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Ultimo aggiornamento: 28-04-2005
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Fallimento - Francia

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INDICE

1. Quali sono i diversi tipi di procedure di insolvenza? 1.
2. Quali sono le condizioni per avviare le procedure d’insolvenza? 2.
3. Qual è il ruolo dei vari partecipanti? 3.
4. Quali sono gli effetti dell’avvio della procedura? 4.
5. Quali sono le norme specifiche legate a determinate categorie di crediti? 5.
6. Quali sono le norme relative agli atti pregiudizievoli? 6.
7. Quali sono le condizioni per l’insinuazione al passivo e l’ammissione dei crediti? 7.
8. Quali sono le norme relative alle procedure di ristrutturazione? 8.
9. Che cos’è una procedura di liquidazione? 9.
10. Quali sono le condizioni per la chiusura della procedura? 10.

 

1. Quali sono i diversi tipi di procedure di insolvenza?

Se si definisce l’insolvenza come la situazione in cui i debiti sono superiori all’attivo, questa nozione è sconosciuta nel diritto francese che disciplina le procedure concorsuali. Quella che vale è la nozione più restrittiva di cessazione dei pagamenti : l’impossibilità del debitore di far fronte al passivo esigibile con l’attivo disponibile.

Procedure a scopo preventivo anteriori all’insolvenza:
  • procedura d’allarme (procédure d’alerte) : quando il revisore dei conti nota fatti di natura tale da compromettere la continuità dell’impresa, ne informa il presidente o l’amministratore della società. In mancanza di una risposta soddisfacente chiede una delibera del consiglio d’amministrazione, e informa il presidente del tribunale di commercio di tale domanda. La delibera è comunicata al comitato aziendale. Se le difficoltà persistono, il revisore dei conti stila una relazione che viene presentata alla successiva assemblea generale. Se la decisione dell'‘assemblea generale continua a non garantire la continuità dell’impresa, il revisore dei conti informa di nuovo il presidente del tribunale di commercio.
  • mandato ad hoc: su richiesta di qualunque interessato il presidente del tribunale nomina un mandatario ad hoc, del quale stabilisce la missione per quanto riguarda l’oggetto e la durata.
Procedura informale di riorganizzazione e di ristrutturazione:
  • composizione amichevole: quando un’impresa riscontra difficoltà o necessità che non possono essere risolte con un finanziamento adattato alle sue possibilità, senza essere in stato di cessazione dei pagamenti, essa può chiedere l’avvio di una procedura di composizione amichevole. Il presidente del tribunale nomina allora un conciliatore la cui missione, che non può superare i quattro mesi, consiste nel promuovere il funzionamento dell’impresa e nel cercare un accordo con i creditori. Durante la missione del conciliatore il presidente del tribunale può sospendere le azioni giudiziarie individuali. Il debitore non può pagare i creditori anteriori né fare un atto di disposizione senza l’autorizzazione del presidente. Se il presidente omologa l’accordo, le azioni giudiziarie individuali sono sospese per la durata dell’esecuzione dell’accordo. Se l’accordo non è rispettato, il tribunale adito successivamente con una domanda di risanamento (redressement) o di liquidazione giudiziaria può ritenere, contrariamente alla valutazione del presidente, che alla data dell’avvio della composizione amichevole l’impresa fosse effettivamente in stato di cessazione dei pagamenti.
Procedure formali d’insolvenza
  • il risanamento giudiziario (redressement judiciaire) è diretto a consentire il salvataggio dell’impresa, il mantenimento dell’attività e dell’occupazione e la liquidazione del passivo. La procedura consiste nell’adozione, da parte del tribunale, di un piano di risanamento, portando avanti le attività dell’impresa (ai creditori sono imposti dei termini) , oppure cedendola (l’impresa, e i suoi principali contratti, sono ceduti a un terzo che assume certi impegni).
  • la liquidazione giudiziaria è pronunciata quando il risanamento è manifestamente impossibile. L’attività dell’impresa è interrotta o ceduta a un terzo, secondo modalità più flessibili di quelle della procedura di risanamento.

