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Ultimo aggiornamento: 12-05-2009
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Ricorso in giustizia - Polonia

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INDICE

1. Si può adire il giudice da soli o ci si deve necessariamente far rappresentare da un intermediario come un avvocato? 1.
2. A chi occorre rivolgersi concretamente: al banco del ricevimento o al cancelliere del giudice, o a qualche altra amministrazione? 2.
3. In che lingua deve essere redatta la domanda? Può essere formulata oralmente o deve essere presentata per iscritto? Può essere inviata a mezzo fax o via posta elettronica? 3.
4. Esistono dei moduli per adire l'autorità giudiziaria o, se non esistono, che cosa si deve fare per adire le vie legali? Quali sono gli elementi che il fascicolo deve obbligatoriamente contenere? 4.
5. Occorre provvedere alle spese di giudizio? Se sì, quando? Occorre pagare l'avvocato fin dall'inizio? 5.
6. Si può ricorrere al patrocinio a spese dello Stato? (si veda la scheda relativa al "patrocinio a spese dello Stato") 6.

 

1. Si può adire il giudice da soli o ci si deve necessariamente far rappresentare da un intermediario come un avvocato? 

In linea di principio, il codice di procedura civile polacco non prevede un obbligo generale di ricorrere ad un avvocato. Le parti e i loro organi o rappresentanti possono adire il giudice da sole o mediante dei difensori cui conferiscono procura (procuratori). Conformemente all'articolo 87 del codice di procedura civile, l'obbligo di rivolgersi ad un avvocato esiste per i procedimenti dinanzi al Tribunale supremo. In tali casi, la parte può agire solo se rappresentata da un avvocato o da un consulente legale. E' esclusa da tale obbligo la domanda di esonero dalle spese di giustizia e l'assegnazione d'ufficio di un avvocato o di un consulente legale.

Una citazione può essere presentata da una persona fisica con piena capacità giuridica, da una persona giuridica o da un'organizzazione sociale autorizzata a farlo dalle norme vigenti anche se non possiede personalità giuridica. Una persona fisica acquisisce la capacità giuridica al compimento dei 18 anni. Una persona fisica che non abbia capacità giuridica può compiere atti procedurali solo per il tramite del rappresentante previsto dalla legge. Le persone giuridiche e le altre organizzazioni con capacità giuridica compiono atti procedurali attraverso gli organi autorizzati ad agire a loro nome. Tali organi hanno l'obbligo di dimostrare la propria legittimità mediante un documento al primo atto procedurale.

Il tribunale può autorizzare provvisoriamente ad agire la parte che non ha capacità giuridica o la persona che non può dimostrare la propria legittimità a condizione che entro un termine stabilito tali lacune vengano colmate e gli atti ratificati dalla persona a ciò preposta. Per la parte priva di capacità giuridica che non ha un rappresentante previsto dalla legge e per la parte che non ha un organo autorizzato a rappresentarla, su richiesta della controparte, il tribunale nomina un curatore, nel caso in cui tale parte compia nei confronti dell'altra parte atti procedurali di natura urgente.

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Conformemente all'articolo 87 del codice di procedura civile, il procuratore può essere un avvocato o un consulente legale e, nei casi relativi alla proprietà industriale, anche un mediatore autorizzato nonché la persona che amministra il patrimonio o gli interessi della parte oppure una persona vincolata alla parte da un contratto permanente - se l'oggetto del caso rientra nell'ambito di tale contratto-, o ancora una controparte della controversia nonché i genitori, il coniuge, i fratelli e le sorelle, i discendenti o i figli adottivi della parte.

Le funzioni di difensore per procura di una persona giuridica o di un'impresa priva di personalità giuridica possono essere svolte anche un dipendente della società o un membro dell'organo direttivo. La persona giuridica che fornisce, sulla base delle disposizioni in materia, servizi giuridici ad un'impresa, a una persona giuridica o ad un'altra organizzazione può conferire la procura ad litem, per conto dell'organizzazione a cui sta fornendo i propri servizi giuridici, a un avvocato o a un consulente legale se è stata autorizzata a tal fine dall'organizzazione in questione.

