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Ultimo aggiornamento: 02-08-2007
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Divorzio - Austria

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INDICE

1. Quali sono i presupposti per il divorzio? 1.
2. Quali sono i motivi per i quali è possibile ottenere il divorzio? 2.
3. Quali sono le conseguenze del divorzio riguardo 3.
a) i rapporti personali tra i coniugi a)
b) la divisione dei beni tra i coniugi b)
c) i figli minori dei coniugi c)
d) l’obbligo di mantenimento nei confronti dell’altro coniuge d)
4. Che cosa significa, in concreto, “separazione legale senza scioglimento del matrimonio”? 4.
5. Quali sono le condizioni per ottenere la “separazione legale senza scioglimento del matrimonio” ? 5.
6. Quali sono le conseguenze giuridiche della “separazione legale senza scioglimento del matrimonio” ? 6.
7. Che cosa significano, in concreto, i termini “nullità” e “annullamento” del matrimonio? 7.
8. Quali sono le condizioni per ottenere la dichiarazione di nullità/annullamento del matrimonio? 8.
9. Quali sono le conseguenze giuridiche della dichiarazione di nullità/annullamento del matrimonio? 9.
10. Esistono possibilità alternative di risolvere problemi connessi con un divorzio senza rivolgersi al Giudice? 10.
11. Dove deve essere presentata l’istanza di divorzio/annullamento/nullità del matrimonio? 11.
12. Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato? 12.
13. Posso presentare appello contro una decisione riguardante il divorzio/l’annullamento/la nullità del matrimonio? 13.
14. Che cosa devo fare per ottenere il riconoscimento di una decisione straniera riguardante il divorzio/l’annullamento/la nullità del matrimonio? 14.
15. A quale Tribunale mi devo rivolgere per presentare un’istanza di non riconoscimento di una decisione straniera riguardante il divorzio/l’annullamento/la nullità del matrimonio? Che tipo di procedimento si applica in questo caso? 15.
16. Qual è il diritto applicabile in un processo di divorzio tra coniugi che non risiedono in Austria o che abbiano nazionalità differenti? 16.

 

1. Quali sono i presupposti per il divorzio?

Il diritto austriaco conosce tre tipi di divorzio: il divorzio per colpa, il divorzio per il venir meno della comunione tra i coniugi protrattasi da almeno tre anni e il divorzio per mutuo consenso.

Ciascun coniuge può chiedere il divorzio quando l’altro ha compromesso a tal punto il matrimonio, attraverso una grave violazione dei doveri coniugali o un comportamento disonorevole o immorale, che il ripristino di una comunione morale e materiale non può più essere ipotizzata.

Se la comunione familiare è venuta meno da almeno tre anni, ciascun coniuge può chiedere il divorzio a causa della profonda e irrimediabile rottura del matrimonio.

Se la comunione tra i coniugi è venuta meno da almeno sei mesi ed entrambi ammettono che il matrimonio è irrimediabilmente compromesso e sono d’accordo per il divorzio, allora i coniugi possono presentare istanza congiunta per il divorzio.

2. Quali sono i motivi per i quali è possibile ottenere il divorzio?

Il motivo fondamentale di divorzio è l’irrimediabile rottura della comunione morale e materiale dei coniugi. Una tale rottura può essere determinata da una grave violazione dei doveri coniugali da parte di un partner, in particolare quando un coniuge sia stato infedele od abbia causato all’altro danni fisici o morali. Anche quando il comportamento non può essere ritenuto una violazione intenzionale dei doveri coniugali, poiché è dovuto ad un disturbo mentale, il matrimonio viene tuttavia compromesso a tal punto che il ripristino di una comunione morale e materiale è impossibile; allo stesso modo, quando uno dei partner soffra di turbe psichiche o per una malattia gravemente contagiosa o ripugnante, l’altro coniuge può presentare istanza di divorzio. In tutti questi casi, il coniuge che ha presentato la richiesta deve fornire prova dei motivi addotti. Se la comunione morale e materiale tra i coniugi è venuta meno da tre anni, non deve essere addotta né provata alcuna violazione dei doveri coniugali.

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3. Quali sono le conseguenze del divorzio riguardo

a) i rapporti personali tra i coniugi

In via di principio entrambi i coniugi conservano il cognome che avevano portato durante il matrimonio. Se uno dei coniugi aveva assunto col matrimonio il cognome dell’altro, può, tuttavia, riprendere il suo cognome precedente.

b) la divisione dei beni tra i coniugi

In via di principio i coniugi sono liberi di decidere, attraverso un accordo, la destinazione del proprio patrimonio. Ciò può verificarsi o attraverso una reciproca rinuncia (mediante la quale la separazione legale dei beni durante il matrimonio viene mantenuta anche dopo lo scioglimento di questo) , attraverso la divisione delle proprietà acquisite per contratto o attraverso il trasferimento di parte del patrimonio da un coniuge all’altro.

