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Ultimo aggiornamento: 28-04-2005
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Fallimento - Austria

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INDICE

1. Quali sono i diversi tipi di procedure di insolvenza e i loro obiettivi? 1.
2. Quali sono le condizioni per avviare i diversi tipi di procedure d’insolvenza? 2.
3. Qual è il ruolo dei vari partecipanti nei diversi tipi di procedura? 3.
4. Quali sono gli effetti dell’avvio della procedura? 4.
5. Quali sono le norme specifiche relative a determinate categorie di crediti? 5.
6. Quali sono le norme relative agli atti pregiudizievoli? 6.
7. Quali sono le condizioni per l’insinuazione al passivo e l’ammissione dei crediti? 7.
8. Quali sono le norme relative alle procedure di risanamento? 8.
9. Quali sono le norme relative alle procedure di liquidazione? 9.
10. Quali sono le condizioni per la chiusura della procedura? 10.

 

1. Quali sono i diversi tipi di procedure di insolvenza e i loro obiettivi?

Il diritto austriaco distingue tra procedura di concordato preventivo (Ausgleichsverfahren) , ai sensi del regolamento del concordato preventivo (Ausgleichsordnung, AO) , e procedura fallimentare (Konkursverfahren) , ai sensi della legge fallimentare (Konkursordnung, KO).

Presupposto per l’avvio della procedura fallimentare è che il debitore sia insolvente (zahungsunfähig). Il principale indice dello stato di insolvenza è l’interruzione dei pagamenti da parte del debitore. Lo stato d’insolvenza non presuppone solleciti di pagamento da parte dei creditori. Il fatto che il debitore abbia soddisfatto o sia in grado di soddisfare in tutto o in parte i crediti di singoli creditori non giustifica di per sé la presunzione della sua solvibilità (paragrafo 66 KO). L’avvio del fallimento nei confronti di società commerciali prive di persone fisiche che siano soci illimitatamente responsabili, nei confronti del patrimonio di persone giuridiche e dei beni ereditari è possibile anche in caso di indebitamento eccessivo (Überschuldung) (paragrafo 67 KO).

Quando sussistono le condizioni per l’avvio della procedura fallimentare o l’insolvenza è imminente, il debitore può chiedere che al posto del fallimento sia avviata la procedura di concordato preventivo (paragrafo 1 AO).

Scopo della procedura fallimentare è innanzitutto quello di soddisfare in egual misura tutti i creditori. In base al patrimonio esistente, essi ricevono una percentuale paritaria dei rispettivi crediti. Per quanto possibile occorre evitare lo smantellamento di imprese che possono essere risanate e offrire al debitore la possibilità di un risanamento finanziario. Questo obiettivo è prioritario quando in una procedura fallimentare si instaura la cosiddetta procedura di concordato fallimentare (Zwangsausgleichsverfahren). La procedura di concordato fallimentare consente una remissione del debito residuo se il fallito paga almeno il 20 % dei suoi debiti entro due anni.

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Il fallimento delle persone fisiche è disciplinato da norme specifiche. In linea generale sussiste sempre la possibilità di una remissione del debito residuo. Tale agevolazione si fonda sul principio sociale di offrire alle persone che si trovano in una situazione economica irrimediabile un’opportunità di riscatto. La procedura fallimentare nei confronti di persone fisiche che non esercitano attività di impresa è definita procedura di regolamento dei debiti (Schuldenregulierungsverfahren) (paragrafo 25 KO).

La procedura di concordato preventivo (Ausgleichsverfahren) consente una remissione parziale del debito, decisa a maggioranza dai creditori nell’interesse di un risanamento dell’impresa debitrice, a condizione che il debitore paghi almeno il 40 % dei debiti entro due anni.

Oltre alle procedure di insolvenza in sede giudiziaria, il debitore può tentare un risanamento anche per via stragiudiziaria. Lo svantaggio rispetto alle procedure giudiziarie consiste nel fatto che in tal caso è necessario raggiungere un accordo con tutti i creditori, senza poter mettere in minoranza i creditori dissenzienti. Inoltre, ai sensi del paragrafo 69, secondo comma, KO, il debitore deve presentare un’istanza di insolvenza entro 60 giorni dal momento in cui sussistono le condizioni per l’avvio della procedura fallimentare.