Nei casi relativi alla paternità e agli assegni alimentari può svolgere le funzioni di procuratore anche il rappresentante dell'autorità locale responsabile per la previdenza sociale o di un'organizzazione che abbia come obiettivo la prestazione di assistenza alle famiglie.

Nei casi legati allo svolgimento di attività agricole, può svolgere le funzioni di procuratore di un agricoltore anche il rappresentante di un'organizzazione indipendente di agricoltori di cui sia membro l'agricoltore.

Nei casi relativi alla tutela dei consumatori, può svolgere le funzioni di procuratore il rappresentante dell'organizzazione nei cui compiti statutari rientri la tutela dei consumatori.

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Nei casi relativi alla tutela della proprietà industriale, può svolgere le funzioni di procuratore dell'autore di un progetto di invenzione il rappresentante di un'organizzazione nei cui compiti statutari rientri il sostegno della proprietà industriale e l'assistenza agli autori di progetti di invenzione.

2. A chi occorre rivolgersi concretamente: al banco del ricevimento o al cancelliere del giudice, o a qualche altra amministrazione?

Occorre presentare un atto introduttivo (citazione), direttamente presso la sede del tribunale o inviandolo per posta.

3. In che lingua deve essere redatta la domanda? Può essere formulata oralmente o deve essere presentata per iscritto? Può essere inviata a mezzo fax o via posta elettronica?

La citazione e gli altri atti introduttivi devono essere redatti in polacco oppure occorre che vi si alleghi la traduzione in polacco.

La domanda deve essere presentata per iscritto. Fanno eccezione le cause in materia di diritto del lavoro e sicurezza sociale in cui il dipendente o l'assicurato che agisca senza un avvocato o un consulente legale può adire il tribunale competente o introdurre un ricorso e altri atti processuali oralmente (articolo 466 del codice di procedura civile) affinché siano protocollati.

Nei casi di cui al punto 1 e 2 dell'articolo 187 del codice di procedura civile e nei procedimenti sommari (si veda la scheda relativa ai procedimenti sommari) occorre utilizzare gli appositi moduli ufficiali.

Qualora l'atto introduttivo (citazione) sia stato inviato per posta elettronica o via fax, occorre successivamente presentarlo direttamente al tribunale o inviarlo per posta.

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4. Esistono dei moduli per adire l'autorità giudiziaria o, se non esistono, che cosa si deve fare per adire le vie legali? Quali sono gli elementi che il fascicolo deve obbligatoriamente contenere? 

Si avvia il ricorso in giustizia mediante la presentazione di una domanda. Tale domanda deve soddisfare i requisiti di un atto processuale (articoli 125-128 del codice di procedura civile) e deve contenere una serie di elementi supplementari previsti dall'articolo 187 e ss. del codice di procedura civile.

Il fascicolo deve obbligatoriamente contenere:

  1. l'indicazione del tribunale a cui è destinato, il nome e il cognome o la denominazione delle parti, i loro rappresentanti statutari e procuratori;
  2. l'indicazione del valore dell'oggetto della controversia (o del valore dell'oggetto dell'appello) in zloty polacchi, arrotondati per eccesso;
  3. se si stratta di un atto introduttivo, l'indicazione del luogo di residenza o della sede delle parti, dei loro rappresentanti statutari e procuratori e, se si tratta di atti successivi, del numero di riferimento dell'atto;
  4. la specificazione del tipo di atto;
  5. il fondamento della domanda o della dichiarazione e le prove a sostegno delle circostanze dichiarate;
  6. negli atti processuali che si pongono l'obiettivo di preparare il processo (atti preparatori) occorre descrivere brevemente i fatti, rispondere alle affermazioni della controparte e alle prove da essa presentate, indicare le prove da presentare al processo o allegarle;
  7. la firma delle parti o dei loro rappresentanti; nel caso in cui una parte non possa firmare l'atto, deve designare una persona da essa autorizzata a firmare al posto suo e indicare i motivi per cui non può farlo personalmente;
  8. l'enumerazione degli allegati;
  9. a ciascuna citazione occorre allegare un certo numero di copie di quest'ultima e dei suoi allegati affinché esse siano distribuite alle parti in causa; inoltre, qualora gli originali degli allegati non siano stati presentati in tribunale, occorre fornirne una copia affinché possa essere messa agli atti; nelle cause commerciali, è obbligatorio inviare una copia dell'atto corredato degli allegati direttamente alla controparte e di accludere all'atto una ricevuta di ritorno o di inviarla a mezzo raccomandata (articolo 470 del codice di procedura civile);
  10. occorre inoltre accludere all'atto processuale una procura qualora l'atto sia introdotto da un procuratore che non abbia precedentemente presentato la propria procura.

