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Ultimo aggiornamento: 26-03-2009
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Legge applicabile - Francia

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INDICE

I. Le fonti del diritto positivo I.
I.1. Il diritto interno I.1.
I.2. Le convenzioni multilaterali in vigore I.2.
I.3. Le principali convenzioni bilaterali I.3.
II. L'attuazione delle norme sui conflitti di legge II.
II.1. L’applicazione d'ufficio delle norme sui conflitti di legge II.1.
II.2. Il rinvio II.2.
II.3. Variazione del criterio di collegamento II.3.
II.4. Eccezioni all'applicazione delle norme sui conflitti di legge II.4.
II.5. La prova della legge straniera II.5.
III. Le norme sui conflitti di legge III.
III.1. Le obbligazioni contrattuali e gli atti giuridici III.1.
III.2. Le obbligazioni extracontrattuali III.2.
III.3. Filiazione e adozione III.3.
III.3.1. Filiazione III.3.1.
III.3.2. Adozione III.3.2.
III.4. Matrimonio, unioni libere, partner, divorzio, separazione, obbligazioni alimentari III.4.
III.4.1. Matrimonio III.4.1.
III.4.2. Unioni libere e partner III.4.2.
III.4.3. Divorzio e separazione legale III.4.3.
III.4.4. Obbligazioni alimentari III.4.4.
III.5. I regimi matrimoniali III.5.
III.6. Le successioni III.6.
III.7. Diritti reali (beni materiali) III.7.
III.8. Il fallimento III.8.

 

I. Le fonti del diritto positivo

I.1. Il diritto interno

Il diritto privato internazionale francese non è stato fino ad oggi oggetto di nessuna codificazione. Le norme relative ai conflitti di legge, pur essendo quindi sparse nei vari Codici (Codice civile, Codice di commercio, Codice del consumo), risultano essenzialmente dalla giurisprudenza. Alcune figurano negli atti comunitari di diritto secondario.

I.2. Le convenzioni multilaterali in vigore

Un grande numero di norme sui conflitti di legge derivano da convenzioni internazionali multilaterali di cui la Francia è parte. La maggior parte di queste convenzioni sono state elaborate nell'ambito della Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato.

I.3. Le principali convenzioni bilaterali

Le convenzioni bilaterali più spesso utilizzate dai tribunali francesi riguardano lo status delle persone. Si noti in particolare:

  • la Convenzione fra la Francia e il Marocco, del 10 agosto 1998, relativa allo status delle persone e della famiglia e alla cooperazione giudiziaria;
  • la Convenzione fra la Francia e la Polonia, del 5 aprile 1967, sulla legge applicabile, la giurisdizione e l'esecuzione delle sentenze in ambito personale e familiare.

II. L'attuazione delle norme sui conflitti di legge

II.1. L’applicazione d'ufficio delle norme sui conflitti di legge

Secondo la giurisprudenza, il giudice adito deve stabilire se il diritto fatto valere nella controversia è un diritto disponibile o indisponibile, e deve valutarlo in base alla legge del suo paese.

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È tenuto ad applicare d'ufficio la norma sui conflitti di legge solo nel caso in cui la controversia verta su un diritto indisponibile (fondamentalmente nelle controversie relative allo status delle persone, alla capacità, alla validità sostanziale di un matrimonio, nei casi di divorzio...) Se si tratta di un diritto disponibile, spetta alle parti invocare l'applicazione del diritto straniero normalmente applicabile.

II.2. Il rinvio

In diritto internazionale privato francese, il rinvio è definito come un conflitto negativo di collegamento: la norma francese sul conflitto di legge designa la legge straniera come applicabile, ma il criterio di collegamento del paese verso cui la controversia è stata "rinviata" designa a sua volta la legge francese (rinvio di primo grado) o la legge di un altro Stato (rinvio di secondo grado).

Il meccanismo, difficilmente conciliabile con l'autonomia della volontà, è sempre stato residuale, essendo in particolare escluso in materia contrattuale o in materia di regime matrimoniale. Anche in materia di status delle persone, è attualmente in netto declino

II.3. Variazione del criterio di collegamento

Quando un criterio di collegamento varia nel tempo e/o nello spazio, la legge applicabile si determina rispetto al criterio vecchio o nuovo?

In certi casi, la risposta è data dalla legge. Altrimenti, è fornita dalla giurisprudenza, in modo variabile a seconda della norma sul conflitto in questione, ma con una certa tendenza a tenere in considerazione la mobilità, poiché il criterio di collegamento è spesso valutato il giorno dell'avvio dell'azione giudiziaria.

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II.4. Eccezioni all'applicazione delle norme sui conflitti di legge

La norma sui conflitti di legge normalmente applicabile non viene seguita in due tipi di situazioni.

