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Ultimo aggiornamento: 20-03-2007
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Legge applicabile - Svezia

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INDICE

I. Fonti giuridiche I.
I.1. Diritto interno I.1.
I.2. Convenzioni internazionali multilaterali I.2.
I.3. Convenzioni bilaterali I.3.
II. Applicazione delle norme in materia di conflitti di legge II.
II.1. Applicazione d'ufficio di norme sui conflitti di legge II.1.
II.2. Rinvio II.2.
II.3. Modifica del criterio di collegamento II.3.
II.4. Norme di ordine pubblico e norme internazionali vincolanti II.4.
II.5. Accertamento del rispetto delle disposizioni giuridiche straniere II.5.
III. Norme in materia di conflitti di legge III.
III.1. Contratti III.1.
III.2. Obbligazioni extracontrattuali III.2.
III.3. Statuto giuridico delle persone morali III.3.
III.4. Paternità e adozione III.4.
III.5. Matrimonio, ecc. e obblighi di mantenimento III.5.
III.6. Regime patrimoniale dei coniugi III.6.
III.7. Successioni e testamenti III.7.
III.8. Diritti reali III.8.
III.9. Insolvenza III.9.

 

I. Fonti giuridiche

I.1. Diritto interno

In Svezia il diritto internazionale privato, in cui si combinano legislazione e giurisprudenza, è codificato solo in parte. Il quadro legislativo è destinato principalmente a garantire l'applicazione delle convenzioni internazionali cui la Svezia aderisce. Le principali disposizioni giuridiche sono le seguenti:

Matrimonio e figli

  • Capo 3, articoli 4 e 6 della legge (1904:26 s. 1) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio e la tutela.
  • Articoli 9, 12 e 13 della legge (1931:429) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio, l'adozione e la tutela.
  • Articolo 2 della legge (1971:796) sulle relazioni giuridiche internazionali connesse con l'adozione.
  • Articoli 2, 3 e 6 della legge (1985:367) su questioni di paternità internazionali.
  • Articoli 3, 4 e 5 della legge (1990:272) su determinate questioni internazionali connesse con il regime patrimoniale tra coniugi.

Successione

  • Articoli 1-5, 7-19 e 21 della legge (1935:44) sulla successione di cittadini danesi, finlandesi, islandesi o norvegesi con dimora abituale in Svezia.
  • Capo 1 della legge (1937:81) sulle relazioni giuridiche internazionali connesse con il patrimonio successorio.

Contratti e vendita

  • Articoli 79-87 della legge (1932:130) sui titoli cambiari
  • Articoli 58-65 della legge (1932:131) sugli assegni bancari
  • La legge (1964:528) sul diritto applicabile alla compravendita di oggetti mobili corporali
  • Articoli 25bis, 31bis e 42 della legge (1976:580) sulla codecisione nel campo del lavoro
  • Legge (1993:645) sul diritto applicabile a determinati contratti assicurativi
  • Capo 13, articolo 2 della legge (1994:1009) sul trasporto marittimo di merci
  • Articolo13 della legge (1994:1512) sulle condizioni contrattuali nei rapporti commerciali
  • Articolo 18 della legge (1997:218) sulla protezione dei consumatori per quanto riguarda la multiproprietà
  • Legge (1998:167) sul diritto applicabile agli obblighi contrattuali
  • Capo 5, articolo 2 della legge (2005:59) sulle vendite a distanza e a domicilio

Responsabilità civile per danni

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  • Articoli 8, 14 e 38 della legge (1975:1410) sugli infortuni stradali
  • Articolo 1 della legge (1972:114) in relazione con la convenzione del 9 febbraio 1972 sottoscritta da Svezia e Norvegia sul pascolo delle renne
  • Articolo 1 della legge (1974:268) in relazione con la convenzione del 19 febbraio 1974 sottoscritta da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia sulla protezione dell'ambiente

I.2. Convenzioni internazionali multilaterali

La Svezia ha aderito alle convenzioni internazionali multilaterali indicate in appresso che contengono disposizioni riguardanti il diritto applicabile. La Svezia si basa su una concezione "dualistica" dei rapporti tra trattati internazionali e diritto interno; anche queste convenzioni multilaterali sono pertanto riprese nell'ordinamento nazionale (vedasi sopra).