Conformemente all'articolo 187, l'atto introduttivo deve inoltre contenere:

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  1. una domanda maggiormente dettagliata;
  2. la precisazione delle circostanze fattuali che giustificano la domanda e, ove opportuno, che determinano la competenza del tribunale.

L'atto può inoltre contenere:

  • richieste di misure cautelari, la richiesta di rendere immediatamente esecutiva la sentenza e una domanda di poter svolgere l'udienza anche in assenza dell'attore;
  • domande di preparazione dell'udienza e segnatamente relative alla convocazione dei testimoni e degli esperti indicati dall'attore, alla realizzazione di un'ispezione, all'intimazione al convenuto di presentare all'udienza tutti i documenti necessari ai fini di prova o dell'ispezione, alla richiesta di presentazione all'udienza di tutte le prove in possesso di tribunali, pubblici uffici o terze persone.

5. Occorre provvedere alle spese di giudizio? Se sì, quando? Occorre pagare l'avvocato fin dall'inizio?

Conformemente alla legge del 28 febbraio 2005 relativa alle spese di giudizio nelle cause civili, tali spese (che includono anche diritti e spese) devono essere pagate dalla parte che presenta in tribunale un atto che richieda il versamento di un diritto o che comporti delle spese. Le spese devono essere pagate all'atto della presentazione in tribunale dell'atto che comporta delle spese. In caso di mancato pagamento del diritto richiesto, il tribunale non procede.

Conformemente all'articolo 130 del codice di procedura civile e 1301 del codice di procedura civile, qualora un atto introduttivo non possa seguire il proprio corso per il mancato rispetto dei requisiti formali, la mancanza di moduli ufficiali o il mancato pagamento di un diritto, la parte viene chiamata a correggere, integrare o pagare quanto richiesto entro una settimana, altrimenti l'atto viene respinto. Se l'atto è stato presentato da una persona che risiede o ha la propria sede all'estero e che non ha un proprio rappresentante nel paese, il termine non può essere inferiore ad un mese. Se non viene eseguito quanto richiesto entro il termine stabilito, l'atto viene respinto. L'atto respinto non dà adito a nessuno degli effetti previsti dalle legge in relazione alla presentazione di un atto introduttivo in tribunale. L'atto corretto o integrato entro i termini previsti ha effetto a partire dalla sua presentazione (articolo 130 del codice di procedura civile).

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Conformemente all'articolo 1302 del codice di procedura civile, gli atti che presentano lacune formali o per i quali non sono stati effettuati i pagamenti dovuti e che sono stati introdotti da un avvocato, un consulente legale, un mediatore autorizzato, oppure, nei procedimenti commerciali, da un imprenditore, vengono respinti senza una richiesta dettagliata di integrazione. In linea di principio, anche i mezzi di ricorso o di impugnazione (appello, reclamo, ricorso in Cassazione, richieste di annullamento di decisioni giuridicamente valide, obiezioni contro sentenze in contumacia, ricorsi per mancato pagamento, ricorsi contro le decisioni di un funzionario del tribunale), che presentano lacune formali o per i quali non sono stati effettuati i pagamenti dovuti e che sono introdotti da una delle persone di cui sopra, vengono respinti senza richieste supplementari di integrazione.