Se i coniugi non hanno raggiunto un accordo sul punto, ciascuno di essi può domandare la divisione giudiziale di una determinata quota del patrimonio. Alla divisione sarà sottoposto il cosiddetto "patrimonio d’uso coniugaleâ€� (eheliche Gebrauchsvermögen) e i "risparmi coniugali" (ehelichen Ersparnisse). Al patrimonio d’uso coniugale appartengono, accanto alla casa coniugale e ai suoi arredi e corredi, tutti gli altri oggetti che sono serviti a caratterizzare il tenore di vita di ciascun coniuge durante la vita matrimoniale. I risparmi coniugali sono costituiti da tutti gli investimenti effettuati dai coniugi durante il matrimonio.

Rimangono esclusi dalla divisione, ad esempio, tutti quei beni che sono apportati dai coniugi a causa di morte o di donazione da parte di terzi. Pure esclusi rimangono i beni personali di un coniuge o gli oggetti necessari a svolgere la sua attività lavorativa, quali imprese e quote di imprese, nella misura in cui questi non rappresentino semplici investimenti.

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Il Tribunale deve dividere con equità le quote patrimoniali tenendo presenti tutte le circostanze rilevanti e in particolare l’importanza e il peso dell’apporto di ciascun coniuge alla costituzione del patrimonio d’uso coniugale e all’accumulo dei risparmi coniugali, nonché al benessere dei figli. Quali contributi vengono valutati l’adempimento del dovere di mantenimento, la collaborazione ai guadagni della famiglia, la gestione della casa coniugale, la cura e l’educazione dei figli e qualunque altro tipo di assistenza il coniuge possa fornire.

c) i figli minori dei coniugi

Dall’entrata in vigore, il 1° luglio 2001, della legge che ha modificato la normativa riguardo i diritti dei bambini, i genitori hanno, dopo la separazione, ampie possibilità di determinare autonomamente gli accordi di custodia. Se la coppia divorzia, in via di principio, permane la custodia congiunta di entrambi i genitori del figlio minore della coppia. I genitori devono, tuttavia, se vogliono mantenere la custodia congiunta come durante il matrimonio, presentare al Tribunale, entro un determinato lasso di tempo, un accordo concernente la residenza principale del bambino. Il Tribunale deve approvare tale accordo, nella misura in cui esso riflette l'interesse del bambino. Se, entro un termine adeguato dopo il divorzio, tale accordo non viene presentato e non riflette l’interesse del bambino, il Tribunale ha l’obbligo di decidere a quale dei due genitori dovrà essere affidato in futuro il bambino (qualora non si sia potuto raggiungere un accordo amichevole, eventualmente anche con l’intervento di una mediazione).

I genitori possono però decidere in anticipo quale dei due coniugi dovrà avere l’affidamento dopo lo scioglimento del matrimonio.

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Se entrambi i coniugi hanno la custodia congiunta, ciascuno di essi può domandare, in ogni tempo, che questa sia revocata. Il Tribunale affiderà ad uno dei due coniugi la custodia, decidendo in base all’interesse del bambino.

d) l’obbligo di mantenimento nei confronti dell’altro coniuge

Il coniuge che è -unicamente o in modo predominante- responsabile deve garantire all’altro un mantenimento adeguato al tenore di vita della coppia durante il matrimonio, se il patrimonio personale di quest’ultimo o i proventi della sua attività lavorativa, che, secondo le circostanze, ci si può attendere, non sono all’uopo sufficienti. Se entrambi i coniugi sono responsabili del divorzio, ma a nessuno dei due può essere attribuita una responsabilità predominante, può essere assegnato al coniuge, che non è in grado di provvedere a sé autonomamente, un contributo al mantenimento, purché questo sia equo avuto riguardo alle necessità, alla situazione patrimoniale e all’occupazione dell’altro coniuge. L’obbligo di mantenimento può essere limitato nel tempo. In caso di divorzio consensuale, i coniugi possono decidere liberamente se uno di essi debba contribuire al mantenimento dell’altro, oppure se entrambi rinunciano reciprocamente a qualunque pretesa di mantenimento.

4. Che cosa significa, in concreto, “separazione legale senza scioglimento del matrimonio”?

Questo istituto giuridico è sconosciuto al diritto austriaco.

5. Quali sono le condizioni per ottenere la “separazione legale senza scioglimento del matrimonio” ?

Si veda risposta 4.

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6. Quali sono le conseguenze giuridiche della “separazione legale senza scioglimento del matrimonio” ?

Si veda risposta 4.

