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Ultimo aggiornamento: 03-07-2007
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Legge applicabile - Austria

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INDICE

Fonti del diritto Fonti del diritto
1.1. Diritto nazionale 1.1.
1.2. Convenzioni multilaterali 1.2.
1.3. Accordi bilaterali 1.3.
Applicazione delle regole sul conflitto di leggi Applicazione delle regole sul conflitto di leggi
2.1. Applicazione d’ufficio delle regole sul conflitto di leggi 2.1.
2.2. Rinvio indietro e rinvio oltre 2.2.
2.3. Modifica del criterio di collegamento 2.3.
2.4. Eccezioni all’applicazione delle regole sul conflitto di leggi 2.4.
2.5. Accertamento del diritto straniero 2.5.
Regole sul conflitto di leggi Regole sul conflitto di leggi
3.1. Obbligazioni contrattuali 3.1.
3.2. Azioni per risarcimento danni da responsabilità extracontrattuale 3.2.
3.3. Statuto personale 3.3.
3.4. Filiazione, rapporti tra genitori e figli e adozione 3.4.
3.5. Matrimonio, convivenza, divorzio, mantenimento 3.5.
3.6. Regime patrimoniale del matrimonio 3.6.
3.7. Successioni mortis causa, testamento 3.7.
3.8. Diritti reali 3.8.
3.9. Insolvenza 3.9.

 

1. Fonti del diritto

1.1. Diritto nazionale

Il diritto internazionale privato austriaco (IPR) è codificato. La legge quadro in materia è la legge sul diritto internazionale privato (IPR - Gesetz) del 15.6.1978 pubblicata nella gazzetta ufficiale austriaca (BGBl) n. 304/1978.

Oltre alla legge sul diritto internazionale privato si applicano anche le seguenti disposizioni sul conflitto di leggi:

  • l’articolo 13bis della legge federale dell'8 marzo 1979 recante disposizioni sulla tutela dei consumatori (Konsumentenschutzgesetz – KSchG) BGBl. n. 140/1979,
  • l’articolo 11 della legge federale sulla multiproprietà immobiliare (Teilzeitnutzungsgesetz – TNG), BGBl. I n. 32/1997;
  • legge federale sul diritto internazionale in materia di contratti di assicurazione nello
  • Spazio economico europeo, BGBl. n. 89/1993,
  • l’articolo 20 della legge federale sul recepimento della direttiva 93/7/CEE sulla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro, BGBl I n. 67/1998,
  • l’articolo 23 della legge federale sulla responsabilità civile per danni causati dalla radioattività (Atomhaftungsgesetz 1999 – AtomHG 1999), BGBl. I n. 170/1998,
  • gli articoli 16 e 18 della legge sul carattere definitivo della liquidazione nei sistemi di pagamento e di liquidazione delle operazioni su titoli (Finalitätsgesetz), BGBl. I n. 98/2001,
  • gli articoli da 221 a 235 della legge federale sul diritto internazionale fallimentare (IIRG), BGBl. n. 36/2003.
1.2. Convenzioni multilaterali

Ai sensi dell’articolo 53 della legge sul diritto internazionale privato (IPRG) le norme dell’IPRG e le altre norme austriache sul conflitto di leggi, lasciano impregiudicate le convenzioni internazionali, le quali sono quindi norme di un rango superiore. I seguenti accordi multilaterali, di cui l’Austria è firmataria, contengono regole sul conflitto di leggi.

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  • La Convenzione dell’Aja del 24 ottobre 1956 (English,français) sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari nei riguardi dei minori;
  • La Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 (English,français) concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni;
  • La Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 (English,français) concernente i conflitti di legge in materia di atti di ultime volontà;
  • La Convenzione dell’Aja del 4 maggio 1971 (English,français) sulla legge applicabile in materia di incidenti della circolazione stradale;
  • La Convenzione CIEC del 20 settembre 1970 (English,français) PDF File (PDF File 140 KB) sulla legittimazione per matrimonio;
  • La Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, con protocollo e dichiarazione comune.
1.3. Accordi bilaterali

I seguenti accordi bilaterali contengono regole in materia di conflitto di leggi.

