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Ultimo aggiornamento: 18-07-2007
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Modi alternativi di risoluzione delle controversie - Grecia

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Si può avere un quadro generale dei modi alternativi di risoluzione delle controversie ("RAC", o ADR secondo la sigla inglese) consultando la pagina web «Modi alternativi di risoluzione delle controversie – Informazioni generali».

In questa nuova pagina si forniscono piuttosto informazioni pratiche sui vari modi alternativi di risoluzione delle controversie in Grecia.



 

INDICE

Anzitutto, quali sono, in termini generali, i vari tipi di RAC in Grecia? Anzitutto, quali sono, in termini generali, i vari tipi di RAC in Grecia?
TENTATIVO DI CONCILIAZIONE TENTATIVO DI CONCILIAZIONE
RISOLUZIONE EXTRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE RISOLUZIONE EXTRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE
ARBITRATO ARBITRATO
Nella maggior parte dei casi si può ricorrere a uno dei tipi di RAC indicati qui di seguito. Per maggiori informazioni, scegliere la situazione pertinente. Nella maggior parte dei casi si può ricorrere a uno dei tipi di RAC indicati qui di seguito. Per maggiori informazioni, scegliere la situazione pertinente.
Controversie fra consumatori e imprese Controversie fra consumatori e imprese
Controversie fra professionisti Controversie fra professionisti
Controversie fra datori di lavoro e lavoratori Controversie fra datori di lavoro e lavoratori
Controversie fra locatori e locatari Controversie fra locatori e locatari
Controversie familiari Controversie familiari
Controversie fra privati Controversie fra privati

 

Anzitutto, quali sono, in termini generali, i vari tipi di RAC in Grecia?

In linea generale, in Grecia non si sono elaborate RAC: tale pratica extragiudiziale è praticamente ignota.

Gli articoli 208-214 del primo capo del codice di procedura civile ("CPC") riguardano il tentativo di conciliazione che può precedere l’avvio di un’azione legale. Tuttavia, tale strumento viene utilizzato raramente.

TENTATIVO DI CONCILIAZIONE

Chi vuole intentare un’azione legale può chiedere, prima d’iniziarla, che il giudice di pace competente per territorio (non necessariamente per materia) proceda a un tentativo di conciliazione. Si presenta al giudice di pace la richiesta in tal senso, comprendente una breve descrizione della controversia, oppure le parti compaiono spontaneamente dinanzi al giudice. Quando gli viene presentata la richiesta di conciliazione, il giudice di pace convoca tutte le parti, nei tempi più brevi, stabilendo il giorno e l’ora. Nella convocazione del giudice di pace deve figurare una breve sintesi della controversia. Se le parti si presentano spontaneamente, il giudice di pace può procedere subito al tentativo di conciliazione, che non deve necessariamente aver luogo in pubblico. È previsto che si rediga e si conservi il relativo verbale. Nel corso del tentativo di conciliazione, il giudice di pace esamina assieme alle parti tutti gli elementi della controversia, senza esser vincolato dalle norme del diritto processuale o sostanziale in vigore, valuta liberamente i fatti e cerca di giungere alla conciliazione. In particolare, il giudice ha il diritto di ordinare ispezioni, perizie, la presentazione di documenti o la comparizione di parti; può interrogare testimoni, sia pure non sotto giuramento e, in generale, effettuare ogni azione atta a chiarire il caso. La conciliazione può riguardare la controversia nella sua interezza o solo in parte. Le azioni effettuate dal giudice di pace per giungere alla conciliazione sono descritte brevemente nel verbale. Se il tentativo di conciliazione fallisce, lo si indica nel verbale e il giudice di pace ne precisa il motivo. Se il tentativo ha successo, nel verbale sono riportati in tutti i particolari i termini della conciliazione.

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RISOLUZIONE EXTRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE

I tentativi di elaborare un’altra forma di RAC sono cominciati nel 1995. L’articolo 214 Α del CPC (che dopo ripetuti rinvii è entrato in vigore solo nel 1999, per procedimenti presentati dopo il 16 settembre 2000), stabilisce che "i procedimenti relativi a controversie di diritto privato, i quali secondo la procedura ordinaria rientrano in funzione della loro materia nella giurisdizione del tribunale collegiale di primo grado e per i quali il diritto sostanziale consente la conciliazione, non possono essere esaminati se non previo tentativo di risoluzione extragiudiziale della controversia". Quando registra l’atto iniziale del procedimento e fissa la data dell’udienza, il cancelliere appone, sull’originale e sulle copie, un timbro leggibile recante l’indicazione che l’udienza avrà luogo soltanto previo tentativo di "soluzione extragiudiziale della controversia". La convocazione in udienza deve comprendere anche l’invito al convenuto a presentarsi presso l’ufficio dell’avvocato o del collegio di avvocati del ricorrente in un determinato giorno e ora, per cercar di giungere alla risoluzione extragiudiziale della controversia. La parte così convocata deve presentarsi accompagnata dal proprio avvocato o deve essere rappresentata da un avvocato munito di procura. Gli avvocati possono stabilire di comune accordo un’altra data per tale incontro o rimandarlo a un altro giorno ed ora, stabilendo il luogo. Gli incontri per la risoluzione extragiudiziale delle controversie si tengono nell’arco di tempo fra il quinto giorno dopo la notificazione del procedimento e il trentacinquesimo giorno prima della data stabilita per l’udienza. Durante l’incontro le parti, accompagnate dai loro avvocati o rappresentate dagli avvocati ai quali hanno dato procura, e assistite se lo desiderano da una terza persona scelta di comune accordo, esaminano l’intera controversia e l’eventuale replica del convenuto, senza esser vincolate dalle disposizioni del diritto sostanziale. Le parti si servono di tutti i mezzi opportuni per accertare i fatti principali ed i punti sui quali vi è accordo o disaccordo, nonché le conseguenze accettate o contestate, nell’intento di giungere a una risoluzione reciprocamente accettabile della controversia, nella sua interezza o in parte. Se le parti giungono a una risoluzione integrale o parziale della controversia, si redige il verbale, che è esente da tributi, indicandovi i termini dell’accordo e, in particolare, la natura del diritto riconosciuto, l’importo della prestazione dovuta e l’eventuale termine di adempimento. L’accordo si limita alla controversia in oggetto. Inoltre, si determinano i costi previsti all’articolo 176 e seguenti del CPC. Il verbale viene datato e firmato dalle parti o dai loro avvocati, nel numero di originali equivalente al numero delle parti o gruppi di parti. Ogni parte può presentare il proprio originale del verbale al presidente del tribunale collegiale di primo grado presso il quale è pendente il caso, e chiederne la ratifica. Il presidente ratifica il verbale dopo aver accertato che: a) la controversia può essere risolta in via "extragiudiziale" ai sensi del paragrafo 1; b) il verbale è stato firmato a norma di legge; c) nel verbale sono indicati con chiarezza il diritto riconosciuto e l’eventuale importo della prestazione dovuta. Se la controversia comprende anche la richiesta di rigetto della domanda della parte avversa, la ratifica del verbale costituisce titolo esecutivo e il presidente emana contemporaneamente l’ordine di esecuzione. Se l’obiettivo era esclusivamente una pronuncia pregiudiziale, nel verbale viene indicato il diritto riconosciuto. In ogni caso la ratifica del verbale comporta l’estinzione del processo.

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Se non si raggiunge un accordo, viene redatto e firmato il verbale dell’insuccesso del tentativo di "soluzione alternativa alla controversia", nel quale si possono indicare anche i motivi. Se non viene firmato un verbale comune, l’avvocato del ricorrente o di un’altra parte diligente redige una dichiarazione, nella quale si possono indicare anche i motivi dell’insuccesso. Una dichiarazione analoga può essere redatta anche dall’avvocato della parte avversa. Il verbale o le dichiarazioni riguardanti l’insuccesso vengono depositati durante l’udienza assieme alle conclusioni. In caso di accordo parziale non è richiesta la stesura di un verbale specifico o di dichiarazioni.

Purtroppo questo tipo di RAC non ha dato i risultati che ci si aspettava e funziona solo come premessa processuale dell’esame del caso presso il tribunale competente.

L’unica RAC che può essere considerata operativa in Grecia è l’arbitrato.

ARBITRATO

Il settimo capo del CPC, riguardante l’arbitrato, definisce (agli articoli 867-903) le condizioni che lo disciplinano.

Possono essere sottoposte ad arbitrato tutte le controversie di diritto privato, salvo quelle relative alla prestazione di lavoro dipendente, purché le parti interessate abbiano la facoltà di trattare liberamente l’oggetto della loro controversia. Le parti possono prevedere che siano sottoposte ad arbitrato anche controversie future, ma in tal caso il compromesso, ossia l’accordo di ricorrere all’arbitrato, va stipulato per iscritto e deve far riferimento a un rapporto giuridico specifico che possa dare adito a controversie. Il compromesso può essere stipulato anche dinanzi al tribunale, durante l’esame del caso. Possono essere nominati arbitri una o più persone o anche l’intero tribunale.

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Se nel compromesso non si nominano gli arbitri né si stabiliscono le modalità per la loro nomina, ciascuna delle parti nomina il suo arbitro. Se vi è più di un arbitro, sono gli arbitri stessi che scelgono il presidente del collegio arbitrale, a meno che non sia stabilito altrimenti nel compromesso. La nomina dell’arbitro a cura di una delle parti, la nomina del presidente del collegio arbitrale da parte degli altri arbitri o la nomina di arbitri da parte di terzi non può essere revocata.

