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Ultimo aggiornamento: 30-07-2007
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Modi alternativi di risoluzione delle controversie - Diritto Comunitario

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L'Unione europea s’interessa da molto vicino ai modi alternativi di risoluzione delle controversie.

La Commissione europea ha pubblicato nell'aprile 2002 un documento di discussione sui modi alternativi di risoluzione delle controversie. Nel luglio 2004 è stata lanciata l'idea di un codice di condotta dei mediatori English PDF File (PDF File 118 KB), approvato e adottato da numerosi esperti, e nell'ottobre 2004 la Commissione ha adottato e presentato al Parlamento europeo e al Consiglio europeo un progetto quadro di direttiva sulla mediazione.

Il Libro verde, il codice di condotta e il progetto quadro di direttiva sulla mediazione si inseriscono nel contesto dei lavori in corso nell'ambito della Comunità europea per la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, e, più in particolare, per garantire un migliore accesso alla giustizia. La Commissione ritiene che incoraggiare la mediazione e altri modi alternativi di risoluzione delle controversie favorisca la loro soluzione e contribuisca a ridurre le preoccupazioni, il tempo e i costi di un giudizio aiutando concretamente i cittadini a far valere i propri diritti.

Nel dare seguito al piano d'azione di Vienna del 1998 ed alle conclusioni del Consiglio europeo di Tampere del 1999, il Consiglio dei ministri Giustizia e affari interni aveva invitato la Commissione a presentare un Libro verde sui modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale diversi dall'arbitrato, per "fare il punto della situazione esistente e per lanciare un'ampia consultazione ai fini della preparazione delle misure concrete da adottare. La priorità deve essere data alla possibilità di stabilire dei principi fondamentali, in generale e in settori specifici, che forniscano le garanzie necessarie affinché la composizione delle controversie da parte di istanze extragiudiziali assicuri il livello di sicurezza richiesto nell'amministrazione della giustizia".

Nel suo Libro verde, la Commissione ricordava che lo sviluppo di queste forme di composizione delle controversie non deve essere percepito come un modo per rimediare alle difficoltà di funzionamento del sistema giudiziario, ma come un'altra forma di pacificazione sociale più consensuale e, in molti casi, più appropriata che il ricorso al giudice o ad un arbitro.

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I modi alternativi di risoluzione delle controversie, come ad esempio la mediazione, consentono in effetti alle parti di riallacciare un dialogo per trovare una vera soluzione al loro conflitto, anziché rinchiudersi in una logica di scontro da cui di solito escono un vincitore e un vinto. L'importanza della domanda di tali soluzioni è molto visibile, ad esempio in materia di conflitti familiari, ma la sua potenziale utilità è molto vasta per molti altri tipi di controversie.

Si ricorre sempre più spesso a questi modi alternativi in caso di complesse controversie commerciali in cui le parti, pur desiderando risolvere la controversia, vogliono anche fare il possibile per mantenere le loro relazioni commerciali, oppure in caso di controversie in campo medico in cui la mediazione può proporre soluzioni alternative a problemi spesso molto delicati proponendo risposte nuove che possono andare al di là delle competenze di una corte.

Il Libro verde offriva, mediante tutte le informazioni che presentava e le questioni che sollevava, l'occasione di sensibilizzare il maggior numero di soggetti a queste nuove forme di composizione delle controversie. Era destinato in particolare a soggetti sottoposti alla giurisdizione, magistrati e professioni giuridiche.

Il Libro verde mirava essenzialmente a trovare delle risposte in merito al delicato equilibrio tra la necessità di salvaguardare la flessibilità di questo tipo di procedure e al contempo garantirne la qualità nonché un rapporto armonioso con i procedimenti giudiziari.

Il Libro verde consentiva altresì di garantire una migliore visibilità alle iniziative che sono già state adottate in questo campo dagli Stati membri e a livello comunitario.

Infine, con la pubblicazione di questo Libro verde, la Commissione ha partecipato ai dibattiti in corso negli Stati membri e a livello internazionale sul modo migliore di assicurare un ambiente ottimale per lo sviluppo dei modi alternativi di risoluzione delle controversie.

Le 21 domande poste nel Libro verde vertevano sugli elementi determinanti dei vari modi alternativi di risoluzione delle controversie, quali la questione delle clausole di ricorso a tale procedura, il problema dei termini di prescrizione e decadenza, l'esigenza di riservatezza, la validità dei consensi, l'efficacia degli accordi scaturiti da tali procedure, la formazione dei terzi, il loro riconoscimento, il regime di responsabilità applicabile.

Il Codice di Condotta English PDF File (PDF File 118 KB) 

Il Codice di Condotta stabilisce una serie di norme che possono essere applicate alla mediazione e a cui le organizzazioni che forniscono servizi di mediazione devono conformarsi. È stato elaborato insieme a molte organizzazioni e a privati, tra cui esperti del settore e altre persone interessate allo sviluppo della mediazione nell'Unione europea. Il codice è stato adottato durante una riunione di questi esperti nel luglio 2004 e la Commissione ha espresso soddisfazione per essere stata coinvolta e per avere avuto l'opportunità di partecipare a questo processo.

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La proposta di una direttiva sulla mediazione

La proposta della Commissione è stata adottata dal collegio dei commissari nell'ottobre 2004 e immediatamente trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio. La proposta è stata elaborata dopo la pubblicazione del Libro verde e ha comportato un'ampia consultazione di tutte le parti interessate alla mediazione. La sua elaborazione è avvenuta contemporaneamente a quella del codice di condotta e ha coinvolto in molti casi le stesse persone.

La proposta di direttiva cerca di promuovere il ricorso alla mediazione chiedendo l'inserimento di determinate norme nei sistemi giuridici degli Stati membri. Queste norme vertono sul carattere riservato della mediazione e sull'obbligo dei mediatori di non rendere testimonianza, sull'esecuzione degli accordi transattivi raggiunti in seguito ad una mediazione, sulla sospensione dei periodi di prescrizione e di decadenza delle azioni durante lo svolgimento di una mediazione eliminando così un possibile deterrente per il ricorso alla mediazione e senza cercare di svolgere un ruolo normativo o di armonizzare le normative degli Stati membri. In questo mondo si favoriscono la formazione dei mediatori e l'adozione di norme di condotta per assicurare una qualità uniforme della mediazione in tutta l'Unione.

La Commissione spera che la direttiva possa essere approvata e adottata in tempi ragionevolmente brevi in modo da favorire lo sviluppo della mediazione in tutta l'Unione Europea e quindi l'accesso alla giustizia dei cittadini europei in tutti gli Stati membri.

Il Libro verde poggia su un certo numero di realizzazioni

Il ruolo dei modi alternativi di risoluzione delle controversie è stato effettivamente posto in evidenza, direttamente o indirettamente, in un certo numero di testi e di proposte. Gli Stati membri sono invitati ad introdurre questo tipo di procedure, o almeno a favorirne la creazione e la gestione da parte di soggetti privati.

 Si possono citare gli esempi seguenti:

  • La Commissione si è interessata agli aspetti finanziari dei modi alternativi in generale. La Commissione ha infatti proposto, il 18 gennaio 2002, una direttiva PDF File (PDF File 88 KB) relativa all'assistenza giudiziaria, la quale prevede, per favorire il ricorso da parte delle persone bisognose ai modi alternativi di risoluzione delle controversie, la possibilità di estendere, in presenza di talune condizioni, il beneficio del patrocinio a spese dello Stato a tali procedure extragiudiziali.

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  • Per quanto concerne i rapporti familiari, la Commissione ha cercato di promuovere i modi alternativi di risoluzione delle controversie nella  proposta di regolamento che ha pubblicato il 3 maggio 2002 relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori.

  • Per quanto concerne le controversie in materia di consumo legate al commercio elettronico, il ruolo dei modi alternativi di risoluzione delle controversie è stato evidenziato sia nella direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico, sia in una dichiarazione congiunta del Consiglio e della Commissione PDF File (PDF File 66 KB) fatta a margine dell'adozione del regolamento detto "Bruxelles I" relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.

  • La direttiva 98/10/CE sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta alla telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale invita gli Stati membri a creare delle procedure di risoluzione delle controversie "di facile accesso e in linea di massima gratuite per risolvere le controversie in modo equo, trasparente e rapido".

  • La direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica prevede la creazione di strutture extragiudiziali per risolvere le controversie che possono sorgere tra i professionisti del settore.

  • In una proposta di direttiva presentata il 13 marzo 2001 relativa al mercato dell'elettricità e del gas naturale, la Commissione ha espressamente invitato gli Stati membri ad istituire delle procedure di risoluzione delle controversie tra fornitori e clienti che rispettino i principi che la Commissione stessa aveva stabilito in una raccomandazione del 30 marzo 1998 adottata nel settore delle controversie in materia di consumo (vedi infra).

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In alcuni settori la Commissione di fatto è andata più in là del mero incoraggiamento ad istituire dei modi alternativi di risoluzione delle controversie. Ha cercato di promuovere la qualità e l'efficacia dei modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia di consumo.