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  • Freundschafts- und Niederlassungsvertrag vom 9. September 1959 zwischen der Republik Österreich und dem Kaiserreich Iran;
  • Vertrag vom 16. Dezember 1954 zwischen der Republik Österreich und der Föderativen Volksrepublik Jugoslawien über den wechselseitigen rechtlichen Verkehr;
  • Vertrag vom 11. Dezember 1963 zwischen der Republik Österreich und der Volksrepublik Polen über die wechselseitigen Beziehungen in bürgerlichen Rechtssachen und über Urkundenwesen;
  • Vertrag vom 9. April 1965 zwischen der Republik Österreich und der ungarischen Volksrepublik über Nachlassangelegenheiten.

2. Applicazione delle regole sul conflitto di leggi

2.1. Applicazione d’ufficio delle regole sul conflitto di leggi

Il diritto straniero è applicabile d’ufficio alla luce dei criteri interpretativi suoi propri posti dall’ordinamento nazionale cui appartiene (art. 3 IPRG).

2.2. Rinvio indietro e rinvio oltre

Ai sensi dell’articolo 5 IPRG è necessario procedere a un rinvio indietro o un rinvio oltre se non è previsto uno specifico rinvio al diritto positivo. Se il diritto straniero rinvia al diritto austriaco, si applica il diritto austriaco. Se il diritto straniero rinvia a un diritto cui è già stato fatto rinvio, si applica il diritto cui si è rinviato per la prima volta.

2.3. Modifica del criterio di collegamento

La successiva modifica delle condizioni che hanno determinato il criterio di collegamento a un preciso ordinamento giuridico non ha nessuna influenza sui fatti già accaduti (art. 7 IPRG). Pertanto il diritto applicabile ai rapporti giuridici già conclusi è in linea di principio il diritto in vigore al momento della realizzazione dei suddetti atti e, nel caso di fattispecie a formazione progressiva, il diritto vigente al momento della sua realizzazione.

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2.4. Eccezioni all’applicazione delle regole sul conflitto di leggi

Il diritto cui è fatto rinvio non è applicabile se la sua applicazione può condurre a un risultato che sarebbe incompatibile con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico austriaco (art. 6 IPRG).

Talune disposizioni del diritto austriaco si applicano indipendentemente dal diritto internazionale privato (norme di applicazione necessaria). Per alcune di queste disposizioni il carattere di norme di applicazione necessaria si ricava dal loro tenore letterale, per altre dal fine che esse perseguono.

2.5. Accertamento del diritto straniero

Il diritto straniero è accertato d'ufficio. A tal fine il Tribunale può avvalersi della cooperazione delle parti, delle informazioni fornite dal Ministero federale della giustizia o delle consulenze tecniche. Nel caso in cui sia impossibile accertare il diritto straniero nonostante gli sforzi in tal senso entro un congruo termine, si applica il diritto austriaco (art. 4 IPRG).

3. Regole sul conflitto di leggi

3.1. Obbligazioni contrattuali

Le obbligazioni contrattuali non comprese nella Convenzione di Roma sono disciplinate dal diritto scelto in modo espresso o tacito dalle parti. Nel caso in cui non sia stata fatta alcuna scelta si applicano le disposizioni contenute negli articoli da 46 a 49 dell'IPRG (art. 35 IPRG). Poiché questi ultimi articoli non si applicano però alle obbligazioni contrattuali, in mancanza di disposizioni particolari ai sensi dell’articolo 1 dell’IPRG il diritto applicabile è quello più strettamente connesso con i fatti di causa.

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Particolari norme sul conflitto di leggi si applicano ai contratti conclusi con i consumatori: L’articolo 13 bis, primo comma della legge sulla tutela del consumatore (KSchG) recepisce le norme sul conflitto di leggi contenute in varie direttive europee relative alla protezione dei consumatori. Al fine di tutelare il consumatore la norma limita in primo luogo la libertà di scelta del diritto applicabile. Un’altra restrizione alla libertà di scelta del diritto applicabile derivante dal diritto internazionale privato è contenuta nell’articolo 11, comma 1 della Teilzeitnutzungsgesetz (TNG) (legge sulla multiproprietà immobiliare).

La legge federale sul diritto internazionale dei contratti di assicurazione nello Spazio economico europeo – la quale recepisce alcune direttive europee – definisce il diritto applicabile ai contratti di assicurazione contro gli eventuali rischi in uno Stato membro dello Spazio economico europeo. Esiste una libertà - ristretta - di scelta del diritto applicabile. In mancanza di tale scelta si applica il diritto dello Stato con il quale il contratto è più strettamente connesso. Si presume che la connessione più intensa si abbia con lo Stato nel quale il rischio è localizzato. La localizzazione del rischio è circoscritta in modo specifico in funzione dei diversi tipi di assicurazione.

