Commercializzare un turismo rurale di qualità
Commercializzare il turismo rurale
Il "turismo rurale" non costituisce in sé una
categoria specifica. La commercializzazione in tale campo deve
soddisfare le tendenze di mercato ed è opportuno porsi
le seguenti domande: quali sono attualmente i principali segmenti
di mercato del turismo rurale? Quali tipi di prodotto appaiono
più promettenti? Come evolve attualmente la clientela?
Come si posizionano i distributori turistici (tour operator e
agenzie di viaggio) rispetto al turismo rurale?
1. Alcuni punti di riferiment o per analizzare i principali
mercati in cui si inseriscono le zone rurali
a. Il turismo culturale
Poche zone LEADER sono in grado di sviluppare un marketing mirato
su prodotti di turismo culturale.
Questo orientamento è generalmente riservato a siti estremamente
promettenti che presentano un patrimonio eccezionale, che fanno
parte di importanti bacini di turismo culturale (la Toscana, la
Dordogna, la Baviera, ecc.) o che si trovano in prossimità
di siti di fama internazionale (le Meteori, Delfi, le principali
città artistiche e storiche).
Per la maggior parte delle zone LEADER, il turismo culturale rappresenta
esclusivamente una componente di un'offerta più vasta che
comprende altre attività: escursioni, sport all'aria aperta,
ecc. Si dovrà piuttosto creare un "ambiente culturale"
basato sull'identità locale, senza limitarsi ad un discorso
storicogeografico che trasforma la zona in un territoriomuseo.
Saranno questi prodotti di ambiente culturale che permetteranno
di raggiungere l'essenziale della clientela, in quanto il turismo
esclusivamente culturale rappresenta soltanto un segmento estremamente
ridotto del mercato.
b. Il turismo di avventura
Oltre alle destinazioni lontane, che non riguardano le zone rurali
europee, il Mediterraneo rappresenta una quota importante di questo
mercato che abbraccia diverse categorie di prodotti e in cui si
osserva una sempre maggiore segmentazione (spedizioni di diversa
natura, attività "estreme" per superare i propri
limiti, sport all'aria aperta, ecc.). Nell'Europa settentrionale,
in paesi quali l'Irlanda o nelle regioni come la Scozia o il Galles,
si constata un rapido sviluppo di questo tipo di turismo.
Le escursioni rappresentano una componente essenziale del turismo
di avventura sebbene, in sé, esse non siano un prodotto
turistico, ma un modo di accedere al contatto con la natura, alla
scoperta.
Non è possibile vendere un prodotto "escursioni"
senza una motivazione di scoperta definita rispetto all'immagine
e al potenziale di un territorio, chiaramente espressa in un programma
e rivolta a segmenti di clientela differenziati che consentono
di distinguere: l'escursione sportiva; l'escursione a prevalenza
culturale; l'escursione di avventura in territori poco noti o
lontani; l'escursione "dolce" destinata al grande pubblico,
con servizio di trasporto bagagli, locande confortevoli e cucina
gastronomica; l'escursione "libertà" per turisti
individualisti senza accompagnamento.
È nel segmento "escursioni" che le zone LEADER
si affermano in maniera particolare: esse presentano un'offerta
estremamente diversificata sia dal punto di vista dell'immagine
che dei tipi di prodotto, ad esempio:
- escursione "cultura" (zone LEADER Sitia, LivradoisForez,
Clare, KalabakaPyli);
- escursione "libertà" (zone LEADER South Pembrokeshire,
BuëchDurance, la Rioja);
- escursione "dolce" (zone LEADER Préalpes
Drômoises, Toscana Sud).
È probabilmente in questo campo che un consorzio di produzione
e promozione delle zone LEADER potrebbe rapidamente prendere forma
con un'offerta diversificata di prodotti e destinazioni.
c. L'ecoturismo
L'ecoturismo è un turismo che rispetta l'ambiente e le
collettività locali. Il segmento di mercato di questa forma
di turismo è ancora vago e difficilmente definibile in
quanto si tratta di un'attività relativamente recente.
Lo sbocco più promettente per le zone LEADER è il
turismo di osservazione della natura o turismo naturalistico.
Per poter ottenere buoni risultati, è necessario un prodotto
che soddisfi le aspettative di una clientela estremamente esigente
che ricerca:
- siti reputati per la fauna e la flora con specie rare;
- uno statuto di riserva o parco naturale che garantisca la
tutela dell'area (l'ecoturismo è incompatibile con la caccia);
- un modo di scoperta adattato ad un cliente estremamente individualista,
che eviterà qualsiasi luogo altamente frequentato;
- un'organizzazione e un personale estremamente specializzati
nel tipo di attività proposta.
Questo prodotto è indicato per una commercializzazione
mirata, che utilizza come supporti promozionali le riviste specializzate
e mailing a club naturalistici.
La comunicazione deve essere sobria, "tecnica". Si tratta
di un prodotto caro, commercializzato da tour operator specializzati.
Il segmento più promettente è l'ornitologia, molto
quotata sul mercato anglosassone.
L'elevato numero di parchi naturali presenti nelle zone LEADER
consente di considerare una possibile negoziazione comune con
tour operator specializzati nel settore del turismo naturalistico.
