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Ultimo aggiornamento: 06-07-2007
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Modi alternativi di risoluzione delle controversie - Svezia

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Il sito sui “Modi alternativi di risoluzione delle controversie - Informazioni generali” fornisce un quadro generale dei metodi alternativi per comporre le liti.

Questa pagina comprende informazioni più concrete sui metodi vigenti in Svezia.



 

INDICE

Anzitutto, quali modi alternativi di risolvere le controversie sono disponibili in Svezia? Anzitutto, quali modi alternativi di risolvere le controversie sono disponibili in Svezia?
In generale In generale
Metodi extragiudiziali Metodi extragiudiziali
Procedure disciplinate dalla legge Procedure disciplinate dalla legge
Procedure non disciplinate dalla legge Procedure non disciplinate dalla legge
Conciliazione e mediazione nell’ambito dei procedimenti giudiziari Conciliazione e mediazione nell’ambito dei procedimenti giudiziari
La possibilità di ricorrere a un metodo alternativo per comporre una lite è prevista nella maggior parte dei casi. In appresso si forniscono maggiori ragguagli per le diverse situazioni. La possibilità di ricorrere a un metodo alternativo per comporre una lite è prevista nella maggior parte dei casi. In appresso si forniscono maggiori ragguagli per le diverse situazioni.
Controversie tra consumatori e produttori Controversie tra consumatori e produttori
Controversie tra imprese Controversie tra imprese
Controversie tra lavoratori e datori di lavoro Controversie tra lavoratori e datori di lavoro
Controversie familiari Controversie familiari
Colloqui costruttivi Colloqui costruttivi
Consulenza alle famiglie Consulenza alle famiglie
Controversie tra privati Controversie tra privati
Altre situazioni specifiche Altre situazioni specifiche
Le attività delle commissioni per le questioni di locazione e di affitto Le attività delle commissioni per le questioni di locazione e di affitto
Determinate controversie in materia di proprietà intellettuale Determinate controversie in materia di proprietà intellettuale

 

Anzitutto, quali modi alternativi di risolvere le controversie sono disponibili in Svezia?

In generale

In Svezia vi sono molti metodi alternativi di comporre le liti, vari dei quali sono integralmente extragiudiziali. Tuttavia, vi sono anche dispositivi di risoluzione delle controversie (la conciliazione e la mediazione) che, pur avendo caratteristiche extragiudiziali, rientrano a titolo puramente formale nell’ambito dell’esame di una controversia in sede giudiziaria.

Metodi extragiudiziali

Alcune procedure extragiudiziali sono disciplinate dalla legge, mentre altre si basano su accordi tra una o più entità o soggetti di diritto privato.

Procedure disciplinate dalla legge

Tra le procedure disciplinate dalla legge, la più importante è forse quella seguita presso la Commissione nazionale per i reclami dei consumatori (Allmänna reklamationsnämnden - ARN). L’ARN esamina soltanto le controversie tra produttori e consumatori, a richiesta dei consumatori. Tale procedura, che si svolge per iscritto ed è gratuita per entrambe le parti, si applica anche alle controversie transfrontaliere e consiste in raccomandazioni rivolte alle parti su come risolvere la controversia sorta tra loro.

Per determinati tipi di controversie, è prevista la possibilità di una mediazione: per esempio per le vertenze di lavoro e per quelle riguardanti le locazioni e affitti e la proprietà intellettuale e per i conflitti tra coniugi. Più oltre si forniscono maggiori ragguagli sui diversi tipi di mediazione.