Un esempio di norme di applicazione necessaria sono gli articoli 7, 7 bis e 7 ter dell’ Arbeitsvertragsrechts-Anpassungsgesetz (legge di adattamento dei contratti di lavoro - AVRAG) ai sensi dei quali ogni lavoratore retribuito in Austria ha diritto, come minimo e indipendentemente dalla legge applicabile, al salario minimo stabilito dalla contrattazione collettiva e al periodo minimo di congedo annuale. Un’altra norma di applicazione necessaria è l'articolo 13 bis, secondo comma del KSchG; ai sensi di questo articolo sono applicabili le seguenti disposizioni: l'articolo 6 del KSchG (relativo alle clausole contrattuali illecite), l’articolo 864 bis dell’ABGB (Codice civile austriaco) (relativo alla validità delle clausole atipiche nelle condizioni generali di vendita e di fornitura e in alcuni modelli di contratto) e l'articolo 879, comma terzo dell'ABGB (nullità, nell’interesse del consumatore, delle clausole contrattuali vessatorie nelle condizioni generali di vendita e di fornitura e in alcuni modelli di contratto), indipendentemente dalla legge applicabile al contratto, se esso è stato concluso in relazione ad un’attività esercitata in Austria da un imprenditore avente il fine di concludere simili contratti. L’articolo 11, comma 2 della TNG stabilisce una norma di applicazione necessaria simile.

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3.2. Azioni per risarcimento danni da responsabilità extracontrattuale

Il criterio di collegamento del diritto di risarcimento nascente da responsabilità extracontrattuale è disciplinato dagli articoli 35 e 48 IPRG.

Il diritto al risarcimento è disciplinato dalla legge scelta dalle parti di un rapporto obbligatorio o, in assenza di scelta, dalla legge dello Stato nel quale ha avuto luogo il comportamento che ha causato il danno. Se tuttavia tra le parti esiste un vincolo più intenso che le colleghi al diritto di un altro Stato e se questo sia comune alle parti, si applicherà il diritto di quello Stato.

Questa regola sul conflitto di leggi determina il diritto applicabile per stabilire se l’esistenza dell’obbligo di risarcimento esiste, chi debba risarcire i danni e a quanto ammonti il risarcimento. Disciplina anche il concorso di colpa e il diritto d'azione diretta del danneggiato contro l'assicuratore, nonché la prescrizione dell’azione risarcitoria.

I criteri di collegamento per il risarcimento dei danni da incidente stradale compreso nel campo di applicazione della Convenzione dell'Aja del 4 maggio 1971 (English,français) sulla legge applicabile in materia di incidenti della circolazione stradale sono quelli indicati dalle disposizioni di questa Convenzione.

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Il diritto al risarcimento danni (e altri diritti) per concorrenza illecita sono disciplinati dal diritto dello Stato sul cui mercato ha effetto la concorrenza illecita (art. 48, comma 2 IPRG).

Qualsiasi richiesta di risarcimento dei danni extracontrattuali causati in Austria dall’esposizione a radiazioni ionizzanti è disciplinata dal diritto austriaco (articolo 23, primo comma della Atomhaftungsgesetz del 1999 (AtomHG). In caso di danno all’estero provocato da una radiazione ionizzante e disciplinato dal diritto austriaco, il danno deve essere risarcito solo e nella misura in cui lo statuto personale del danneggiato (si veda il punto 3.3.) lo preveda (articolo 23, paragrafo 2 della AtomHG del 1999).

La gestione d’affari altrui è disciplinata dal diritto dello Stato in cui si realizza l’amministrazione di uno o più affari altrui. Tuttavia, se la gestione è strettamente connessa a un altro rapporto giuridico si applica il diritto applicabile a quest’ultimo (articolo 46 IPRG).

All’arricchimento senza causa si applica la legge dello Stato in cui l'arricchimento si è prodotto. Se tuttavia l’arricchimento deriva da una prestazione fornita in virtù di un rapporto giuridico si applicano le norme di legge (rinvio automatico) dello Stato le cui norme si applicano al rapporto giuridico in parola (art. 46 IPRG).

