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Ultimo aggiornamento: 23-07-2007
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Modi alternativi di risoluzione delle controversie - Spagna

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Ricorrere dinanzi al giudice per risolvere una controversia deve essere considerato un rimedio estremo, poiché il ricorso comporta una spesa di denaro (spese di giustizia) e di tempo (è necessario infatti considerare i complessivi tempi processuali e i possibili ritardi congiunturali dell’amministrazione della giustizia).

Prima di adire la giustizia è sempre preferibile cercare una soluzione stragiudiziale o non contenziosa. La legislazione spagnola favorisce l’utilizzo di questi strumenti alternativi favorendone l’accesso e, in alcuni casi, come ad esempio nel caso di determinati tipi di azione nel processo del lavoro, rendendone obbligatorio l’esperimento prima del ricorso giurisdizionale.



 

INDICE

1. Qui di seguito sono fornite alcune informazioni pratiche sui mezzi alternativi di risoluzione delle controversie in Spagna. 1.
2. Qualunque controversia può essere risolta mediante la conciliazione o l’arbitrato, tranne: 2.
3. Controversie tra privati 3.
4. Controversie familiari 4.
5. Controversie di lavoro 5.
6. Controversie in materia di affitti 6.

 

1. Qui di seguito sono fornite alcune informazioni pratiche sui mezzi alternativi di risoluzione delle controversie in Spagna.

In Spagna, oltre all’attività stragiudiziale, che rappresenta normalmente uno degli aspetti più importanti dell’attività forense, esiste la conciliazione che si effettua obbligatoriamente dinanzi ai Servizi di Mediazione dell’Amministrazione del Lavoro, (Servicios de Mediación de la Administración Laboral) da esperirsi preventivamente al giudizio in materia di lavoro (link verso il tribunale del lavoro).

Dinanzi ai tribunali civili e per cause di valore superiore a 3 000 euro è previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione successivo alla presentazione dell’atto di citazione e della comparsa di risposta, diretto dal giudice che ha il dovere di dispiegare i suoi buoni uffici per il raggiungimento dell’accordo. Solo in caso di mancato raggiungimento dell’accordo si celebrerà il processo.

Le funzioni attribuite ai cancellieri (Secretarios Judiciales) comprendono anche la conciliazione ai sensi di quanto stabilito dalle norme processuali, con cui si realizza la loro specifica attività di mediazione. Tale funzione non avrà effetto sino all’entrata in vigore della legge sulla giurisdizione volontaria.

L’arbitrato con il quale, previo accordo tra le parti, si sostituisce l’intervento decisionale dei giudici con quello di un arbitro (una terza persona o un Collegio arbitrale), è un istituto tipico del diritto privato, nonostante negli ultimi anni il suo aspetto istituzionale sia stato sviluppato dai “Departamentos Administrativos de Consumo” o dalle Camere di commercio.

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2. Qualunque controversia può essere risolta mediante la conciliazione o l’arbitrato, tranne:

  • le controversie sulle quali esista un giudicato, fatti salvi gli aspetti derivanti dall’esecuzione della sentenza.
  • Le materie connesse in maniera inscindibile ad altre sulle quali le parti non abbiano potere di decisione, come lo stato civile delle persone, il problema degli alimenti futuri, o le cause matrimoniali (separazione, nullità del matrimonio o divorzio), sebbene le relative questioni finanziarie possano essere risolte in via giurisdizionale.
  • Le controversie per le quali è previsto ai sensi di legge l’intervento del pubblico ministero in rappresentanza e difesa di coloro che a causa dell’incapacità di agire o della mancanza di rappresentanza legale non possono agire in giudizio per difendere i loro interessi, ad esempio gli incapaci legali o i minori.
  • Non possono essere risolti mediante arbitrato le controversie relative al consumo nei casi di intossicazione, lesione, morte o quando vi siano fondati indizi di un delitto.

L’istituto della conciliazione è disciplinato dalla legge processuale civile “Ley de Enjuiciamiento Civil” e dalla legge sul processo del lavoro “Ley de Procedimiento Laboral” (nel caso di processo del lavoro).

In materia civile, come sopra affermato, e fino all’entrata in vigore della legge sulla giurisdizione volontaria, la conciliazione è facoltativa e non può essere imposta alle parti. Competenti a esaminare atti di conciliazione sono i giudici di primo grado o i giudici di pace (giudici non professionali) del domicilio o, in mancanza, del luogo di residenza del convenuto. L’accordo concluso dalle parti nel verbale di conciliazione costituisce titolo esecutivo, idoneo a dar luogo ad un processo di esecuzione.

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L’arbitrato è disciplinato dalla legge sull’arbitrato (Ley de Arbitraje), la legge 60/2003 del 23 dicembre. Essa disciplina anche lo svolgimento dei procedimenti speciali di arbitrato, dei quali il più diffuso è l’arbitrato di consumo che risolve le controversie relative al consumo di beni e servizi di cui alla legge generale sulle difesa dei consumatori e degli utenti 26/1984 del 19 luglio (Ley 26/1984, de 19 de julio General de Defensa de Consumidores y Usuarios).

In Spagna l’arbitrato può essere basato sul diritto o sull’equità. Nella generalità dei casi, l’arbitro risolve la controversia applicando il diritto vigente, tranne il caso in cui le parti lo abbiano espressamente autorizzato a risolvere la controversia esclusivamente secondo equità. Il criterio equitativo (che permette di non applicare il diritto vigente) è utilizzato per fondare la decisione arbitrale in alcuni arbitrati istituzionali come quelli relativi alle controversie di consumo.

Selezioni nel seguente elenco la situazione in cui si trova per vedere se può esperire qualche mezzo alternativo di risoluzione delle controversie previsto dalla legislazione:

3. Controversie tra privati

È necessaria l’esistenza di un compromesso arbitrale, sotto forma di clausola inserita in un contratto o in un accordo a sé stante, nella quale le parti hanno espresso la volontà di sottomettere ad arbitrato tutte o alcune delle controversie che siano sorte o possano sorgere in relazione a un determinato rapporto giuridico (contrattuale o extracontrattuale).

Il compromesso arbitrale dovrà risultare da atto scritto, in un documento firmato dalle parti o in uno scambio di documenti, telegrammi, telex, fax o altri mezzi di telecomunicazione da cui risulti la prova dell’accordo.

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Tale requisito si considera soddisfatto quando l’accordo arbitrale sia formalizzato su supporto elettronico, ottico o di altro tipo e sia accessibile per un’ulteriore consultazione.

Sarà considerato parte integrale dell’accordo il compromesso arbitrale redatto in forma scritta al quale le parti si siano rimesse in una qualunque delle forme stabilite nel paragrafo precedente.

Per essere considerato valido, questo accordo non potrà riferirsi alle materie escluse dalla legge sull’arbitrato.

Il ricorso all’arbitrato non può essere imposto né da una legge, né da una sentenza del giudice. Ricorrere all’arbitrato è una scelta rimessa alla libera determinazione delle parti.

L’arbitrato deve rispettare i principi di uguaglianza e del giusto contraddittorio. L’arbitro dovrà trattare le parti con uguaglianza e offrire ad ognuna di esse un’opportunità sufficiente a far valere i propri diritti, essendo inoltre tenuto a mantenere il segreto sulle informazioni di cui venga a conoscenza mediante gli accordi arbitrali.

Le parti potranno convenire liberamente la procedura a cui gli arbitri dovranno attenersi. In base a quanto disposto dalla legge sull’arbitrato, in mancanza di accordo, l’arbitro potrà condurre l’arbitrato nel modo che riterrà più opportuno. Tale potere degli arbitri comprende quello di decidere in ordine all’ammissibilità, alla pertinenza e all’utilità delle prove, all’esperimento probatorio, inclusa l’iniziativa dell’arbitro e la valutazione delle prove.

Salvo diverso accordo delle parti, l’arbitro deciderà se si dovranno tenere udienze per formulare dichiarazioni per acquisire le prove o per la precisazione delle conclusioni o se il procedimento si svolgerà solo per iscritto.

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Salvo diverso accordo delle parti, sia gli arbitri che il collegio arbitrale potranno richiedere alle parti la costituzione di un fondo spese per pagare gli onorari e le spese degli arbitri, nonché le spese future che potranno derivare dall’arbitrato. Se il fondo spese non viene costituito gli arbitri potranno sospendere o concludere le attività arbitrali. Se qualcuna delle parti ha effettuato il pagamento di quanto previsto dal fondo spese gli arbitri, prima di dichiarare la conclusione o la sospensione del procedimento arbitrale o la fine delle attività arbitrali, lo comunicheranno alle altre parti, nell’eventualità che esse abbiano interesse a sostituirsi alla parte inadempiente, effettuando il pagamento entro il termine prefissato.

Per questo tipo di arbitrato non è previsto il gratuito patrocinio.

