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Ultimo aggiornamento: 20-11-2007
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Risarcimento delle vittime di reati - Polonia

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INDICE

1. Risarcimento danni a carico dell’autore del reato 1.
1.1. Quali sono le condizioni per richiedere il risarcimento danni a carico dell’autore del reato in un processo penale? 1.1.
1.2. In che modo e a chi occorre rivolgersi per ottenere un risarcimento? 1.2.
1.3. Quali sono i termini per la presentazione di una richiesta di risarcimento danni? 1.3.
1.4. L'assistenza legale può essere ottenuta prima o durante il procedimento? 1.4.
1.5. Quali sono le modalità per la presentazione della richiesta? Quali prove occorre fornire a sostegno della propria richiesta? 1.5.
1.6. Esistono altri modi per ottenere un risarcimento danni dall'autore di un reato (per esempio un ordine di risarcimento)? 1.6.
1.7. Se il tribunale riconosce il diritto al risarcimento in quanto vittime di un reato, si ha diritto a una qualche forma di assistenza speciale per quanto riguarda l'esecuzione della decisione contro l'autore del reato? 1.7.
2. Ottenimento di un risarcimento da parte dello Stato 2.

 

1. Risarcimento danni a carico dell’autore del reato

La riforma del diritto penale e della procedura penale che ha avuto luogo nel 1997 ha modificato in maniera significativa lo status della vittima nei procedimenti penali e preparatori. Ciò si deve a una nuova filosofia in materia penale in base alla quale uno degli obiettivi principali dei procedimenti penali è risolvere il conflitto tra l'autore del reato e la vittima, insorto in conseguenza del reato commesso contro quest'ultima. Tale conflitto può essere risolto o attenuato in misura rilevante se il danno provocato alla vittima viene risarcito.

1.1. Quali sono le condizioni per richiedere il risarcimento danni a carico dell’autore del reato in un processo penale?

L'articolo 39, punto 5, del codice penale prevede l'obbligo del risarcimento danni come una delle misure penali. Tale obbligo copre sia la perdita (damnum emergens) che i guadagni persi (lucrum cessans). La condizione fondamentale per chiedere un risarcimento danni è che la vittima abbia subito un danno. Inoltre, è possibile chiedere un risarcimento per danni morali, cioè per la perdita di un bene non materiale.

Com'è noto, conformemente all'articolo 299 del codice di procedura penale, la vittima è una delle parti di un procedimento preparatorio.

Tale disposizione comporta una serie di importanti conseguenze per quanto riguarda l'assunzione delle singole prove, la partecipazione e la presentazione di tutte le domande previste dalla legge che possono essere utili per la vittimaCiò è molto importante per il corretto svolgimento del procedimento nelle fasi successive.

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Per difendere i propri diritti nel procedimento giudiziario la vittima può assumere il ruolo di accusa ausiliaria (articoli 53–58 del codice di procedura penale), di pubblico ministero (accusa ausiliaria secondaria) o sostituire il pubblico ministero (accusa ausiliaria sussidiaria). In caso di reati perseguiti mediante accusa privata, la vittima può assumere il ruolo di accusa privata (articoli 59–61 del codice di procedura penale). Infine, per ottenere soddisfazione pecuniaria, la vittima può intraprendere un'azione civile nell'ambito di un procedimento penale.

Una questione a parte è il risarcimento danni da parte dell'autore del reato nell'ambito di un procedimento civile. Tale tipo di procedimento si basa sulle disposizioni del codice civile polacco relative alla responsabilità extracontrattuale (articoli 415–449 del codice civile).

Di norma, chi ha arrecato per propria colpa un danno a un'altra persona è tenuto a risarcire tale persona per il danno subito (articolo 415 del codice civile). Sono previste disposizioni dettagliate sulla responsabilità dei minori sotto l'effetto dell'alcool o di sostanze stupefacenti. Esistono altresì norme sulla responsabilità delle persone incaricate della supervisione o responsabili dei subordinati. L'articolo 444 del codice civile disciplina la responsabilità per le lesioni fisiche o i danni alla salute. Può essere chiesto un risarcimento per il danno subito (articolo 445 del codice civile) e per la morte della vittima (articolo 446 del codice civile). L'articolo 448 del codice civile stabilisce nei dettagli la procedura per l'ottenimento del risarcimento danni ai beni personali di cui all'articolo 23 del codice civile.