  • Eccezione per motivi di ordine pubblico internazionale

    La legge straniera designata come applicabile non viene seguita dal giudice se la sua applicazione crea una situazione contraria all'ordine pubblico, inteso come "i principi di giustizia universale, considerati dall'opinione pubblica come aventi valore assoluto". Il giudice applicherà allora la norma di diritto francese invece di quella che ha deciso di escludere.

    La valutazione dell'ordine pubblico, che ha pieno effetto quando la controversia porta alla creazione di un diritto sul territorio francese, può essere più elastica se si tratta semplicemente di dare effetto in Francia a diritti regolarmente acquisiti all'estero.

  • La disposizioni imperative

    Tali disposizioni sono definite come "le leggi il cui rispetto è necessario per la salvaguardia dell'organizzazione politica, sociale o economica del paese"', e si applicano direttamente, senza la mediazione di una norma sui conflitti di legge. In alcuni casi, è la legge stessa che lo specifica; altrimenti spetta al giudice identificare la legge quale d'applicazione immediata. Rientrano in questa categoria, ad esempio, il diritto francese o europeo in materia di concorrenza, la regolamentazione francese che disciplina i contratti di lavoro per quanto riguarda l'igiene, la sicurezza, la durata e il modo d'esecuzione del lavoro, le norme di protezione e di assistenza dei minori che risiedono in Francia. Il giudice è tenuto ad applicare d'ufficio le disposizioni imperative francesi. L'applicazione delle norme imperative straniere è una facoltà, salvo disposizione contraria di una convenzione internazionale (ad es., l'articolo 7, comma 1 della Convenzione di Roma).

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II.5. La prova della legge straniera

Tradizionalmente, la parte che invocava l'applicazione di una legge straniera doveva stabilirne il contenuto, e più in particolare doveva dimostrare perché l'applicazione della legge francese non permettesse di arrivare a un risultato equivalente.

Secondo una giurisprudenza relativamente recente (1998), è il giudice che deve ora cercare il contenuto della legge straniera quando la dichiara applicabile, e lo deve fare d'ufficio quando la controversia per la quale è adito riguarda diritti indisponibili.

Il contenuto della legge straniera può essere dimostrato avvalendosi dei mezzi d'istruzione previsti dal nuovo Codice di procedura civile (perizia, comparizione delle parti, richiesta di presentazione di documenti da parte di un terzo, ecc.)

È inoltre prassi corrente ricorrere al certificat de coutume, che è un documento in francese emesso da un consolato o da un'ambasciata estera in Francia, oppure da un giurista straniero o francese specializzato nel diritto in questione.

III. Le norme sui conflitti di legge

III.1. Le obbligazioni contrattuali e gli atti giuridici

Un contratto può essere disciplinato dalla legge scelta dalle parti. In mancanza di una scelta esplicita delle parti, è il giudice a dover stabilire la legge applicabile in base allo spirito della convenzione e alle circostanze del caso.

Inoltre, specifiche norme sui conflitti di legge derivano da vari accordi internazionali di cui la Francia è parte:

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  • Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, che stabilisce (articolo 3, comma 1), che il contratto è regolato dalla legge scelta dalle parti. La scelta deve essere espressa, o risultare in modo ragionevolmente certo dalle disposizioni del contratto o dalle circostanze. Disposizioni speciali si applicano ai contratti conclusi dai consumatori (articolo 5) e ai contratti individuali di lavoro (articolo 6), allo scopo di tutelare la parte considerata più debole. La scelta della legge del contratto non deve privare la parte debole della tutela ad essa garantita dalle disposizioni imperative della legge che le è più vicina. Il futuro regolamento Roma I, attualmente oggetto di negoziati, deve modernizzare questa convenzione e integrarla nel contesto comunitario.
  • Convenzione dell'Aia del 1955 sulla legge applicabile alle vendite a carattere internazionale di beni mobili corporali. Essa stabilisce che le parti hanno libertà di scelta quanto alla legge applicabile (articolo 2); in mancanza di tale scelta delle parti, la vendita è regolata dalla legge del paese in cui il venditore ha la residenza abituale nel momento in cui riceve l'ordine (articolo 3).

La legge applicabile al contratto tradizionalmente determina:

  • le condizioni di validità sostanziale del contratto (ad eccezione della capacità), ed eventualmente le condizioni di forma;
  • gli effetti del contratto (interpretazione, esecuzione delle obbligazioni, conseguenza della non esecuzione totale o parziale, valutazione del danno);
  • le cause di estinzione delle obbligazioni delle parti.