2. Quali sono le condizioni per avviare le procedure d’insolvenza?

Il diritto francese conosce due regimi giuridici diversi per trattare le situazioni di insolvenza:

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  1. Per quanto riguarda i commercianti, gli agricoltori o artigiani e ogni persona giuridica (ad eccezione delle amministrazioni condominiali) : le procedure sono il risanamento giudiziario e la liquidazione giudiziaria sopra indicate e descritte in appresso. Le persone fisiche che esercitano la libera professione non possono avvalersi di queste procedure. Tali procedure vengono avviate quando il debitore è in stato di cessazione dei pagamenti, definita come l'impossibilità di far fronte al suo passivo esigibile con l’attivo disponibile
  2. Per quanto riguarda le persone fisiche che hanno debiti di natura non professionale (cosa che include il debito nato dall’impegno di garantire per un’impresa, se il garante non era un dirigente). Le condizioni di avvio della procedura sono la buona fede e l’impossibilità manifesta di far fronte all’insieme dei debiti. La procedura è allora la seguente:

La persona si rivolge a una commissione amministrativa, che presenta la situazione dei debiti dopo aver raccolto le osservazioni dei creditori, e che può adire il giudice per la sospensione delle azioni giudiziarie. La commissione concilia le parti e propone un piano che comporta misure di differimento, riscaglionamento o remissione dei debiti. Se il tentativo di conciliazione non va in porto, la commissione raccomanda alcune di queste misure per un periodo di dieci anni o più se esse riguardano il rimborso di prestiti contratti per l’acquisto della residenza principale. Se essa constata l’assenza di risorse o di beni pignorabili tali da permettere di liquidare una parte dei debiti, la commissione raccomanda la sospensione della loro esigibilità. Il giudice decide in merito ai ricorsi presentati contro queste raccomandazioni.

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Se l’interessato dimostra, oltre alla sua buona fede, che la sua situazione è irrimediabilmente compromessa, ossia che vi è l'impossibilità di attuare le misure sopra indicate, può ottenere dal giudice l’avvio di una procedura di ristabilimento personale (procédure de rétablissement personnel) : viene fatto un elenco dei creditori e vengono valutati i beni. Il giudice dispone la liquidazione giudiziaria del patrimonio personale del debitore. Nomina un liquidatore che ne ripartisce il ricavato fra i creditori, secondo il loro ordine di priorità. Se non possono essere soddisfatti tutti i creditori, pronuncia la chiusura della procedura per insufficienza dell’attivo, cosa che comporta la cancellazione dei debiti non professionali dell’interessato, tranne di quelli pagati con una garanzia.

Per quanto riguarda le procedure commerciali, il debitore, un creditore e il pubblico ministero possono adire il tribunale. Questo può inoltre intervenire d’ufficio.

La decisione con cui viene aperta la procedura è iscritta nel registro del commercio e delle società, o, all’occorrenza, nell’albo degli artigiani (répertoire des métiers). È inoltre pubblicata in due giornali di avvisi legali.

3. Qual è il ruolo dei vari partecipanti?

Per i liberi professionisti e per le società il tribunale competente è il tribunale di commercio, composto da commercianti eletti. Eccezionalmente, in alcuni dipartimenti, non c'è il tribunale di commercio: delibera allora in tal caso il tribunal de grande instance, composto da tre magistrati togati. In Alsace-Moselle, la sezione commerciale del tribunal de grande instance è composta da un magistrato togato che presiede e da due commercianti eletti (il cosiddetto sistema dello “scabinato”, échevinage). Per gli agricoltori è competente il tribunal de grande instance. Per i debitori di natura non professionale è competente il giudice dell’esecuzione, giudice togato che delibera da solo.

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Il tribunale esamina se l’impresa può essere risanata. In caso affermativo omologa un piano di risanamento, che può essere un piano di continuazione (in questo caso ai creditori vengono imposti dei termini di pagamento, e l’impresa prosegue le sue attività nelle mani dello stesso debitore) , oppure un piano di cessione (in questo caso l’impresa è venduta a un terzo, e il prezzo della cessione serve a liquidare i creditori). In caso negativo dichiara la liquidazione giudiziaria. In tale ipotesi, le attività dell’impresa sono cedute in blocco o separatamente.

Un juge-commissaire, nominato in seno al tribunale che avvia la procedura, è incaricato di vigilare sul rapido svolgimento della procedura e sulla tutela degli interessi in gioco. Decide, in particolare, sugli aspetti seguenti

- contestazioni nate da domande di rivendicazioni di beni formulate da terzi che sostengono di essere proprietari di beni detenuti dal debitore

- reclami formulati contro gli atti dei mandatari di giustizia

- contestazioni dei crediti

- richieste del debitore o dell’amministratore di autorizzazione a compiere alcuni atti durante il procedimento

- in caso di liquidazione, le condizioni della cessione dei beni.