Società delle nazioni

  • Convenzione del 1930 per la composizione di determinati conflitti di leggi in materia di titoli cambiari
  • Convenzione del 1931 per la composizione di determinati conflitti di leggi in materia di assegni

Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato

  • Convenzione del 1955 sulla legge applicabile alle vendite a carattere internazionale di oggetti mobili corporali.
  • Convenzione del 1961 sui conflitti di leggi concernenti la forma delle disposizioni testamentarie.

UE

  • Convenzione del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali

Convenzioni tra paesi nordici

  • Convenzione del 1931 tra Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia recante disposizioni di diritto internazionale privato in tema di matrimonio, adozione e tutela (modificata da ultimo dalla convenzione del 2001).
  • Convenzione del 1934 tra Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia in materia di successioni, atti testamentari e liquidazioni di successioni (modificata da ultimo dalla convenzione del 1975).
  • Convenzione del 1974 tra Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia sulla protezione dell'ambiente.

I.3. Convenzioni bilaterali

  • Convenzione del 1972 tra Svezia e Norvegia in materia di pascolo delle renne

II. Applicazione delle norme in materia di conflitti di legge

II.1. Applicazione d'ufficio di norme sui conflitti di legge

Non esiste norma in Svezia che imponga ad un tribunale l'applicazione d'ufficio delle disposizioni giuridiche previste dal diritto di altri paesi. La questione è stata disciplinata principalmente nella giurisprudenza che opera una distinzione tra cause vertenti su diritti e cause vertenti su obblighi. Nelle prime, ossia nelle controversie su questioni che le parti possono comporre in via amichevole, sembra che essa sia applicata solo se una delle parti invoca il diritto straniero. Esistono numerosi precedenti con una chiara componente di estraneità, in cui la legislazione svedese è stata applicata d'ufficio perché nessuna delle parti ha invocato il diritto straniero. Nelle cause vertenti su obblighi, invece, ad esempio quelli in materia di diritto di filiazione o di accertamento della paternità, vi sono stati casi in cui il tribunale ha applicato d'ufficio la legge straniera.

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II.2. Rinvio

In genere, il diritto internazionale privato in Svezia non è favorevole al rinvio. È prevista tuttavia una deroga all'articolo 79, punto 2 della legge sui titoli cambiari e all'articolo 58, punto 2 della legge sugli assegni bancari per quanto riguarda la facoltà dei cittadini stranieri di sottoscrivere impegni che implichino l'emissione di cambiali o di assegni. Ciò si spiega con il fatto che tali disposizioni si basano su convenzioni internazionali. Un'altra eccezione è prevista all'articolo 9, punto 2 della legge (1981:7) sugli effetti dei casi di insolvenza in altri paesi nordici e agli articoli 5, 6 e 7 della legge (1993:645) sul diritto applicabile a determinati contratti assicurativi. Per quanto riguarda infine la validità formale del matrimonio, il rinvio è riconosciuto al capo 1, articolo 7, punto 1 della legge su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio e la tutela (1904:26 s. 1).

II.3. Modifica del criterio di collegamento

Il diritto internazionale privato svedese non prevede norme generali per le conseguenze di un cambiamento del criterio di collegamento: la questione è disciplinata specificamente da ogni singola legge. Ad esempio, l'articolo 4, punto 1 della legge (1990:272) su talune questioni internazionali connesse con il regime patrimoniale tra coniugi sancisce che "se il diritto applicabile non è stato stabilito per contratto, sarà applicata la legge dello Stato in cui i coniugi hanno stabilito la loro dimora abituale (hemvist) all'atto del matrimonio"; anche l'articolo 4, punto 2 della stessa legge stabilisce che "se, in un secondo momento, entrambi i coniugi hanno trasferito la loro dimora abituale in un altro Stato ed hanno vissuto sul territorio di questo per almeno due anni, si applica la legge di tale Stato".

