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Ultimo aggiornamento: 29-11-2007
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Fallimento - Slovacchia

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INDICE

1. Quali sono i diversi tipi di procedure di insolvenza e quali obiettivi perseguono? 1.
2. Quali sono le condizioni per avviare i diversi tipi di procedure d’insolvenza? 2.
3. Qual è il ruolo dei vari partecipanti nei diversi tipi di procedura? 3.
4. Quali sono gli effetti dell'avvio della procedura? 4.
5. Quali sono le norme specifiche relative a determinate categorie di crediti? 5.
6. Quali sono le norme relative agli atti pregiudizievoli? 6.
7. Quali sono le condizioni per l’insinuazione al passivo e l’ammissione dei crediti? 7.
8. Quali sono le norme relative alle procedure di ristrutturazione? 8.
9. Che cos'è una procedura di liquidazione? 9.
10. Quali sono le condizioni per la chiusura della procedura? 10.

 

1. Quali sono i diversi tipi di procedure di insolvenza e quali obiettivi perseguono?

Tipi di fallimento e obiettivi:

  • definizione del fallimento: la risoluzione dello stato d'insolvenza di un debitore mediante la vendita dei suoi beni e il regolamento collettivo dei suoi debiti;
  • obiettivo: soddisfare proporzionalmente i crediti;
  • procedimenti finalizzati all'amministrazione o alla liquidazione: fallimento, ristrutturazione, procedimento di risanamento.

2. Quali sono le condizioni per avviare i diversi tipi di procedure d’insolvenza?

Condizioni per la dichiarazione dei diversi tipi di fallimento:

  • Condizioni giuridiche sostanziali per la dichiarazione del fallimento: un creditore può chiedere che venga dichiarato il fallimento se il debitore è in ritardo con il pagamento di oltre 30 giorni e si può ragionevolmente supporre che il debitore sarà insolvente.
  • In una procedura di fallimento le parti in causa sono:
    • il debitore (fallito); colui che ha chiesto la dichiarazione di fallimento e i creditori che hanno registrato i loro crediti conformemente alla legge.
    • finché non è stata presa una risoluzione in merito alla dichiarazione di fallimento, può partecipare alla procedura qualsiasi altro creditore che dimostri che altrimenti avrebbe il diritto di chiedere la dichiarazione di fallimento.
    • sono parti della procedura di fallimento anche altre persone i cui diritti e doveri sono oggetto della procedura.
  • Le domande di dichiarazione di fallimento possono essere presentate dal debitore, da un creditore, da un liquidatore oppure da un'altra persona stabilita dalla legge sul fallimento e la ristrutturazione.
  • Condizioni relative alla pubblicità:
    • Il tribunale decide l'avvio di una procedura di fallimento e la rende pubblica mediante la Gazzetta commerciale (Obchodný vestník); la procedura prende l'avvio il giorno in cui tale decisione è pubblicata sulla Gazzetta. Il tribunale non pubblica sulla Gazzetta le decisioni con cui viene respinta una domanda di dichiarazione di fallimento.
    • Il nome del curatore designato dal tribunale viene immediatamente pubblicato dal tribunale nella Gazzetta.
    • Il curatore pubblica sulla Gazzetta i bandi delle aste pubbliche.

3. Qual è il ruolo dei vari partecipanti nei diversi tipi di procedura?

Ruolo dei vari partecipanti nei diversi tipi di procedura:

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  • Gli obblighi del debitore sono i seguenti:
    • il debitore è tenuto a prevenire il fallimento. Qualora egli sia minacciato dal fallimento, deve adottare senza indugio misure adeguate per evitarlo.
  • Gli obblighi del creditore sono i seguenti:
    • un creditore è responsabile di qualsiasi errore nei dati indicati nella domanda.
  • Gli obblighi del curatore fallimentare sono i seguenti:
    • il curatore è tenuto ad amministrare i beni con diligenza al fine di proteggerli da eventuali danni, perdite, distruzione o deterioramento e deve garantire che i costi dell'amministrazione si limitino a quanto necessario e che se ne valuti l'opportunità e la convenienza economica. Nell'amministrazione dei beni oggetto del fallimento, il curatore non deve favorire alcun creditore né dare la preferenza ai propri interessi personali oppure agli interessi di terzi invece di occuparsi degli interessi di tutti i creditori.
  • I diritti del creditore sono i seguenti:
    • i diritti risultanti dai crediti (se il credito che il debitore ha nei suoi confronti è garantito da un diritto di pegno (in appresso si fa riferimento a tale creditore come creditore assicurato). Il creditore ha il diritto in una procedura di fallimento alla soddisfazione del suo credito secondo l'ordine delle priorità.
  • I poteri del curatore fallimentare sono i seguenti:
    • durante la procedura di fallimento il curatore amministra i beni oggetto del fallimento, li vende e utilizza i proventi ricavati da tale vendita per soddisfare i crediti dei creditori sulla base della legge; inoltre, il curatore esercita anche altri obblighi e diritti in una procedura di fallimento conformemente alla legge.
    • quando è stato dichiarato il fallimento, il diritto del debitore di disporre dei beni oggetto del fallimento e l'autorizzazione ad agire in nome del debitore in relazione a tali beni passa al curatore; il curatore agisce in nome e per conto del debitore.
  • Le competenze del tribunale sono le seguenti:
    • il tribunale esercita il controllo su tutta la procedura di fallimento nei limiti stabiliti dalla legge.
    • durante una procedura di fallimento il tribunale controlla l'operato del curatore fallimentare.

4. Quali sono gli effetti dell'avvio della procedura?

  • Beni oggetto del fallimento:
      1. i beni appartenenti al debitore al momento della dichiarazione del fallimento;
      2. i beni acquisiti dal debitore durante la procedura di fallimento;
      3. i beni che assicurano gli obblighi del debitore;
      4. altri beni, qualora così stabilito dalla legge.
    • I beni che sono oggetto del fallimento costituiscono il patrimonio fallimentare, che si divide in patrimonio generale e in patrimonio individuale, separati dei creditori assicurati.

  • Trattamento dei beni del debitore:
    • Quanto è stato dichiarato il fallimento, il diritto del debitore di disporre dei beni oggetto del fallimento e l'autorizzazione ad agire in nome del debitore in relazione a tali beni passano al curatore; il curatore agisce in nome e per conto del debitore.
    • Le azioni giuridiche effettuate dal debitore durante la procedura di fallimento sono inefficaci nei confronti dei creditori se sottraggono a questi ultimi dei beni oggetto del fallimento; la validità di tali atti non è inficiata.
    • I crediti oggetto del fallimento devono essere pagati dai debitori al curatore durante la procedura di fallimento. Qualora, tuttavia, il debitore assolva tale obbligo nei confronti di una persona diversa dal curatore, l'obbligo del debitore non si estingue a meno che il credito pagato non passi al curatore.

  • Il procedimento giudiziario e altri procedimenti
    • Qualora la legge in materia di fallimento e ristrutturazione del debito non stabilisca diversamente, la dichiarazione del fallimento sospende tutti i procedimenti giudiziari e di altro genere.
    • La dichiarazione di fallimento non sospende i procedimenti tributari, i procedimenti doganali, i procedimenti relativi agli assegni alimentari per i figli minori né i procedimenti penali; tuttavia, nei procedimenti penali, non è possibile decidere sul risarcimento danni; tutto ciò fatto salvo quanto stabilito dal paragrafo 48.
    • Non è possibile avviare alcun procedimento di esecuzione di una decisione relativa ai beni oggetto di un fallimento; a seguito di una dichiarazione di fallimento, i procedimenti in corso relativi all'esecuzione di una decisione vengono sospesi.

  • Diritti di pegno:
    • durante una procedura di fallimento non può insorgere alcun diritto in relazione a beni oggetto di un fallimento tranne un diritto di pegno relativo ai beni futuri, che sia stato istituito e registrato presso il Registro notarile centrale dei diritti di pegno, presso il catasto dei beni immobili oppure presso un altro registro speciale prima della dichiarazione di fallimento; dalla vendita dei beni oggetto del fallimento non può scaturire alcun diritto di pegno neanche in relazione a beni futuri.

  • Cessazione della comunione dei beni tra coniugi:
    • con la dichiarazione di un fallimento cessa la comunione dei beni del debitore. Quando la comunione dei beni tra coniugi cessa a seguito di una dichiarazione di fallimento oppure quando essa è stata abolita prima di tale dichiarazione, ma non è stato raggiunto alcun accordo, è necessario provvedere alla sua regolamentazione.