È possibile impugnare le sue decisioni dinanzi al tribunale.

In caso di redressement judiciaire:

1) L’amministratore giudiziario (la cui designazione da parte del tribunale è facoltativa tranne nel caso delle imprese con più di 50 dipendenti e con un volume d’affari superiore a 3 100 000 euro) , è nominato a partire da un elenco di professionisti abilitati. Stila una relazione sulle possibilità di risanamento dell’impresa, e, a seconda dei casi, gestisce l’impresa o assiste il dirigente non privato delle sue funzioni, nel periodo che intercorre fra l'avvio della procedura e la decisione di risanamento (redressement) o di liquidazione. Quando viene decisa la cessione dell’impresa, è lui ad attuarla.

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2) Il rappresentante dei creditori, nominato dal tribunale a partire da un altro elenco di professionisti, avvisa i creditori dell’avvio della procedura, riceve le loro dichiarazioni di credito, e propone al juge-commissaire di accettarle o rifiutarle. Può agire solo nell’interesse collettivo dei creditori.

3) Quando è approvato un piano di risanamento, il commissario all’esecuzione del piano è incaricato di sorvegliarne la corretta esecuzione, di pagare i creditori, e di adire il tribunale in caso di mancata esecuzione per vedere pronunciata la risoluzione del piano.

In caso di liquidazione giudiziaria: il liquidatore, nominato a partire da un altro elenco di professionisti abilitati, effettua gli atti di realizzo dell’attivo e paga i creditori.

In caso di procedura di rétablissement personnel chiesta da un privato: il liquidatore prepara un elenco dei creditori, fa un bilancio della situazione del debitore, ne vende i beni e soddisfa i creditori.

Gli obblighi del debitore:

In caso di redressement judiciaire, il tribunale può designare un amministratore giudiziario definendone la missione, che può essere quella di assistere il debitore o di gestire da solo l’impresa. Il debitore continua a esercitare sul proprio patrimonio i diritti e le azioni non contemplati nella missione dell’amministratore. Gli atti di ordinaria amministrazione nei confronti dei terzi di buona fede sono considerati validi. Non deve tuttavia pagare alcun debito anteriore (tranne che per compensazione fra obbligazioni connesse).

Se il tribunale non designa alcun amministratore, il debitore gestisce da solo la sua impresa e prepara un progetto di piano di risanamento.

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In caso di liquidazione giudiziaria, il debitore viene privato della facoltà di amministrare e di disporre di tutti i suoi beni finché la procedura non è chiusa. Il liquidatore esercita questi diritti al suo posto. Il debitore può esercitare solo diritti propri, fra i quali quelli extra-patrimoniali.

In caso di procedura di rétablissement personnel, il debitore è viene privato della facoltà di amministrare e di disporre di tutti i suoi beni finché la procedura non è chiusa. Il liquidatore esercita questi diritti al suo posto.

I diritti dei creditori e le vie di ricorso:

I creditori devono dichiarare i loro crediti al rappresentante dei creditori. Le azioni giudiziarie individuali avviate prima dell’inizio della procedura si interrompono per legge.

Ogni creditore può impugnare la decisione che non riconosce il suo credito. Solo il creditore istante può impugnare una decisione che avvia o che rifiuta l’avvio di una procedura.