Per evitare l’avvio di procedure di insolvenza tramite un risanamento serio e tempestivo è altresì possibile instaurare una procedura di riorganizzazione (Reorganisationsverfahren) ai sensi della legge sulla riorganizzazione delle imprese (Unternehmensreorganisationsgesetz). Il presupposto è che sussista una necessità di riorganizzazione e che non vi sia insolvenza. La necessità di riorganizzazione sussiste quando, a causa di difficoltà economiche, l’esistenza di un’impresa è minacciata e un intervento è indispensabile per consentire il proseguimento duraturo dell’attività.

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2. Quali sono le condizioni per avviare i diversi tipi di procedure d’insolvenza?

Procedura fallimentare:

- stato d’insolvenza o indebitamento eccessivo (vedi sopra) ;

- patrimonio in linea di principio sufficiente a coprire le spese;

- istanza del debitore o di un creditore.

Procedura di concordato preventivo:

- stato d’insolvenza, insolvenza imminente o indebitamento eccessivo;

- istanza del debitore corredata da una proposta di concordato ammissibile.

3. Qual è il ruolo dei vari partecipanti nei diversi tipi di procedura?

Procedura fallimentare:
  • Il tribunale fallimentare:

- avvia e dirige la procedura;

- nomina e sorveglia il curatore fallimentare;

- salvaguarda la massa fallimentare;

- dirige le assemblee dei creditori, in particolare la votazione su un concordato fallimentare o un piano di pagamento;

- statuisce con ordinanza in merito a determinate questioni in sospeso;

- chiude la procedura fallimentare.

  • Il curatore fallimentare:

- è responsabile dell’esecuzione pratica della procedura fallimentare;

- esamina la situazione economica del fallito;

- valuta se l’impresa possa proseguire o se un’impresa già chiusa possa essere riaperta;

- esamina se un concordato fallimentare sia nell’interesse dei creditori e le probabilità che detto concordato sia realizzabile;

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- accerta l’attivo e lo liquida;

- amministra e rappresenta la massa fallimentare;

- esercita il diritto di impugnazione a favore della massa fallimentare;

- partecipa all’accertamento dello stato passivo;

- ripartisce il ricavato della liquidazione dell’attivo.

Nelle procedure fallimentari relative a persone fisiche che non esercitano attività di impresa (procedure di regolamento dei debiti) la nomina di un curatore fallimentare non è obbligatoria. Se il tribunale fallimentare non nomina un curatore, le attività attribuite dalla legge fallimentare al curatore sono a suo carico.

  • Il debitore:

- ha il diritto di presentare richiesta di fallimento e di opporsi all’apertura del fallimento;

- dall’apertura della procedura fallimentare perde la disponibilità dei beni appartenenti alla massa;

- ha il diritto di partecipare alle riunioni dell’assemblea dei creditori e del comitato dei creditori;

- ha il diritto di presentare una domanda di concordato fallimentare.

  • I creditori:

- L’assemblea dei creditori:

- ha il diritto di presentare determinate domande (ad esempio, d’istituzione di un comitato dei creditori, di revoca del curatore fallimentare) ;

- vota su una proposta di concordato fallimentare.

- Il comitato dei creditori eventualmente nominato dal tribunale:

- assiste e sorveglia il curatore fallimentare;

- esprime un parere preventivo sulle misure importanti del curatore fallimentare;

- in determinati casi, ha il diritto di approvazione.

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Procedura di concordato preventivo:
  • Il tribunale:

- avvia e dirige la procedura;

- nomina e sorveglia il commissario giudiziale e gli altri organi;

- statuisce con ordinanza in merito a determinate questioni in sospeso;

- chiude la procedura di concordato preventivo.

