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Ultimo aggiornamento: 28-02-2007
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Modi alternativi di risoluzione delle controversie - Repubblica Ceca

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INDICE

1. Modi alternativi di risoluzione delle controversie nella Repubblica ceca 1.
1.1. Arbitrato 1.1.
1.2. Arbitro finanziario 1.2.
1.3. Ombudsman (difensore dei diritti) 1.3.
2. Nella maggior parte delle situazioni si può ricorrere a uno dei modi alternativi di risoluzione delle controversie. Per ottenere maggiori informazioni, occorre fare riferimento ai diversi tipi di controversia di cui in appresso. 2.
2.1. Controversie tra imprese e consumatori 2.1.
2.1.1. Arbitrato 2.1.1.
2.1.2. Arbitro finanziario 2.1.2.
2.2. Controversie tra imprese 2.2.
2.3. Conflitti tra lavoratori e datori di lavoro 2.3.
2.4. Controversie familiari 2.4.
2.5. Controversie tra singoli individui 2.5.
2.6. Altre controversie 2.6.

 

1. Modi alternativi di risoluzione delle controversie nella Repubblica ceca

1.1. Arbitrato

L’arbitrato si svolge sotto il controllo delle parti, sulla base di un accordo scritto in cui le parti stabiliscono che la controversia sarà risolta da una terza persona indipendente a tal fine da esse designata. Tale persona può essere un arbitro indipendente (un adulto competente in materia di diritto) oppure un organo permanente di arbitrato (per esempio, nella Repubblica ceca: il tribunale arbitrale presso la Camera del Commercio della Repubblica ceca e la Camera dell’Agricoltura della Repubblica ceca) ceština - Deutsch - English.

Si può ricorrere a tale tipo di risoluzione alternativa delle controversie per le controversie civili relative alla proprietà. Si tratta soprattutto dei casi in cui si acquisisce un determinato diritto mediante pagamento (per esempio, il diritto di proprietà in un accordo commerciale) oppure un bene. Rientrano in tale categoria le controversie commerciali relative alla proprietà (sorte, per esempio, nell’ambito di contratti di leasing), i conflitti in materia di lavoro (sorti a seguito dell’ingiusta cessazione di contratti di lavoro o per rivendicazioni salariali) e in materia di diritto di famiglia (relativi al pagamento di alimenti a persone adulte). Non si può ricorrere all’arbitrato per risolvere controversie sorte in relazione all’applicazione di decisioni o controversie relative a fallimenti o compensazioni.

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1.2. Arbitro finanziario

E‘ l’organo che si occupa della risoluzione delle controversie tra i fornitori di servizi finanziari (banche, casse di risparmio e altre organizzazioni che si occupano di trasferimenti di denaro) e i loro clienti o tra coloro che emettono mezzi di pagamento (per esempio, carte di credito) e gli utenti di tali servizi.

1.3. Ombudsman (difensore dei diritti)

I cittadini possono rivolgersi a tale organo per le denunce contro l’amministrazione.

L‘ombudsman aiuta i cittadini che sono stati trattati in maniera contraria alla legge o non conforme ai principi di uno Stato democratico e di diritto dalle autorità amministrative. Pur non potendo modificare o annullare le decisioni dell’amministrazione, l’ombudsman, qualora constati che vi è stato un trattamento ingiusto, può raccomandare alle autorità di adottare le misure opportune per sanare la situazione.

2. Nella maggior parte delle situazioni si può ricorrere a uno dei modi alternativi di risoluzione delle controversie. Per ottenere maggiori informazioni, occorre fare riferimento ai diversi tipi di controversia di cui in appresso.