4. Quali sono gli effetti dell’avvio della procedura?

  • L’avvio della procedura comporta la sospensione delle azioni giudiziarie individuali basate su crediti sorti anteriormente, il divieto di pagare tali crediti, la prosecuzione dei contratti in corso a condizioni che le scadenze a venire siano rispettate. I licenziamenti devono essere autorizzati dal juge-commissaire.
  • Una volta avviata la procedura si procede all’inventario dei beni del debitore. I proprietari di beni di cui l’impresa era semplice detentrice possono rivendicarli subito.
  • Nel caso del redressement, il debitore continua ad esercitare sul suo patrimonio gli atti di disposizione e di amministrazione. In caso di liquidazione è il liquidatore ad esercitare i diritti del debitore, ad eccezione di quelli che sono puramente personali.
  • Devono essere dichiarati tutti i crediti, con la sola eccezione di quelli nati da un contratto di lavoro.
  • Non esistono altri provvedimenti provvisori specifici oltre a quelli ricordati al primo paragrafo di cui sopra. I provvedimenti conservativi, ossia il sequestro conservativo e le garanzie giudiziarie (ipoteche, pegno dell’azienda commerciale, pegno delle quote sociali, pegno dei valori mobiliari…) rendono indisponibili i beni gravati. Devono essere dichiarati nulli se il debitore li ha realizzati dopo la data di cessazione dei pagamenti.
  • Gli avis à tiers détenteur, e le saisies-attributions non sono interessati dall’avvio di una procedura d’insolvenza.
  • Le norme sono le stesse per le procedure avviate nei confronti di persone fisiche per i debiti non professionali.
  • Le modalità di pubblicità in Francia di una decisione di avvio di una procedura di insolvenza emanata in un altro Stato dell’Unione europea sulla base dell’articolo 3, paragrafo 1 del regolamento del 22 maggio 2000 non sono ancora precisate in un testo, ma tale pubblicità è obbligatoria in virtù dell'effetto diretto del regolamento. Un progetto di decreto prevede che questa pubblicità sia fatta dal cancelliere del registro del commercio e delle società

5. Quali sono le norme specifiche legate a determinate categorie di crediti?

  • Le norme specifiche relative ai diritti reali dei terzi: tutti i creditori titolari di un diritto reale (vale a dire di un’ipoteca o di un pegno che conferisce un diritto di prelazione sul prezzo di vendita della cosa e/o di un diritto di seguito) devono dichiarare il loro credito, e le azioni giudiziarie sono sospese.
  • Le norme relative alla compensazione: si applicano quando due persone sono debitrici l’una verso l’altra. In quel caso si effettua una compensazione che estingue i loro debiti reciproci fino a concorrenza del più basso. Il creditore può procedere d’ufficio alla compensazione, senza necessità di un’autorizzazione ma solo per i crediti connessi.
  • la clausola di riserva di proprietà: questa clausola, conclusa fra il venditore e l’acquirente, ha l’effetto di sospendere il trasferimento della proprietà fino al completo pagamento del prezzo. Essa è opponibile alla procedura concorsuale.
  • i contratti di lavoro: cfr. infra §7: i lavoratori dipendenti non sono tenuti a comunicare i loro crediti.
  • Esiste un organismo di garanzia (Fonds national de garantie des salaires) che anticipa i crediti salariali in tempi molto brevi che variano secondo la natura del credito stesso e la data in cui esso è sorto (anteriore o posteriore all’avvio della procedura). I salari dovuti prima dell’avvio della procedura sono garantiti dal Fonds national de garantie des salaires; quelli non pagati nel periodo fra l’avvio della procedura e l'adozione del piano di risanamento non lo sono. In caso di liquidazione, i salari sono garantiti in linea di principio solo a concorrenza delle somme dovute durante i quindici giorni seguenti la liquidazione. Le indennità di licenziamento sono garantite solo se la rottura del contratto interviene nei quindici giorni seguenti la liquidazione o nel mese della decisione di approvazione del piano di risanamento.

6. Quali sono le norme relative agli atti pregiudizievoli?

Il periodo sospetto intercorre fra la data di cessazione dei pagamenti e la data di avvio della procedura. Il tribunale non può fissarlo a più di diciotto mesi.

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Tutti gli atti a titolo oneroso effettuati nel corso di questo periodo possono essere annullati se il contraente era a conoscenza dello stato di cessazione dei pagamenti. Il tribunale ha la facoltà di valutare l’opportunità dell’annullamento.

Alcuni atti, specificati dalla legge, devono obbligatoriamente essere annullati se sono stati compiuti durante il periodo sospetto, indipendentemente dal fatto che il contraente sia stato o meno a conoscenza della cessazione dei pagamenti. Si tratta in particolare dei contratti in cui gli obblighi del debitore sono considerevolmente superiori a quelli dell’altra parte, dei pagamenti effettuati con un mezzo anormale, di un’ipoteca per un debito anteriore, di ogni atto a titolo gratuito.