  • Il commissario giudiziale:

- sorveglia il debitore e la sua gestione;

- accerta la situazione economica del debitore e redige una relazione scritta provvisoria;

- esamina i crediti insinuati;

- approva determinati negozi giuridici.

  • Il debitore:

- presenta la domanda di concordato preventivo, corredata da una proposta di concordato ammissibile;

- in linea di principio conserva la disponibilità dei suoi beni e continua ad amministrarli autonomamente;

- è posto sotto la vigilanza del commissario giudiziale.

  • I creditori:

- l’assemblea dei creditori vota sulla proposta di concordato;

- il comitato dei creditori eventualmente nominato dal tribunale consiglia, assiste e sorveglia il commissario giudiziale.

4. Quali sono gli effetti dell’avvio della procedura?

Procedura fallimentare:

L’avvio della procedura fallimentare è comunicato pubblicamente mediante avviso ufficiale sul sito del ministero di Grazia e giustizia (Website). Gli effetti dell’avvio del fallimento si producono dal giorno successivo a quello della comunicazione dell’avviso ufficiale. L’avvio della procedura fallimentare è inoltre iscritto nei pubblici registri (libro fondiario, registro delle imprese, ecc.).

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L’avvio del fallimento priva il fallito della disponibilità di tutti i beni soggetti all’esecuzione, che si tratti di beni che gli appartenevano già al momento dell’avvio della procedura o di beni che ha acquisito nel corso del fallimento (massa fallimentare). La massa fallimentare deve essere presa in custodia e amministrata, e deve essere utilizzata per soddisfare in egual misura i creditori concorsuali (paragrafo 1 KO).

Dopo l’avvio del fallimento, gli atti compiuti dal fallito inerenti alla massa fallimentare sono inefficaci rispetto ai creditori concorsuali (paragrafo 3, primo comma, KO).

Dopo l’avvio del fallimento non può essere promossa o proseguita nessuna azione giudiziaria contro il fallito diretta a far valere o garantire diritti sui beni appartenenti alla massa. Possono invece essere promosse o proseguite contro il curatore le azioni giudiziarie relative al diritto dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente e al diritto alla separazione dei crediti privilegiati su beni non appartenenti alla massa fallimentare (paragrafo 6, primo e secondo comma, KO).

L’avvio della procedura fallimentare sospende tutti i giudizi pendenti in cui il fallito è attore o convenuto, ad eccezione di quelli relativi a diritti estranei ai beni appartenenti alla massa fallimentare (paragrafo 7, primo comma, KO).

Procedura di concordato preventivo:

L’avvio della procedura di concordato preventivo è comunicato pubblicamente mediante avviso ufficiale sul sito del ministero di Grazia e giustizia. Gli effetti dell’avvio della procedura si producono dal giorno successivo a quello della comunicazione dell’avviso ufficiale (paragrafo 7, primo comma, AO). L’avvio della procedura è inoltre iscritto nei pubblici registri (libro fondiario, registro delle imprese, ecc.).

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Dal deposito della domanda all’avvio della procedura di concordato preventivo, il debitore non può alienare o ipotecare beni immobili, costituire diritti alla separazione sul suo patrimonio, prestare garanzie e disporre a titolo gratuito. Tali atti sono inefficaci rispetto ai creditori. Dall’avvio della procedura, il debitore deve avere l’autorizzazione del tribunale per chiudere o riaprire la sua impresa. Inoltre, per altri specifici negozi e atti giuridici egli necessita dell’autorizzazione del commissario giudiziale. Durante la procedura di concordato preventivo il debitore può utilizzare i mezzi esistenti per fini personali, solo nella misura in cui ciò sia necessario per assicurare a lui e alla sua famiglia un modesto tenore di vita (paragrafo 8 AO).

La domanda di ammissione di un credito nella procedura di concordato preventivo interrompe i termini di prescrizione (paragrafo 9 AO).

Dall’avvio della procedura, non può essere acquisito giudizialmente il diritto di pegno o al soddisfacimento sui beni del debitore (paragrafo 10 AO).