Il rimborso delle spese processuali da parte delle parti avviene conformemente alle norme di cui agli articoli 98, 110 e 520 del codice di procedura civile. La regola fondamentale stabilita dall'articolo 98 del codice di procedura civile è che la parte soccombente rimborsa all'altra parte, su richiesta di quest'ultima, le spese necessarie per l'esercizio dei diritti in questione e per la difesa nella causa (spese processuali). Inoltre, conformemente all'articolo 100 del codice di procedura civile, in caso di accettazione soltanto parziale della domanda, le spese vengono divise tra le parti o reciprocamente annullate. Tuttavia, il tribunale può imputare tutte le spese a una parte qualora la controparte sia risultata soccombente solo in relazione a una parte irrilevante della propria domanda oppure se la determinazione dell'importo da essa dovuto è il risultato di un accordo reciproco o di una valutazione del tribunale. Nei procedimenti non contenziosi, ciascuna delle parti sostiene le spese connesse alla propria partecipazione alla causa. Il tribunale può deliberare in merito alle spese sulla base della colpa o in base al principio dell'equità, qualora le circostanze lo giustifichino.

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Per spese necessarie di un procedimento portato avanti personalmente dalla parte o dal suo procuratore, diverso da un avvocato o da un consulente legale, si intendono le spese di giudizio sostenute dalla parte, le spese di viaggio sostenute dalla parte o dal suo procuratore per recarsi in tribunale e un importo equivalente ai guadagni perduti in conseguenza della comparizione in tribunale. L'importo delle spese di viaggio e l'equivalente dei guadagni perduti non può oltrepassare l'onorario di un avvocato che eserciti le proprie funzioni presso la sede del tribunale in cui è in corso il procedimento. Per spese necessarie di un procedimento di una parte rappresentata da un avvocato si intende l'onorario di quest'ultimo, che non sia, tuttavia, superiore agli onorari fissati dalle norme in materia e le spese dell'avvocato nonché le spese di giudizio e le spese legate alla comparizione della parte in tribunale, qualora essa sia ordinata dal tribunale (articoli 98 e 99 del codice di procedura civile).

L'importo delle spese di giudizio è stabilito dalla legge del 28 luglio 2005 relativa alle spese di giudizio nei procedimenti civili. L'importo minimo dell'onorario di un avvocato o di un consulente legale è fissato da due regolamenti del Ministro della Giustizia del 28 settembre 2002. Ulteriori questioni relative all'onorario degli avvocati sono regolate dalle disposizioni dell'articolo 735 e ss. del codice di procedura civile. I termini relativi al pagamento dell'onorario vengono concordati dalle parti.

L'eventuale esonero dal pagamento delle spese di giudizio è regolamentato dagli articoli 94-118 della legge del 28 febbraio 2005 relativa alle spese di giudizio nelle cause civili. Agli articoli 94-98 di tale legge sono elencate le categorie di soggetti o di casi per i quali è previsto l'esonero dalle spese di giudizio in virtù di tale legge. Appartengono, ad esempio, a tali categorie le persone che chiedono la determinazione della paternità e gli assegni alimentari.

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Inoltre, l'esonero dalle spese di giudizio può essere chiesto da una persona fisica che abbia comprovato di non essere in condizione di sostenere tali spese senza compromettere il sostentamento proprio e della famiglia (articolo 102). Il tribunale può concedere l'esonero dalle spese di giudizio a una persona giuridica o ad un'organizzazione che non sia una persona giuridica qualora essa dichiari di non disporre di risorse sufficienti per pagarle (articolo 103). Il tribunale può inoltre concedere alle organizzazioni sociali che non svolgano attività economiche l'esonero dalle spese di giudizio per le loro cause relative ad attività sociali, scientifiche, didattiche, culturali, caritatevoli e di mutuo soccorso nel settore della protezione dei consumatori, della tutela dell'ambiente e della previdenza sociale. Quando concede l'esonero dalle spese di giudizio, il tribunale tiene conto, prima di tutto, degli obiettivi dell'organizzazione previsti dallo statuto e delle sue capacità nonché delle esigenze per la realizzazione di tali obiettivi mediante il procedimento civile.