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Va inoltre precisato che la colpa dell'autore di un reato, che è la condizione per ottenere il risarcimento, è un concetto inteso nel diritto civile in maniera diversa dal diritto penale. Ciò può influire sulla scelta del metodo per ottenere il risarcimento danni. Analogamente, i termini di prescrizione per le richieste di risarcimento variano nel diritto civile e nel diritto penale (molto più lunghi).

1.2. In che modo e a chi occorre rivolgersi per ottenere un risarcimento?

L'articolo 46 del codice penale prevede disposizioni dettagliate in relazione a tale misura penale. Il legislatore ritiene che il risarcimento di un danno provocato da un reato che abbia causato la morte o un grave pregiudizio alla salute, che abbia compromesso il funzionamento di un organo del corpo o arrecato un disturbo alla salute, che abbia attentato alla sicurezza nelle comunicazioni, l'ambiente, i beni o le operazioni economiche costituisca parte integrale di una decisione in merito alla responsabilità penale dell'autore di tali reati. Ritiene inoltre che una decisione che imponga il risarcimento dei danni causati da un reato sia un obbligo per il tribunale a cui si rivolge la vittima o un'altra persona avente diritto (per esempio, il parente più stretto, ai sensi del codice penale) per una decisione di tale tipo. Tale domanda deve essere presentata direttamente al tribunale nel corso dell'udienza. Nulla si oppone a che la vittima presenti tale domanda già nel corso del procedimento preparatorio ma il tribunale delibera su di essa nella decisione finale.

Il tribunale stabilisce (obbligatoriamente) in tal caso l'obbligo del risarcimento totale o parziale dei danni. Il tribunale non può rifiutarsi di imporre tale obbligo se la colpa dell'autore del reato e il danno provocato sono stati dimostrati. Qualora vi siano dubbi sulla portata del danno provocato, il tribunale deve prendere le opportune disposizioni.

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L'articolo 46 del codice penale stabilisce che all'obbligo del risarcimento danni non si applicano le disposizioni del diritto civile sulla prescrizione delle domande e sulla possibilità di ottenere un'indennità. Si tratta di una disposizione che va a beneficio della vittima dal momento che i termini di prescrizione per imporre delle sanzioni sono, specialmente in relazione alle categorie di reati di cui sopra, più lunghi di quelli del diritto civile.

Spesso, soprattutto quando è trascorso un lasso di tempo considerevole, non è possibile determinare con precisione la portata del danno connessa al reato. L'articolo 46, paragrafo 2, del codice penale prevede la possibilità di imporre un pagamento supplementare per il risarcimento delle vittime per gravi pregiudizi alla salute, danni fisici o disturbi della salute. Tale decisione può anche fare seguito a una domanda da parte della vittima.

Ai fini del futuro risarcimento della vittima è fondamentale che il pubblico ministero informi la vittima dell'invio dell'atto di accusa al tribunale. La vittima deve essere informata sui diritti relativi all'ottenimento di una soddisfazione pecuniaria e, ove opportuno, sul diritto di dichiarare che essa partecipa in veste di accusa ausiliaria. In tal modo, le vittime di reati dovrebbero essere sufficientemente informate dagli organi competenti sui loro diritti.

A tali norme è indissolubilmente legato l'articolo 415, paragrafo 6, del codice di procedura penale che stabilisce che, in caso di condanna o di archiviazione condizionale del procedimento, nei casi specificamente previsti dalla legge, il tribunale decide in merito a un pagamento supplementare o all'obbligo di un risarcimento danni. Il paragrafo 5 dello stesso articolo dà al tribunale una possibilità ancora più rilevante stabilendo che, in caso di condanna o di archiviazione condizionale del procedimento, il tribunale può aggiudicare un risarcimento danni anche d'ufficio, ove non diversamente stabilito dalla legge.

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Il risarcimento dei danni è obbligatorio quando si applica lo strumento probatorio dell'archiviazione condizionale del procedimento. L'articolo 67, paragrafo 3, del codice penale impone all'autore del reato il risarcimento dei danni nel caso di un'archiviazione condizionale.

Il risarcimento danni in caso di sospensione condizionale dell'esecuzione di una pena privativa o limitativa della libertà o di una sanzione pecuniaria è facoltativo. In tal caso, ai sensi dell'articolo 71, paragrafo 2, del codice penale, un tribunale può imporre alla persona condannata di risarcire il danno a meno che non opti per la misura penale di cui all'articolo 46 del codice penale.