III.2. Le obbligazioni extracontrattuali

Il regolamento comunitario Roma II coprirà ora gran parte di questo settore. Al di fuori del campo d'applicazione sostanziale e geografico di questo regolamento, il sistema francese segue la regola generale secondo cui la legge applicabile è quella del luogo dell'illecito, ma con una serie di disposizioni particolari, per situazioni specifiche, volute dalla giurisprudenza o da convenzioni internazionali di cui la Francia è parte:

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  • applicazione della legge del luogo in cui è sopravvenuto il danno ai fini della riparazione di un pregiudizio causato da un atto di concorrenza sleale;
  • applicazione della legge del luogo in cui è stato causato il danno per la riparazione di un pregiudizio ambientale;
  • disposizioni della Convenzione dell'Aia del 4 maggio 1971 per la legge applicabile agli incidenti della circolazione;
  • disposizioni della Convenzione dell'Aia del 2 ottobre 1973 per la responsabilità per danno causato da prodotti.

III.3. Filiazione e adozione

III.3.1. Filiazione

È stabilita dalla legge personale della madre alla data della nascita del figlio, o dalla legge personale del figlio se la madre è ignota.

Gli effetti della filiazione sono regolati dalla legge nazionale del figlio o dalla legge che regola gli effetti del matrimonio dei suoi genitori.

Queste disposizioni sono tuttavia superate dal diritto internazionale convenzionale nelle controversie che vedono coinvolti Stati che sono parti di convenzioni il cui campo d'applicazione sostanziale riguarda le controversie interessate: controversie riguardanti la potestà dei genitori, quando i figli coinvolti hanno la residenza abituale in Francia o in un altro Stato che è parte della Convenzione dell'Aia del 1961; trasferimenti illeciti di minori tra Stati parti della Convenzione dell’Aia del 25 ottobre 1980; controversie relative ad obbligazioni alimentari, nell’ambito della Convenzione dell’Aia del 2 ottobre 1973.

III.3.2. Adozione

Le condizioni e gli effetti dell’adozione, come da giurisprudenza, sono disciplinati dalla legge nazionale dell’adottante, mentre le condizioni del consenso o della rappresentanza dell’adottato sono regolate dalla legge di quest’ultimo.

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III.4. Matrimonio, unioni libere, partner, divorzio, separazione, obbligazioni alimentari

III.4.1. Matrimonio

Le condizioni di fondo del matrimonio (capacità, consenso …) dipendono dalla legge personale dei coniugi (articolo 3 del Codice civile). I Francesi che si sposano all’estero sono tenuti a rispettare le condizioni di fondo della legge francese (articolo 170 del Codice civile). Quando i futuri coniugi sono di nazionalità diversa, vale l’applicazione distributiva delle due leggi personali in questione, con preminenza della legge più severa in materia di impedimento del matrimonio.

Le condizioni di forma (formalità da compiere, matrimonio laico o religioso …), sono soggette in linea di principio alla legge del luogo in cui viene celebrato il matrimonio.

Gli effetti del matrimonio sono regolati dalla legge personale dei coniugi. In caso di nazionalità diverse, la legge applicabile è quella del luogo di domicilio comune. In mancanza di un domicilio comune, il giudice francese applicherà la legge francese in quanto legge del giudice adito.

Questa legge disciplina in particolare gli obblighi personali derivanti dal matrimonio (obbligo di fedeltà, assistenza, vita in comune), e i contratti fra coniugi, ad eccezione delle donazioni fra coniugi di beni futuri, che rientrano nel campo d’applicazione della legge di successione.

III.4.2. Unioni libere e partner

Per le unioni libere le cui condizioni non sono disciplinate da una legge, il diritto positivo considera le varie relazioni giuridiche che si instaurano fra i partner come altrettanti rapporti distinti, ciascuno disciplinato dalla legge ad esso riferibile (TGI Paris, 21/11/1983).

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Per quanto riguarda la legge applicabile ai partner registrati (ad es. il PACS), e in mancanza di una soluzione giurisprudenziale precisa, nella dottrina vi sono opinioni diverse. Per alcuni, questo tipo di unioni rientrano nella legge applicabile agli atti giuridici. Per altri, esse rientrano nella legge applicabile allo status personale degli interessati. Altri ancora preferirebbero che venisse creata una categoria di collegamento sui generis – le legge di tale istituto. Certi ritengono infine che, almeno per il PACS, la legge francese dovrebbe applicarsi a titolo di disposizione imperativa.

III.4.3. Divorzio e separazione legale

Ai sensi dell'articolo 310 del Codice civile francese, "il divorzio e la separazione legale sono disciplinati dalla legge francese:

  • quando entrambi i coniugi hanno la cittadinanza francese;
  • quando entrambi i coniugi hanno il domicilio sul territorio francese;
  • quando non è applicabile nessuna legge straniera, mentre sono competenti a conoscere del divorzio e della separazione legale i giudici francesi ".

La Corte di Cassazione ritiene che la cittadinanza francese o il domicilio in Francia debbano esistere il giorno della presentazione dell'istanza.

La legge applicabile al divorzio o alla separazione legale ne stabilisce le cause (colpa, incompatibilità di carattere, interruzione della vita in comune, mutuo consenso, ecc.) e le conseguenze finanziarie (risarcimento danni, prestazioni compensative o assegni alimentari fra i coniugi).

III.4.4. Obbligazioni alimentari

La norma sui conflitti di diritto comune attualmente applicabile in Francia deriva dagli articoli 4, 5 e 6 della Convezione dell'Aia del 2 ottobre 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari, che designa la legge interna della dimora abituale del creditore di alimenti. Tuttavia, qualora il creditore non possa ottenere alimenti in virtù di tale legge, si applica la legge nazionale comune del creditore e del debitore d'alimenti (articolo 5), e, in mancanza di questa, la legge dell'autorità adita.

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La legge così designata si applica ai rapporti pecuniari fra coniugi nel matrimonio (contributo agli oneri matrimoniali) e alle obbligazioni alimentari a favore dei figli. Tuttavia, tale legge può trovarsi in concorrenza con la legge applicabile al divorzio e alla separazione legale ai sensi dell'articolo 8 della sopra citata Convenzione dell'Aia del 1973.

III.5. I regimi matrimoniali

La legge applicabile è quella scelta dai coniugi se hanno stipulato un contratto matrimoniale.

In mancanza di una scelta esplicita occorre risalire alla scelta tacita. A tale riguardo, esiste una presunzione a favore della legge del primo domicilio coniugale, inteso come il luogo scelto dalla coppia come primo domicilio duraturo.

Tale regime è anche quello della Convenzione dell'Aia del 14 marzo 1978, di cui la Francia è Parte. Tale Convenzione aggiunge altri due criteri di collegamento, dopo la scelta delle parti o il loro primo domicilio comune: la cittadinanza comune dei coniugi o la legge che presenta i legami più stretti con la loro situazione.

La legge applicabile determina la mutabilità o l'immutabilità del regime, le categorie di beni e le facoltà dei coniugi su di essi, e le modalità di gestione e di liquidazione del regime.

III.6. Le successioni

Le successioni immobiliari sono disciplinate dalla legge del luogo in cui è situato l'immobile. Per i beni mobili, le successioni sono disciplinate dalla legge dell'ultimo domicilio del de cuius.

La legge sulle successioni disciplina tutte le questioni relative alla devoluzione, alla trasmissione e alla liquidazione della successione.

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Nelle successioni ab intestato (senza testamento), è la legge sulle successioni a stabilire chi sia chiamato all'eredità. La prova del legame di parentela necessario per la vocazione ereditaria rientra invece nello status personale, e non nella legge successoria. .

Per le successioni testamentarie, sono applicabili due strumenti internazionali. Si tratta della Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 sui conflitti di legge relativi alla forma delle disposizioni testamentarie, e della Convenzione di Washington del 28 ottobre 1973 che istituisce una legge uniforme sulla forma di un testamento internazionale.

III.7. Diritti reali (beni materiali)

La legge applicabile è quella del luogo in cui è situato il bene, mobile o immobile. La situazione può risultare complessa quando vi sono beni mobili che vengono spostati da uno Stato all'altro. Per risolvere questo conflitto, la giurisprudenza ritiene che occorra prendere in considerazione la legge del luogo in cui il bene mobile è situato al momento della presentazione della domanda.

Per i beni mobili che costituiscono un mezzo di trasporto (barche, aerei…), il diritto internazionale convenzionale attribuisce la competenza alla legge dello Stato d'immatricolazione.

La legge applicabile definisce i diritti reali principali o accessori sul bene, e stabilisce le prerogative del titolare. Disciplina inoltre le modalità d'acquisizione del diritto. Può, a tal titolo, combinarsi con la legge che disciplina l'atto traslativo che crea il diritto, in particolare un titolo traslativo di proprietà.

III.8. Il fallimento

Generalmente, la legge che si applica al fallimento è quella del tribunale del luogo di apertura della procedura. Occorre quindi richiamarsi alla problematica dei conflitti di giurisdizione per determinare, in seguito, quale sarà la legge applicabile; Si ricorda che il regolamento n. 1346/2000 del 29 maggio 2000 fissa una regola sul conflitto di leggi: nella fattispecie designa come applicabile la legge dello Stato membro in cui viene aperta la procedura (artt. 4 e 28).

La legge relativa al fallimento può trovarsi in concorrenza con quella del luogo in cui sono situati i beni, in particolare per quanto riguarda le garanzie convenzionali, i privilegi e le ipoteche legali su beni situati all'estero.

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