La qualità dei modi alternativi di risoluzione delle controversie

I lavori a livello comunitario tendono a distinguere due grandi categorie di modi alternativi di risoluzione delle controversie a cui possono ricorrere i consumatori per risolvere le proprie controversie con i professionisti:

  • Le procedure in cui il terzo aiuta le parti a trovare un accordo, senza però assumere una posizione formale sulle soluzioni da dare eventualmente alla controversia.

La Commissione ha preso un'iniziativa volta a fare in modo che le procedure extragiudiziali di risoluzione delle controversie in materia di consumo osservino una serie di principi. Ha infatti pubblicato, il 4 aprile 2001, una raccomandazione che riguarda le procedure in cui il terzo non assume una posizione ma si limita ad aiutare le parti a trovare da sole tale soluzione. Questa raccomandazione enuncia quattro principi: imparzialità, trasparenza, efficacia e equità.

  • Le procedure in cui il terzo trova lui stesso una soluzione che poi presenta alle parti:

La Commissione ha preso un'iniziativa volta a fare in modo che queste procedure osservino una serie di principi.

La Commissione ha quindi pubblicato, il 30 marzo 1998 una raccomandazione, che riguarda le procedure in cui il terzo decide della controversia, in modo vincolante o meno per le parti. Questa raccomandazione riguarda altresì l'arbitrato relativo a controversie in materia di consumo. Questa raccomandazione contiene i sette principi minimi seguenti: indipendenza, trasparenza, contraddittorio, efficacia, legalità, libertà e rappresentanza. Gli Stati membri sono stati indotti a stilare un inventario degli organismi responsabili per la risoluzione extragiudiziale delle controversie di consumo che considerano conformi alla raccomandazione della Commissione. Queste liste nazionali sono state comunicate alla Commissione, e si possono consultare sulle pagine web della Direzione generale per la salute e la tutela dei consumatori Deutsch - English - français (DG SANCO).

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L’efficacia dei modi alternativi di risoluzione delle controversie.

La Commissione è all'origine della creazione di due reti europee di istanze nazionali il cui obiettivo comune è quello di facilitare l'accesso alle procedure extragiudiziali per la risoluzione delle controversie transfrontaliere, nel caso in cui il professionista sia stabilito in uno Stato membro diverso da quello in cui risiede il consumatore. Queste due reti perseguono lo stesso obiettivo ma non funzionano nello stesso modo:

  • La rete europea extragiudiziale "ECC-Net" English è una struttura di assistenza e d'informazione dei consumatori, composta di punti di contatto nazionali, istituiti in ciascuno degli Stati membri, oltre che in Norvegia e in Islanda. Ogni punto di contatto fa da collegamento per le informazioni ai 400 organi per i quali gli Stati membri hanno considerato che fossero soddisfatti i requisiti di cui alle due raccomandazioni della Commissione relative ai principi applicabili agli organi responsabili per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo.
  • La rete per la risoluzione extragiudiziale delle liti transfrontaliere in materia di servizi finanziari "FIN-NET" Deutsch - English - français collega invece la trentina di organismi nazionali competenti per la risoluzione extragiudiziale delle controversie che soddisfano i requisiti di cui alla prima raccomandazione della Commissione. FIN-NET consente ai consumatori che si trovano di fronte ad un problema nel settore dei servizi finanziari (banche, assicurazioni, organismi d'investimento) di accedere direttamente ad un mezzo di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

Un incoraggiamento per iniziative concrete

Parallelamente a tutti questi lavori di natura normativa, l'Unione europea concede un sostegno di natura finanziaria ad alcune iniziative, in particolare nel settore della risoluzione delle controversie di consumo on line. La Commissione ha così partecipato finanziariamente al lancio del progetto ECODIR English - français (Electronic COnsumer DIspute Resolution Platform), piattaforma elettronica per la risoluzione delle controversie.

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Documenti di riferimento

  • Sintesi Deutsch - English - français PDF File (PDF File 120 KB) delle risposte al Libro verde relativo ai modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale
  • Libro verde PDF File (PDF File 284 KB) relativo ai modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale
  • Direttiva 2002/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l'accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie
  • Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000
  • Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («Direttiva sul commercio elettronico»)
  • Dichiarazione congiunta PDF File (PDF File 66 KB) del Consiglio e della Commissionerelativa alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
  • Direttiva 98/10/CE sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta alla telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale
  • Direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro)
  • Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Completamento del mercato interno dell’energia
  • Raccomandazione della Commissione del 4 aprile 2001 sui principi applicabili agli organi extragiudiziali che partecipano alla risoluzione consensuale delle controversie in materia di consumo
  • Raccomandazione della Commissione del 30 marzo 1998 riguardante i principi applicabili agli organi responsabili per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo
  • Codice europeo di condotta dei mediatori English PDF File (PDF File 118 KB)
  • Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale

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