Si potrà elaborare, ad esempio, un prodotto "Parchi
europei" sul tipo dei soggiorni proposti dalla "Fédération
des Parcs naturels de France".
In termini più generali, l'impegno delle zone LEADER in
strategie di sviluppo duraturo dovrebbe permettere loro di attirare
una clientela con interessi ecologici.
2. Optare per prodotti semplici
I gruppi di azione locale non dovrebbero tendere alla realizzazione
di prodotti strutturati, complessi e costosi se il territorio
non presenta un reale potenziale naturale e culturale di particolare
rilievo.
È meglio optare per prodotti semplici, flessibili, che
soddisfano la tendenza del soggiorno "libertà":
ad una clientela individuale viene proposta un'ampia gamma di
attività diversificate che permetta ai clienti di costruire
il proprio soggiorno in funzione dei gusti personali.
In quest'ultimo caso, è opportuno privilegiare i mercati
di prossimità e la commercializzazione diretta.
La strategia del gruppo LEADER La Rioja (Spagna) rappresenta un
ottimo esempio di un'impostazione pragmatica di commercializzazione
diretta sul segmento dell'escursione:
- una centrale di prenotazione è a disposizione dei visitatori
che desiderano organizzare personalmente il proprio soggiorno;
- una guida delle escursioni, estremamente completa, indica
i punti ricettivi ed i servizi disponibili. Questa guida è
stata realizzata prevedendo una forte partecipazione della popolazione
locale e dei fornitori di servizi;
- un opuscolo, distribuito gratuitamente, che illustra alcuni
esempi di itinerari. Esso contiene un tagliando staccabile per
ordinare la guida;
- la guida è stata messa in vendita in maniera mirata
nelle librerie specializzate, nei negozi di articoli sportivi
e nelle agenzie di viaggio. È inoltre disponibile in diversi
punti di interesse turistico: bar, ristoranti, negozi di manufatti
artigianali, souvenir, ecc. Dal livello locale, la diffusione
della guida si è progressivamente estesa al livello nazionale.
Il crescente successo dell'iniziativa ha portato ad una seconda
edizione della guida di cui si prevede una traduzione in olandese,
tedesco, inglese e francese: queste lingue coprono infatti il
più ampio mercato delle vacanze di escursione e, per quanto
riguarda il francese, il mercato limitrofo.
3. L'attuale andamento della commercializzazione turistica
Sul mercato turistico si osservano attualmente nuove tendenze.
Secondo il parere degli stessi distributori turistici che hanno
partecipato alle attività LEADER, il sistema di segmentazione
dell'offerta, che tende a mirare fasce di clientela estremamente
specifiche rispetto a prodotti "tutto compreso" specializzati
e strutturati, si rivela meno efficace nel soddisfare le nuove
caratteristiche della clientela:
- è più difficile classificare la clientela, quest'ultima
diventa più critica ed è caratterizzata da una ricerca
di autonomia e libertà;
- l'attuale domanda si orienta verso soggiorni più flessibili
che lasciano maggiore spazio all'iniziativa del cliente. Sempre
più spesso, quest'ultimo opta per i viaggi che può
comporre personalmente;
- il soggiorno individuale sta prendendo il sopravvento sui
soggiorni in gruppo e i prodotti "aereo + noleggio auto +
prenotazione in albergo", che offrono una maggiore autonomia,
stanno riscuotendo un enorme successo.
Rispetto a tale andamento del mercato, i territori rurali dovrebbero
riuscire a trarre vantaggi in quanto corrispondono ai bisogni
espressi da questa nuova clientela:
- la ricerca di autenticità, di intimità. Ai grandi
bacini turistici tradizionali, ai siti e ai monumenti famosi ed
estremamente frequentati, questo tipo di clientela preferisce
la scoperta di luoghi meno noti, più intimi, più
autentici e meno organizzati per l'attività turistica;
- la ricerca del contatto umano e della cordialità. Ai
complessi turistici pesanti ed integrati vengono preferite le
strutture più piccole, le case vacanza e le locande rurali.
Piuttosto che manifestazioni turistiche o parchi di divertimento,
il visitatore ricerca luoghi ed occasioni di incontro con gli
abitanti locali: il mercato, la fiera, la festa paesana, la piazza
del paese, il bar, ecc.
Tuttavia, sebbene numerose zone rurali presentino tali caratteristiche
e possano soddisfare questi aspetti immateriali, è necessario
tenere presenti due elementi di base del prodotto turistico:
- i servizi ricettivi e ristorativi che costituiscono la componente
essenziale del valore commerciale del prodotto turistico. È
in tale campo che i gruppi LEADER devono intervenire in via prioritaria,
agevolando il miglioramento e lo sviluppo di un'infrastruttura
di accoglienza sufficiente e in armonia con l'immagine che la
clientela attende dai territori rurali;
- le risorse culturali e naturali, sostegni per le attività
ricreative e di scoperta, che devono essere valorizzate.
Rispetto a tutti questi aspetti fondamentali dell'offerta turistica,
la qualità costituirà il principale argomento della
commercializzazione.
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