5. Quali sono le norme specifiche relative a determinate categorie di crediti?

Procedura fallimentare:
Diritti alla separazione dei crediti privilegiati (Aussonderungsrechte)

Il diritto alla separazione dei crediti privilegiati riguarda beni che si trovano presso il debitore ma che non gli appartengono (paragrafo 44 KO). Poiché la massa fallimentare è costituita solo dai beni del fallito, i diritti alla separazione dei crediti privilegiati in linea di principio non sono pregiudicati dall’avvio della procedura fallimentare.

Diritti dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente (Absonderungsrechte)

I diritti dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente sono diritti non pregiudicati dal fallimento. Essi permettono un soddisfacimento separato su determinati beni del fallito. I creditori privilegiati aventi tale diritto sono soddisfatti a preferenza degli altri creditori concorsuali, nella misura in cui il loro credito è coperto dal bene ceduto in garanzia (ad esempio bene dato in pegno). L’eccedenza del ricavato della liquidazione è immesso nella massa fallimentare collettiva (paragrafo 48 KO). In linea di principio, i diritti dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente non sono pregiudicati dall’avvio del fallimento.

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Crediti ammessi allo stato passivo (Konkursforderungen)

I crediti ammessi allo stato passivo sono crediti di creditori che al momento dell’avvio del fallimento vantano diritti patrimoniali nei confronti del fallito (paragrafo 51 KO). Non costituiscono crediti ammessi allo stato passivo gli interessi maturati dall’avvio del fallimento sui crediti ammessi, le spese processuali, le pene pecuniarie per atti punibili di qualsiasi tipo e i diritti derivanti da donazioni (paragrafo 58 KO).

In linea di principio, per i crediti ammessi allo stato passivo vale il principio della parità di trattamento. Né le autorità pubbliche né il lavoratore godono di privilegi nella procedura fallimentare. Tuttavia, i crediti di un socio per il rimborso di un prestito fatto alla società in luogo del conferimento di capitale hanno grado subordinato.

Compensazione (Aufrechnung)

I crediti già compensabili al momento dell’avvio del fallimento non necessitano di essere fatti valere nella procedura d’insolvenza (paragrafo 19, primo comma, KO). Il creditore che sia contemporaneamente debitore del fallito ha il grado di creditore privilegiato. Egli, tuttavia, subisce una perdita nella misura in cui il suo credito ammissibile sia superiore al credito del fallito. In tal caso egli può far valere la differenza nella procedura fallimentare. Per maggiori informazioni sulle condizioni relative alla compensazione, si veda il paragrafo 20 della legge fallimentare (KO) , consultabile sul sito web della cancelleria federale (Bundeskanzleramtswebseite).

Crediti verso la massa fallimentare (Masseforderungen)

I crediti verso la massa fallimentare sono crediti che devono essere soddisfatti sulla massa fallimentare in via prioritaria, ossia prima del soddisfacimento dei creditori concorsuali (Konkursgläubiger) (paragrafo 47, primo comma, KO). I principali crediti verso la massa fallimentare sono (paragrafo 46, primo comma KO) :

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- le spese procedurali;

- le spese di conservazione, amministrazione e gestione della massa fallimentare;

- tutte le imposte pubbliche gravanti sulla massa, se e nella misura in cui i fatti da cui sorge l’assoggettamento all’imposta sono posteriori all’avvio della procedura fallimentare;

- i crediti salariali per retribuzioni correnti per il periodo successivo all’avvio della procedura fallimentare;

- i crediti per l’adempimento di contratti bilaterali in cui interviene il curatore fallimentare;

- i crediti sorti da atti giuridici del curatore fallimentare;

- i crediti sorti da un arricchimento senza causa della massa fallimentare;

- i crediti sorti dalla cessazione di un rapporto di lavoro, qualora tale rapporto sia stato nuovamente instaurato dal curatore fallimentare nel corso della procedura fallimentare.

I crediti verso la massa fallimentare non necessitano di essere dichiarati nella procedura fallimentare. Qualora il curatore fallimentare rifiuti di soddisfare i crediti verso la massa esigibili, il rispettivo creditore può farli valere giudizialmente.