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Procedure non disciplinate dalla legge

Per iniziativa privata, in vari settori si sono costituite commissioni specializzate, che sono molto frequenti, per esempio, nel settore assicurativo. Il campo d’azione di tali commissioni può presentare varianti, ma in generale si può dire che la loro funzione consiste spesso nel perseguire una composizione flessibile e imparziale delle vertenze tra, per esempio, un’impresa di assicurazioni e un assicurato Nel medesimo settore assicurativo, varie commissioni hanno anche il compito di giungere a una composizione uniforme delle vertenze, nell’intento di ridurne il numero. Perlopiù, le commissioni di questo settore sono state costituite mediante accordi tra varie imprese, ma esse agiscono in piena indipendenza da chi ha preso l’iniziativa di costituirle. L’attività prevalente delle commissioni consiste nel trattare le controversie tra produttori e consumatori, ma spesso le maggiori imprese di assicurazioni dispongono anche di un loro mediatore per trattare con i clienti: gli assicurati possono rivolgersi al mediatore dell’impresa se non sono soddisfatti della decisione da questa adottata in un caso di risarcimento danni. Il mediatore viene nominato dall’impresa, ma esercita le sue funzioni a titolo autonomo. Esempi di commissioni nel settore assicurativo sono quelle che si occupano rispettivamente di malattia e infortuni (Olycksfalls- och Sjukförsäkringsnämnden), del ramo vita (Livförsäkringens Villkorsnämnd) e delle lesioni fisiche nell’ambito della responsabilità civile (Ansvarsförsäkringens Personskadenämnd).

Tranne in pochi casi eccezionali, la procedura si svolge per iscritto e, nel suo ambito, nulla impedisce a una parte di ricorrere a un assistente o rappresentante, al quale non è imposta nessuna determinata condizione.

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Le procedure private di risoluzione delle controversie sono perlopiù gratuite, ma in qualche caso eccezionale è richiesto il pagamento di una modica tassa per la presentazione della domanda o per la registrazione. I costi della procedura sono sostenuti dal produttore o dall’impresa che vi partecipa. Nella maggior parte dei casi, i costi di gestione sono suddivisi tra le imprese partecipanti, in proporzione al loro utilizzo dei servizi della commissione. È possibile ottenere il rimborso, per esempio dei costi del mediatore, dall’impresa di assicurazione in questione.

Alla risoluzione delle controversie si giunge perlopiù mediante una decisione non vincolante, che si configura come un parere consultivo (raccomandazione). In qualche caso, tuttavia, un’impresa s’impegna nei confronti della sua organizzazione professionale ad attenersi a simili raccomandazioni.

A differenza delle decisioni di un tribunale, le decisioni di una commissione non hanno carattere esecutivo. L’impegno di attenersi alle decisioni, assunto da un’impresa nei confronti della sua organizzazione professionale, non comporta quindi l’esecuzione obbligatoria, poiché esso ha valore soltanto nei confronti della rispettiva organizzazione professionale. Tuttavia, anche se da tali decisioni non deriva nessuna particolare conseguenza giuridica, un’impresa che nei confronti della propria organizzazione professionale si era impegnata ad attenervisi, se omette di farlo può essere passibile di sanzioni di diritto civile, per esempio l’esclusione dall’organizzazione.

Poiché in Svezia la soluzione extragiudiziale delle controversie costituisce un’alternativa rispetto al consueto procedimento in tribunale, non si può presentare un ricorso in tribunale contro la decisione di una commissione. Ciò non significa peraltro che la decisione di un’autorità di risoluzione extragiudiziale delle controversie costituisca un impedimento procedurale a rivolgersi a un tribunale: dopo aver seguito una procedura alternativa di risoluzione delle controversie, è possibile intentare un’azione legale, sulla medesima questione, presso un tribunale ordinario, e in tal caso la commissione che ha pronunciato la decisione extragiudiziale normalmente interviene, in qualche modo, nel procedimento giudiziario.

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Conciliazione e mediazione nell’ambito dei procedimenti giudiziari

Nell’ambito di procedimenti in corso presso un tribunale, per la risoluzione delle controversie sono previsti due dispositivi aventi carattere extragiudiziale: la conciliazione e la mediazione. Entrambi tali dispositivi sono disciplinati dal codice svedese di procedura civile. Soprattutto la conciliazione è un elemento molto frequente nelle cause civili dinanzi ai tribunali ordinari.