5. Quali sono le norme specifiche relative a determinate categorie di crediti?

Norme specifiche relative ad alcune categorie di crediti:

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  • Un creditore, i cui crediti nei confronti di un debitore sono insorti prima della dichiarazione di fallimento, ha diritto, nel corso della procedura di fallimento, al soddisfacimento del suo credito conformemente alle condizioni stabilite dalla legge, mediante la distribuzione dei proventi della vendita dei beni oggetto del fallimento. Perché tale diritto possa essere esercitato nella procedura di fallimento è necessario che il creditore iscriva il proprio credito secondo le modalità e i tempi stabiliti dalla legge; in caso contrario, il credito non può essere soddisfatto; ciò vale anche per i crediti futuri debitamente iscritti.
  • Un creditore, il cui credito nei confronti di un debitore è garantito con diritto di pegno (in appresso creditore assicurato), ha diritto nella procedura di fallimento a che il suo credito sia soddisfatto secondo l'ordine delle priorità, conformemente alle condizioni stabilite dalla legge, sulla base dei proventi delle vendite dei beni per mezzo dei quali è stato garantito. Tale diritto deve essere esercitato iscrivendo il credito secondo i tempi e le modalità stabilite dalla legge; in caso contrario, esso non può essere soddisfatto.
  • In una procedura di fallimento i creditori possono iscrivere anche i crediti subordinati a condizioni. Tuttavia, i creditori di questo tipo possono far valere i propri diritti in una procedura di fallimento solo se dimostrano al curatore come è insorto tale credito, tranne quando la legge stabilisca diversamente.
  • Anche i garanti del credito, i codebitori e i titolari dei pegni possono iscrivere i loro crediti futuri nei confronti del debitore come crediti subordinati a condizioni: lo stesso vale per coloro il cui credito nei confronti del debitore insorge dopo la dichiarazione di fallimento quando assolvono un obbligo nei confronti del debitore. Altre persone possono iscrivere i loro crediti futuri, qualora ciò sia stabilito dalla legge.

6. Quali sono le norme relative agli atti pregiudizievoli?

Quali sono le norme relative agli atti pregiudizievoli?

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  • Annullamento del fallimento:
    • Il tribunale decide di annullare una procedura di fallimento per mancanza dei beni anche senza che ne venga fatta domanda qualora accerti che i beni del debitore non sono sufficienti per soddisfare i crediti;
    • Quando un debitore - che sia una persona fisica - muore durante la procedura di fallimento, sono i suoi eredi a subentrare al suo posto per quanto riguarda i beni oggetto del fallimento. Se non vi sono eredi o essi rifiutano l'eredità, il ruolo del debitore viene assunto dallo Stato.
  • Termine del fallimento:
    • Quando, durante una procedura di fallimento, il tribunale avvia un procedimento di ristrutturazione in relazione allo stesso debitore, la procedura di fallimento già in corso deve essere sospesa fino al termine del procedimento di ristrutturazione oppure fino all'autorizzazione alla ristrutturazione; se il tribunale, durante una procedura di ristrutturazione, autorizza la ristrutturazione del debitore, la procedura di fallimento sospesa deve essere immediatamente annullata mediante una decisione. Lo stesso vale anche nel caso in cui un procedimento di ristrutturazione sia già in corso e il tribunale avvia una procedura del fallimento nei confronti dello stesso debitore.
    • Se il debitore dimostra, prima della decisione di dichiarazione di fallimento, di aver rimborsato tutti i crediti che doveva ai creditori che partecipano alla procedura di fallimento, il tribunale pone fine immediatamente alla procedura di fallimento mediante una decisione.
    • Se nel corso di una procedura di fallimento avviata su richiesta di un creditore, il debitore dimostra la sua solvibilità, il tribunale pone immediatamente fine alla procedura di fallimento mediante una decisione.
    • Se il tribunale, durante una procedura di fallimento, dopo aver nominato un curatore temporaneo per il debitore accerta che i beni del debitore non sono sufficienti neanche per coprire le spese della procedura di fallimento, esso deve porre fine alla procedura di fallimento per mancanza di beni. Altrimenti, entro 30 giorni al massimo dalla nomina del curatore temporaneo, il tribunale deve dichiarare il fallimento in relazione ai beni del debitore.