La decisione arbitrale emessa dall’arbitro si chiama “lodo”. Ogni “lodo” dovrà essere redatto per iscritto e firmato dagli arbitri, ciascuno dei quali potrà esprimere il suo parere contrario. Nel caso in cui ci sia più di un arbitro, sono sufficienti le firme della maggioranza dei membri del collegio arbitrale o la sola firma del presidente. Il lodo si considera redatto in forma scritta quando esiste una prova del suo contenuto e delle firme ed esso sia accessibile per un’ulteriore consultazione su supporto elettronico, ottico o di altro tipo. L’arbitro dovrà motivare le ragioni della sua decisione secondo diritto o secondo equità. In funzione di quanto stabilito dalle parti, gli arbitri decideranno nel lodo sui costi dell’arbitrato, che includeranno gli onorari e le spese degli arbitri e, se del caso, gli onorari e le spese dei difensori o dei rappresentanti delle parti, il costo del servizio prestato dall’istituzione che ha amministrato l’arbitrato e le rimanenti spese che derivano dal procedimento arbitrale.

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In caso di mancata esecuzione spontanea del lodo potrà essere iniziata l’esecuzione forzata giudiziale ai sensi di quanto disposto nella legge di procedura civile (link verso la scheda di esecuzione delle decisioni giudiziarie).

In caso di disaccordo sull’obbligatorietà, il collegio arbitrale obbliga le parti ad uniformarsi a quanto stabilito nel lodo e vieta ai giudici di esaminare controversie sottoposte ad arbitrato, nel caso in cui la parte interessata lo chieda durante un procedimento giudiziario.

L’accordo arbitrale non impedirà a nessuna delle parti di chiedere l’adozione di misure cautelari, o di impedire al giudice di concedere tali misure, né prima del procedimento di arbitrato, né durante lo stesso (link verso le misure cautelari).

Il lodo potrà essere annullato solo nel caso in cui la parte che richiede l’annullamento affermi e provi:

  • che l’accordo arbitrale non esiste o non è valido,
  • che non le sono state debitamente notificate la nomina di un arbitro o le attività arbitrali o che la stessa non è stata in grado, per qualsiasi altro motivo, di far valere i suoi diritti,
  • che gli arbitri si sono pronunciati su questioni non sottoposte alla loro decisione,
  • che la nomina degli arbitri o del procedimento arbitrale non è stata fatta con l’accordo delle parti, fatto salvo il caso in cui l’accordo fosse contrario a una norma imperativa di legge o, in mancanza di tale accordo, che la nomina o il procedimento erano in contrasto con quanto disposto dalla legge,
  • che gli arbitri si sono pronunciati su questioni che non potevano essere soggette ad arbitrato,
  • che il lodo è contrario all’ordine pubblico.

Il giudizio di annullamento si propone dinanzi alla Audiencia Provincial, e la relativa decisione non può essere impugnata.

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4. Controversie familiari

Nei processi di separazione e divorzio il Tribunale promuove la risoluzione della controversia mediante il reciproco accordo tra le parti dato che il procedimento iniziato con il confronto tra le parti, può essere risolto in modo non contenzioso. L’accordo deve contemplare gli aspetti relativi alla tutela e alla custodia dei figli comuni, deve occuparsi del regime delle visite, del contributo agli oneri matrimoniali e, se necessario della pensione compensativa e dell’attribuzione dell’uso della casa coniugale. Esso è approvato dal giudice solo quando si ritiene che esso non costituisca pregiudizio degli interessi dei minori o di uno dei membri della coppia. Qualora vi siano figli minori è previsto l’intervento del pubblico ministero e il tribunale può proporre le modifiche che ritiene opportune.

Si veda “Divorzio – Spagna”, “Responsabilità dei genitori – Spagna” e “Obbligo degli alimenti – Spagna”.

In talune Comunità autonome, come Catalogna, Valencia e Paesi Baschi, esistono regolamentazioni specifiche in materia di mediazione familiare.

5. Controversie di lavoro

In preparazione.

6. Controversie in materia di affitti

La legge 49/2003, del 26 novembre, in materia di affitti di fondi rustici, ha soppresso l’intervento obbligatorio del collegio arbitrale degli affitti di fondi rustici, in determinate controversie, come quelle relative all’accesso alla proprietà del nuovo locatario. Adesso le parti potranno sottomettersi liberamente all’arbitrato nei termini previsti nella legislazione applicabile in materia.

Ulteriori informazioni

  • Sistema arbitrale per i consumatori es
  • Formulario europeo di reclamo peri il consumatore en
  • Punti di contatto per la risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore dei servizi finanziari FIN NET Deutsch - English - français
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