Presso ogni tribunale monocratico di primo grado è disponibile un elenco di arbitri compilato dal tribunale collegiale di primo grado. Chi viene nominato arbitro o presidente del collegio arbitrale non è tenuto ad accettare la nomina. La parte che chiede l’arbitrato anticipa la metà del compenso dell’arbitro o arbitri e del presidente del collegio arbitrale (articolo 882 del CPC). Nel lodo arbitrale si stabilisce poi quale parte dovrà pagare il compenso e sostenere le spese.

Il procedimento si svolge dinanzi agli arbitri e al presidente del collegio arbitrale, che agiscono congiuntamente. Gli arbitri stabiliscono, a loro discernimento, la data e il luogo dell’arbitrato e la procedura da seguire, a meno che non sia previsto altrimenti nel compromesso. Nel corso dell’arbitrato le parti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, secondo il principio dell’uguaglianza. Esse devono essere convocate a comparire per esporre le proprie argomentazioni, oralmente o per iscritto a discrezione degli arbitri, e presentare gli elementi probatori. Il presidente del collegio arbitrale conduce il dibattito. Le parti possono farsi accompagnare o farsi rappresentare dal loro avvocato. Si possono interrogare, sotto giuramento o no, testimoni e periti. Salvo stipulazione contraria nel compromesso, gli arbitri applicano le disposizioni del diritto sostanziale. Nel lodo arbitrale, che deve essere redatto per iscritto e firmato dagli arbitri, si devono indicare: a) l’identità del presidente del collegio arbitrale e degli arbitri; b) il luogo e data della sua pronuncia; c) l’identità dei partecipanti alla procedura di arbitrato; d) il compromesso su cui è basata la decisione; e) la motivazione; f) la decisione stessa. Il lodo non può essere impugnato, ma se ne può ottenere l’annullamento totale o parziale, mediante sentenza del tribunale, esclusivamente per uno dei seguenti motivi: 1) se il compromesso è privo di validità; 2) se il lodo è stato pronunciato dopo la scadenza del compromesso; 3) se coloro che hanno pronunciato il lodo erano stati nominati in violazione delle disposizioni del compromesso o delle disposizioni di legge oppure erano stati revocati dalle parti oppure se hanno pronunciato il lodo nonostante che fosse stata accolta la richiesta di loro ricusazione; 4) se coloro che hanno pronunciato il lodo si sono spinti oltre i poteri accordati loro dal compromesso o dalla legge; 5) se sono state violate le disposizioni dell’articolo 886, paragrafo 2 (sospensione del compromesso) o degli articoli 891 e 892 (contenuto del lodo); 6) se il lodo è contrario alle disposizioni relative all’ordine pubblico o al buon costume; 7) se il lodo è incomprensibile o contiene disposizioni contraddittorie; 8) se è giustificato il suo riesame ai sensi dell’articolo 544 del CPC.

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L’articolo 902 del CPC stabilisce che si possono prevedere arbitrati permanenti presso le camere di commercio o simili, le borse valori e merci e le associazioni professionali che siano persone giuridiche di diritto pubblico. A tale scopo è necessario un decreto emesso per proposta del ministro della Giustizia e del ministro rispettivamente responsabile di tali organismi, previo parere consultivo del rispettivo consiglio di amministrazione.

Nella maggior parte dei casi si può ricorrere a uno dei tipi di RAC indicati qui di seguito. Per maggiori informazioni, scegliere la situazione pertinente.

Controversie fra consumatori e imprese

Come è indicato nella pagina "Modi alternativi di risoluzione delle controversie – Diritto comunitario", la Commissione mette a disposizione sul proprio sito web l’elenco degli organismi che espletano RAC nei vari Stati membri, fornendo informazioni di carattere pratico, utili per decidere se rivolgersi a uno di essi: se ne indicano la struttura, il campo di competenza, il tipo di procedura, i costi e altri dati. Si può consultare l’elenco alla pagina Consumatori English.

Può succedere che ci debba rivolgere a un organismo RAC in un altro Stato membro. Per sapere bene chi contattare, consultare le pagine web dell’ EEJ-Net, o di FIN-NET in caso di controversie riguardanti servizi economici.

Controversie fra professionisti

Come si è detto, non sono previste RAC specifiche.

Controversie fra datori di lavoro e lavoratori

Vi è una forma di RAC che prevede l’intervento dell’ispettorato locale del lavoro. A richiesta del lavoratore, il datore di lavoro viene invitato a presentarsi all’ispettorato locale del lavoro e, con l’aiuto di un funzionario di quest’ufficio, si cerca di trovare una risoluzione alla controversia. La procedura è gratuita.

Controversie fra locatori e locatari

Come si è detto, non sono previste RAC specifiche.

Controversie familiari

Come si è detto, non sono previste RAC specifiche.

Controversie fra privati

Come si è detto, non sono previste RAC specifiche.

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