7. Che cosa significano, in concreto, i termini “nullità” e “annullamento” del matrimonio?

Il diritto di famiglia austriaco prevede la “nullità del matrimonio". Un matrimonio è nullo quando il vincolo matrimoniale non è stato contratto nella forma prescritta, quando uno dei coniugi al momento di contrarre matrimonio era incapace di agire, o di intendere e di volere o soffriva di un disturbo mentale, quando il matrimonio è stato concluso esclusivamente o prevalentemente allo scopo di consentire ad uno dei coniugi di portare il cognome o di acquisire la nazionalità dell’altro coniuge, senza alcun intento di voler creare una comunione morale e materiale tra i coniugi. Il matrimonio è inoltre nullo quando uno dei due coniugi al momento dell’instaurazione del vincolo matrimoniale era legalmente sposato con una terza persona o il matrimonio è stato illegalmente contratto tra persone legate da vincoli di parentela.

Il matrimonio può essere annullato per decisione giudiziaria, quando, al tempo dell’instaurazione del vincolo matrimoniale uno dei coniugi possedeva una ridotta capacità di agire e il suo legale rappresentante non aveva dato il consenso al matrimonio; quando uno dei coniugi non era consapevole di contrarre matrimonio, oppure, pur essendone consapevole, non aveva intenzione di dichiarare il suo consenso al riguardo; quando vi è errore sull’identità dell’altro coniuge; quando vi è in errore, al momento di contrarre matrimonio, su determinate circostanze che se fossero state conosciute avrebbero distolto dal contrarre matrimonio, se si è stati indotti a contrarre matrimonio attraverso l’inganno su circostanze fondamentali oppure costretti illegalmente mediante minaccia.

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8. Quali sono le condizioni per ottenere la dichiarazione di nullità/annullamento del matrimonio?

Si veda risposta 7.

9. Quali sono le conseguenze giuridiche della dichiarazione di nullità/annullamento del matrimonio?

In caso di nullità, il matrimonio sarà considerato come mai avvenuto. Se solo uno dei coniugi non era a conoscenza della nullità del matrimonio al momento dell’instaurazione del vincolo, si applicano, riguardo i rapporti patrimoniali tra i coniugi, le medesime norme relative al divorzio. I figli della coppia sono considerati legittimi anche dopo la dichiarazione di nullità del matrimonio.

Anche in caso di annullamento del matrimonio le conseguenze si determinano in base alle norme applicabili in caso di divorzio.

10. Esistono possibilità alternative di risolvere problemi connessi con un divorzio senza rivolgersi al Giudice?

Il divorzio, l’annullamento o la nullità del matrimonio devono essere esclusivamente dichiarati dal Giudice. Tuttavia, i problemi eventualmente derivanti dal divorzio possono essere regolati anche in via stragiudiziale (ad esempio, attraverso la mediazione).

11. Dove deve essere presentata l’istanza di divorzio/annullamento/nullità del matrimonio?

Per le controversie circa il divorzio, l’annullamento o la nullità del matrimonio o circa l’esistenza o meno di un matrimonio sono competenti i tribunali distrettuali (Bezirksgerichte). Per le controversie circa il divorzio, l’annullamento o la nullità del matrimonio o l’accertamento dell’esistenza o dell’inesistenza di un matrimonio è esclusivamente competente il tribunale distrettuale, nella cui circoscrizione i coniugi hanno la loro residenza abituale o l’abbiano avuta da ultimo. Se al tempo della presentazione dell’istanza nessuno dei coniugi ha la sua abituale residenza in questo distretto oppure, nel caso entrambi non abbiano una residenza abituale comune in Austria, è esclusivamente competente il Tribunale nel cui distretto si trova la residenza abituale del coniuge convenuto oppure, nel caso manchi tale abituale residenza in Austria, si prende in considerazione il Tribunale nel cui distretto si trova la residenza abituale del coniuge ricorrente; in difetto, è competente il Tribunale distrettuale di Vienna. Vi è giurisdizione interna dei tribunali austriaci per queste controversie quando uno dei due coniugi sia cittadino austriaco, quando il convenuto, in caso di istanza per la nullità del matrimonio contro entrambi i coniugi o almeno uno di essi, ha la sua residenza abituale in Austria o quando l’abbia il ricorrente e o entrambi i coniugi abbiano avuto la loro ultima residenza comune in Austria oppure il ricorrente sia apolide o sia stato cittadino austriaco al tempo della conclusione del matrimonio. Questo foro è esclusivo, tuttavia è lecito stabilirne un altro su accordo delle parti.

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Per un’istanza di divorzio devono osservarsi tutte gli abituali requisiti di forma prescritti per una citazione; una richiesta per divorzio congiunto – che viene deciso con un procedimento non contenzioso – deve essere necessariamente sottoscritta da entrambi i coniugi. In ogni caso dovrebbe essere allegato un certificato di matrimonio; è altresì consigliabile produrre tutti gli altri documenti a sostegno della richiesta.

12. Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato?

Anche per le cause di divorzio è possibile domandare il patrocinio a spese dello Stato, secondo le norme generali relative al patrocinio (si veda “Patrocinio a spese dello Stato – Austriahâ€�). Nei processi di divorzio vi è un relativo obbligo di farsi rappresentare da un avvocato. Ciò significa che se una parte non vuole comparire personalmente davanti al Tribunale deve farsi rappresentare da un avvocato.

13. Posso presentare appello contro una decisione riguardante il divorzio/l’annullamento/la nullità del matrimonio?

Le decisioni del Tribunale di primo grado riguardanti il divorzio, l’annullamento o la dichiarazione di nullità del matrimonio o circa l’esistenza o l’inesistenza di un matrimonio, sono soggette all’appello di un Tribunale superiore, che è la Corte di Appello che funge da giurisdizione di secondo grado.

Contro la sentenza della Corte di appello è possibile solo la Cassazione, quando la decisione dipende dalla soluzione di una questione di diritto sostanziale o procedurale che è di notevole significato per la difesa dell’uniformità del diritto, della certezza del diritto o dell’evoluzione dello stesso, ad esempio poiché la Corte d’Appello si è allontanata dalla giurisprudenza della Cassazione o tale giurisprudenza manchi o sia discordante.

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14. Che cosa devo fare per ottenere il riconoscimento di una decisione straniera riguardante il divorzio/l’annullamento/la nullità del matrimonio?

Tra gli Stati membri dell’Unione europea, con eccezione della Danimarca, il riconoscimento di una decisione di scioglimento del matrimonio è basato sul Regolamento (CE) n. 1347/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi, GU L 160 del 2000, pag. 19, entrato in vigore il 1° marzo 2001 (di seguito: regolamento Bruxelles II). Pertanto non è più necessario un espresso riconoscimento di una decisione di scioglimento del matrimonio resa negli altri Stati membri. Invece, ogni Tribunale ed ogni autorità amministrativa deve di volta in volta valutare il riconoscimento nel processo connesso quale questione preliminare. Ciò vale in particolare per il controllo da effettuarsi da parte dell’Ufficio di Stato civile, per verificare se un divorzio estero consenta un nuovo matrimonio.

Ogni parte che abbia un interesse giuridico al riguardo può domandare l’accertamento del riconoscimento o del non riconoscimento di una decisione straniera di scioglimento del matrimonio. I procedimenti sul riconoscimento o sul mancato riconoscimento di una decisione straniera dell’esistenza di un matrimonio sono, in principio, di competenza dei Tribunali distrettuali. La domanda di riconoscimento o di non riconoscimento deve pertanto essere presentata al Tribunale distrettuale nella cui area di competenza il ricorrente ha la sua residenza abituale. Se non vi è una residenza in Austria, è competente il Tribunale nel cui il resistente abbia la sua residenza o, in difetto, il Tribunale distrettuale di Vienna.

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15. A quale Tribunale mi devo rivolgere per presentare un’istanza di non riconoscimento di una decisione straniera riguardante il divorzio/l’annullamento/la nullità del matrimonio? Che tipo di procedimento si applica in questo caso?

Si veda risposta 14. I documenti da produrre sono elencati all’articolo 32 del Regolamento Bruxelles II.

16. Qual è il diritto applicabile in un processo di divorzio tra coniugi che non risiedono in Austria o che abbiano nazionalità differenti?

I presupposti e gli effetti del divorzio devono essere valutati secondo la legge nazionale comune dei coniugi (Heimatrecht) , in mancanza secondo l’ultima legge comune, nella misura in cui uno di loro l’abbia conservata. Se i coniugi non hanno nessuna legge nazionale comune o se nessuno di essi l’abbia mantenuta, è applicabile il diritto dello Stato nel quale entrambi i coniugi hanno la loro residenza abituale. Se i coniugi hanno la loro residenza abituale in Stati diversi, si applica il diritto dello Stato nel quale entrambi hanno avuto la loro ultima residenza abituale, nella misura in cui uno di loro l’abbia conservata. Se i coniugi non hanno mai avuto la loro residenza abituale nello stesso Stato o nessuno dei due ha più la sua residenza abituale in questo Stato, il divorzio deve essere valutato in base alla legge nazionale del coniuge ricorrente al momento della domanda di scioglimento del matrimonio. Ciò vale anche quando il matrimonio non può essere sciolto secondo il diritto applicabile a causa delle circostanze fatte valere. In alcuni casi può essere necessario rivolgersi al Tribunale o ad un’altra autorità per ottenere l’esecuzione di una decisione riguardante la potestà dei genitori. Che tipo di procedimento è applicabile in questi casi



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