L'obiettivo del legislatore è di risolvere il conflitto insorto a causa del reato. L'obiettivo delle indagini e del procedimento giudiziario dovrebbe essere la risoluzione amichevole del conflitto mediante, inter alia, procedure di mediazione. In caso di accordo tra la vittima e l'autore del reato sul risarcimento danni o sul modo per procedere a tale risarcimento, il tribunale può stabilire, a titolo eccezionale, una riduzione della pena. Anche se rinuncia a infliggere una pena, il tribunale può stabilire una sanzione penale sotto forma di risarcimento danni se l'obiettivo che si prefiggeva può essere soddisfatto con tale misura.

Qualora non sia applicabile l'articolo 46 del codice penale e l'accusa abbia chiesto una condanna sommaria, il tribunale può subordinare l'accettazione di tale richiesta al risarcimento totale o parziale dei danni (cfr. l'articolo 335 del codice di procedura penale).

Com'è noto, conformemente all'articolo 299 del codice di procedura penale, la vittima è una delle parti di un procedimento preparatorio. Da ciò deriva una serie di importanti conseguenze. per quanto riguarda la richiesta di assunzione delle singole prove, la partecipazione e la presentazione di tutte le domande previste dalla legge che possono essere utili per la vittima. Ciò è molto importante per il corretto svolgimento del procedimento nelle fasi successive.

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La vittima può assumere il ruolo di accusa ausiliaria (articoli 53–58 del codice di procedura penale), di pubblico ministero (accusa ausiliaria secondaria) o sostituire il pubblico ministero (accusa ausiliaria sussidiaria). In caso di reati perseguiti mediante accusa privata, la vittima può assumere il ruolo di accusa privata (articoli 59–61 del codice di procedura penale). Per ottenere soddisfazione pecuniaria la vittima può intraprendere un'azione civile nell'ambito di un procedimento penale.

Conformemente all'articolo 12 del codice di procedura penale, il risarcimento dei danni risultanti da un reato può essere chiesto nell'ambito di un procedimento civile o, in casi previsti dalla legge (codice di procedura penale), in procedimenti penali. Le disposizioni del codice di procedura penale prevedono il costituirsi come parti civili e disciplinano tale istituto il cui obiettivo è la valutazione delle domande di diritto civile del richiedente contro la persona accusata. L'inserimento di un'azione civile in un procedimento penale crea una situazione di lis pendens e costituisce una condizione che preclude il procedimento civile. D'altronde, una lis pendens dinanzi ad un tribunale civile crea un impedimento all'esame dell'azione civile nel procedimento penale e fa sì che il caso non venga esaminato o sia archiviato.

Analogamente, una decisione valida del tribunale sulle richieste della vittima in un procedimento penale crea una situazione di res judicata per la quale la richiesta non può essere oggetto di un'altra controversia e costituisce una condizione che preclude il riesame del caso in un procedimento civile. Qualora, tuttavia, il risarcimento concesso non copra tutti i danni o non ripari in maniera adeguata il torto riconosciuto, la vittima può intentare un'azione per ottenere un risarcimento supplementare in un procedimento civile (articolo 415 del codice di procedura penale).

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1.3. Quali sono i termini per la presentazione di una richiesta di risarcimento danni?

Ai sensi dell'articolo 46 del codice penale, la vittima può presentare la richiesta di risarcimento danni insieme alla denuncia del reato nella fase preliminare del procedimento oppure dopo che il pubblico ministero ha depositato l'atto di accusa. A tal fine, la vittima deve essere stata riconosciuta tale dagli organi competenti.

Per quanto riguarda l'inserimento di un'azione civile in un procedimento penale, la vittima può, prima dell'inizio del procedimento dell'udienza principale, intentare un'azione civile contro l'accusato al fine di ottenere una soddisfazione pecuniaria per i danni risultanti direttamente da un reato. È opportuno precisare che il procedimento giuridico inizia con la lettura dell'atto di accusa.

L'azione deve essere intentata nel tribunale competente in materia penale. L'azione civile può essere intentata già nella fase preliminare del procedimento. In tal caso, l'autorità responsabile del caso inserisce l'azione nel procedimento e il tribunale decide in merito alla sua ammissibilità. La data di presentazione della domanda viene considerata come la data in cui viene intentata l'azione. All'atto dell'inserimento dell'azione nella fase preliminare del procedimento, la vittima può chiedere una garanzia. È il pubblico ministero a pronunciarsi in merito e contro la sua decisione è possibile appellarsi.

