed economica e il livello del reddito della persona, inducono a credere che esistano difficoltà oggettive per garantirsi una tutela adeguata dei propri diritti. L'assistenza giuridica viene concessa in conformità con la legge che regola la prestazione di assistenza giuridica da parte dello Stato.

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In generale, il gratuito patrocinio copre le spese di preparazione dei documenti da depositare, la consulenza legale durante il procedimento, la rappresentanza in giudizio e l'esecuzione della sentenza. Nel caso di sentenze per definire controversie tra coniugi di diversa nazionalità la persona ha diritto anche a ricevere assistenza giuridica per le spese dell'interprete; la traduzione di alcuni documenti giudiziari e stragiudiziari e dei documenti presentati dalla persona in questione, nel caso in cui i documenti siano necessari per la decisione della controversia; in alcuni casi anche le spese di viaggio per la partecipazione al procedimento.

13. È possibile impugnare una sentenza di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio?

La sentenza di divorzio emessa da un tribunale del circondario può essere impugnata nel merito dinanzi al tribunale regionale. La sentenza emessa da quest'ultimo tribunale può essere impugnata in cassazione dinanzi al "Senato della Corte Suprema".

Nel caso in cui il tribunale regionale emetta una sentenza di divorzio in primo grado è possibile impugnarla dinanzi alla sezione civile della "Corte Suprema". La sentenza che tale sezione emette in seguito al ricorso in tal senso può essere impugnata, a sua volta, in cassazione, dinanzi al "Senato della Corte Suprema".

14. Come si può far riconoscere in Lettonia una sentenza di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio da parte di un organo giurisdizionale di un paese dell'Unione europea?

Le sentenze di divorzio/separazione/annullamento emesse in un altro Stato membro sono riconosciute in Lettonia secondo quanto disposto nel regolamento n. 2201/2003 del Consiglio. In conformità con le disposizioni di tale regolamento le sentenze emesse in uno Stato membro sono riconosciute in altri Stati membri senza necessità di esperire alcun procedimento speciale.

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Per ottenere che una sentenza di divorzio/separazione/annullamento emessa in un altro Stato membro sia riconosciuta in Lettonia, è necessario che l'interessato presenti dinanzi al tribunale del circondario una domanda di riconoscimento della suddetta sentenza nel luogo ove viene eseguita o nel luogo in cui è residente la parte contro la quale dev'essere eseguita la sentenza.

Il tribunale del circondario, entro 10 giorni dal ricevimento e dall'esame della domanda decide se la sentenza può essere riconosciuta in Lettonia. Il tribunale può negare il riconoscimento della sentenza in Lettonia soltanto per i motivi di non riconoscimento elencati all'articolo 22 del regolamento del Consiglio n. 2201/2003, vale a dire:

  1. se il riconoscimento è manifestamente contrario all'ordine pubblico della Lettonia;
  2. quando è resa in contumacia, ovvero la domanda giudiziale o un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale da poter presentare le proprie difese, salvo che sia stato accertato che il convenuto ha accettato inequivocabilmente la decisione;
  3. se la decisione è incompatibile con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti in Lettonia;
  4. se la decisione è incompatibile con una decisione anteriore avente le stesse parti, resa in un altro Stato membro o in un paese terzo, purché la decisione anteriore soddisfi le condizioni prescritte per il riconoscimento in Lettonia.

In conformità con quanto previsto all'articolo 638 del codice di procedura civile, nella domanda di riconoscimento di una sentenza il ricorrente dovrà fornire i seguenti dati:

  • autorità giudiziaria dinanzi al quale si presenta la domanda;
  • nome, cognome e dati di identificazione del ricorrente e del convenuto;
  • oggetto della domanda e fatti su cui si basa;
  • richiesta del ricorrente: riconoscimento (o non riconoscimento) della sentenza in Lettonia;
  • nome e indirizzo dell'avvocato eventualmente nominato per trattare la causa in Lettonia;
  • termine per la presentazione della domanda;
  • elenco di documenti allegati alla domanda.

