Navigation path

Italia


Country info

Lo sapevate?

  • Il bilancio dell’Unione europea (UE) intende aiutare a superare la crisi con investimenti a favore di crescita e occupazione, con progetti destinati a nuovi imprenditori e con un nuovo fondo per lottare contro la disoccupazione giovanile nelle regioni più colpite dell’Unione europea.
  • L’UE finanzia progetti innovativi e ambiziosi, fra cui la ricerca sul cancro o lo sviluppo di tecnologie pulite.
  • È in atto un processo di modernizzazione del bilancio dell’UE per assicurare che i fondi europei siano investiti più efficacemente in progetti che producono risultati concreti.
  • Il bilancio dell’UE è una fonte importante di sostegno per gli agricoltori italiani e consente alle regioni italiane di sviluppare pienamente le loro potenzialità, ad esempio promuovendo Internet ad alta velocità in Lombardia o migliorando i trasporti pubblici a Napoli.
  • Il bilancio dell’UE non è destinato a Bruxelles, ma a tutti gli europei, a tutte le regioni d’Italia e d’Europa.

Cos’è il bilancio dell’UE?

Il bilancio dell’UE è uno strumento importante che traduce le politiche europee in realtà concrete. Finanzia le azioni che gli Stati membri non possono finanziare da soli o che è possibile finanziare a costi inferiori riunendo le risorse.

Il bilancio è adottato seguendo una procedura democratica: è preparato dalla Commissione europea (l’organo esecutivo dell’UE), viene poi discusso e approvato dal Consiglio dell’UE (che rappresenta gli Stati membri, compresa l’Italia) e dal Parlamento europeo (dove i deputati eletti democraticamente rappresentano l’Italia).

Una volta adottato, è gestito congiuntamente dagli Stati membri dell’UE e dalla Commissione o direttamente dalla Commissione.

Nella pratica, l’80 % del bilancio dell’UE è gestito dalle amministrazioni nazionali o regionali. Mediante sovvenzioni, prestiti e altre forme di finanziamento, fornisce sostegno finanziario a centinaia di migliaia di beneficiari, fra cui studenti, scienziati, organizzazioni non governative, piccole e medie imprese, città e regioni, solo per citare alcuni esempi.

Da dove provengono i fondi?

Il bilancio dell’UE è finanziato in larga misura dalle «risorse proprie», che hanno tre fonti:

  • i dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE e i contributi nel settore dello zucchero;
  • una piccola parte dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata nell’UE;
  • i contributi di ogni Stato membro, direttamente proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE, che sono la principale fonte di entrate per il bilancio dell’UE (74 % nel 2013).

Gli Stati membri dell’UE hanno adottato questo sistema all’unanimità per un periodo di sette anni e i parlamenti nazionali hanno ratificato questa decisione. Il sistema intende garantire un livello di entrate affidabile e sufficiente per il bilancio dell’UE, tenendo conto al tempo stesso della capacità di pagamento dei singoli paesi. Ogni Stato membro contribuisce quindi secondo la propria ricchezza.

Tra le altre fonti di entrate figurano le tasse sugli stipendi del personale dell’UE, le sanzioni imposte alle imprese che non hanno rispettato le norme della concorrenza e gli interessi bancari. Non esiste un’imposta diretta europea. Sono i paesi membri che controllano i rispettivi sistemi fiscali.

Come sono investiti i fondi?

Il 94 % dei fondi dell’UE finanzia le varie politiche dell’Unione europea e in larga misura ritorna agli Stati membri. In molti casi il bilancio dell’UE sostiene progetti complessi e di grandi dimensioni. Il Partenariato europeo per la lotta contro il cancro ne è un esempio: l’impegno collettivo a livello europeo aiuta a prevenire questa malattia e a trovare una cura.

Il 6 % circa del bilancio finanzia il funzionamento delle istituzioni dell’UE. Questa somma serve a pagare gli stipendi e le pensioni dei dipendenti dell’UE, i servizi di traduzione e interpretazione, i sistemi di sicurezza, le sedi e i sistemi informatici. Si tratta di una spesa necessaria per far funzionare l’UE.

L'UE ha troppi funzionari?

L’UE conta circa 55 000 funzionari e altri dipendenti, al servizio di 508 milioni di europei e di innumerevoli persone bisognose di aiuto in tutto il mondo. A titolo di confronto, nel settore pubblico italiano lavorano 2,8 milioni di persone e i cittadini italiani sono 59 milioni (dati del 2012).