In caso di decesso della vittima, sono i parenti più stretti di quest'ultima a inserire l'azione civile in un procedimento penale prima dell'inizio del procedimento. In caso di decesso della vittima dopo l'inserimento dell'azione civile in un procedimento penale (e quindi anche in caso di morte della parte civile) i parenti più stretti possono subentrare alla persona deceduta ed ottenere quanto ad essa dovuto (articolo 65 del codice di procedura penale).

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Se un tribunale penale rifiuta di ammettere l'azione intentata dalla vittima, questa può, entro 30 giorni dalla data del rifiuto, chiedere che l'azione sia trasferita al tribunale competente in materia civile.

Soltanto in caso di condanna o di archiviazione condizionale del procedimento, il tribunale decide in merito alle richieste di azione civile, ammettendole o respingendole interamente o in parte. Nel caso di una decisione diversa, l'azione non viene presa in esame e la vittima può ricorrere al procedimento civile.

In taluni casi, il tribunale può decidere di non imporre il risarcimento danni. In tale evenienza, la garanzia decade, ma la vittima può intentare un'azione civile entro 3 mesi dall'entrata in vigore della decisione. Se viene intentata un'azione per il risarcimento danni, la garanzia resta valida a meno che il tribunale non stabilisca diversamente nel procedimento civile (articolo 294 del codice di procedura penale).

Il ruolo di accusatore ausiliario permette alla vittima di affermare i propri diritti legittimi (compresi quelli pecuniari e di risarcimento) assistendo il pubblico ministero che, come dice il nome stesso, rappresenta prima di tutto l'interesse pubblico.

Se l'accusa viene condotta dal pubblico ministero, prima dell'inizio del procedimento nell'udienza principale, la vittima può dichiarare (per iscritto o oralmente, da mettere agli atti) di assumere il ruolo di accusatore ausiliario. Altre vittime dello stesso reato possono unirsi al procedimento prima dell'inizio del procedimento nell'udienza principale.

Se il pubblico ministero decide di non procedere, l'accusatore ausiliario non perde i propri diritti.

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Il decesso dell'accusatore ausiliario non impedisce la continuazione del procedimento. I parenti più stretti possono entrare a partecipare al procedimento in qualsiasi fase del procedimento con il ruolo di accusa ausiliaria secondaria. Per quanto riguarda l'accusatore ausiliario sussidiario può essere sostituito da un familiare entro il termine di 3 mesi.

Quando si tratta di reati perseguibili con accusa privata, la vittima può assumere il ruolo dell'accusa. Altre vittime dello stesso reato possono unirsi al procedimento prima dell'inizio del procedimento nell'udienza principale. Se necessario per l'interesse pubblico, il pubblico ministero può dare inizio al procedimento o inserirsi in uno in corso. Nella pratica qui ci si riferisce a situazioni per le quali all'inizio non si sa se devono svolgersi con un'accusa privata o pubblica (per esempio, se un atto costituisca un reato ai sensi dell'articolo 156 del codice penale o solo una violazione dell'inviolabilità personale altrui).

Il risarcimento danni può essere strettamente collegato alle misure preventive previste dal codice di procedura penale se l'accusato o un'altra persona deposita una garanzia, sotto forma di denaro, titoli, obbligazioni o ipoteche (sono previste cauzioni come misure preventive per garantire il corretto svolgimento di un procedimento). I beni o gli importi depositati come garanzia vanno a beneficio del Tesoro di Stato. Poi è la vittima ad avere la priorità nella soddisfazione delle sue richieste di risarcimento dei danni derivati da un reato se il danno non può essere risarcito altrimenti.

Quando la vittima chiede il risarcimento di un danno insorto a causa di un reato ai sensi dell'articolo 46 del codice penale altrettanto importante è che vi sia una garanzia precedente sui beni immobili ai fini dell'obbligazione futura.

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1.4. L'assistenza legale può essere ottenuta prima o durante il procedimento?

È possibile nominare un rappresentante legale della parte civile conformemente alle norme previste nella procedura civile. L'assistenza legale può anche essere fornita all'accusa ausiliaria e all'accusa privata.