7. Quali sono le condizioni per l’insinuazione al passivo e l’ammissione dei crediti?

Condizioni per l'insinuazione e l'ammissione dei crediti:

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  • Iscrizione dei crediti:
    • il creditore i cui crediti verso il debitore sono insorti prima della dichiarazione del fallimento, ha diritto, nella procedura di fallimento, al soddisfacimento dei suoi crediti, alle condizioni stabilite dalla legge mediante la distribuzione dei proventi ricavati dalla liquidazione dei beni oggetto del fallimento. Tale diritto deve essere esercitato iscrivendo il credito nei tempi e secondo le modalità previste; altrimenti il credito non può essere soddisfatto nell'ambito della procedura di fallimento e i diritti correlati non vengono presi in considerazione; lo stesso vale per i crediti futuri rivendicati nella domanda.
    • in una procedura di fallimento possono essere iscritti anche i crediti che insorgono a condizione che vengano soddisfatte determinate condizioni (in appresso: crediti subordinati a condizioni). I creditori i cui crediti sono soggetti a condizioni possono far valere i propri diritti nei confronti di tali crediti in una procedura di fallimento solo se dimostrano al curatore che tali crediti sono insorti, ove non diversamente stabilito dalla legge.
    • anche i garanti, i codebitori e i titolari di crediti garantiti da pegni possono iscrivere i loro crediti futuri verso il debitore come crediti subordinati a condizioni; lo stesso vale per coloro i cui crediti insorgeranno dopo la dichiarazione di fallimento, quando sarà soddisfatto l'impegno che essi si sono assunti per conto del debitore. Anche altre persone possono iscrivere i loro crediti futuri verso il debitore, nei casi previsti dalla legge.
    • i creditori presentano la domanda di iscrizione dei crediti e i relativi allegati in duplice copia al curatore inviandola al suo ufficio e in copia al tribunale. La domanda deve essere consegnata al curatore e al tribunale entro 45 giorni dalla dichiarazione di fallimento. Non sono prese in considerazione le domande presentate dopo tale termine e quelle consegnate entro il termine ma solo al curatore oppure solo al tribunale.
    • la consegna della domanda al tribunale ha gli stessi effetti giuridici per quanto riguarda i termini di prescrizione e la cessazione di un diritto dell'esercizio del diritto in tribunale.
    • i creditori sono responsabili degli eventuali errori per quanto riguarda i dati indicati nella domanda. Qualora il curatore respinga la richiesta del creditore e il tribunale, in un procedimento relativo alle richieste respinte, stabilisca che il creditore non aveva diritto al pagamento dell'importo richiesto oppure aveva diritto al pagamento di un importo inferiore al 75% dall'importo richiesto, il creditore deve pagare un'ammenda stabilita dal tribunale a beneficio del patrimonio in questione a meno che non dimostri che quando ha presentato la domanda era in buona fede; il diritto a percepire l'ammenda è attuato dal curatore. Ciò vale anche qualora il tribunale, durante il procedimento relativo alle richieste respinte, decida che i creditori non godevano del diritto di garanzia di cui alla domanda oppure che godevano di un diritto di garanzia meno favorevole di quello indicato nella domanda oppure che avevano diritto alla soddisfazione della richiesta a valere sul patrimonio in misura meno favorevole rispetto a quanto indicato nella domanda.
  • Ammissione dei crediti:
    • il curatore del fallimento iscrive i crediti dichiarati insieme ai dati indicati nella domanda nell'elenco dei crediti al fine di ottenere un elenco definitivo entro 10 giorni dalla fine del periodo fissato per la registrazione dei crediti.
    • qualora il curatore accerti, nel caso dell'esame del credito registrato che tale credito è contestabile dal punto di vista giuridico o per quanto riguarda la sua esigibilità, il suo ordine di priorità, l'importo, la garanzia mediante un diritto di pegno, la priorità del diritto di pegno, deve respingere la parte controversa del credito iscritto.
    • quando un curatore, a seguito della richiesta di un creditore, non ammette un credito e il creditore il cui credito non è stato ammesso chiede al tribunale di riammettere il credito, nel procedimento relativo al credito non ammesso il creditore che ha fatto la richiesta è parte interveniente oltre al curatore; tale status decade quando il curatore non è più parte della procedura fallimentare. Se il curatore, su iniziativa di un creditore assicurato ha ingiustamente respinto un credito garantito di un altro creditore assicurato a motivo della garanzia mediante un diritto di pegno o del tipo di diritto di pegno, il creditore risponde della propria iniziativa nei confronti del creditore assicurato il cui credito non è stato ammesso per i danni derivati dall'ingiusta non accettazione del suo credito garantito.
    • se il creditore il cui credito è stato respinto non adisce un giudice entro i termini stabiliti per ristabilire il credito non ammesso oppure ritira la domanda presentata, la parte non ammessa di tale credito non viene presa in considerazione nel corso della procedura.
    • una decisione del tribunale sulla determinazione del credito non ammesso è valida per i tutti partecipanti della procedura di fallimento.
    • qualora il termine per la presentazione di una denuncia in relazione ad un credito non ammesso non sia trascorso o qualora il tribunale non abbia preso una decisione finale in merito, il curatore può dichiarare valido il credito non ammesso per iscritto; in tal caso, il credito non ammesso viene considerato riammesso dal momento che è stato dichiarato valido. Se il curatore non aveva ammesso il credito a seguito della richiesta di un altro creditore, tale credito può essere ammesso solo con il consenso di tale creditore.
    • il curatore registra l'ammissione di un credito iscritto nell'elenco non appena tale credito sia stato considerato valido o riconosciuto.