Quando in una causa civile il tribunale ha notificato una citazione a comparire, si deve seguire una procedura preparatoria, orale o scritta, allo scopo, tra l’altro, di accertare se vi siano le condizioni per la conciliazione. In caso positivo, e se ciò risulta opportuno in considerazione della natura della causa e delle altre circostanze, il tribunale deve cercare di giungere alla conciliazione tra le parti: è quindi il tribunale a prendere l’iniziativa, se appunto lo ritiene opportuno, di avviare le trattative di conciliazione. Il giudice che presiede alla causa presiede anche a tali trattative, la cui procedura non deve assumere una forma specifica, né le trattative hanno carattere obbligatorio: le parti possono quindi dichiarare di non essere interessate a svolgerle, senza dover subire ripercussioni. Se le trattative si svolgono ma non conducono a una composizione tra le parti, il procedimento giudiziario prosegue secondo le consuete modalità. Il giudice che partecipa alle trattative di conciliazione non deve prender partito nel corso della procedura. La procedura di conciliazione è gratuita, come del resto i procedimenti giudiziari, ma quando s’intenta un’azione legale presso il tribunale si deve pagare una tassa per la presentazione della domanda (attualmente, circa 50 EUR).

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Se, considerata la natura della causa, appaia più opportuna una mediazione speciale, il tribunale può incaricare un mediatore speciale di condurre le trattative di conciliazione. In questo caso, quindi, il mediatore non è il giudice che presiede alla causa, ma un estraneo. Prima che il tribunale provveda per la mediazione, le parti devono consultarsi. I costi della mediazione speciale vengono pagati dalle parti.

La possibilità di ricorrere a un metodo alternativo per comporre una lite è prevista nella maggior parte dei casi. In appresso si forniscono maggiori ragguagli per le diverse situazioni.

Controversie tra consumatori e produttori

Come già si è detto nel sito Modi alternativi di risoluzione delle controversie - Informazioni generali, la Commissione ha pubblicato sul suo sito web l’elenco di vari organi degli Stati membri che si occupano di risolvere le controversie relative ai consumatori. Tale elenco comprende le informazioni pratiche necessarie per stabilire se è possibile avvalersi dei metodi di risoluzione dei conflitti di uno di questi organi: se ne descrivono la struttura, il settore di azione, le procedure, i costi e altri particolari.

A volte può essere necessario rivolgersi a un organo di risoluzione delle controversie operante in un altro Stato membro. Per ottenere informazioni al riguardo, si può consultare il sito EEJ-Net oppure, per controversie riguardanti servizi finanziari, il sito FIN-NET.

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In Svezia l’organo principale al quale possono rivolgersi i consumatori è la già menzionata Commissione nazionale per i reclami dei consumatori (ARN). Altre informazioni sull’ARN si trovano sul summenzionato sito web della Commissione.

Controversie tra imprese

In Svezia, i metodi alternativi disponibili per risolvere le controversie, a prescindere dalle procedure di arbitrato e dalle procedure previste nell’ambito del procedimento giudiziario, riguardano a titolo primario i conflitti tra produttori e consumatori. Nondimeno, vedere anche il capitolo Altre situazioni specifiche.

Controversie tra lavoratori e datori di lavoro

Quando sorge una vertenza tra lavoratori e datori di lavoro vincolati reciprocamente da un contratto, si deve comporre tale vertenza mediante negoziati o, come ultima risorsa, intentando un’azione legale presso il tribunale del lavoro (Arbetsdomstolen). Per risolvere le controversie legali di questo tipo non sono previsti dispositivi alternativi, mentre per alcune altre vertenze è possibile ricorrere alla mediazione. In Svezia vi è quindi un organo di mediazione, le cui attività sono disciplinate dalla legge, il quale mette a disposizione mediatori per le vertenze tra lavoratori e datori di lavoro riguardanti le trattative salariali e le condizioni generali di lavoro oppure per i casi in cui un’impresa rifiuta di firmare un contratto collettivo con un’organizzazione professionale. L’organo di mediazione English - svenska può incaricare mediatori a richiesta delle parti, ma anche in mancanza di una simile richiesta, per esempio se una delle parti ha segnalato il sorgere di un conflitto e tale organo ritiene che l’intervento di mediatori possa condurre a un’adeguata soluzione. La procedura è gratuita.