Contratti del debitore fallito
  • Offerte: In linea di principio le offerte fatte al futuro fallito restano valide. Il curatore fallimentare può decidere se accettarle o meno. In caso affermativo, i crediti della controparte contrattuale sono assimilati ai crediti verso la massa fallimentare (paragrafo 26, secondo comma, KO). Per contro, le offerte fatte dal futuro fallito non vincolano il curatore fallimentare (paragrafo 26, terzo comma, KO).
  • Contratti bilaterali: Se al momento dell’avvio del fallimento un contratto bilaterale non è ancora stato adempiuto in tutto o in parte dal fallito o dalla controparte contrattuale, il curatore fallimentare può o adempiere (interamente) il contratto al posto del fallito ed esigere la controprestazione o recedere dal contratto (paragrafo 21, primo comma, KO).
  • Contratti di locazione: Il rapporto di locazione rimane inizialmente impregiudicato dall’avvio della procedura fallimentare. In caso di fallimento del locatario, il curatore fallimentare e il locatore hanno il diritto di recedere dal contratto rispettando il termine di preavviso stabilito dalla legge o quello più breve convenuto dalle parti (paragrafo 23 KO).
  • Contratti di lavoro: Se il fallito è un datore di lavoro e il rapporto di lavoro è già iniziato, in linea di principio il contratto può essere risolto, entro un mese dalla pubblicazione della decisione che ha disposto, autorizzato o fissato la chiusura dell’impresa, dal lavoratore, mediante dimissioni anticipate, o dal curatore fallimentare. Quest’ultimo deve rispettare sia il termine di preavviso stabilito dalla legge o dal contratto collettivo (oppure quello più breve convenuto lecitamente dalle parti) , sia le restrizioni al licenziamento previste dalla legge.
Procedura di concordato preventivo
Crediti ammessi al concordato preventivo (Ausgleichsforderungen)

I crediti ammessi al concordato preventivo sono crediti non privilegiati, che possono essere soddisfatti solo in una certa percentuale. Il debitore dispone di un determinato termine per riconoscere o contestare i crediti insinuati. La domanda di ammissione dei crediti è rilevante ai fini del diritto di voto dei creditori sulla proposta di concordato nel corso dell’apposita adunanza. Se la proposta viene accolta e omologata dal tribunale, i crediti ammessi sono ridotti proporzionalmente, a condizione che il debitore adempia il concordato. Lo stesso vale per i crediti per i quali non è stata presentata domanda di ammissione.

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Diritti alla separazione dei crediti privilegiati e diritti dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente (Aus- und Absonderungsrechte)

Analogamente alla procedura fallimentare, i diritti alla separazione dei crediti privilegiati e i diritti dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente non sono in linea di principio pregiudicati dal concordato preventivo. Tuttavia la loro attuazione può essere differita coattivamente.

Compensazione

La disciplina (paragrafi 19 e 20 AO) è analoga a quella del fallimento.

Contratti

La procedura di concordato preventivo non incide inizialmente sui crediti derivanti da contratti bilaterali che al momento dell’avvio del concordato non sono stati adempiuti integralmente da nessuna delle parti contraenti. Il debitore tuttavia può chiedere l’adempimento della controparte o, previo accordo del commissario giudiziale, recedere dal contratto (paragrafo 20b AO). Il commissario giudiziale autorizza il recesso solo se l’adempimento o la prosecuzione dell’adempimento potrebbero pregiudicare il raggiungimento e l’esecuzione del concordato o il proseguimento dell’impresa (paragrafo 20b AO). Per i contratti di locazione e i contratti di lavoro valgono disposizioni speciali.

  • Contratti di locazione: Se il debitore è locatario di un bene, egli può recedere dal contratto entro un mese dalla pubblicazione della decisione di avvio della procedura, previo accordo del commissario giudiziale e nel rispetto del termine di preavviso stabilito dalla legge o convenuto dalle parti (paragrafo 20c, secondo comma, AO).
  • Contratti di lavoro: Se il debitore è datore di lavoro, egli può sciogliere il rapporto di lavoro entro un mese dalla pubblicazione della decisione di avvio della procedura, previo accordo del commissario giudiziale e nel rispetto del termine di preavviso stabilito dalla legge o dal contratto collettivo (oppure quello più breve convenuto lecitamente dalle parti) e delle restrizioni al licenziamento previste dalla legge.

6. Quali sono le norme relative agli atti pregiudizievoli?

Gli atti giuridici anteriori all’avvio del fallimento, inerenti al patrimonio del fallito, possono essere impugnati se sono stati compiuti con l’intenzione di pregiudicare i creditori e di svendere il patrimonio (paragrafo 28 KO) , di accordare un trattamento di favore (paragrafo 30 KO) oppure se sono stati compiuti conoscendo l’insolvibilità (paragrafo 31 KO). È inoltre ammessa l’impugnazione degli atti di disposizione a titolo gratuito o equivalenti (paragrafo 29 KO). Per maggiori informazioni sulle condizioni relative all’impugnazione, è possibile consultare la legge fallimentare sul sito web della cancelleria federale (Bundeskanzleramtswebseite).

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7. Quali sono le condizioni per l’insinuazione al passivo e l’ammissione dei crediti?

Si veda la risposta alla domanda 5.

8. Quali sono le norme relative alle procedure di risanamento?

Procedura di concordato fallimentare (Zwangsausgleichsverfahren)

Il concordato fallimentare non è un’autonoma procedura d’insolvenza. Esso si attua all’interno del fallimento. Anche in questo caso, la conclusione e l’adempimento di un concordato fallimentare comportano una remissione del debito residuo: il fallito paga la percentuale prevista dal concordato ed è liberato dai crediti ammessi allo stato passivo.

La procedura di concordato fallimentare può essere avviata solo su istanza di un debitore fallito in buona fede (ossia non condannato per bancarotta fraudolenta, per intento dilatorio manifesto, ecc.). Oltre alla domanda, il fallito deve presentare una proposta illustrante le modalità in cui intende soddisfare o garantire i creditori (paragrafo 140, primo comma, KO). La domanda è ricevibile solo se prevede il pagamento entro due anni di una percentuale minima legale del 20 % dei crediti ammessi allo stato passivo. Le persone fisiche che non esercitano attività di impresa possono beneficiare di un termine di pagamento non maggiore di cinque anni. Se il termine di pagamento è superiore a due anni, la percentuale del pagamento deve essere pari almeno al 30% (paragrafo 141 Z 3 KO). Quanto al resto, i crediti dei creditori separatisti e dei creditori privilegiati aventi diritto ad essere soddisfatti separatamente (Aus- und Absonderungsgläubiger) non devono essere pregiudicati, i creditori verso la massa fallimentare (Massegläubiger) devono essere soddisfatti integralmente e ai creditori concorsuali (Konkursgläubiger) deve essere in principio riservato lo stesso trattamento (paragrafo 149f KO). Inoltre, i diritti vantati dai creditori concorsuali verso i fideiussori o i coobbligati del fallito o verso i terzi esposti al regresso non possono essere limitati senza l’accordo espresso dell’avente diritto (paragrafo 151 KO). Il concordato fallimentare deve essere accettato dalla maggioranza dei creditori concorsuali aventi diritto di voto e presenti all’adunanza sul concordato fallimentare. Inoltre, la somma totale dei crediti dei creditori favorevoli al concordato deve essere almeno pari ai tre quarti della somma totale dei creditori presenti all’adunanza (paragrafo 147, primo comma, KO).

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Se il concordato fallimentare viene successivamente omologato dal tribunale, il fallito è liberato nei confronti dei creditori concorsuali della parte dei suoi debiti che supera la percentuale stabilita dal concordato (paragrafo 156 KO).