8. Quali sono le norme relative alle procedure di ristrutturazione?

Norme relative alla procedura di ristrutturazione:

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  • Legge n. 7/2005 della Raccolta relativa al fallimento e alla ristrutturazione e alla modifica o aggiornamento di alcune leggi.
  • Condizioni:
    • Se il debitore rischia di fallire o è già fallito, può autorizzare il curatore a elaborare un parere sulla ristrutturazione (in appresso parere) al fine di stabilire se siano soddisfatti i requisiti per la ristrutturazione del debitore. Ciò non pregiudica l'obbligo di chiedere tempestivamente la dichiarazione di fallimento.
    • Qualora uno o più creditori si sono accordati con il debitore per collaborare, possono anch'essi autorizzare il curatore ad elaborare un parere.
    • Solo chi è iscritto all'albo dei curatori è autorizzato a fornire tale parere.
  • La domanda:
    • La domanda per l'autorizzazione alla ristrutturazione deve essere presentata al tribunale competente. Tale domanda può essere presentata dal debitore oppure dal creditore.
    • Un debitore può presentare una domanda di autorizzazione alla ristrutturazione se ha chiesto al curatore di elaborare un parere e il curatore nel suo parere, non più di 30 giorni prima, ha raccomandato la ristrutturazione.
    • Un creditore può presentare una domanda di autorizzazione alla ristrutturazione se ha chiesto al curatore di elaborare un parere e il curatore nel suo parere, non più di 30 giorni prima, ha raccomandato la ristrutturazione e il debitore ha dato il suo consenso alla presentazione della proposta.

9. Che cos'è una procedura di liquidazione?

Norme per la liquidazione:

  • Liquidazione dei beni:
    • per liquidazione si intende la conversione di tutti i beni oggetto di un fallimento in risorse finanziarie in valuta slovacca allo scopo di soddisfare i creditori. La liquidazione deve inoltre garantire del denaro in contanti al debitore, permettere la soddisfazione dei crediti finanziari del debitore e permettere di disporre, previo pagamento, dell'impresa del debitore oppure di una parte di essa.
    • lo scopo della liquidazione dei beni oggetto di un fallimento è quello di ottenere i migliori proventi possibili, nel tempo più breve al costo più basso possibile. Nel liquidare i beni oggetto di un fallimento il curatore deve vegliare a soddisfare nel modo migliore possibile e con la massima professionalità gli obiettivi della liquidazione attenendosi alle norme in materia di liquidazione stabilite dalla legge.
    • il curatore, nominato all'atto della dichiarazione di fallimento, liquida immediatamente i beni disponibili o deteriorabili; non è richiesta l'autorizzazione dell'organo competente né la decisione di un tribunale. Il curatore può procedere alla liquidazione dei rimanenti beni solo dopo la prima riunione dei creditori.
    • il curatore tiene un registro sulla liquidazione dei beni in cui viene registrato tutto il patrimonio globalmente e ogni suo singolo elemento individualmente. Dopo la liquidazione di ogni elemento del patrimonio registrato, il curatore deve attribuire i proventi a ciascuno degli elementi del patrimonio registrati che sono stati liquidati. Se il curatore liquida contemporaneamente diversi elementi del patrimonio e non è possibile individuare i proventi derivanti da ciascuna parte, il curatore deve ripartire i proventi in misura proporzionale tra le parti in questione secondo il loro valore. Tale calcolo si basa sul valore indicato al momento della registrazione.
    • i proventi ottenuti mediante la liquidazione dei beni oggetto del fallimento vengono depositati dal curatore su un conto corrente in banca; gli interessi pagati dalla banca sul saldo del conto corrente sono considerati proventi della liquidazione dei beni oggetto del fallimento.
  • Metodi di liquidazione dei beni:
    • Al fine di liquidare i beni il curatore può:
      1. pubblicare un bando di gara;
      2. affidare a un banditore la vendita dei beni;
      3. affidare a un venditore di titoli la vendita dei beni;
      4. organizzare un'asta, una licitazione concorrenziale oppure un'altra procedura concorrenziale ai fini della vendita dei beni;
      5. vendere i beni in qualsiasi altro modo adeguato.
  • Distribuzione dei proventi:
    • Un credito garantito di un creditore assicurato deve essere soddisfatto nella misura stabilita, sulla base dei proventi ricavati dalla liquidazione dei beni che costituiscono il patrimonio separato del creditore assicurato rimasto dopo la deduzione dei crediti a valere sul patrimonio relativi alle parti registrate dei beni che costituiscono il patrimonio separato. Se non è possibile soddisfare pienamente i crediti garantiti di un creditore assicurato, il resto dei crediti sarà soddisfatto come un credito non garantito.
    • I crediti non garantiti devono essere soddisfatti, nella misura stabilita, mediante i proventi della liquidazione dei beni che costituiscono il patrimonio generale rimasto dopo la deduzione dei crediti a valere sul patrimonio relativi alle parti registrate dei beni che costituiscono il patrimonio generale. Se non è possibile soddisfare pienamente i crediti non garantiti, questi saranno soddisfatti in misura proporzionale.
    • I crediti subordinati a condizioni devono essere soddisfatti, nella misura stabilita, mediante i proventi della liquidazione dei beni che costituiscono il patrimonio rimasti dopo il pieno soddisfacimento degli altri crediti non garantiti. Se non è possibile soddisfare pienamente i crediti subordinati a condizioni, questi saranno soddisfatti in misura proporzionale.

10. Quali sono le condizioni per la chiusura della procedura?

Condizioni per la chiusura della procedura:

  • Chiusura della procedura:
    • Il tribunale decide, anche senza che vi sia una domanda in merito, di chiudere la procedura di fallimento qualora accerti che i beni del debitore non sono sufficienti neanche per soddisfare i crediti sul patrimonio; il tribunale deve prendere una decisione sulla retribuzione del curatore e il rimborso delle spese di quest'ultimo che devono essere pagati mediante i beni del debitore, sugli acconti per la retribuzione e il rimborso delle spese del curatore provvisorio oppure sull'acconto per il pagamento delle spese della procedura di fallimento.
    • Il tribunale decide su richiesta del curatore di chiudere la procedura di fallimento dopo che è stata effettuata la distribuzione finale dei proventi della liquidazione.
    • Il giorno della chiusura della procedura di fallimento, il curatore chiude i libri contabili e stila una dichiarazione finanziaria separata sulla base delle norme giuridiche in materia. Il curatore consegna al debitore, o eventualmente, al liquidatore tutti i documenti necessari, i beni restanti e si accerta che vengano svolte tutte le azioni necessarie per la chiusura della procedura di fallimento. Dopo che sono state eseguite tali azioni, il tribunale revoca il curatore dalle sue funzioni.
    • Se il debitore che è una persona fisica muore durante la procedura fallimentare gli subentrano, in proporzione rispetto ai beni oggetto del fallimento i suoi eredi oppure, qualora essi rifiutino l'eredità, lo Stato.

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