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Controversie familiari

Per i genitori in lite tra loro vi è una duplice alternativa al procedimento giudiziario: i colloqui costruttivi e la consulenza alle famiglie. Alla consulenza possono ricorrere anche le coppie senza figli. Tali procedure sono descritte con maggiori particolari qui di seguito.

Colloqui costruttivi

Scopo dei colloqui costruttivi, che si svolgono sotto la guida di esperti, è far giungere i genitori a un accordo sull’affidamento e l’alloggio dei figli e sul diritto del genitore non affidatario di restare in contatto con i figli. Tali colloqui tendono quindi a trovare soluzioni di compromesso ma, anche quando non si può conseguire questo scopo, i genitori possono così acquisire maggiore comprensione dei rispettivi punti di vista e imparare a gestire i loro conflitti in modo che i figli non abbiano a soffrirne.

Tutti i comuni della Svezia offrono la possibilità di tali colloqui. I genitori che hanno problemi ad accordarsi sulle questioni dell’affidamento e dell’alloggio e dei contatti con i figli e vogliono condurre colloqui costruttivi, possono rivolgersi all’amministrazione del loro comune. Se riguardo ai suddetti problemi è già in corso un procedimento giudiziario, può essere il tribunale a prendere l’iniziativa di offrire colloqui costruttivi. Tale procedura è gratuita.

Se i genitori giungono a un accordo sull’affidamento, l’alloggio ed i contatti con i figli, possono formalizzare tale accordo, che è valido se è concluso per iscritto e viene approvato dalla commissione di assistenza sociale. La validità dell’accordo implica che esso ha il medesimo effetto di una sentenza del tribunale, il che significa tra l’altro che esso ha valore esecutivo.

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Consulenza alle famiglie

L’attività di consulenza alle famiglie consiste in colloqui aventi lo scopo di trattare conflitti di convivenza della coppia o della famiglia. Tali colloqui possono svolgersi prima, durante o dopo la separazione. Se vi sono figli, la consulenza può contribuire ad attenuare i conflitti, in modo che i genitori trovino la possibilità di continuare insieme a fungere da genitori dopo la separazione. Avvalersi di tale consulenza è facoltativo: coloro che vi ricorrono lo fanno di propria iniziativa. Perché la consulenza alle famiglie possa svolgersi in un’atmosfera di fiducia e adempiere alla sua funzione, chi se ne avvale deve avere la certezza che gli elementi, spesso di carattere delicato, che vengono rivelati nel colloquio non siano trasmessi ad altre persone. Di conseguenza, la consulenza alle famiglie è soggetta a rigorose norme di segretezza. Chi lo desideri, può ottenere tale consulenza mantenendo l’anonimità.

Tutte le amministrazioni comunali sono tenute per legge a offrire consulenza alle famiglie tramite il loro personale o ricorrendo a idonei professionisti. I consulenti familiari hanno conseguito il diploma di assistente sociale e si sono poi specializzati nella gestione delle relazioni. Chi desidera prendere contatto con l'ufficio di consulenza alle famiglie può rivolgersi all'amministrazione comunale. I comuni hanno il diritto di esigere un onorario per la consulenza.

La consulenza alle famiglie è offerta anche, tra l’altro, da associazioni confessionali.

Controversie tra privati

A prescindere dalle controversie familiari, i privati in lite vengono indirizzati ai tribunali e ai dispositivi alternativi di risoluzione delle controversie previsti nell’ambito dei procedimenti. Vedere, più sopra, il capitolo “Conciliazione e mediazione nell’ambito dei procedimenti giudiziari”.

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Altre situazioni specifiche

Le attività delle commissioni per le questioni di locazione e di affitto

Per le controversie relative a locazioni e affitti si può ricorrere alla mediazione presso le commissioni che si occupano rispettivamente di tali questioni.