2.1. Controversie tra imprese e consumatori

Come è già stato indicato nella pagina informativa "Modi alternativi di risoluzione delle controversie - diritto comunitario", la Commissione ha pubblicato sul proprio sito Internet un elenco esauriente delle persone e degli organi che si occupano della risoluzione alternativa delle controversie concernenti i consumatori negli Stati membri. In tale pagina informativa vi sono le informazioni pratiche necessarie per aiutare a stabilire a quale tipo di risoluzione alternativa delle controversie ricorrere. Vi sono anche informazioni sul loro funzionamento, sui settori di competenza, sui procedimenti, sulle spese e altri dettagli. La pagina può essere consultata al seguente indirizzo Internet Deutsch - English - français.

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Può capitare di doversi rivolgere per la risoluzione alternativa delle controversie a un’istituzione che si trova in un altro Stato membro. Per sapere con precisione chi contattare in tali casi, si può consultare il sito Internet della rete europea extragiudiziale per la soluzione delle controversie transfrontaliere EEJ-Net o il sito FIN-NET nei casi di controversie concernenti servizi finanziari.

Nella Repubblica ceca tali controversie possono essere risolte mediante arbitrato e, in alcuni settori, da un arbitro finanziario.

2.1.1. Arbitrato

Si può ricorrere all’arbitrato per quasi tutte le controversie che rientrano in questa categoria dal momento che la maggior parte di esse riguardano la proprietà. Una controversia comune è quella relativa ad accordi di vendita.

Le norme in materia di arbitrato sono stabilite dalla legge n. 216/1994 relativa alle procedure di arbitrato e all’esecuzione della decisione arbitrale (lodo) ceština e modifiche successive.  

L’arbitrato viene effettuato sulla base di un accordo scritto concluso dalle parti (può essere accettato anche un accordo verbale, a condizione che i partecipanti confermino la loro accettazione per iscritto quando viene presa la decisione arbitrale).

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Il consumatore può concludere un accordo scritto con un imprenditore (clausola compromissoria) che stabilisca che tutte le controversie eventualmente insorte a seguito di un determinato accordo (per esempio: un accordo di vendita, un accordo relativo alle condizioni di lavoro) saranno risolte mediante arbitrato. Se una controversia riguarda una materia coperta da una clausola compromissoria, essa non può essere risolta mediante ricorso al giudice. Tuttavia, il richiedente può ricorrere al giudice se il caso viene discusso dinanzi all’arbitro conformemente a un accordo tra le parti in causa.

Gli arbitri sono tenuti al segreto professionale per tutelare la riservatezza ove le parti lo desiderino.

Gli arbitri possono negoziare l’accordo mediante telegramma, fax o altri mezzi elettronici che permettano loro di trasmettere il messaggio e di designare le persone che negozieranno l’accordo. Tali mezzi possono essere utilizzati, se le parti sono d’accordo, anche per i procedimenti stessi.

Nei procedimenti di arbitrato le parti non necessitano di un rappresentante legale. Le spese del procedimento sono a carico delle parti.

La decisione presa al termine di un procedimento di arbitrato (lodo) è definitiva, vincolante e esecutoria. La decisione di un arbitro può essere invalidata solo per ragioni giuridicamente definite. Rientrano in queste ultime i vizi di forma come un arbitro incompetente (che non sia maggiorenne o la cui autorizzazione sia stata revocata o limitata) o un arbitro che non sia stato preventivamente autorizzato dalle parti, etc. La risoluzione giudiziaria che annulla la decisione dell’arbitro deve essere presa entro tre mesi dalla data in cui la decisione è stata comunicata alla parte che ne chiede l’annullamento.

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Per quanto riguarda la delega di poteri, si può consultare la sezione relativa ai consigli di redazione delle clausole compromissorie dei contratti ceština, sul sito Internet del Tribunale arbitrale presso la Camera del Commercio della Repubblica ceca e la Camera dell’Agricoltura della Repubblica ceca.

Altri siti Internet utili: tribunale arbitrale ceština - Deutsch - English.