Inoltre, per rispondere alla difficile situazione economica in Europa, le istituzioni dell’UE stanno tagliando i costi: la profonda riforma dei servizi della Commissione dovrebbe far risparmiare 8 miliardi di euro da qui al 2020, grazie alla riduzione del 5 % del personale e all’aumento dell’orario di lavoro.

Il grafico riportato di seguito presenta sinteticamente il livello di investimenti dell’UE in ogni Stato membro nel 2013 e il contributo dei finanziamenti europei alla ricchezza di ogni paese. In Italia, gli investimenti dell’UE rappresentano lo 0,8 % della ricchezza del paese (prodotto interno lordo).

Chi controlla la spesa dell'UE?

La Commissione ha messo in atto rigorose misure di controllo interno per assicurare che i fondi siano spesi in modo efficiente ed efficace.

L’80 % del bilancio è gestito dalle amministrazioni nazionali o regionali, gli Stati membri svolgono quindi un ruolo chiave per garantire il rispetto delle regole e individuare e perseguire irregolarità e frodi.

Inoltre, ogni anno la Corte dei conti europea esamina i conti dell’UE, e ne ha confermato a più riprese la corretta gestione, rilevando al tempo stesso errori procedurali (ad esempio errori contabili dei partecipanti ai programmi nazionali o richieste riguardanti costi non ammissibili). Gli errori non significano che i fondi siano stati persi, sprecati o a rischio di frodi. La maggior parte dei fondi spesi per errore è recuperata.

In aggiunta, il Parlamento europeo approva la spesa del bilancio da parte della Commissione al termine di ogni esercizio finanziario.

Per vedere direttamente chi ha ottenuto i finanziamenti della Commissione, è possibile consultare ilsistema di trasparenza finanziaria.

Il quadro finanziario pluriennale dell'UE 2014-2020 in sintesi

Il bilancio dell’UE è adottato ogni anno, ma deve essere definito entro i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP). Il QFP è un programma di spesa che fissa gli importi massimi annui che l’UE può spendere in diversi settori di attività in un determinato periodo (di solito sette anni). Quindi getta le basi per le priorità politiche dell’UE per sette anni.

Per il periodo di finanziamento 2014-2020 l’UE intende realizzare gli obiettivi della strategia di crescita Europa 2020, concentrandosi su ciò di cui l’Europa ha bisogno per superare la crisi economica e finanziaria e sui settori in cui può veramente fare la differenza. Gli Stati membri hanno annacquato alcune delle riforme radicali proposte dalla Commissione, ma non mancheranno profondi cambiamenti. Gli elementi chiave del QFP 2014-2020 sono:

  • crescita, occupazione e competitività in primo piano, con un aumento degli investimenti a favore di istruzione e ricerca e un nuovo fondo per il meccanismo per collegare l’Europa con l’obiettivo di rilanciare i progetti infrastrutturali su scala europea per i trasporti, l’energia e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • qualità maggiore della spesa semplificando le regole per i fondi UE, dando la priorità agli investimenti che producono risultati tangibili e sospendendo i finanziamenti se un paese non attua rigorose politiche economiche e fiscali;
  • riforma della politica agricola comune per un’agricoltura europea più competitiva e rispettosa dell’ambiente;
  • lotta ai cambiamenti climatici quale componente fondamentale di tutte le principali politiche dell’UE, obiettivo al quale sarà devoluto il 20 % del QFP per il 2014-2020;
  • solidarietà con le regioni e i paesi più poveri dell’UE, che riceveranno la quota più elevata dei finanziamenti regionali, e creazione di un nuovo fondo per l’occupazione giovanile;
  • riduzione della crescita della spese amministrativa grazie ai tagli al personale delle istituzioni europee.

Il bilancio dell'UE e l'Italia

Nel 2013 la spesa pubblica in Italia ammontava a 789 miliardi di euro, pari al 51 % del suo RNL. Il bilancio dell’UE per i 28 Stati membri era di circa 144 miliardi di euro, corrispondenti all’1 % circa dell’RNL dell’Unione europea.

Il bilancio dell’UE e quello dei singoli paesi perseguono obiettivi diversi ma complementari. Il bilancio dell’UE riguarda essenzialmente i settori in cui l’UE può generare un valore aggiunto. Per esempio, sarebbe stato impossibile per un solo Stato membro finanziare un progetto di grandi dimensioni quale Galileo, il sistema europeo di navigazione sate llitare.