7. Quali sono le condizioni per l’insinuazione al passivo e l’ammissione dei crediti?

1) Verifica dei crediti:

Il rappresentante dei creditori avverte i creditori noti affinché questi gli comunichino i propri crediti. Il debitore deve consegnargli l’elenco dei creditori. Tutti i creditori, con la sola eccezione dei lavoratori subordinati, devono comunicare i propri crediti entro un termine di due mesi a decorrere dalla pubblicazione della decisione di avvio della procedura. Alla scadenza di questo termine devono chiedere l’inapplicabilità della decadenza se dimostrano che la mancata dichiarazione non è dovuta a loro colpa.

I crediti che non sono stati dichiarati e per i quali non è stata resa inapplicabile la decadenza sono considerati estinti.

Il rappresentante dei creditori procede a una prima verifica dei crediti e propone al juge-commissaire di riconoscerli o di rifiutarli, indicando al creditore quanto proposto. Se il creditore non risponde entro trenta giorni, non potrà più contestare la proposta del rappresentante dei creditori.

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La decisione del juge-commissaire può essere impugnata da qualsiasi interessato.

I crediti salariali sono verificati e stabiliti dal rappresentante dei creditori in base agli elementi raccolti. Egli informa i dipendenti della presentazione dello stato dei crediti salariali, che gli interessati possono contestare davanti al tribunale del lavoro (Conseil de prud’hommes) entro un termine di due mesi.

2) Graduatoria dei crediti

Credito privilegiato: il suo titolare beneficia di una priorità di pagamento che può esercitarsi su tutti i beni del debitore o su alcuni di essi (i beni mobili ad esempio, o un bene dato in pegno).

Credito chirografario: il suo titolare sarà pagato solo dopo i creditori privilegiati. Un privilegio può essere pubblicato o meno (caso del superprivilegio dei lavoratori dipendenti). Il principio delle procedure concorsuali è la parità dei creditori chirografari: quando è avviata una procedura concorsuale, essi sono posti su un piano di parità, non possono più agire individualmente in concorrenza fra di loro. I creditori privilegiati sono invece tradizionalmente protetti nelle procedure concorsuali.

I crediti sorti dopo la decisione di avvio della procedura sono in linea di principio pagati prioritariamente rispetto ai crediti sorti prima, anche se privilegiati.

Esistono varie eccezioni:

- quale che sia l’esito della procedura, le spese di giustizia e gli stipendi degli ultimi sessanta giorni precedenti l’avvio della procedura sono pagati prioritariamente rispetto ai crediti sorti dopo l’apertura della procedura;

- quando la procedura finisce con una liquidazione, anche i crediti garantiti sono pagati prima dei crediti sorti dopo l’avvio della procedura.

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8. Quali sono le norme relative alle procedure di ristrutturazione?

La ristrutturazione dell’impresa può avvenire tramite continuazione delle attività o cessione.

- Continuazione delle attività

Il piano prevede dei termini di pagamento uniformi che possono essere superiori a 10 anni. Il piano è deciso dal tribunale su proposta dell’amministratore. I creditori vengono solo consultati e non hanno la facoltà di opporvisi. Non può essere imposta al creditore alcuna remissione del debito

  • - Cessione

    Ogni persona che non sia dirigente dell’impresa o parente di un dirigente può presentare un’offerta di acquisto.

    L’offerta può riguardare l’insieme dell’impresa o solo alcuni rami di attività. I terzi non possono prenderne conoscenza.

    Il tribunale accetta l’offerta che permette di garantire il più a lungo possibile l’occupazione, e il pagamento dei creditori.

    Quando il tribunale approva il piano di cessione menziona gli impegni assunti dal cessionario, che riguardano il futuro dell'attività e le modalità di mantenimento dell’impresa e di regolamento delle passività.

    Il piano indica il numero di dipendenti di cui è autorizzato il licenziamento, oltre alle attività e alle categorie professionali interessate.

    I contratti necessari al mantenimento dell’attività sono trasferiti al cessionario.

    Il cessionario deve pagare il prezzo della cessione. In linea di massima non rileva le passività salvo le scadenze relative al finanziamento di un bene gravato da una garanzia incluso nel piano

  • Il tribunale può decidere successivamente una modifica sostanziale per quanto riguarda i mezzi e gli obiettivi del piano.

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    9. Che cos’è una procedura di liquidazione?

    Quando dei beni costituiscono un’unità di produzione (che la giurisprudenza ha potuto definire come un insieme di mezzi materiali e umani che permettono la continuazione o il sorgere di un’attività economica) , essi possono essere oggetto di una cessione globale. Il liquidatore propone delle offerte di cui ogni interessato può prendere conoscenza. Il juge-commissaire sceglie l’offerta che sembra più seria e che contiene le migliori condizioni per garantire durevolmente l’occupazione e il pagamento dei creditori.