3.3. Statuto personale

Lo statuto personale di una persona è definito dalla legge dello Stato cui la persona appartiene, cioè dello Stato del quale ha la cittadinanza. In caso di più cittadinanze si applica la legge dello Stato con il quale la persona ha legami più stretti. Tuttavia, la cittadinanza austriaca prevale sempre sulle altre. Per i rifugiati politici e gli apolidi si applica lo statuto personale definito dal diritto dello Stato nel quale essi hanno la dimora abituale (art. 9 IPR-G).

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In materia di diritto al nome di una persona si applica il rispettivo statuto personale, indipendentemente dal motivo che ha determinato l’acquisizione del nome (articolo 13 IPRG).

Il nome acquisito con il matrimonio non è retto dallo statuto matrimoniale, ma dallo statuto del nome. Per quanto attiene la forma richiesta per le dichiarazioni di determinazione del nome, si applica l'articolo 8 IPRG sulla forma degli atti giuridici. Ai sensi di questa disposizione, la forma di un atto giuridico è disciplinata dalla stessa legge che si applica all'atto stesso, tuttavia è sufficiente rispettare i requisiti di forma dello Stato dove l'atto è compiuto). Secondo la giurisprudenza il cambiamento dello statuto personale della cittadinanza non implica automaticamente il cambiamento del nome acquisito con un precedente uno statuto personale.

La capacità giuridica e la capacità di agire di una persona sono disciplinate dal rispettivo statuto personale (art.12 IPRG).

Questo rinvio prevede un’eventuale limitazione della capacità di agire, ad esempio a causa di un’infermità mentale, ma non si applica all’età necessaria per contrarre matrimonio. Raggiunta la maggiore età una persona continua ad essere considerata maggiorenne anche se secondo il nuovo statuto personale acquisito dovrebbe essere considerata minorenne.

3.4. Filiazione, rapporti tra genitori e figli e adozione

I presupposti della filiazione legittima di un minore e della relativa contestazione sono retti dallo statuto personale (si veda il punto 3.3) dei congiunti al momento della nascita del minore o al momento dello scioglimento del vincolo matrimoniale, se lo scioglimento (Auflösung) è stato dichiarato prima della nascita. Se i congiunti hanno uno statuto personale differente, si applica lo statuto personale del minore al momento della nascita.

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L’ambito di applicazione di questa norma di rinvio copre la presunzione di paternità del marito, i motivi della contestazione della legittimità del minore e la questione relativa a chi ha diritto di azione e i relativi termini.

I presupposti della legittimazione di un figlio illegittimo con la dichiarazione di legittimità (per esempio con atto di autorità) sono retti dallo statuto personale del padre (articolo 23 IPRG).

Gli effetti della filiazione legittima e della legittimazione di un figlio sono disciplinati dallo statuto personale del minore (articolo 24 IPRG). Ai sensi della Convenzione sulla legittimazione, la legittimazione di un figlio naturale mediante un successivo matrimonio dei genitori produce effetti nel momento in cui essa è efficace secondo la legislazione nazionale del padre o della madre.

L’articolo 24 IPRG affronta le questioni del mantenimento e dell'educazione del minore, dell'amministrazione e dell'utilizzazione del suo patrimonio, della rappresentanza legale di uno o di entrambi i genitori e del problema dell’esigenza di un’autorizzazione ufficiale per determinati atti di rappresentanza; questo articolo riguarda inoltre la disciplina dell’ autorità parentale o paterna successiva al divorzio e la questione degli obblighi alimentari reciproci. L’applicazione di questa disposizione trova un limite nella Convenzione dell’Aja concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni che prevale ampiamente su di esse. In virtù di questa Convenzione le autorità competenti per l’adozione di misure di protezione di un minore devono applicare il loro diritto nazionale; le autorità competenti, in generale, sono le autorità della residenza abituale del minore.

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I presupposti per l’accertamento e il riconoscimento della paternità di un figlio naturale sono disciplinati dallo statuto personale del minore al momento della nascita. Un successivo statuto personale del minore è determinante se esso consente, a differenza del primo, l’accertamento o il riconoscimento della paternità. La legge ai sensi della quale è stata accertata o riconosciuta la paternità si applica anche in caso di una sua contestazione (art. 25 IPRG).

Gli effetti della filiazione illegittima del minore sono disciplinati dallo statuto personale del minore (articolo 25 IPRG).