Se un locatore e un locatario non riescono ad accordarsi su una questione relativa alle condizioni di locazione oppure se un’associazione di proprietari e un’associazione d’inquilini non riescono ad accordarsi su una questione relativa alle locazioni, una o entrambe le parti possono rivolgersi alla commissione per le questioni di locazione, perché le aiuti a risolvere la controversia. La o le parti chiedono dunque alla commissione di agire come mediatrice: tale commissione è abilitata a farlo in tutte le eventuali controversie riguardanti locazioni e alloggi. Di norma, la commissione presenta una proposta di accordo se le parti non riescono da sole a giungere a una soluzione nel corso di un incontro da essa organizzato. La mediazione è obbligatoria in determinati casi, in particolare per le controversie relative alla locazione di uffici. Per esempio, se il locatore ha posto fine al contratto di locazione e il locatario non vuole lasciare l’ufficio senza ricevere un indennizzo, il locatario deve sottoporre la questione alla commissione, perché questa provveda alla mediazione. Se il locatario non agisce in tal senso, perde il diritto all’indennizzo. Nell’ambito della mediazione, la commissione per le locazioni può pronunciarsi, tra l’altro, sul canone di locazione dell’ufficio, in termini di valore di mercato, e questo suo parere ha valore di presunzione in una successiva controversia in materia d’indennizzo.

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Inoltre, anche se non è richiesta la sua mediazione, la commissione per le questioni di locazione può tentare di conciliare le parti in caso di controversie di cui essa debba occuparsi in base alla suddivisione delle competenze in tale settore tra essa ed i tribunali ordinari, per esempio per controversie relative alla proroga del contratto di locazione di un alloggio dopo la risoluzione del contratto, notificata con preavviso. Nell’ambito della sua mediazione, se le parti non riescono a conciliarsi in base alla proposta dell’una o dell’altra di esse, e purché non sia evidente che mancano i presupposti per giungere alla conciliazione, la commissione presenta una propria proposta di conciliazione. Se le parti non accolgono tale proposta, la commissione si occupa direttamente della controversia.

Infine, un tribunale ordinario può rinviare alla commissione, ai fini della mediazione, la questione che esso sta esaminando. Se la mediazione non ha successo, il tribunale decide sulla questione.

Gli interventi della commissione per le questioni di locazione sono gratuiti. Ciascuna delle parti sostiene i propri costi, per esempio l’onorario del suo rappresentante o la perdita di entrate dovuta all’impossibilità di esercitare la propria attività nel corso delle trattative. In certi casi le parti possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato. Le udienze presso la commissione per le questioni di locazione sono pubbliche.

La commissione per le questioni di affitto agisce secondo le medesime procedure della commissione per le questioni di locazione.

Determinate controversie in materia di proprietà intellettuale

La mediazione è prevista anche per determinate controversie in materia di proprietà intellettuale, allo scopo di facilitare la conclusione di quei contratti collettivi che costituiscono il fondamento per l’applicazione di alcune disposizioni della legge sulla proprietà intellettuale, soprattutto dei contratti che conferiscono licenze. Quindi, tale procedura non è alternativa rispetto ai normali procedimenti dinanzi al tribunale.

La procedura, che è facoltativa, mira ad aiutare le parti a giungere a un accordo. Per ottenere la mediazione, se ne presenta la richiesta al governo, il quale conferisce l’incarico a un mediatore (conciliatore). Se la procedura di mediazione non ha successo, il mediatore può proporre una procedura di arbitrato, ma le parti non sono tenute ad accettarla, oppure il mediatore può notificare tale insuccesso al governo, il quale deve considerare l’opportunità di eventuali provvedimenti. La procedura ha carattere riservato.

Il mediatore ha il diritto di essere compensato per il suo lavoro. A meno che non si sia concordato altrimenti, l’onorario del mediatore viene pagato dalla parte che ha chiesto la mediazione.

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