I documenti che occorre allegare alla domanda di riconoscimento di una sentenza emessa nell'altro Stato membro, in conformità con l'articolo 37 del regolamento n. 2201/2003 del Consiglio sono i seguenti:

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  1. una copia della decisione, che presenti le condizioni di autenticità prescritte;
  2. se si tratta di decisione contumaciale, la parte che ne chiede il riconoscimento o l'esecuzione deve inoltre produrre: a) l'originale o una copia autenticata del documento comprovante che la domanda giudiziale o l'atto equivalente è stato notificato o comunicato al contumace; b) un documento comprovante che il convenuto ha inequivocabilmente accettato la decisione
  3. certificato rilasciato dall'autorità giurisdizionale o dall'autorità competente dello Stato membro d'origine ai sensi dell'articolo 39 del regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003.

15. Quale organo giurisdizionale occorre adire per opporsi al riconoscimento di una sentenza di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio emessa da un organo giurisdizionale in un altro Stato membro dell'Unione Europea? Qual è in questi casi la procedura?

Secondo quanto prescritto dal regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, la persona interessata può opporsi in due modi al riconoscimento in Lettonia di una sentenza emessa in un altro Stato membro sul divorzio, separazione o annullamento del matrimonio.

In primo luogo, secondo quanto previsto all'articolo 21 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio la persona interessata può presentare in Lettonia domanda dinanzi al tribunale del circondario per il non riconoscimento di una sentenza emessa in un altro Stato membro (vedi quesito 14 per la competenza, la procedura e i motivi di mancato riconoscimento).

In secondo luogo, la persona contro la quale si richiede il riconoscimento può opporsi nel contesto del procedimento di riconoscimento già avviato, nella sua memoria difensiva nella quale contesta la decisione presa dal giudice. Si può agire così quando la controparte ha già chiesto il riconoscimento suddetto e il tribunale (circondariale) ha riconosciuto la sentenza in base ai motivi esposti nella domanda. Pertanto il convenuto può opporsi al riconoscimento in Lettonia di una sentenza emessa in un altro Stato membro impugnando la sentenza del tribunale (circondariale) che abbia riconosciuto tale sentenza. Ai sensi dell'articolo 33 del regolamento (CE) n. 2201/2003, la decisione di un tribunale (circondariale) in materia di riconoscimento di una sentenza emessa in un altro Stato membro può essere impugnata dinanzi al tribunale regionale con un ricorso connesso. Tale ricorso dev'essere presentato dinanzi al tribunale che ha emesso la decisione ed essere rinviato al tribunale regionale corrispondente. Il resistente (a suo tempo ricorrente) può impugnare la decisione di un tribunale sul riconoscimento (non-riconoscimento) dinanzi al "Senato della Corte Suprema" con un ricorso connesso. Tale ricorso dev'essere presentato al tribunale regionale che ha emesso la decisione ed essere rinviato alla Sezione civile del "Senato della Corte Suprema".

Il convenuto può opporsi al riconoscimento di una sentenza in un altro Stato membro per i motivi elencati all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio (vedi quesito 14).

16. Quale normativa che regola il procedimento di divorzio deve applicare l'organo giurisdizionale competente in un procedimento tra coniugi che non risiedono in Lettonia o che hanno diversa cittadinanza?

Secondo quanto disposto dal codice di procedura civile, la normativa prevista dall'ordinamento lettone disciplina le cause di divorzio o di annullamento del matrimonio, a prescindere dalla cittadinanza o dal luogo di residenza dei coniugi qualora il relativo procedimento sia esperito dinanzi ai tribunali lettoni.

Ulteriori informazioni

http://www.tiesas.lv latviešu valoda

http://www.llrx.com/features/latvia.htm English

http://www.ttc.lv English - latviešu valoda

http://www.tm.gov.lv English - latviešu valoda

http://www.bm.gov.lv English - latviešu valoda

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