2.1.2. Arbitro finanziario

I consumatori possono ricorrere a tale organo per i loro conflitti con le banche e altri istituti finanziarie in materia di esecuzione o agevolazione di trasferimenti di denaro, uso di mezzi di pagamento come carte di credito o altri servizi bancari. Si può ricorrere all’arbitro finanziario anche quando le banche non eseguono le operazioni richieste dal cliente o le eseguono commettendo errori o con ritardo. Un esempio tipico del ricorso a tale tipo di soluzione alternativa delle controversie è in caso di uso indebito di carte di credito. L’arbitro finanziario è competente a decidere nei casi in cui l’importo del trasferimento non supera i 50.000 euro. Dopo l’adesione della Repubblica ceca all’Unione europea, l’arbitro finanziario ceco è stato responsabile della risoluzione delle controversie relative a transazioni in euro nell’Unione europea e nello spazio economico europeo.

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I procedimenti da seguire dinanzi ad un arbitro finanziario e la competenza di quest’ultimo sono disciplinati dalla legge 229/2002 . PDF File (PDF File), relativa all’arbitro finanziario del 9 maggio 2002 (in vigore dal 1° gennaio 2003).

L’arbitro finanziario è designato dal Parlamento ceco, deve avere una buona reputazione e possedere qualifiche ed esperienza adeguate. E’ tenuto al segreto professionale per quanto riguarda le informazioni ottenute nel corso del proprio lavoro. In tal modo si garantisce la correttezza del procedimento e la tutela delle informazioni riservate.

L’arbitrato non è obbligatorio. In alternativa, si può ricorrere ad altri modi più tradizionali di risoluzione delle controversie. Inoltre, non si può avviare un procedimento di arbitrato se un giudice ha già deliberato sulla stessa materia o se il procedimento giudiziario è già in corso. Ciò vale anche nel caso in cui la controversia è o è già stata sottoposta all’arbitro finanziario o se è o è già stata oggetto di un altro procedimento giudiziario.

Il procedimento può essere avviato da un consumatore che sia cliente di un determinato istituto finanziario o dal titolare di un mezzo di pagamento elettronico.

Il procedimento può essere avviato anche in forma elettronica con una firma elettronica sicura. E’ anche possibile avviare un procedimento mediante telegramma, fax o mediante una rete pubblica di dati senza una firma elettronica sicura, a condizione che la domanda di avvio del procedimento sia firmata entro tre giorni per iscritto o con una firma elettronica sicura. La domanda può essere presentata anche mediante un modulo fornito dall’arbitro. Per il modulo standard (pdf) cliccare qui ceština PDF File (PDF File 174 KB) e per il modulo elettronico cliccare qui ceština - English.

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I procedimenti possono svolgersi a distanza, in forma scritta o per via elettronica, ma l’arbitro può chiedere ai partecipanti di fornire spiegazioni oralmente.

Le parti non hanno l’obbligo di avere un rappresentante legale. I procedimenti sono esenti da imposte. Ognuna delle parti sostiene le proprie spese ad eccezione di quelle di traduzione che vengono pagate dall’istituto finanziario. Si tratta della traduzione nella lingua in cui è redatto l’accordo del richiedente con l’istituto o in cui egli comunica abitualmente con l’istituto per iscritto. Il richiedente ha diritto a tale tipo di traduzione.

Per ciascun caso l’arbitro emette una decisione in forma scritta che viene recapitata personalmente alle parti. Eventuali obiezioni delle parti a tale decisione devono essere presentate nella forma giuridica prescritta e entro 15 giorni dalla data di ricevimento della decisione. Si può rinunciare al diritto a presentare obiezioni. La presentazione di obiezioni ha effetto sospensivo. L’arbitro, nel prendere una decisione sulle obiezioni sollevate, può sia modificare che mantenere immutata la propria decisione precedente. Una copia scritta della decisione sulle obiezioni viene recapitata alle parti e viene considerata definitiva. La decisione è giuridicamente vincolante e non possono essere sollevate ulteriori obiezioni. La decisione può essere eseguita dai tribunali, conformemente al codice di procedura civile una volta scaduti i termini per la sua attuazione. Qualora il termine non sia specificato chiaramente nella decisione, questa può essere eseguita non appena diventa giuridicamente vincolante.

Qualora non sia soddisfatto della risoluzione della controversia da parte dell’arbitro finanziario, il consumatore può ricorrere a un tribunale. Altrettanto ha il diritto di fare l’istituto finanziario. Avviare un’azione giudiziaria, rivolgersi ad un tribunale arbitrale, giungere ad un accordo extragiudiziale e revocare la domanda prima che la decisione diventi giuridicamente vincolante annullano la decisione arbitrale privandola di qualsiasi effetto.

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Altri siti Internet utili: Arbitro finanziario ceština - English

2.2. Controversie tra imprese

Le imprese possono ricorrere all’arbitrato, segnatamente per risolvere controversie in materia di proprietà. Per i modi alternativi di risoluzione di tale tipo di controversia cfr: sopra.

Si può ricorrere all’arbitro finanziario anche per le controversie tra un’impresa e una banca. Per informazioni sulle condizioni per utilizzare tale tipo di risoluzione alternativa delle controversie, si consulti la sezione relativa alle controversie tra consumatori ed imprenditori.

2.3. Conflitti tra lavoratori e datori di lavoro

In tale ambito, l’arbitrato può risolvere dispute relative alle condizioni di lavoro (licenziamenti senza giusta causa, rivendicazioni salariali, etc.). Per informazioni sull’arbitrato, si veda quanto già illustrato sopra.

2.4. Controversie familiari

In tale ambito, si può ricorrere all’arbitrato come un modo alternativo di risoluzione delle controversie e solo in un numero ridotto di casi che riguardano la proprietà e soddisfano le condizioni stabilite dalla legge n. 216/1994 relativa alle procedure di arbitrato e all’esecuzione della decisione arbitrale (lodo) ceština e modifiche successive. Pertanto, non si può ricorrere all’arbitrato in caso di divorzio. Nella pratica, l’arbitrato è particolarmente indicato per risolvere controversie in materia di alimenti tra adulti o di beni comuni dei coniugi. Per informazioni sull’arbitrato, si veda quanto già illustrato sopra.

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2.5. Controversie tra singoli individui

Anche singoli individui possono ricorrere all’arbitrato per risolvere controversie in materia di proprietà. Per informazioni sull’arbitrato, si veda quanto già illustrato sopra.

2.6. Altre controversie

Le controversie che ancora non sono state trattate in queste pagine sono quelle che riguardano i conflitti tra i singoli cittadini e l’amministrazione. In tali casi occorre ricorrere al difensore dei diritti (ombudsman).

Lo status e i poteri dell’ombudsman sono disciplinati dalla legge n. 349/1999 dell’8 dicembre 1999 sull’ombudsman ceština.

L‘ombudsman aiuta i cittadini che sono stati trattati in maniera contraria alla legge o non conforme ai principi di uno Stato democratico e di diritto dalle autorità amministrative.

La denuncia può riferirsi a un ministero o a un’altra autorità amministrativa di ambito nazionale e ai servizi da essi dipendenti (per esempio, il catasto, gli uffici del lavoro e gli uffici finanziari), ad autorità locali con funzioni governative, alla polizia (ad eccezione, ovviamente, delle squadre investigative), all’esercito, al consiglio per i servizi radiotelevisivi, alle carceri e ai centri di detenzione, ai centri di accoglienza e di custodia cautelare, ai sanatori e agli organismi di sicurezza sociale.

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L’ombudsman non ha il potere di deferire le denuncie al Parlamento, al Presidente della Repubblica o al Primo ministro, all’ufficio centrale di controllo finanziario, ai servizi di informazione cechi, alle autorità responsabili per i procedimenti penali, alla Procura e ai tribunali, ad eccezione degli organi di amministrazione statale dei tribunali.

L’ombudsman è eletto dal Parlamento ceco tra i candidati proposti dal Presidente e dal Senato. La funzione di ombudsman è incompatibile con quella di Presidente della Repubblica, deputato del Parlamento, senatore, giudice e con tutte le funzioni dell’amministrazione pubblica. L’ombudsman non può essere membro di un partito o di un movimento politico. Non può neanche dedicarsi ad attività remunerative, ad eccezione della gestione dei propri beni e delle attività di natura scientifica, pedagogica, editoriale, letteraria o artistica, purché queste non interferiscano con l’esercizio delle sue funzioni né pregiudichino o costituiscano una minaccia per il suo lavoro per quanto riguarda la fiducia nella sua indipendenza e imparzialità. L’ombudsman è inoltre tenuto a mantenere il segreto sulle informazioni a cui ha accesso nell’esercizio delle proprie funzioni, anche quando tali funzioni sono terminate. L’obbligo della riservatezza si applica anche ai dipendenti dell’ufficio dell’ombudsman. Gli organi dello Stato, compresi quelli responsabili dei procedimenti penali, sono autorizzati a consultare le pratiche dell’ombudsman oppure a ritirare tale documentazione dagli archivi dell’ombudsman, con l’autorizzazione di quest’ultimo e qualora esistano ragioni legali per farlo. Se l’ombudsman non concede la propria autorizzazione, occorre un’autorizzazione del Presidente della Camera dei Deputati. In tal modo si garantisce la gestione imparziale e il rispetto delle informazioni riservate nelle pratiche trattate dall’ombudsman.

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I cittadini che si rivolgono all’ombudsman non hanno bisogno di un rappresentante legale.

Le denunce possono essere inviate in forma elettronica mediante l’apposito modulo o per e-mail a questo indirizzo (cliccare qui) .

La presentazione delle denunce all’ombudsman è gratuita.

L’ombudsman verifica in maniera indipendente se un tribunale si sia pronunciato sul caso in questione oppure se esistono procedimenti giudiziari in corso, nel qual caso ha il diritto di non deliberare su una determinata denuncia e di "rinviarla".

Qualora, nel corso delle proprie indagini non trovi alcuna prova che dimostri che vi sia stata una violazione della legge o un errore, ne informa, per iscritto, colui che ha presentato la denuncia e l’autorità interessata.

Se, invece, riscontra la presenza di tali irregolarità, l’ombudsman chiede all’autorità interessata di fornire spiegazioni entro 30 giorni. Se, in risposta a tale invito, l’autorità interessata afferma di aver preso o di star prendendo le misure necessarie e se l’ombudsman ritiene che tali misure siano sufficienti, informa colui che ha presentato la denuncia e l’autorità interessata della sua decisione. Negli altri casi, l’ombudsman deve, quando riceve le spiegazioni dell’autorità interessata o alla scadenza del termine dei 30 giorni, comunicare per iscritto a colui che ha presentato la denuncia e all’autorità interessata la propria decisione finale; tale decisione contiene una proposta di misure correttive.

Tra le misure che l’ombudsman può proporre vi sono le seguenti :

  1. l’avvio di procedimenti per rivedere una decisione, azione o procedimento da parte dell’autorità interessata qualora l’ombudsman possa farlo;
  2. un intervento per evitare che non vengano prese misure;
  3. l’avvio di un’azione disciplinare o simile;
  4. l’avvio di un procedimento per perseguire il reato, l’infrazione o l’errore amministrativo;
  5. il pagamento di un risarcimento o la presentazione di una domanda di risarcimento danni.

L’autorità è tenuta a comunicare all’ombudsman, entro 30 giorni dal ricevimento della decisione finale, le misure correttive adottate. Qualora l’autorità non soddisfi l’obbligo di adottare misure correttive o qualora l’ombudsman ritenga insufficienti le misure prese, quest’ultimo ha due possibilità: informarne le autorità superiori o, in assenza di queste, il governo oppure informarne i cittadini.

Il ricorso all’ombudsman non pregiudica il diritto di ricorrere al tribunale.

Altri siti Internet utili: Ombudsman ceština - Deutsch - français

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