Nel caso di un reato per il quale possono essere comminate sanzioni finanziarie, ordinata la confisca dei beni o per il quale può essere imposto l'obbligo del risarcimento danni o di un pagamento supplementare, l'esecuzione di tali sanzioni è garantita d'ufficio dai beni dell'accusato. Le norme relative alla garanzia sono contenute del codice di procedura civile. Esiste la possibilità del sequestro dei beni mobili e di altri diritti patrimoniali e di proibire la vendita e l'ipoteca dei beni immobili. Tale divieto deve essere indicato nel registro del catasto e, in mancanza di quest'ultimo, nella raccolta dei documenti presentati. Nella misura del possibile, le proprietà immobiliari o le imprese devono essere oggetto di un'amministrazione giudiziaria.

In taluni casi, il tribunale può decidere di non imporre il risarcimento danni. In tale evenienza, la garanzia decade, ma la vittima può intentare un'azione civile entro 3 mesi dall'entrata in vigore della decisione. Se viene intentata un'azione per il risarcimento danni, la garanzia resta valida a meno che il tribunale non stabilisca diversamente nel procedimento civile (articolo 294 del codice di procedura penale).

Il codice di procedura penale prevede la possibilità di garantire le richieste patrimoniali della vittima di un reato anche in una fase preliminare al procedimento (articolo 295). A tal fine, la Polizia può sequestrare, a titolo provvisorio, i beni mobili dell'indiziato, se c'è motivo di temere che tali beni vengano rimossi a danno della vittima del reato. Ai fini di tale confisca provvisoria è necessario che vi sia in merito una decisione del pubblico ministero entro 5 giorni.

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1.5. Quali sono le modalità per la presentazione della richiesta? Quali prove occorre fornire a sostegno della propria richiesta?

Per quanto riguarda le misure penali di risarcimento danni (articolo 46 del codice penale), la vittima deve presentare una domanda in tal senso che viene esaminata dal tribunale che decide valutando la portata del danno subito dalla vittima; ciò non impedisce, naturalmente, alla vittima di agire dal momento che le sue dichiarazioni possono essere molto utili.

In un'azione civile, il valore dell'oggetto della controversia deve essere valutato sulla base del codice di procedura civile. Il tribunale decide di archiviare il caso senza esaminarlo se le prove materiali fornite nel corso dell'udienza non sono sufficienti per prendere una decisione e l'acquisizione di elementi supplementari porterebbe il procedimento a protrarsi in misura considerevole. In un procedimento civile la vittima ha un ruolo più attivo.

1.6. Esistono altri modi per ottenere un risarcimento danni dall'autore di un reato (per esempio un ordine di risarcimento)?

Nei casi relativi a reati che vengono esaminati in procedimenti sommari (articolo 469 del codice di procedura penale), cioè a reati minori, il tribunale può emanare, sulla base del materiale raccolto nei procedimenti preliminari, un mandato penale (articolo 500 del codice di procedura penale e ss.). Quando emette tale mandato, il tribunale deve valutare globalmente la domanda presentata nell'azione civile e i danni sulla base dell'articolo 415, paragrafo 5, del codice di procedura penale.

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1.7. Se il tribunale riconosce il diritto al risarcimento in quanto vittime di un reato, si ha diritto a una qualche forma di assistenza speciale per quanto riguarda l'esecuzione della decisione contro l'autore del reato?

Il tribunale che prende una decisione in merito al risarcimento per danni patrimoniali deve allegare una clausola di esecuzione a una decisione esecutiva (articolo 107 del codice di procedura penale) su richiesta dell'avente diritto. Per decisione in merito al risarcimento per danni patrimoniali si intende anche una decisione che imponga l'obbligo di un risarcimento danni se essa può essere eseguita sulla base delle disposizioni del codice di procedura civile. La clausola di esecuzione può essere inclusa anche negli accordi conclusi dinanzi a un tribunale.

2. Ottenimento di un risarcimento da parte dello Stato

Il 21 settembre 2005 è entrata in vigore la legge sul risarcimento di Stato alle vittime di alcuni reati intenzionali. Il risarcimento è una forma di riparazione pecuniaria, pagata sulla base delle risorse finanziarie di Stato, alle vittime di reati intenzionali o ai loro familiari. Per vittima si intende una persona fisica (un cittadino della Repubblica polacca o di un altro Stato membro dell'UE) che è deceduta o ha riportati danni fisici o disturbi alla salute per colpa di un reato intenzionale (articoli 156, paragrafo 1, e 157, paragrafo 1, del codice penale).