Procedura di regolamento dei debiti (Schuldenregulierungsverfahren)

Se durante la procedura di regolamento dei debiti non si raggiunge un concordato fallimentare, il patrimonio del debitore viene liquidato. Il pagamento dei debiti può essere altresì effettuato sulla base di un piano di pagamento o, in via sussidiaria, attraverso una procedura di prelievo (Abschöpfungsverfahren). Il piano di pagamento è una forma speciale di concordato fallimentare. La differenza principale consiste nella mancanza di una percentuale minima legale e nell’estensione a sette anni del termine di pagamento massimo ammissibile. Per l’accettazione del piano di pagamento sono necessarie le stesse maggioranze di creditori richieste nel concordato fallimentare e nel concordato preventivo.

Se i creditori non approvano il piano di pagamento, il tribunale decide sull’istanza di avvio della procedura di prelievo con remissione del debito residuo presentata dal debitore (paragrafo 200, primo comma, KO). In questo caso l’accordo dei creditori non è necessario. I prelievi sono effettuati in primo luogo sulla parte di reddito pignorabile. Il debitore per sette anni deve cedere ad un fiduciario dei creditori i corrispondenti crediti (di stipendio). La procedura ha buon esito se, attraverso la liquidazione dei beni appartenenti alla massa fallimentare e i prelievi sul reddito, il debitore paga in tre anni almeno il 50%, o in sette anni almeno il 10%, dei suoi debiti verso i creditori. In tal caso il tribunale dichiara la chiusura della procedura di prelievo e la remissione del debito residuo (paragrafo 213 KO). Se, decorsi sette anni, l’obiettivo della procedura non è stato raggiunto, il tribunale può nondimeno a sua discrezionalità pronunciare la remissione del debito residuo, sospendere la decisione o differire la procedura di prelievo di massimo altri tre anni.

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Procedura di concordato preventivo

Se il debitore è insolvente o eccessivamente indebitato (si veda la domanda 1) o se l’insolvenza è imminente, può presentare istanza di avvio della procedura di concordato preventivo. La domanda deve essere corredata da numerosi documenti (inventario dei beni, elenco dei creditori e dei debitori, bilancio degli ultimi tre anni, proposta di concordato, ecc.). Oltre alla buona fede del debitore, ulteriore condizione per l’ammissibilità del concordato è la sussistenza di una proposta di pagamento della percentuale minima richiesta dalla legge, pari al 40 % dei crediti entro due anni dall’accettazione del concordato.

Di norma, il concordato deve essere accettato entro 90 giorni dall’avvio della procedura (paragrafo 67, primo comma, Z 2 AO). Le maggioranze richieste sono le stesse del concordato fallimentare (vedi sopra). Il concordato deve essere omologato dal tribunale. La relativa decisione è pubblicata nel registro delle procedure d’insolvenza (Insolvenzdatei) (paragrafo 49, terzo comma, AO).

La procedura può concludersi in tre modi distinti: chiusura della procedura senza che sia disposta la sorveglianza del debitore; chiusura della procedura e sottoposizione del debitore alla sorveglianza di un amministratore; prosecuzione della procedura di concordato e sottoposizione del debitore alla sorveglianza del commissario giudiziale.

9. Quali sono le norme relative alle procedure di liquidazione?

In linea di principio, i beni appartenenti alla massa fallimentare devono essere liquidati stragiudizialmente dal curatore fallimentare, in particolare attraverso la vendita a trattativa privata. Solo in via eccezionale, per decisione del tribunale e su istanza del curatore, si procede alla vendita giudiziaria all’incanto secondo il regolamento relativo all’esecuzione (Exekutionsordnung).

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Qualora il curatore debba adottare misure importanti, è necessario il preventivo parere del comitato dei creditori (paragrafo 114, primo comma, KO). Inoltre, per determinati negozi giuridici del valore superiore a 100. 000 euro il curatore deve informare il tribunale almeno otto giorni prima. Il tribunale ha la facoltà di vietare tali negozi (paragrafo 116 KO: conclusione di concordati, riconoscimento di diritti alla separazione dei crediti privilegiati contestati, di diritti dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente contestati, di diritti di compensazione contestati e di crediti verso la massa fallimentare contestati, introduzione di azioni revocatorie, ecc.). Determinati negozi giuridici, a prescindere dal loro valore, necessitano di un’autorizzazione del comitato dei creditori e del tribunale (paragrafo 117 KO).