Mentre le questioni sulla filiazione dipendono dallo statuto personale posseduto dall’interessato nel momento fissato dalla legge, le questioni relative al rapporto tra genitori e figli dipendono dallo statuto personale che il minore si trova a possedere nel corso del tempo.

L’adozione fa riferimento allo statuto personale dell’adottante e a quello dell’adottato. Il carattere determinante dello statuto personale del minore è limitato quando egli non ha la capacità di agire in nome proprio. In questo caso il suo statuto personale si applica solo relativamente all'espressione del consenso del minore o di un terzo con il quale l’adottato sia legato da un rapporto familiare.

Gli effetti dell’adozione sono disciplinati dallo statuto personale dell’adottante e nel caso di adozione da parte di due sposi, dalla legge applicabile agli effetti giuridici del matrimonio (si veda al riguardo il punto 3.5). In caso di decesso di uno dei coniugi che hanno adottato il minore, tali effetti sono disciplinati dallo statuto personale dell’altro coniuge.

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L’articolo 26 IPRG stabilisce le condizioni sostanziali dell’adozione, come l’età dell’adottando, la differenza d’età tra i parenti adottivi e l’adottato e se e a quali condizioni il fatto che l’adottante abbia già figli legittimi possa costituire un ostacolo all’adozione. L’articolo 26 IPRG disciplina anche per quanto attiene ai requisiti del consenso, compresa la possibilità che il rifiuto del consenso sia superato da una decisione dell’autorità. Gli effetti di un’adozione, da un punto di vista del diritto delle successioni, non sono retti dallo statuto dell’adozione, ma dallo statuto successorio (si veda il punto 3.7.).

L’adozione in quanto tale si perfeziona in un momento definito, perciò una modifica dello statuto personale o il verificarsi di nuovi criteri di collegamento non hanno effetto sulla sua costituzione. La filiazione adottiva è un rapporto giuridico di durata, per cui lo statuto applicabile agli effetti dell’adozione può subire dei cambiamenti in funzione dello statuto personale dell’adottante.

3.5. Matrimonio, convivenza, divorzio, mantenimento

In materia di forma del matrimonio in Austria si applica il diritto austriaco; in caso di matrimonio contratto all'estero si applica lo statuto personale di ciascuno dei nubendi, ma è sufficiente rispettare le condizioni di forma vigenti nel luogo in cui è contratto il matrimonio (art. 16 IPRG). Il limitato rinvio alle condizioni di forma del luogo dove si è contratto il matrimonio riguarda solo le disposizioni sostanziali della legge oggetto di rinvio, per cui un eventuale rinvio indietro e oltre effettuato dalla legge locale è irrilevante (eccezione rispetto all'articolo 5 IPRG, di cui al punto 2.2).

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I presupposti per la conclusione del matrimonio, della nullità e dell’annullamento del matrimonio (da non confondersi con il divorzio) sono stabiliti per ogni nubendo dal rispettivo statuto personale (art. 17 IPR-G).

Questa norma di rinvio riguarda tutti i requisiti sostanziali del matrimonio, in particolare l’età necessaria, l’inesistenza di impedimenti al matrimonio e tutti i requisiti del consenso e la loro sostituibilità.

Ai sensi dell’articolo 18 IPR-G gli effetti giuridici personali del matrimonio sono disciplinati dallo statuto comune dei due sposi e, in mancanza di uno statuto comune, dall’ultimo statuto che essi avevano in comune, nella misura in cui l'uno o l'altro lo abbia conservato. Nel caso in cui non ricorrano le condizioni summenzionate, si applica la legge dello Stato in cui i coniugi hanno la residenza abituale e, in mancanza, dalla legge dello Stato nel quale essi avevano la loro ultima residenza abituale, se uno dei due l'ha conservata.

Il campo di applicazione di questa norma comprende in particolare l’obbligo degli sposi di vita coniugale in comune, di domicilio coniugale e di reciproca assistenza, ma anche di mantenimento. In esso non è compreso né il diritto relativo al cognome coniugale né il regime patrimoniale della famiglia.

Il rinvio può variare se cambiano le fattispecie di collegamento e in tal caso può essere applicabile un’altra legislazione.

Ai sensi dell’articolo 20 IPRG il divorzio è disciplinato dalla legge applicabile agli effetti giuridici personali del matrimonio, in funzione della data del divorzio.

Essa disciplina i presupposti e gli effetti del divorzio. In questo contesto si iscrive, ad esempio, il diritto agli alimenti successivi al divorzio.

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Poiché il collegamento è determinato a una data precisa stabilita dalla legge il rinvio è fisso.

La separazione dei coniugi è un istituto che non è previsto dal diritto austriaco. Ai sensi dell’articolo 1 IPRG essa dovrebbe connettersi al principio della connessione più stretta. Lo Stato col quale esiste la connessione più stretta sarebbe ricavato dalla giurisprudenza in analogia con l'articolo 20 IPRG.

Anche la convivenza e le unioni di fatto non sono espressamente disciplinate dal diritto austriaco. Esse dovrebbero tuttavia essere disciplinate secondo i principi dell’articolo 1 dell’IPRG.

3.6. Regime patrimoniale del matrimonio

Al regime patrimoniale si applica la legge scelta dalle parti e, in mancanza di espressa previsione, quella facente fede per gli effetti giuridici personali del matrimonio al momento della sua celebrazione (art. 19 IPRG).

La norma di rinvio si riferisce tanto al regime legale di comunione dei beni quanto alla separazione convenzionale dei beni coniugali.

Il criterio di collegamento legale è invariabile.

Alla forma delle convenzioni matrimoniali si applica l’articolo 8 IPRG, ai sensi del quale i requisiti di forma di un atto giuridico sono soddisfatti una volta rispettate le condizioni di forma prescritte dallo Stato in cui l'atto giuridico è stato posto in essere.

3.7. Successioni mortis causa, testamento

Ai sensi dell'articolo 28 IPRG le successioni mortis causa sono disciplinate dallo statuto personale del de cujus al momento del decesso. La legge disciplina le seguenti questioni relative all’apertura della successione: i soggetti chiamati all’eredità, l’ammontare della quota spettante agli eredi, la loro legittima, la posizione giuridica dei legatari, i diritti e gli obblighi dei legittimari a chiedere la restituzione di una donazione.

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La capacità di succedere per causa di morte e l’indegnità a succedere non si determinano in funzione del diritto delle successioni, ma in funzione dello statuto personale dell’erede.

La responsabilità per i debiti ereditari e l'acquisto dell'eredità sono regolate in via di massima da questa norma sul conflitto di leggi. Tuttavia, in caso di procedimento di successione ereditaria eseguito in Austria, l'acquisto dell'eredità e la responsabilità in caso di debiti ereditari sono soggetti alla legge austriaca (art. 28, comma 2 IPRG).

Ai sensi dell’articolo 29 IPRG in caso di successione senza eredi o quando l’erede sia una collettività locale, la devoluzione della successione non è disciplinata dallo statuto personale del de cujus, ma dal diritto dello Stato in cui si trova il patrimonio al momento della morte.

L’articolo 30 IPRG disciplina la validità di una disposizione testamentaria mortis causa e in particolare dei testamenti, dei patti successori, o dei patti di rinuncia all’eredità. Tale validità è disciplinata dallo statuto personale del testatore al momento in cui esso ha redatto il negozio giuridico. Se tuttavia le ultime disposizioni non sono valide ai sensi di tale legge, ma lo sono ai sensi dello statuto personale del testatore al momento della sua morte, è quest’ultima che trova applicazione. Questa disposizione prevale sulla Convenzione dell’Aja del 1961 sui conflitti di legge in materia di atti di ultime volontà.

3.8. Diritti reali

L’acquisto e la perdita di diritti reali materiali su beni mobili, compreso il loro possesso, sono disciplinati dal diritto dello Stato nel quale essi si trovano al momento del perfezionamento del loro acquisto o della loro perdita. La categoria e il contenuto dei diritti in questione sono disciplinati dalla legge dello Stato nel quale si trovano i beni (art. 31 IPRG).

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Nella sfera di operatività dei criteri di collegamento ricadono in particolare la proprietà, le servitù (oneri reali), il pegno, il diritto di superficie, il condominio, come pure i diritti di ritenzione aventi efficacia nei confronti dei terzi. Tale criterio di collegamento (la legge dello Stato rei sitae, cioè nel quale si trovano i beni) definisce anche gli effetti degli atti di trasferimento di proprietà.

Un’ulteriore modifica del luogo non comporta alcuna modifica del diritto applicabile, perché l’acquisizione di un diritto reale si perfeziona in un momento definito.