Le domande di esonero dalle spese di giudizio devono essere presentate per iscritto o oralmente affinché siano protocollate presso il tribunale in cui il caso deve essere giudicato o è in già corso di giudizio. Alla domanda di esonero devono essere allegati documenti che attestino lo stato di famiglia, la situazione patrimoniale, i redditi e le fonti di sostentamento della persona che chiede l'esonero. Tale certificazione deve essere conforme a quanto stabilito. Se tale certificazione non è stata presentata o è incompleta, viene chiesto alla parte di colmare la lacune entro un termine stabilito, altrimenti la domanda viene respinta. La persona fisica che non risiede nell'ambito della giurisdizione di tale tribunale, può chiedere l'esonero dalle spese di giudizio al tribunale distrettuale geograficamente competente per quanto riguarda la residenza. Il tribunale trasmette tempestivamente tali domande al tribunale competente.

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Nei procedimenti relativi al registro del catasto, può essere ottenuto l'esonero dalle spese di giudizio solo dopo che sia stata effettuata la domanda di iscrizione al registro del catasto. Se la domanda di iscrizione al registro del catasto deve essere effettuata mediante un atto notarile, l'esonero dalle spese di giudizio può essere ottenuto solo dopo la conclusione di tale atto notarile.

Nella decisione finale il tribunale addebita alla controparte le spese di giudizio che la parte, il curatore o il procuratore non hanno l'obbligo di pagare, se ciò si giustifica in applicazione delle norme che disciplinano il rimborso delle spese processuali. Per quanto riguarda le spese non addebitate alla controparte, il tribunale, nella decisione finale, ordina che esse vengano dedotti dall'importo aggiudicato alla parte. In casi particolari, il tribunale può astenersi dall'addebitare tali spese (articolo 113).

L'esonero dalle spese di giudizio non esenta la parte dall'obbligo di rimborsare le spese alla controparte.

6. Si può ricorrere al patrocinio a spese dello Stato? (si veda la scheda relativa al "patrocinio a spese dello Stato")

Conformemente all'articolo 117 del codice di procedura civile, la parte che il tribunale ha esentato, del tutto o in parte, dal pagamento delle spese di giudizio ha il diritto di presentare una domanda per iscritto o di far protocollare agli atti una richiesta di nomina di un avvocato o consulente legale d'ufficio. La parte presenta la propria domanda al tribunale in cui il caso deve essere giudicato o è in già corso di giudizio. La parte che non risieda nella giurisdizione di tale tribunale può presentare la propria domanda nel tribunale distrettuale nella cui giurisdizione ha la propria residenza. Il tribunale trasmette tempestivamente tali domande al tribunale competente. Le richieste di nomina di un avvocato o consulente giudiziario d'ufficio, presentate per la prima volta in appello o Cassazione, possono essere rinviate per esame al tribunale di primo grado.

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Il tribunale accetta la richiesta se ritiene che la partecipazione di un avvocato o di un consulente legale sia necessaria nel caso in questione. Per la nomina dell'avvocato o del consulente legale ci si rivolge al consiglio degli avvocati competente o al consiglio di distretto dei consulenti legali. Se un avvocato o un consulente legale così nominato deve esercitare le proprie funzioni fuori dalla giurisdizione del tribunale che delibera in merito, il consiglio degli avvocati competente o il consiglio di distretto dei consulenti legali competente, nomina ove opportuno, su richiesta dell'avvocato o consulente legale nominato, un avvocato o consulente legale di un'altra località. La presentazione di una domanda per la nomina di un avvocato o di un consulente legale e l'impugnazione del rifiuto di nominarlo, non interrompono i procedimenti già in corso, a meno che non si tratti della nomina di un avvocato o di un consulente legale a seguito di una domanda presentata all'atto della citazione o prima dell'avvio del procedimento. Il tribunale può, tuttavia, sospendere l'esame del caso finché la domanda non sia stata presentata in maniera valida, e, pertanto, non indire un'udienza o, qualora essa sia già stata indetta, rinviarla o annullarla (articolo 124 del codice di procedura civile).

Le questioni relative all'esonero dalle spese di giudizio o alla nomina di un avvocato d'ufficio nelle controversie transfrontaliere sono disciplinate dalla legge del 17 dicembre relativa al patrocinio a spese dello Stato nelle cause civili che si svolgono negli Stati membri dell'Unione europea e al patrocinio a spese dello Stato al fine di risolvere una controversia prima dell'avvio di un procedimento (si veda la scheda relativa al Patrocinio a spese dello Stato).

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