    I beni isolati che non costituiscono un’unità di produzione sono venduti su decisione del juge-commissaire, che autorizza una vendita con trattativa privata o all’asta.

    La distribuzione del ricavato della cessione dei beni è fatta dal liquidatore. Egli deve combinare le garanzie, in particolare immobiliari, di cui alcuni creditori sono titolari, con i privilegi generali legati alle spese di giustizia e al Fonds national de garantie des salaires (istituzione che anticipa ai lavoratori dipendenti l’importo dei crediti salariali e che ha diritto al rimborso dei suoi pagamenti). I creditori non privilegiati sono pagati solo dopo completo pagamento dei creditori beneficiari di garanzie e di privilegi

  • 10. Quali sono le condizioni per la chiusura della procedura?

    La chiusura è pronunciata quando non vi è più alcuna passività esigibile o quando il proseguimento delle operazioni di liquidazione è reso impossibile per insufficienza dell’attivo. Si può adire il tribunale in qualsiasi momento, e il tribunale può intervenire d’ufficio. Il liquidatore presenta i suoi conti, in cui figurano i dettagli delle operazioni di realizzo dell'attivo e di distribuzione del ricavato. Il debitore può contestarli.

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    In linea di principio il debitore, persona fisica, riacquista la piena capacità e può riprendere qualsiasi nuova attività professionale dopo la decisione di chiusura della liquidazione. Ciò non succede però quando il tribunale decide di comminargli un divieto di amministrare o un provvedimento di fallimento personale (interdiction de gérer o mesure de faillite personnelle) (di una durata di minimo 5 anni, senza un massimo) perché ha commesso degli errori di gestione o compiuto atti, indicati dalla legge, pregiudizievoli per i creditori (ha continuato ad esempio un’attività deficitaria, ha sottratto beni, utilizzato mezzi rovinosi per procurarsi dei fondi, pagato un creditore dopo la cessazione dei pagamenti, omesso di tenere la contabilità).

    In linea di principio i creditori non possono più perseguire il debitore dopo la chiusura della liquidazione. Succede diversamente, però, se il tribunale gli ha comminato un divieto di amministrare o un provvedimento di fallimento, o anche se il creditore dimostra che commette una frode (ad esempio il fatto, per il debitore, di non avere avvertito il liquidatore dell’esistenza del credito) , o si avvale di una condanna penale per fatti estranei all’attività professionale.

    I creditori possono sempre escutere le garanzie del debitore.

    OSSERVAZIONE:

    Il diritto delle procedure concorsuali può essere modificato, poiché il governo ha presentato al Consiglio di Stato un progetto importante, le cui grandi linee sono le seguenti:

    - Un debitore che dimostri di avere difficoltà accertate o prevedibili, o che si trova in stato di cessazione dei pagamenti, potrà chiedere al tribunale la designazione di un conciliatore incaricato di negoziare con i principali creditori ogni misura che possa garantire la continuazione dell’impresa. L’approvazione di questo accordo da parte del tribunale eviterà che il debitore venga chiamato in causa se successivamente viene avviata una procedura di risanamento (redressement) o di liquidazione.

    - Un debitore che dimostri di avere delle difficoltà che possono condurre alla cessazione dei pagamenti potrà chiedere al tribunale l’avvio di una procedura di salvaguardia, che comporterà la sospensione delle azioni giudiziarie individuali e l’adozione di un piano di continuazione. Il piano di continuazione eventualmente deciso dal tribunale nell’ambito di una procedura di salvaguardia o di risanamento (redressement) potrà comportare remissioni di debiti imposti a certi istituti di credito o a certi fornitori, se la maggior parte degli istituti di credito o dei fornitori le accettano e se il tribunale le approva.

    - Il risanamento giudiziario (redressement judiciaire) non potrà più portare alla cessione dell’impresa. Questa soluzione sarà riservata alla liquidazione giudiziaria.

    - Le persone fisiche che esercitano una libera professione individuale potranno beneficiare delle procedure di insolvenza.

    - La descrizione succinta di questo progetto non pregiudica naturalmente l’evoluzione ulteriore del progetto stesso davanti al Parlamento.



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