Gli effetti dell’acquisizione del diritto sono disciplinati dalla legge del luogo in cui è avvenuta l’acquisizione. Il criterio di collegamento legale è quindi variabile.

Si applica la legge come sopra determinata per decidere le questioni sulla portata della tutela giuridica del proprietario e se e in che misura il titolare di un diritto reale ha un potere di disposizione sulla cosa, per esempio se può vendere un pegno mobiliare senza alcun intervento del giudice.

Una disposizione speciale (articolo 33 IPRG) si applica ai mezzi di trasporto. I diritti reali sulle imbarcazioni e sugli aeromobili iscritti in un registro speciale sono soggetti alla legge dello Stato di iscrizione; i mezzi di trasporto su ferrovia sono soggetti alla legge dello Stato della sede amministrativa principale della società ferroviaria che gestisce tali mezzi di trasporto.

In caso di pegni mobiliari legali e basati su un titolo esecutivo o su diritti di ritenzione legali destinati a garantire i diritti di risarcimento dei danni causati da un veicolo (o le spese da esso derivanti) si applica la legge dello Stato nel quale si trovano i beni al momento del perfezionamento della fattispecie costitutiva.

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Anche i beni materiali immobiliari sono soggetti a una disciplina particolare. Nella misura in cui i diritti reali su beni immobili rientrano anche nel campo di applicazione di un’altra norma di rinvio (ad esempio a quella applicabile ai regimi matrimoniali), prevale il rinvio materiale, cioè il criterio di collegamento al diritto dello Stato dove si trova il bene.

Per i beni immateriali non esiste una norma di rinvio. Dal punto di vista sostanziale tali beni immateriali sarebbero, ai sensi dell’articolo 1 IRPG, disciplinati dal diritto al quale sono più strettamente connessi. I diritti cartolarizzati sono disciplinati dalla lex cartae. L’articolo 33 IPRG, che recepisce l’articolo 9 della direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia finanziaria (con un campo di applicazione allargato), contiene una norma speciale sui titoli di credito trasmissibili mediante trasferimento di titoli. Per i titoli di credito compresi nel sistema di regolamento dei conti si applicano gli articoli 16 e 18 della legge detta “Finalitaetgestz”, che recepisce la direttiva 98/26/CE concernente il carattere definitivo della liquidazione nei sistemi di pagamento e di liquidazione dei valori mobiliari.

3.9. Insolvenza

Il diritto internazionale fallimentare è contenuto nella parte quarta della legge fallimentare austriaca. Questa parte è stata inserita dalla legge federale sul diritto internazionale fallimentare (IIRG) BGBl. I n. 36/2003. Ai sensi dell'articolo 17 le disposizioni della legge fallimentare sono applicabili nella misura in cui il diritto internazionale o, in particolare, gli atti giuridici delle Comunità europee (in particolare il regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza) non dispongano altrimenti. Gli articoli da 221 a 235 disciplinano il diritto applicabile. Le disposizioni concordano ampiamente con le corrispondenti disposizioni del regolamento (CE) n. 1346/2000.

Fondamentalmente l’avvio di una procedura di insolvenza e i suoi effetti sono soggetti al diritto dello Stato in cui la procedura è avviata. La sezione relativa al diritto internazionale dei fallimenti contiene disposizioni relative a: diritti reali dei terzi, compensazione, riserva di proprietà, contratto relativo a beni immobili, mercati regolamentati, contratto di lavoro, effetti del procedimento di insolvenza nei confronti dei diritti soggetti a registrazione e diritto applicabile agli atti che arrecano pregiudizio, protezione dei terzi acquirenti, effetti della procedura di insolvenza sulle controversie in corso, legge applicabile a un bene nell'ambito dell'esercizio dei diritti di proprietà o di altri diritti, accordi di compensazione e di conversione dei debiti, contratti previdenziali, pagamenti successivi all'apertura di un procedura di insolvenza.

In caso di sovrapposizione di tali norme con quelle dell'IPRG o con altre norme sul conflitto di leggi si applicano le disposizioni speciali della legge fallimentare austriaca.

Ulteriori informazioni

I testi delle disposizioni del diritto austriaco sono accessibili (in tedesco) sulla banca dati di informazione giuridica (Rechtsinformationssystem Deutsch) alla voce "Bundesrecht"

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Ultimo aggiornamento: 03-07-2007

 
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