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18/07/2014

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Gli italiani e l'Unione europea - un rapporto di fiducia messo a dura prova dalla crisi

Roma, 21 novembre -Gli italiani e l'Unione europea – un rapporto di fiducia difficile che risente della crisi in atto in Europa. E' il quadro che emerge dal sondaggio realizzato dall'ISPO il 26-27 settembre scorso per conto della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. I dati sono presentati oggi a Roma dal Presidente dell'Istituto Renato Mannheimer e discussi dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani insieme con i giornalisti Massimo Franco e Roberto Sommella. Ha moderato il dibattito il direttore della Rappresentanza Lucio Battistotti. La fiducia degli italiani risulta in calo negli ultimi anni, a causa anche della crisi economica e finanziaria. Tuttavia, la maggioranza ritiene che l'UE faccia bene all'Italia e giudica positivo il suo operato. Pertanto vi è una convinzione ben radicata che ci sia bisogno di più Europa, specie nei campi della politica estera e di difesa, dell'immigrazione, della ricerca e l'innovazione. La stragrande maggioranza degli italiani, inoltre, chiede un intervento più deciso per l'occupazione e la protezione economica. Nel complesso, gli italiani continuano a conoscere poco le attività dell'UE, anche se si informano un po' di più attraverso la televisione, internet e i giornali. L'euro e la libertà di movimento sono i due concetti che gli italiani associano più spesso all'Europa. Proprio la moneta unica risulta essere ormai una realtà acquisita laddove il 75% degli italiani reputa l'uscita dalla stessa un fatto negativo.        

Nel commentare il sondaggio Tajani ha rilevato come, "malgrado la crisi di fiducia che tocca tutte le istituzioni, la maggioranza degli italiani vuole rimanere nell'euro e chiede più Europa politica per far fronte alla crisi e creare nuova occupazione e crescita. Questo significa che mai come adesso l'Europa ha la responsabilità di dimostrare il valore aggiunto dell'agire insieme per dare risposte concrete e rapide a chi cerca lavoro. E' anche incoraggiante constatare che una percentuale crescente di giovani sente di appartenere ad una identità europea".

Background

Dalla rilevazione si evince una tendenza di calo della fiducia degli italiani nell'Unione. Dal 2010 a oggi, essa si è infatti ridotta di ben 17 punti percentuali fino ad arrivare attorno al 40%. Ciononostante, l'UE si colloca a metà nella classifica delle istituzioni, piazzandosi sopra il Governo, il Sindacato, il Parlamento e i Partiti politici. Tra i sostenitori delle varie forze politiche, la maggioranza degli elettori dell'UDC (76%), di SEL (67%), dell'IDV (53) e del PD (52%) dichiara di aver fiducia. Di parere opposto sono invece i sostenitori del PDL e del Movimento 5 Stelle la cui maggioranza, il 69% e il 64% rispettivamente, dice di non "credere nell'Europa". Tra le varie fasce di popolazione, molta fiducia viene attribuita di solito dai giovani tra i 18 e i 24 anni (57%), dai laureati (59%), dai residenti del Nord Ovest (45%), dagli impiegati/insegnanti e dagli studenti (58%). Spicca invece la sfiducia di casalinghe(70%), pensionati (63%), disoccupati (68%).

Un altro capitolo importante è il senso di appartenenza degli italiani. Qui sorprende il fatto che 4 italiani su 10 dichiarano di sentirsi molto cittadini europei. La quota è consistente, benché inferiore a quella del senso di appartenenza all’Italia e alle istituzioni locali.

Non così però la conoscenza delle attività dell'UE. Solo un italiano su 5 dichiara di sapere in modo abbastanza preciso quello che l'Unione fa. Facendo l'analisi per colore politico, le sue attività sono più note agli elettori del Movimento 5 Stelle (90%), dell’UDC (88%), di SEL (86%), del PDL (72) del PD (69%) che è un po' in controtendenza con il dato della fiducia. Maggiore conoscenza viene riscontrata fra i giovani, fra chi è più istruito e fra gli impiegati e gli insegnanti.

In sintesi, dai dati emerge che vi è maggiore conoscenza fra chi dichiara di avere fiducia nella UE e fra chi si sente cittadino europeo.

Gli italiani risultano un po' più attivi nella ricerca di informazioni sull'UE. 4 su 10 dichiarano di aver cercato almeno qualche volta informazioni sull’Unione Europea, le sue politiche e le sue istituzioni. L'interesse personale continua ad essere la ragione predominante per la curiosità (57%), seguita dallo studio e il lavoro (32%) e la ricerca di opportunità (7%) Al contrario, la mancanza di interesse è la motivazione per cui non si cercano informazioni (79%). Televisione (40%), siti internet (33%) e quotidiani (20%) sono i media più usati per ricercare e ottenere informazioni.

Per quanto riguarda l'immagine, gli italiani associano l’Unione Europea da un lato all’euro, e dall’altro alla possibilità di spostarsi liberamente per lavoro, studio e svago.

Inoltre, la maggioranza degli italiani giudica positivamente l’operato della UE in tutti gli ambiti considerati: le politiche di sicurezza, l'ambiente, le politiche sociali, l'asilo e l'immigrazione e lo sviluppo economico. 1 italiano su 2 giudica in modo complessivamente positivo il suo operato, mentre il 42% esprime giudizio negativo.

In generale, più della metà degli italiani (51%) ritiene che l’appartenenza all’Unione Europea sia una cosa positiva per il nostro Paese. Solo 1 su 10 è convinto del contrario.

Dal sondaggio emerge anche una forte domanda di Europa, specie quando si tratta di dover affrontare le crisi comuni nel campo della politica estera (62%), le politiche di asilo e immigrazione (61%), la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica (53%). In questi ambiti, la maggioranza degli italiani preferisce che le decisioni vengano prese a livello sovranazionale. Al contempo, secondo gli intervistati l’occupazione (71%) e la protezione economica (34%) dovrebbero essere le priorità di intervento per la UE, seguiti dallo sviluppo sostenibile (26%) e dalla sicurezza (22 %).

Il capitolo euro contiene dati interessanti che parlano di una realtà ben consolidata. Difatti, 6 italiani su 10 ritengono che l’introduzione dell’Euro abbia portato più svantaggi che vantaggi, ma non vorrebbero comunque tornare indietro. Ancora più netto è il giudizio per quanto riguarda un eventuale ritorno alla lira: 3 italiani su 4 giudicano in modo negativo una simile ipotesi, mentre per quasi 1 su 2 sarebbe un vero disastro per l’economia.

In allegato le slide di presentazione con i dati più significativi pdf - 3 MB [3 MB]

Ultimo aggiornamento: 18/07/2014 |  Inizio pagina