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II.4. Norme di ordine pubblico e norme internazionali vincolanti

Secondo un principio generale del diritto internazionale privato svedese una disposizione del diritto straniero non va applicata qualora la sua applicazione sia manifestamente incompatibile con i fondamenti dell'ordinamento giuridico svedese. Disposizioni in tal senso figurano in diverse normative del diritto internazionale privato. Da ciò non si può tuttavia concludere che una restrizione per motivi di ordine pubblico presupponga un fondamento di diritto. Sono numerose le sentenze che stabiliscono che la legge straniera non può essere applicata per ragioni di ordine pubblico.

Spetta di norma ai tribunali determinare quali norme del diritto svedese siano vincolanti a livello internazionale.

II.5. Accertamento del rispetto delle disposizioni giuridiche straniere

Se il tribunale ignora il contenuto della legge straniera che egli ritiene applicabile, può scegliere tra due soluzioni: o condurre egli stesso un'indagine o chiedere ad una delle parti di produrre le necessarie informazioni. Sceglierà la soluzione più conveniente. Se il tribunale decide di indagare coi propri mezzi sulla questione può contare sull'appoggio del Ministero della giustizia. Il tribunale in genere svolgerà un ruolo più attivo nelle vertenze riguardanti questioni obbligatorie, mentre per quanto riguarda quelle facoltative può lasciare che si occupino degli accertamenti le parti interessate.

III. Norme in materia di conflitti di legge

III.1. Contratti

La Svezia è parte firmataria della convenzione di Roma del 1980 sulla legge applicabile agli obblighi contrattuali. In determinati ambiti si applicano norme specifiche in materia di conflitti di legge.

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La vendita di beni mobili materiali è disciplinata dala legge (1964:528l) sul diritto applicabile alla compravendita di oggetti mobili corporali con la quale è stata recepita nel diritto interno la convenzione dell'Aia del 1955 sulla legge applicabile alla vendita internazionale di beni mobili materiali. L'atto si basa sulle norme della convenzione di Roma. Esso non contempla tuttavia gli acquisti da parte dei consumatori. Secondo l'articolo 3 l'acquirente e il venditore possono accordarsi sulla legge applicabile. L'articolo 4 stabilisce che se le parti non hanno stabilito il diritto applicabile, si applica la legge del paese in cui risiede abitualmente il venditore. Deroga a tale norma il venditore che ha accettato l'ordine nel paese di dimora abituale dell'acquirente e gli acquisti in borsa o in un'asta pubblica.

Costituiscono un'altra deroga alle norme della convenzione di Roma determinati rapporti commerciali con i consumatori. L'articolo 13 della legge (1994:1512) sulle condizioni contrattuali nei rapporti commerciali, l'articolo 18 della legge (1997:218) sulla protezione dei consumatori per quanto riguarda la multiproprietà e il capo 5, articolo 2 della legge (2005:59) sulle vendite a distanza e a domicilio prevedono norme speciali volte a proteggere il consumatore da conflitti di legge. Secondo tali norme in determinate circostanze va applicata la legge di un paese membro dell'SEE qualora essa garantisca al consumatore un livello di protezione più elevato.

Per quanto riguarda titoli di cambio e assegni sono previste norme specifiche agli articoli 79-87 della legge (1932:130) sui titoli cambiari e agli articoli 58-65 della legge (1932:131) sugli assegni bancari. Tali norme si basano sulla convenzione di Ginevra del 1930 per regolare taluni conflitti di legge in materia di cambiale e di vaglia cambiario e sulla convenzione di Ginevra del 1931 per regolare taluni conflitti di legge in materia di assegni bancari.