La legge concerne i reati intenzionali commessi esclusivamente sul territorio della Repubblica polacca. La legge introduce il principio della sussidiarietà del risarcimento di Stato che significa che esso viene garantito solo nei casi in cui la persona avente diritto non può ottenerlo da nessuna altra fonte.

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Il risarcimento può essere concesso indipendentemente dal fatto che gli autori del reato siano stati individuati, accusati e condannati.

La concessione di un risarcimento di Stato non affranca l'autore del reato dall'obbligo di risarcire il danno né limita il diritto della vittima di ottenere il risarcimento danni dall'autore del reato in un procedimento giudiziario.

L'articolo 3 della legge enumera dettagliatamente le voci rimborsabili, dai guadagni persi o altri mezzi di sostentamento alle spese mediche e funerarie. Non è prevista la copertura di danni materiali né il risarcimento del danno morale. Viene tuttavia indicato l'importo massimo del risarcimento che è pari a 12 000 zloty.

Il risarcimento deve essere chiesto entro il termine di due anni dal momento in cui è stato commesso il reato.

Un'altra condizione necessaria per ottenere un risarcimento è l'avvio di un procedimento penale. Fanno eccezione le situazioni in cui ciò non è avvenuto perché qualcosa lo ha impedito, per esempio la morte dell'autore del reato. Il risarcimento non viene concesso, se il procedimento penale, benché avviato sia stato sospeso a causa di una delle seguenti circostanze:

  • non è stato commesso alcun reato o non ci sono prove sufficienti che dimostrano che esso sia stato commesso;
  • l'atto in questione non costituisce un reato o la persona responsabile non ha commesso un reato secondo la legge;
  • l'impatto dell'atto in questione sulla società è trascurabile;
  • il procedimento penale su tale reato di tale persona è legittimamente terminato o un procedimento precedente è in corso;
  • non è stata presentata alcuna domanda da parte dell'accusa competente a farlo;

nonché nel caso in cui il tribunale, dopo l'avvio del procedimento giudiziario, riscontri l'esistenza delle circostanze di cui all'articolo 17 paragrafo 1, punti 1 e 2, del codice di procedura penale e decida di assolvere l'imputato.

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Nelle situazioni in cui il pagamento del risarcimento risulta ingiustificato dal momento che il procedimento penale è stato definitivamente sospeso o l'imputato è stato assolto per i motivi di cui sopra, l'articolo 13, paragrafo 1, della legge prevede l'obbligo del rimborso del risarcimento.

L'organo che decide in merito al riconoscimento del risarcimento e al pagamento mediante le risorse dello Stato è il tribunale distrettuale.

Sono disponibili dei modelli per le richieste di risarcimento.

Il pubblico ministero del distretto è l'autorità responsabile per l'accusa sul territorio della Repubblica polacca.

Le vittime di un reato possono chiedere anche un risarcimento per i danni provocati da un funzionario pubblico nell'esercizio delle proprie funzioni (articoli 415-421 del codice civile). In alcuni casi la responsabilità va divisa tra il Tesoro di Stato e l'organo dell'amministrazione locale se il reato è stato commesso nell'esercizio di funzioni delegate dall'amministrazione centrale. Il 18 dicembre 2001 la Corte costituzionale ha stabilito che l'articolo 418 del codice civile, che limitava considerevolmente la possibilità di ottenere un risarcimento dallo Stato, non era valido perché contrario alla Costituzione.

Attualmente, il codice di esecuzione delle pene (articolo 43, paragrafi 1, 2 e 3) prevede la possibilità di concedere assistenza alle vittime di reati e ai loro familiari mediante il fondo di assistenza post-penitenziario, gestito dal ministero della Giustizia. È una forma sui generis di aiuto di Stato non rimborsabile di cui non è tenuto conto negli eventuali risarcimenti successivi. Tale aiuto viene concesso direttamente dal presidente del tribunale competente, dai giudici o dai curatori professionali. Indirettamente, tale aiuto può essere concesso da una ONG che abbia ricevuto risorse finanziarie per aiutare le vittime di reati e i loro familiari. L'aiuto consiste principalmente nella concessione di somme in denaro per coprire le spese per i viveri, i medicinali, i vestiti, l'affitto e i costi delle consulenze legali o psicologiche.

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