Il comitato dei creditori, previa autorizzazione del tribunale, può decidere di lasciare alla libera disposizione del fallito i crediti il cui recupero appare improbabile e i beni di scarso valore (paragrafo 119, comma 5, KO).

I creditori verso la massa fallimentare (Massegläubiger) devono essere soddisfatti non appena i loro crediti sono certi ed esigibili, a prescindere dallo stato della procedura (paragrafo 124, primo comma, KO). Se la massa fallimentare è insufficiente a soddisfare tali crediti, il curatore deve darne immediata notizia al tribunale e interrompere i pagamenti a detti creditori. In tal caso si verifica il cosiddetto “fallimento nel fallimento” (paragrafo 124a KO).

Il soddisfacimento dei creditori concorsuali (Konkursgläubiger) può aver luogo solo dopo l’udienza di verifica dello stato passivo. In linea di principio, il curatore procede alla ripartizione dell’attivo previo accordo del comitato dei creditori e in conformità del piano di pagamento approvato dal tribunale (paragrafi 128-130 KO). Particolari regole si applicano al trattamento dei crediti contestati (paragrafo 131 KO) o insinuati tardivamente (paragrafo 134 KO) e ai creditori concorsuali che beneficiano contemporaneamente di un diritto ad essere soddisfatti separatamente.

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10. Quali sono le condizioni per la chiusura della procedura?

Procedura fallimentare

La procedura fallimentare deve essere chiusa quando il tribunale ha ricevuto la prova dell’esecuzione della ripartizione finale (paragrafo 139, primo comma, KO) ; quando la sentenza di omologazione del concordato fallimentare è passata in giudicato e i diritti alla separazione dei crediti privilegiati, i diritti dei creditori privilegiati ad essere soddisfatti separatamente e i diritti dei creditori verso la massa fallimentare sono stati soddisfatti o garantiti (paragrafo 157, primo comma, KO) ; quando l’omologazione del piano di pagamento è passata in giudicato (paragrafo 196, primo comma, KO) o quando l’ordinanza che introduce una procedura di prelievo è passata in giudicato (paragrafo 200, comma 4, KO).

La procedura fallimentare deve inoltre essere chiusa quando tutti i creditori (Massegläubiger e Konkursgläubiger) approvano la chiusura (paragrafo 167, primo comma, KO) o quando nel corso della procedura fallimentare emerge che il patrimonio è insufficiente per coprire le spese procedurali (paragrafo 166 KO).

La chiusura definitiva della procedura ha in particolare i seguenti effetti:

- l’ex fallito riacquista la piena disponibilità del suo patrimonio (paragrafo 59 KO) e cessano i poteri del curatore fallimentare.

- l’ex fallito riacquista, senza riserve, la legittimazione ad agire attiva e passiva. Nei processi pendenti l’ex fallito si sostituisce alla massa fallimentare.

- i creditori concorsuali possono di nuovo agire in esecuzione senza restrizioni contro l’ex fallito per recuperare la parte dei loro crediti che supera la percentuale accordata dal fallimento.

In determinati settori, il fallito che voglia esercitare nuovamente un’attività di impresa è soggetto a limitazioni di carattere amministrativo (ad esempio ai sensi della disciplina delle attività lucrative indipendenti, Gewerbeordnung) o professionale (ad esempio ai sensi della disciplina della professione forense, Rechtsanwaltsordnung). Gli atti compiuti intenzionalmente a pregiudizio dei creditori sono passibili di sanzioni penali.

Procedura di concordato preventivo

Con la chiusura della procedura cessano le restrizioni alla libertà di disporre del debitore previste dalla disciplina del concordato preventivo.



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Ultimo aggiornamento: 28-04-2005

 
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