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Per taluni contratti in materia di assicurazioni vita e altre assicurazioni vale la legge (1993:645) sul diritto applicabile a determinati contratti assicurativi.

III.2. Obbligazioni extracontrattuali

La questione della legge applicabile alle obbligazioni non contrattuali non è disciplinata in genere dalla legislazione. Nella sentenza nella causa NJA 1969 s. 163 è stato stabilito che in questioni extracontrattuali la responsabilità del risarcimento del danno vada determinata conformemente alla legislazione del paese in cui sia stato compiuto l'atto che ha causato il danno (la cosiddetta lex loci delicti). In questo caso non si è tenuto conto del fatto che l'autore del danno e la persona lesa avevano la residenza abituale comune. Non esistono casi trattati dalla giurisprudenza che possano contribuire a determinare quale sia la legge nazionale applicabile nell'ipotesi in cui il fatto causale si verifichi in un paese e il danno diretto in un altro.

III.3. Statuto giuridico delle persone morali

Nel diritto internazionale privato svedese il criterio di collegamento decisivo per stabilire lo statuto personale era considerata tradizionalmente la nazionalità. Oggigiorno esistono tuttavia numerosi esempi in cui la nazionalità, in quanto principale criterio di collegamento, è sostituita dalla dimora abituale al punto che è in dubbio se si possa parlare ancora di un unico fattore di collegamento principale per stabilire lo statuto personale. Nel diritto privato internazionale svedese il concetto di "statuto personale" implica prevalentemente questioni inerenti alla capacità delle persone fisiche e al nome.

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Secondo il capo 1, articolo 1 della legge (1904:26 s. 1) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio e la tutela, la capacità di contrarre matrimonio di fronte ad un'autorità svedese è in linea di massima da stabilirsi conformemente alla legge svedese se una delle due parti è cittadino svedese o residente abitualmente in Svezia. Norme simili si applicano nei paesi nordici in virtù dell'articolo 1 della legge (1931:429) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio, l'adozione e la tutela.

Norme speciali in materia di tutela dei minori e amministrazione fiduciaria sono previste ai capitoli 4 e 5 della legge (1904:26 s. 1) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio e la tutela e agli articoli 14-21bis della legge (1931:429) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio, l'adozione e la tutela.

Per quanto riguarda il diritto di redigere o di revocare un testamento si applicano, secondo il capo 1, articolo 3 della legge sulle relazioni giuridiche internazionali connesse con il patrimonio successorio, le disposizioni del paese di cui il de cuius era cittadino.

Per quanto riguarda la questione della legge applicabile alla capacità contrattuale, una risposta parziale è fornita dall'articolo 11 della convenzione di Roma. Il diritto di contrarre impegni che prevedano l'emissioni di cambiali o assegni è disciplinato da norme speciali di cui all'articolo 79 della legge sui titoli cambiari ed all'articolo 58 della legge sugli assegni bancari.

Una norma speciale che disciplina la capacità di essere parte in giudizio figura al capo 11, articolo 3 del codice di procedura giudiziaria. Secondo tale norma il cittadino straniero che nel proprio paese non può intentare un'azione giudiziaria può farlo in Svezia se il diritto svedese gliene conferisce la facoltà.

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Per il diritto internazionale privato svedese le questioni relative al nome appartengono alla legislazione sullo statuto personale. Ciò significa, ad esempio, che l'assunzione del cognome del coniuge non è classificata come una questione che rientra negli effetti giuridici del matrimonio nella sfera personale. Secondo l'articolo 50 della legge (1982:670) sui nomi personali, le disposizioni non si applicano ai cittadini svedesi abitualmente residenti in Danimarca, Norvegia o Finlandia. Da ciò si può concludere a contrario che essa si applica agli altri cittadini svedesi. Secondo l'articolo 51 le disposizioni si applicano anche ai cittadini stranieri che risiedono abitualmente in Svezia.