A differenza del bilancio nazionale dell’Italia — o di qualsiasi altro Stato membro — quello dell’UE non finanzia la difesa o la previdenza sociale, bensì è destinato agli investimenti. Per esempio, poiché la banda larga può rilanciare la crescita economica e quindi aiutare i paesi a uscire dall’attuale crisi economica, l’UE cofinanzia un progetto inteso a fornire a quasi ogni famiglia in Lombardia l’accesso a Internet veloce.

In termini di cassa, l’Italia versa nel bilancio dell’UE più di quanto non riceva sotto forma di pagamenti diretti. Il paese è il terzo contribuente al bilancio dell’UE, dopo Germania e Francia. Tuttavia, questo saldo netto non rispecchia accuratamente i numerosi benefici derivanti dall’appartenenza all’UE. Molti di essi — la pace, la stabilità politica, la sicurezza e la possibilità di risiedere, lavorare, studiare e viaggiare liberamente nell’Unione — non possono essere quantificati.

Inoltre, gli investimenti europei sono erogati a beneficio dell’UE nel suo complesso e i finanziamenti europei a favore di un determinato paese possono apportare vantaggi anche ad altri Stati membri. Per esempio, l’azienda italiana Astaldi ha ricevuto 112 milioni di euro sotto forma di appalti per ammodernare una linea ferroviaria in Bulgaria. Il progetto era cofinanziato dall’UE.

Grazie al mercato unico, che facilita gli scambi commerciali fra i paesi dell’UE, nel 2013 il 53 % delle esportazioni italiane erano dirette a paesi europei. Si tratta di 207 miliardi di euro, ossia un importo 50 volte superiore al contributo netto dell’Italia al bilancio dell’UE nel 2013.

Agricoltura e sviluppo rurale

L’Italia è uno dei più grandi produttori agricoli dell’UE ed è quindi anche uno dei principali beneficiari di finanziamenti europei per l’agricoltura. La politica agricola comune sostiene gli agricoltori e promuove prodotti alimentari sani e buoni, ma protegge anche l’ambiente e stimola le economie rurali. Per citare un esempio fra tanti, i finanziamenti dell’UE hanno aiutato un’azienda agricola a conduzione familiare che produce pecorino nella provincia di Pescara ad acquistare macchinari nuovi.

Politica regionale

La politica regionale, il cui obiettivo è ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali fra le regioni europee, investe in progetti a favore di creazione di posti di lavoro, competitività, crescita economica, migliore qualità della vita e sviluppo sostenibile. Per esempio, i fondi regionali permettono di migliorare i trasporti pubblici a Napoli ampliando la rete metropolitana e sostengono la produzione di lana in Sardegna e Toscana applicando a questa industria tradizionale le tecnologie e i metodi di marketing più moderni.

Ricerca

La ricerca e l’innovazione sono fra le priorità assolute dell’agenda dell’UE per la crescita e l’occupazione e sono essenziali anche per far fronte ai problemi più pressanti di oggi: energia, sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e invecchiamento della popolazione. Grazie agli investimenti dell’UE e alla collaborazione con i ricercatori europei, alcuni scienziati italiani hanno collaborato allo sviluppo di un dispositivo per localizzare le vittime di terremoti intrappolate sotto le macerie.

Sapevate che l’agricoltura è l’unica politica finanziata quasi interamente dall’UE?

Per questo rappresenta una porzione elevata del bilancio dell’UE. Inoltre, ai paesi dell’Unione costa meno che attuare 28 politiche nazionali diverse.

La politica agricola comune è cambiata profondamente: la sua quota rispetto al bilancio dell’UE, già scesa dal 70 % nel 1985 al 40 % circa di oggi, dovrebbe arrivare al 33 % nel 2020. La riforma del 2014 rafforza ulteriormente la competitività dell’agricoltura europea, diminuendone l’impatto sull’ambiente e riducendo il divario con i paesi che ricevono finanziamenti inferiori alla media dell’UE.

Progetti dell'UE nel vostro paese

Infrastrutture e trasporti

Estensione della metropolitana di Napoli

Sono in corso i lavori per costruire cinque nuove stazioni sulla linea 1 della metropolitana di Napoli da Dante fino a Garibaldi e Centro direzionale. Il progetto agevolerà gli spostamenti dei pendolari, migliorerà la capacità del trasporto pubblico e ridurrà la congestione sulle strade (finanziamenti dell’UE: 200,3 milioni di euro).