III.4. Paternità e adozione

Il diritto sostanziale svedese non distingue tra figli legittimi e illegittimi e il diritto internazionale privato svedese non prevede norme specifiche sui conflitti di legge per determinare se un figlio sia da considerare nato entro o al di fuori del matrimonio o se un figlio possa essere successivamente legittimato.

Per quanto riguarda la legge applicabile all'accertamento della paternità, esistono norme diverse in materia di presunzione di paternità e per il riconoscimento della paternità da parte della giustizia. La presunzione di paternità è disciplinata dall'articolo 2 della legge (1985:367) sulle questioni di paternità internazionali. Secondo tale legge un uomo che è sposato o è stato sposato con una donna che ha un figlio è considerato il padre di questo, per effetto della legge dello Stato in cui il figlio risiede abitualmente dalla nascita o, qualora tale legge non attribuisca la paternità a nessuno, per effetto della legge dello Stato di cui il minore è divenuto cittadino per nascita. Se tuttavia la residenza abituale del bambino al momento della nascita era la Svezia, la questione sarà sempre regolata nei termini della legislazione svedese. Se la paternità va stabilita in via giudiziale, si applica la legge del paese in cui il bambino risultava abitualmente residente al momento della pronuncia della sentenza di primo grado.

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A norma dell'articolo 2, primo comma della legge (1971:796) sulle relazioni giuridiche internazionali connesse con l'adozione, in caso di domanda di adozione il tribunale svedese applica il diritto svedese. L'articolo 2, comma 2 della stessa legge stabilisce tuttavia che, qualora la domanda riguardi un minore, occorra verificare se il richiedente o il minore abbiano legami con un altro paese per nazionalità, dimora abituale o altro, e se ciò possa creare difficoltà al bambino nel caso in cui l'adozione non sia riconosciuta in tale paese.

Per quanto riguarda gli effetti giuridici dell'adozione, se una decisione di adozione straniera è valida in Svezia il figlio adottato è considerato figlio del genitore adottivo nell'ambito di un matrimonio svedese agli effetti della custodia, della tutela e del mantenimento. In caso di successione la legge in materia prescrive parità di trattamento di figli adottivi e di figli nati dal matrimonio solo se l'adozione ha avuto luogo in Svezia. Se l'adozione ha avuto luogo al di fuori della Svezia il diritto all'eredità del figlio adottivo è disciplinato dalla legge che disciplina normalmente il diritto di successione, vale a dire la legge del paese di cittadinanza.

III.5. Matrimonio, ecc. e obblighi di mantenimento

Per quanto riguarda la capacità di contrarre matrimonio si veda il punto 3.3. Il matrimonio è considerato valido quanto alla forma se è valido nel paese in cui è stato celebrato (capo 1, articolo 7 della legge (1904:26 s. 1) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio e la tutela).

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Gli effetti giuridici del matrimonio possono essere suddivisi in due categorie principali, quelli della sfera personale e quelli connessi con il regime patrimoniale dei coniugi. Sotto il profilo personale, l'effetto principale del matrimonio è il dovere di mutua assistenza dei coniugi. Nel diritto internazionale privato svedese questioni come il diritto successorio dei coniugi, l'acquisizione del cognome dell'altro o l'obbligo di mantenimento dei figli del coniuge non sono considerate effetti giuridici del matrimonio e la legge applicabile è determinata dalle norme in materia di conflitti di legge che disciplinano la successione, i nomi personali, ecc.

La questione del diritto applicabile al mantenimento del coniuge non è regolamentata. La legge del paese di dimora abituale del coniuge avente diritto agli alimenti è stata applicata nei casi in cui i coniugi avevano anche la residenza abituale comune in tale paese durante il matrimonio. La Corte suprema non ha ancora deciso quale sia la legge applicabile nel caso in cui la persona avente diritto agli alimenti si sia trasferita in un altro paese, ma la giurisprudenza della Corte di appello dimostra la volontà di applicare la legge del paese di nuova residenza dell'avente diritto. Nei casi in cui l'accordo sia stato concluso dopo l'insorgenza della controversia è stato rispettato un accordo in materia di legislazione applicabile.

Nelle questioni di divorzio, il capo 3, articolo 4, comma 1 della legge (1904:26 s. 1) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio e la tutela stabilisce l'applicazione da parte del tribunale svedese del diritto interno. Il secondo comma dello stesso articolo prevede una deroga nel caso in cui entrambi i coniugi siano cittadini stranieri e né l'uno né l'altro abbiano risieduto abitualmente in Svezia per almeno un anno.

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Il diritto sostanziale svedese non contempla gli statuti giuridici della separazione legale o dell'annullamento del matrimonio, né esistono norme generali in materia di conflitti di legge applicabili in tali casi. Per quanto riguarda le relazioni giuridiche tra i paesi nordici, l'articolo 9 della legge (1931:429) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio, l'adozione e la tutela stabilisce che in casi di separazione legale il giudice deve applicare la legge nazionale.

A norma del capo 3, articolo 1 della legge (1994:1117) sulle unioni di fatto registrate (tra due persone dello stesso sesso), un'unione di fatto ha gli stessi effetti giuridici del matrimonio. L'articolo 4 dello stesso capo prevede tuttavia un'eccezione nei casi in cui sia applicabile la legge (1931:429) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio, l'adozione e la tutela.

III.6. Regime patrimoniale dei coniugi

Le questioni relative al diritto applicabile al regime patrimoniale dei coniugi è disciplinata dalla legge (1990:272) su determinate relazioni internazionali connesse con il regime patrimoniale tra coniugi. L'articolo 3 di tale legge consente alle persone sposate o ai futuri coniugi di concludere un accordo scritto secondo il quale il loro regime matrimoniale debba essere disciplinato dalla legge del paese in cui uno di loro è residente abituale o cittadino al momento della conclusione dell'accordo.

Se i coniugi non hanno concluso un accordo valido in materia di conflitti di legge, l'articolo 4 di tale legge dispone che la legge applicabile sia quella del paese che essi hanno scelto come dimora abituale dopo il matrimonio. Se in un secondo momento entrambi i coniugi si stabiliscono abitualmente in un altro paese e vi abitano per almeno due anni, si applicherà la legge di quest'ultimo paese. Ma se entrambi da sposati hanno già risieduto abitualmente in tale paese o ne sono cittadini, si applicherà la legge di tale Stato dal momento in cui essi hanno stabilito la loro residenza abituale sul suo territorio.

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L'articolo 5 della stessa legge stabilisce che un accordo in materia di conflitti di legge è valido se coerente con la legge applicabile in materia di regime patrimoniale dei coniugi al momento in cui è intervenuto l'atto. Se l'accordo è concluso prima delle nozze, esso è valido se conforme alle disposizioni applicabili al momento del matrimonio. Un accordo in materia di conflitti di legge è formalmente valido se soddisfa i requisiti di forma della legge dello Stato sul cui territorio è stato concluso o nel quale i coniugi risiedono abitualmente.

Nelle relazioni tra cittadini nordici vigono norme speciali previste dalla legge (1931:429) su determinate relazioni giuridiche internazionali connesse con il matrimonio, l'adozione e la tutela.

III.7. Successioni e testamenti

Il capo 1, articolo 1, comma 1 della legge (1937:81) sulle relazioni giuridiche internazionali connesse con il patrimonio successorio stabilisce che il diritto successorio va determinato unicamente secondo la legge del paese di cui il defunto era cittadino al momento del decesso. Tale legge definisce tra l'altro chi ha diritto ad ereditare, la sua quota di eredità ed eventuali legittime. Anche il diritto di un erede ad ottenere una rendita oltre alla sua parte di eredità è soggetto alla legge che disciplina le successioni.

Secondo il capo 1, articolo 8 della legge sulle relazioni giuridiche internazionali connesse con il patrimonio successorio, il regime delle donazioni (ossia se siano da considerare anticipi sulla massa ereditaria) va regolato dalla legge del paese di cui il defunto era cittadino al momento della donazione. Analogamente il capo 7 della legge dispone che la questione relativa al carattere vincolante dei patti successori con il de cuius o delle donazioni a causa di morte sia da decidere secondo la legge del paese di cui il defunto era cittadino al momento in cui ha avuto luogo l'atto.

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Il capo 1, articolo 9 della legge dispone che tutte le questioni relative alla capacità successoria debbano essere decise conformemente alla legge del paese di cui l'interessato è cittadino.

Secondo il capo 1, articolo 3 della stessa legge, la facoltà di stendere o di revocare un testamento va determinata in base alla legislazione del paese di cui il de cuius era cittadino al momento dell'atto.

Il capo 1, articolo 4 sancisce che i testamenti sono considerati validi quanto alla forma se soddisfano i requisiti formali di legge del luogo in cui il testamento è stato redatto o del luogo di cui il testatore era cittadino al momento del testamento o del decesso. Anche nel caso in cui il testamento riguardi beni immobili esso è considerato formalmente valido se soddisfa i requisiti formali di legge del luogo in cui tali beni sono situati. Lo stesso vale per l'annullamento delle ultime volontà. Tale disposizione attua la convenzione dell'Aia del 1961 sui conflitti di leggi concernenti la forma delle disposizioni testamentarie.

Il capo 1, articolo 5 dell'atto stabilisce che la validità del contenuto di un testamento sia da determinarsi secondo la legge del paese di cui il testatore era cittadino al momento del decesso. A norma del capo 1, articolo 6 della stessa legge, lo stesso vale nel caso in cui il testamento sia nullo per motivi di infermità mentale, frode, errore, coercizione o altro indebito condizionamento.

Norme speciali regolano i casi di cittadini nordici nella legge (1935:44) sulla successione di cittadini danesi, finlandesi, svedesi o norvegesi con dimora abituale in Svezia.

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III.8. Diritti reali

Nell'ambito dei diritti reali esistono norme scritte in materia di conflitti di legge solo per determinati casi riguardanti navi e aerei, strumenti finanziari e beni culturali sottratti illecitamente, nonché per talune situazioni disciplinate dalla convenzione nordica sul fallimento e dal regolamento della CE relativo all'insolvenza.

Gli effetti reali, ad esempio dell'acquisto o dell'ipoteca di beni mobili o immobili, sono da determinare in conformità alla legislazione del paese in cui la proprietà è situata al momento dell'acquisto o dell'ipoteca. Tale legge determinerà la natura di eventuali diritti reali, il loro inizio e la loro fine, i requisiti formali da rispettare nonché i diritti che si possono opporre a terzi in forza del diritto reale.

Per quanto riguarda le garanzie straniere, la giurisprudenza stabilisce che, qualora al momento della costituzione della garanzia il venditore fosse stato a conoscenza del fatto che la proprietà sarebbe stata trasferita in Svezia (e in Svezia la garanzia non è valida), egli avrebbe dovuto costituire al suo posto una garanzia conforme alle prescrizioni della legislazione svedese. Perché la garanzia straniera produca effetti giuridici, deve inoltre trascorrere un certo tempo dal momento in cui il bene è stato trasferito in Svezia. Il creditore straniero aveva tempo sufficiente per ottenere una nuova garanzia o recuperare il suo credito.

III.9. Insolvenza

In un procedimento di fallimento svedese si applica la legislazione svedese sia al procedimento stesso che ad altre questioni pertinenti, ad esempio alle condizioni per istruire un procedimento.

Il regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza prevede norme speciali applicabili a situazioni che implichino altri Stati membri dell'UE.

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