Per saperne di più

Ridurre il divario digitale in Lombardia

707 comuni, per un totale di un milione di abitanti, sono ora connessi alla banda larga in Lombardia. L’accesso all’assistenza sanitaria e all’apprendimento online e al commercio elettronico offriranno nuove opportunità ai lombardi. La banda larga rappresenta anche un vantaggio competitivo per le imprese, migliora i livelli di alfabetizzazione informatica e incoraggia gli abitanti a rimanere in Lombardia invece di trasferirsi (finanziamenti dell’UE: 7,9 milioni di euro).

Per saperne di più

Lo sapevate?

Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto progressi significativi in fatto di trasparenza dei finanziamenti UE, soprattutto con la creazione del portale open data http://opencoesione.gov.it , sul quale è possibile trovare ogni singolo progetto cofinanziato dal bilancio dell’UE (Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo) e seguirne la realizzazione.

Agricoltura e sviluppo rurale

Impresa agricola a conduzione familiare si rimette in piedi

L’impresa agricola della famiglia Martinelli, in provincia di Pescara, si trovava in una situazione economica critica finché l’UE non è intervenuta. L’azienda, specializzata nella produzione di pecorino, è riuscita ad ammodernare gli impianti e migliorare la qualità del formaggio e la produttività. Ora vende il pecorino nei supermercati (finanziamenti dell’UE: 619 056 euro).

Per saperne di più (en)

Cooperazione fra agricoltori a Bolzano

Sono oltre 5 000, fra agricoltori e operatori forestali, gli aderenti dell’associazione Maschinenring della provincia di Bolzano, che permette ai produttori di scambiarsi macchinari agricoli e lavoratori e fruire di servizi di formazione. È un modo efficiente per incentivare gli agricoltori a utilizzare attrezzature moderne e innovative senza doverle acquistare (finanziamenti dell’UE: 200 000 euro).

Per saperne di più (en)

Crescita e occupazione

Nuova vita per l'industria tradizionale della lana

Le tecnologie moderne e gli strumenti di marketing hanno infuso nuova vita nell’industria della lana di Sardegna e Toscana, un settore che si trovava in difficoltà. La lana non serve più solo per i maglioni invernali; sono allo studio molte nuove applicazioni possibili, anche nel settore dell’edilizia ecocompatibile. I finanziamenti dell’UE hanno inoltre aiutato a promuovere l’uso di piante autoctone per la tinteggiatura naturale dei prodotti tessili e per applicazioni mediche (finanziamenti dell’UE: 642 750 euro).

Per saperne di più

Nuovi fornitori per un'azienda a conduzione familiare

La rete «Enterprise Europe Network» (EEN) aiuta le aziende a fare impresa all’estero, trovare partner e accedere ai finanziamenti dell’UE. Grazie a questa rete la famiglia Tolin, titolare di un’impresa di tessili e pavimentazione per la casa con sede a Saluzzo, è riuscita a trovare fornitori di prodotti di qualità. Ora in Italia vende parquet di quercia prodotto in Croazia e tovaglie, asciugamani e indumenti per bambini provenienti dal Portogallo. Il bilancio della rete EEN, finanziato dall’UE, ammonta a 320 milioni di euro per il periodo 2007-2013.

Per saperne di più (en)

Lo sapevate?

Lo strumento europeo di microfinanziamento Progress eroga microprestiti (fino a 25 000 euro) a microimprenditori, persone disoccupate o a rischio di disoccupazione, affinché possano avviare un’attività in proprio. I beneficiari sono quei gruppi della popolazione che hanno un accesso limitato ai mercati del credito tradizionali, fra cui le donne, i giovani, le minoranze e i disabili. La banca italiana Emil Banca partecipa al programma ed erogherà microfinanziamenti per 3 milioni di euro a circa 150 microimprenditori dell’Emilia Romagna.

Istruzione e cultura

Programma Erasmus

Nel 2012-2013 sono stati 25 805 gli studenti italiani che hanno partecipato al programma di scambio Erasmus, ricevendo dalla Commissione europea una borsa di studio per coprire i costi supplementari del soggiorno all’estero. Uno dei tanti esempi è Maurizio Oliviero di Perugia, che ha dichiarato: «I nove mesi trascorsi ad Alicante, in Spagna, per studiare legge sono stati unici, fondamentali e ricchi di novità». Grazie alle nuove competenze acquisite in Spagna, ora insegna diritto comparato.

Lo sapevate?

Il programma MEDIA dell’UE ha aiutato l’industria cinematografica e audiovisiva italiana a sviluppare, distribuire e promuovere le sue produzioni. Successi internazionali quali La vita è bella di Roberto Benigni e Gomorra di Matteo Garrone hanno ottenuto finanziamenti da questo programma.

Salute e ricerca

Usare meglio il legname

Un gruppo di scienziati italiani partecipa a Forbioplast, un progetto su scala europea coordinato dall’Università di Pisa che studia la possibilità di utilizzare le risorse forestali primarie o i sottoprodotti dell’industria forestale per produrre schiume e materiali compositi ecocompatibili per molte applicazioni pratiche. I risultati del progetto dovrebbero aiutare a sviluppare nuovi mercati per l’industria forestale e offrire ai consumatori alternative ai prodotti petrolchimici (finanziamenti dell’UE: 4,317 milioni di euro).

Per saperne di più (en)

La fotonica per arrivi e partenze più rapidi e sicuri

Grazie a una sovvenzione del Centro comune di ricerca, la dottoressa Antonella Bogoni, ricercatrice presso il Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (CNIT) di Pisa, sta sviluppando una nuova generazione di radar digitali che utilizzano la fotonica. Il laser dovrebbe migliorare il controllo del traffico aereo intenso, anche in caso di maltempo, riducendo così il numero di incidenti dovuti alla congestione nei cieli (finanziamenti dell’UE: 1,6 milioni di euro).

Mini impianti solari a casa

La PMI Electronic Machining, l’istituto di ricerca Bruno Kessler Foundation e il Politecnico di Milano partecipano al progetto Digespo, finanziato dall’UE, che intende sviluppare mini impianti solari con i quali si potrà generare autonomamente elettricità, riscaldamento e raffreddamento, a casa e al lavoro (finanziamenti dell’UE: 3,3 milioni di euro).

Per saperne di più (en)

Sapevate che ogni anno l'UE investe più di 180 milioni di euro nella ricerca sul cancro?

Una parte considerevole di questo bilancio è utilizzata per incoraggiare i principali operatori del settore, di tutta Europa e del resto del mondo, a unire le forze e partecipare a progetti di ricerca collaborativa per trovare nuove terapie e aiutare i pazienti.

Per saperne di più

Energia e ambiente

Idrogeno pulito nelle città europee

Grazie al progetto «Idrogeno pulito nelle città europee», a Bolzano, Milano e in altre città europee circolano autobus a idrogeno. Il progetto promuove trasporti urbani puliti e punta alla commercializzazione di questi veicoli dimostrativi (finanziamenti dell’UE: 25,9 milioni di euro).

Per saperne di più

Salerno e l'impianto di smaltimento dei rifiuti all'avanguardia

Il sostegno dell’UE ha permesso di smaltire i rifiuti urbani di Salerno applicando norme ambientali più rigorose. Secondo Domenico Barletta, responsabile del progetto, il nuovo impianto è molto efficiente e ha un impatto ridotto sull’ambiente grazie a una progettazione efficace e alla capacità dell’impianto di generare l’energia di cui ha bisogno (finanziamenti dell’UE: 12 496 741 euro).

Per saperne di più

Lo sapevate?

L’Italia ha ricevuto 494 milioni di euro dal Fondo di solidarietà dell’UE per affrontare le conseguenze del terremoto dell’aprile 2009 in Abruzzo. Subito dopo il disastro l’Italia ha beneficiato anche del meccanismo di protezione civile, il sistema europeo di risposta alle catastrofi tramite il quale i paesi dell’UE hanno inviato ingegneri per assistere i colleghi italiani nella valutazione della stabilità degli edifici. Dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012, il Fondo di solidarietà dell’UE ha erogato 670 milioni di euro, una somma senza precedenti.

Nel frattempo, alcuni scienziati italiani hanno collaborato a un progetto finanziato dall’UE per sviluppare un dispositivo portatile per localizzare le vittime di terremoti intrappolate sotto le macerie. Il nuovo strumento misura i livelli di aria sotto le macerie e rileva determinate sostanze chimiche prodotte solo dagli esseri umani. Le prove di dimostrazione sono state giudicate un successo. L’UE ha contribuito al progetto con 4,9 milioni di euro.

Fondo sociale europeo: una storia personale (video)

Dalla strada alla passerella
Publication: