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Il modello rurale europeo

[ Indice ]

 

LEADER nel Livradois-Forez
(Alvernia, Francia):

Una "marcia in più" per il Parco

I Parchi naturali regionali francesi operano
in base a principi (impostazione territoriale
e integrata in materia di sviluppo, partnership,
collegamento in rete, ecc.) identici a quelli
di LEADER, con il quale condividono anche molti
punti in comune. L'Iniziativa comunitaria di
sviluppo rurale consente tuttavia ai parchi
beneficiari di spingersi oltre, agevolando
il loro lavoro di animazione sul territorio,
la sperimentazione di nuove soluzioni, il
sostegno alle innovazioni e l'assunzione di
rischi che ne deriva. L'esempio del
Livradois-Forez in Alvernia ne è una
prova tangibile.

 

Chiedete ad un qualsiasi centauro se conosce Cunlhat e quasi certamente vi risponderà di sì. Questo piccolo centro di 1 400 abitanti, infatti, ospita da dodici anni il più importante raduno di motociclette Harley-Davidson d'Europa. Nello scorso agosto, 23 000 "bikers" si sono riuniti a Cunlhat per il "Free Wheels" [1]. "La maggior parte arriva in paese all'ultimo momento e molti attendono l'inizio della manifestazione nei dintorni. Il raduno dura cinque giorni, ma tutte le strutture ricettive nel raggio di trenta chilometri sono al completo una settimana prima e una settimana dopo la manifestazione, un elemento estremamente positivo per il commercio locale". Annie Chalet, proprietaria di un bed and breakfast a Olliergues, a pochi chilometri da Cunlhat, è una delle sostenitrici del Free Wheels. Non tutti però condividono la stessa idea sulla manifestazione, anche se non vi sono chiari segni di opposizione: oltre al sentimento di insicurezza che suscita qualsiasi raduno di motociclette vi è il fatto che Cunlhat non è situata nell'hinterland di Parigi o di Nizza, città che nel 1987 aveva ospitato la prima edizione del "Free Wheels" prima di rinunciarvi, ma nella campagna profonda, per di più al centro di un Parco naturale regionale. "Non è esattamente quello che si può definire 'sviluppo sostenibile'", ammette Henri Rigal, sindaco di Cunlhat, "ma in dodici anni non vi sono mai stati problemi gravi e il raduno contribuisce a rivitalizzare la zona. Qui tutti se ne vanno, i giovani, il denaro... Quest'anno il Free Wheels ha attirato 60 000 visitatori. Abbiamo calcolato che la manifestazione apporta oltre un milione di EUR l'anno al Comune e circa sei milioni di euro alla regione...".

Non bisogna assolutamente rimproverare a Henri Rigal di avere una visione puramente economica dello sviluppo locale! Egli conosce bene il concetto di "sviluppo sostenibile" e vi aderisce attivamente: presidente del Consorzio Intercomunale del Pays de Cunlhat nel 1982, è stato tra coloro che hanno sostenuto con le sole forze di cui disponevano l'idea di creare un Parco naturale regionale per unire due territori dell'Alvernia in fase di recessione, il Livradois e il versante occidentale dei monti del Forez, ad est del Massiccio Centrale. Questa volontà di rilanciare il territorio ha portato, nel 1986, alla creazione del Parco naturale regionale del Livradois-Forez. Attualmente, 180 Comuni aderiscono alla Carta del parco [2] il cui principale obiettivo è "conciliare la valorizzazione del patrimonio naturalistico, culturale e etnologico con lo sviluppo socio-economico della regione".

 

Logica LEADER


"Il Livradois-Forez, ampio territorio di media montagna (oltre 3 000 km2), non è l'Alvernia nota per i suoi vulcani", spiega Jacques Fournier, direttore del Parco. "Si tratta dell'Alvernia granitica, con una terra povera che ha però portato alla fine degli anni 1880 ad una delle più alte densità demografiche del Massiccio Centrale. La popolazione era così numerosa da non potersi nutrire su appezzamenti di terra che diventavano sempre più piccoli a causa delle successive divisioni. Sinteticamente si può affermare che vi erano tre soluzioni per fronteggiare questa difficoltà di sopravvivere: l'esodo temporaneo (appena finiti i grandi lavori nei campi gli uomini andavano a lavorare in altre regioni della Francia come segantini, venditori ambulanti, straccivendoli, ecc.); il lavoro a domicilio (coltelleria, tessitura, fabbricazione di rosari) per avere un reddito integrativo e, infine, l'esodo definitivo. Quest'ultimo ha causato nelle zone rurali, in sole tre generazioni, la scomparsa delle fasce di età più giovani, causando uno shock collettivo i cui effetti non sono stati ancora quantificati appieno. In molti Comuni rurali la popolazione è diminuita sino a raggiungere un decimo del numero originale! Da qui l'invecchiamento demografico, il fatalismo degli abitanti che non credono più alla possibilità di costruire un futuro nella zona e che nella maggior parte dei casi hanno rinunciato ad intraprendere e avviare attività per le generazioni future..."

"Una relazione pubblicata alla fine degli anni '70 dichiarava che la regione era in declino", rincara Eric Cournut, vicedirettore e responsabile LEADER del Parco. "Sugli altipiani, la manodopera agricola era calata del 50% in soli dieci anni e nella valle della Dore, asse vitale della zona, le imprese industriali erano vittime della crisi economica... Il Consorzio intercomunale si è attivato e senza attendere la creazione del Parco ha istituito un'équipe di animatori.

All'inizio degli anni '80, pertanto, avevamo già adottato una 'logica LEADER': avviare e affiancare azioni di sviluppo locale, riunire le forze attive del territorio, creare reti locali...". "Oltre a questo lavoro abbiamo anche dovuto 'raccontare' il territorio", aggiunge Jean-Pierre Fournioux, responsabile di missione per quanto riguarda "i" patrimoni di cui dispone la zona. "Prima del 1986, l'abbinamento dei due nomi 'Livradois-Forez' non esisteva. Lavorando in profondità sui diversi tipi di patrimonio - naturalistico, storico, economico, sociale, culturale - siamo stati in grado di mostrare che le zone interessate mantenevano da sempre strettissimi legami socio-economici e anche affettivi. In seguito abbiamo dovuto costruirci un'immagine, ottenere un riconoscimento esterno..." Non vi è dubbio che questo riconoscimento è ormai acquisito: nel maggio del 2000 la prestigiosa casa editrice francese Gallimard ha pubblicato una guida turistica completa sul territorio, utilizzando le ricerche del Parco cofinanziate da LEADER.

"La regione è una 'montagna-laboratorio'", spiega Brigitte Liabeuf, conservatrice del Museo della Coltelleria di Thiers. "L'acqua della Dore alimentava i mulini dei frantoi, delle cartiere, delle segherie, ma forniva anche e soprattutto l'energia necessaria per muovere le mole della coltelleria. La fabbricazione dei coltelli, un'attività praticata nella zona da oltre cinque secoli, è infatti all'origine della forte tradizione industriale del territorio." Questa industria tradizionale si è progressivamente ampliata favorendo lo sviluppo di altri settori: a Thiers si fabbrica il 70% dell'attuale produzione francese di coltelli e molti fabbri della zona lavorano oggi in subappalto per l'industria automobilistica, mentre la realizzazione dei manici di coltello ha incentivato una rapida crescita dell'industria dello stampaggio plastico; più a sud, a Ambert, la fabbricazione di passamani e rosari ha portato alla trecciatura industriale e allo sviluppo dell'industria dei cablaggi, comparti nei quali varie PMI locali sono oggi imprese leader in Francia e talvolta anche nel mondo.

"Se si aggiunge una tradizione secolare della pluri-attività nelle zone più rurali si comprende facilmente la forte cultura imprenditoriale locale", sottolinea Eric Cournut. "Si tratta tuttavia di piccole imprese che operano soprattutto sul mercato della sub-fornitura. Sono pertanto in balìa della concorrenza e devono dimostrarsi continuamente innovative. E anche in questo caso, LEADER può intervenire."

Ed il vicedirettore del Parco sintetizza il percorso seguito negli ultimi quindici anni dai soggetti che hanno favorito lo sviluppo del Livradois-Forez: "Tra il 1986 e il 1991 il Parco era finanziato esclusivamente dai Comuni, dai due Consigli generali dei dipartimenti interessati (Puy-de-Dôme e Alta Loira), dal Consiglio regionale dell'Alvernia e dallo Stato, garante del marchio Parco Naturale Regionale. Poi è arrivato LEADER I che ci ha dato un fortissimo impulso. Con LEADER I abbiamo potuto rafforzare considerevolmente le nostre capacità e il nostro lavoro di animazione. È stato possibile assumere sei animatori. Nel 1996 LEADER II ha ampliato la compagine sociale ai 20 Consorzi intercomunali del territorio e alle Camere del Commercio, dell'industria e dell'Artigianato, che hanno partecipato direttamente alla gestione del programma. Nel 1998, la nuova Carta del parco ci ha fornito l'occasione di realizzare un vasto processo di consultazione locale (cui hanno partecipato 3 000 persone) che ha permesso di rafforzare le partnership locali. Attualmente la nostra proposta per LEADER+ mira ad aprire anche la gestione del programma, e non soltanto le azioni, al mondo associativo. A grandi linee, tuttavia, la sostanziale opportunità offerta da LEADER è rappresentata dal fatto di poter finanziare azioni innovative 'a rischio', quelle che in precedenza sognavamo ma non potevamo realizzare."

Entro la fine di LEADER II il Parco avrà attuato complessivamente oltre 200 azioni, con una spesa totale media per azione (esclusa l'animazione) di 20 000 EUR, di cui un terzo finanziato dall'Iniziativa. Ma ognuna di queste azioni rientra in una delle quindici operazioni collettive avviate dal Parco: controllo della gestione dello spazio (si veda LEADER Magazine n. 15), incentivi alla creazione di imprese, costituzione di una riserva di competenze per le imprese e gli enti locali, sostegno alle reti culturali e turistiche (allestimento di una "Strada dei Mestieri" cui partecipano una quarantina di artigiani del luogo, una rete di strutture alberghiere, ecc.). Per questo articolo di LEADER Magazine, i responsabili del Parco hanno voluto evidenziare tre operazioni LEADER: il sostegno alla competitività ambientale delle imprese locali; l'azione del Parco presso le scolaresche; la riconquista dello spazio e del patrimonio paesaggistico.

 

Imprese e ambiente


"Gli anni '90 sono stati gli anni della qualità, gli anni 2000 saranno quelli delle norme ambientali", ama ripetere Etienne Clair, responsabile di missione per lo sviluppo economico. Nel 1998 il Parco e le Camere del Commercio, dell'Industria e dell'Artigianato del Livradois-Forez hanno avviato un'azione per aiutare le imprese a adeguarsi alle nuove norme e certificazioni ed incitarle a prendere in considerazione le questioni ambientali nei processi di fabbricazione e nella strategia di sviluppo. Non si tratta solo di rispettare l'ambiente, ma anche di considerare quest'ultimo come un fattore di competitività per l'impresa. A tale proposito lo strumento LEADER è stato utilizzato in tre fasi distinte: il finanziamento totale di una "diagnosi ambientale preliminare" dell'impresa; il finanziamento parziale (50%) di un eco-audit più approfondito; il cofinanziamento degli investimenti da effettuare in base alle raccomandazioni dell'audit. Qui di seguito vengono illustrati due esempi di tale processo.

La società Arno Industrie (20 dipendenti), che produce una vasta gamma di attrezzi manuali (cesoie, chiavi inglesi, ecc.), temprava l'acciaio con bagni di sali chimici. L'audit LEADER ha ipotizzato di sostituire questo procedimento, pericoloso per il personale e nocivo per l'ambiente, con la più moderna tecnica della tempra termica ad alta frequenza. In base alle conclusioni dell'audit ambientale, l'impresa ha raccolto i fluidi inquinanti e ha rinunciato a effettuare direttamente i trattamenti di superficie (nichelatura, cromatura), subappaltando questa fase ad un'impresa specializzata dotata di impianti a norma. Una quarta raccomandazione riguardava l'eliminazione delle polveri in un'officina: LEADER ha finanziato l'acquisto di un aspiratore industriale nonché il trasferimento dell'officina in un'altra parte della fabbrica. Costo dell'operazione: 50 000 EUR, di cui 8 000 forniti da LEADER. Delle 34 aziende partecipanti all'operazione, Arno Industrie è una delle 6 imprese che hanno ultimato l'intero processo (diagnosi preliminare / audit / investimento). "I clienti non esigono ancora il rispetto dell'ambiente, ma io preferisco anticipare questa tendenza; è una questione di immagine e di credibilità", dichiara l'amministratore delegato della società, Pascal Jodas, che ha recentemente rilevato l'azienda. L'eco-audit è stato inoltre motivato dal bisogno di rassicurare il cedente dell'impresa sul piano ambientale [3].

Nel caso della società 2CA (96 dipendenti), che produce oggetti in poliestere (impianti per l'evacuazione dei fumi, arredi urbani, colonnine telefoniche delle autostrade e persino la parte anteriore dei treni a grande velocità), è stato il mercato a spingere l'azienda a realizzare l'audit ambientale, per poi investire in un impianto di rigenerazione dei solventi ed inventare ex novo un dispositivo per il trattamento dei rifiuti. "L'azione LEADER precorreva i tempi, ma oggi la spinta viene dai committenti, dalle case madri e dai clienti, che sono entrati in una logica di rispetto dell'ambiente", spiega Gilles Duissard, il giovane direttore della società. "I fornitori sono obbligati a aderire a questa impostazione. Il rispetto dell'ambiente da parte delle imprese è attualmente dettato dal mercato. I nostri committenti tedeschi, ad esempio, hanno analizzato nei minimi dettagli l'audit; non vi è dubbio che l'audit abbia influito per l'ottenimento del contratto di Shanghai..." Il contratto di Shanghai riguarda addirittura la fabbricazione delle panchine per la nuova metropolitana della grande città cinese.

Attualmente, sull'esempio di altre imprese "prime della classe" del Livradois-Forez, 2CA si è impegnata in un processo a lungo termine: l'ottenimento della norma ISO 14001 che certifica il corretto controllo ambientale dell'impresa.

 

Turismo giovanile


Nel Livradois-Forez il turismo è un settore in continua espansione, anche se non eguaglia ancora l'attività dell'Alvernia dei vulcani. Ma la stagione è breve e per prolungarla il Parco ha puntato sui giovani e sulle scuole. "La nozione di turismo 'giovanile' è relativamente recente", sottolinea Benoît Barres, responsabile di missione per il turismo. "Sino alla fine degli anni '80 le aspettative di questa fascia d'età venivano raramente prese in considerazione nel settore del turismo rurale. I fornitori di servizi hanno avuto difficoltà a adattarsi all'evoluzione della domanda. Alcuni offrono prodotti interessanti (treno, musei, ecc.), ma sovente manca un aspetto didattico adeguato. Eppure questa clientela offre buone potenzialità e permette di sensibilizzare anche i più giovani sui problemi dell'ambiente, del patrimonio naturalistico, culturale, industriale, architettonico e umano. Si tratta di una clientela turistica particolare che acquisisce col tempo un peso economico non indifferente. E si rivela promettente anche in termini di immagine e di fidelizzazione della clientela. Suscitando l'interesse delle scolaresche, ad esempio, si può sperare di far conoscere ai genitori l'offerta del territorio e, a più lungo termine, continuare a ricevere gli ex scolari ormai adulti. Essa consente infine di prolungare la stagione turistica, soprattutto oltre il periodo delle vacanze estive."

Pertanto, il Parco si è impegnato a far riconoscere il Livradois-Forez in quanto destinazione per i giovani, a sensibilizzare i ragazzi sull'ambiente e il patrimonio, a favorire la costituzione di un'offerta turistica coerente in questo campo, mettendo in risalto l'identità e le ricchezze del territorio e valorizzando le sue specificità "natura" e "know-how". Nell'ambito di LEADER è stato adottato un processo strutturato in tre fasi:

  • nell'inverno 1996/1997 si è proceduto ad una diagnosi globale e ad un'analisi di mercato del turismo giovanile;

  • tra il 1997 e il marzo del 1998 sono stati elaborati una strategia ed un programma di intervento, scegliendo due campi d'azione: sviluppare soggiorni per l'infanzia e le scolaresche della durata di 5 giorni circa; migliorare l'accoglienza dei bambini nei siti da visitare (castelli, musei, produttori agricoli, centri ippici, ecc.);

  • 44 fornitori di servizi turistici si sono formalmente impegnati in un programma d'azione di due anni (marzo 1998- marzo 2000) che prevedeva molteplici misure, dall'organizzazione di vari corsi di formazione all'elaborazione di una carta di qualità riconosciuta dai ministeri della Pubblica Istruzione e della Gioventù e dello Sport. Ogni fornitore partecipante al programma poteva beneficiare nell'ambito di LEADER di finanziamenti per: l'acquisto di attrezzature e materiali didattici destinati all'infanzia; consulenze (accesso a competenze specializzate per migliorare la scenografia, la museografia, l'animazione, ecc.); realizzazione di guide per le visite dei bambini e di documenti didattici per gli insegnanti.

A proposito degli insegnanti: su iniziativa del Parco è stata costituita una rete, cui aderiscono una ventina di maestri, denominata a giusto titolo "Tête de Pont" (Testa di ponte). La rete rappresenta infatti una specie di "élite illuminata" del Parco che di fatto, per la funzione educativa dei suoi membri, prepara il futuro del territorio. E secondo la rete, per garantire il futuro della zona sono necessarie l'educazione ambientale, ma anche l'educazione cinematografica: oltre allo sviluppo dell'ecoturismo per i giovani, infatti, Tête de Pont è al centro di un'altra operazione innovativa condotta nel Livradois-Forez, denominata "Cinémôme" (Cineragazzi).

 

"Cinéparc", "Cinémôme"


Già nel 1989 un proiezionista ambulante si ricava nei vari Comuni del Parco del Livradois-Forez. Nel 1992, con il sostegno di LEADER I, è stato possibile creare una seconda rete di proiezioni cinematografiche. Denominato "Cinéparc", il dispositivo consente a 31 paesini di avere a disposizione ogni tre settimane film molto recenti (30 nel 1999), garantendo sino a 28 000 entrate l'anno sull'intero territorio. Nel 1995 Cinéparc ha varato un'operazione di diffusione cinematografica destinata ai bambini delle scuole elementari denominata "Cinémôme" (Cineragazzi). Per agevolare un corretto avvio di quest'azione, Cinéparc ha richiesto un finanziamento LEADER II per coprire le spese di esercizio e per l'acquisto di un proiettore e altre attrezzature. L'azione era finalizzata a proporre agli scolari delle scuole elementari una selezione di film di ottima qualità, accompagnati da documenti che consentissero di studiare il film in classe con l'insegnante. A questa operazione, innovativa nel 1995, è seguita l'anno successivo un'operazione analoga condotta a livello nazionale, denominata "Scuola al cinema". Cinéparc ha pertanto aderito a questa formula nazionale che agevolava il noleggio delle pellicole nonché la disponibilità di documenti didattici per gli insegnanti. Nel corso del primo anno l'operazione ha permesso a 2 000 allievi di 40 scuole di seguire una prima esperienza di apprendimento cinematografico. L'obiettivo previsto era già stato superato e la situazione si è evoluta rapidamente nell'anno scolastico 1996-1997 con 3 200 bambini di 78 scuole. Nel 1997-1998, 100 istituti scolastici (4 300 scolari) erano interessati dall'azione e l'anno successivo è stato registrato un leggero calo: 91 scuole per un totale di 4 000 bambini. Nel 1999-2000 è stata avviata una nuova operazione pilota denominata "Cinématernelle", destinata ai bambini delle scuole materne, che opera in base allo stesso principio di "Cinémôme". "Ci auguriamo", spiega Robert Gidon, "che il cinema possa affiancare i bambini e i ragazzi per l'intero percorso scolastico, creando delle vere e proprie 'classi di immagini' nell'ambito delle quali il progetto pedagogico sia incentrato sul cinema." Membro degli "insegnanti-LEADER" della rete "Tête de Pont", Robert Gidon è il rappresentante di Cinéparc.

 

Ripristinare il paesaggio


Torniamo a Cunlhat, ma questa volta lasciamo da parte le motociclette. Con il sostegno di LEADER il Parco sperimenta varie azioni che soddisfano il principale obiettivo formulato nella Carta: "Offrire paesaggi e un ambiente di qualità". "Ritrovare il territorio è la nostra principale preoccupazione", dichiara Jean-Luc Monteix, responsabile dell'operazione "Paesaggio" testata a Cunlhat e nei dintorni. Il Livradois-Forez si trova infatti di fronte alla doppia sfida rappresentata dall'abbandono dell'attività agricola e dalla parcellizzazione ad oltranza delle terre. I proprietari tendono a rimboschire i terreni e ciò modifica il paesaggio, che assume un aspetto meno aperto "soffocando" alcuni villaggi in un oceano di essenze resinose. E come in qualsiasi altra zona è impossibile sottrarsi all'inquinamento visivo causato dalle linee ad alta tensione, le antenne per la telefonia mobile o le imprese poco sensibili all'aspetto estetico dei propri fabbricati.

Il Parco, pertanto, ha optato per un approccio globale: "la mia missione", prosegue Jean-Luc Monteix, "è di riunire tutti i soggetti che possono influire sul paesaggio e sull'ambiente architettonico: popolazione, operatori socio-economici, azienda elettrica, gestori della telefonia mobile, proprietari di appezzamenti boschivi, enti territoriali, ecc.". Tra il 1998 e il 2000 LEADER II ha permesso di attuare varie azioni imperniate su tre assi complementari: la pianificazione e l'attuazione di un piano paesaggistico elaborato di concerto con il Consorzio dei Comuni del Pays de Cunlhat, la realizzazione in via sperimentale di iniziative relative all'assetto del territorio (integrazione nel paesaggio di edifici industriali, miglioramento dei fabbricati isolati, ecc.) e la sensibilizzazione degli operatori locali in merito al paesaggio e alla pianificazione territoriale. Con l'attuazione di questo piano è stato possibile sostenere tre azioni specifiche: la pubblicazione di un documento di sensibilizzazione sul paesaggio del Pays de Cunlhat, l'organizzazione di "giornate del paesaggio" e l'allestimento di un servizio di assistenza e consulenza erogato da un architetto paesaggista. L'esperienza del Pays de Cunlhat sarà successivamente estesa ad altre aree del Parco, mentre in diverse zone del territorio sono previste in parallelo altre operazioni globali di sensibilizzazione legate al "paesaggio edificato": interventi in campo architettonico (ripristino del colore delle facciate secondo i criteri della tradizione locale, ormai quasi scomparsa; riutilizzo del legname locale per l'edilizia o la ristrutturazione degli edifici) e azioni sull'assetto dei centri abitati.

 

Rivoluzione culturale


"Ma a livello locale molti parametri sfuggono al nostro controllo", si rammarica Jacques Fournier quando viene interpellato sul futuro del Livradois-Forez. "A cominciare dalla necessità di una 'rivoluzione culturale' per quanto riguarda i servizi statali. LEADER è animazione, è un elemento fondamentale, tutti i responsabili decisionali lo riconoscono, ma il messaggio non è ancora arrivato ovunque... Di fatto, qui si sta vivendo la fine del mondo contadino. Per riprendere l'espressione del geografo André Fel, siamo passati dal 'troppo pieno al troppo vuoto'. Il nostro territorio, tuttavia, è ancora relativamente vivo e dinamico rispetto ad altre zone che all'apparenza se la cavano meglio di noi, ma che per dieci mesi all'anno offrono soltanto bei villaggi vuoti perché composti essenzialmente da seconde case. A nostro avviso abbiamo molte carte da giocare: il quadro di vita, la salute rispetto ai prodotti, le nuove forme di organizzazione del lavoro (il telelavoro, la settimana di 35 ore) che offrono ottime prospettive. Anche le reti culturali sono molto importanti: i centri attivi sul piano culturale come Cunlhat, e nel territorio se ne contano una quindicina, possono svolgere un ruolo di punta per evitare l'esodo. Perché la sfida è proprio questa: essere in grado di mantenere nella zona la nuova generazione ed evitare che il Livradois-Forez si trasformi in una terra di pensionati. Ma non bisogna nemmeno cedere alla tentazione del 'tutto turismo'. La nostra cultura imprenditoriale in svariati settori è la nostra vera forza."

 

LEADER LIVRADOIS-FOREZ

Superficie del territorio: 3 220 km2
Popolazione: 109 000 abitanti
Finanziamento LEADER II: 6 554 000 EUR
UE: 2 684 000 EUR
Altri fondi pubblici: 3 087 000 EUR
Settore privato: 783 000 EUR

Parc Naturel Régional Livradois-Forez

a/s Eric Cournut, responsable LEADER
Maison du Parc, B.P. 17,
F-63880 Saint-Gervais-sous-Meymont
Tél: +33 4 73 95 57 66
Fax: +33 4 73 95 57 84
E-mail: e.cournut@parc-livradois-forez.org

 


[1] Si veda il sito Web:
http://www.free-wheels.com/

[2] Per aspirare al marchio "Parc naturel
régional" concesso e controllato dallo Stato, i
Parchi naturali regionali elaborano una "Carta"
che definisce i principali orientamenti del loro
intervento. La Carta rimane in vigore per dieci anni.
Al termine di questo periodo vengono valutati i
risultati ottenuti e allo Stato viene presentata
una Carta nuova o aggiornata. Lo Stato ha la
facoltà di revocare il marchio.

[3] In base alla legislazione francese, un
imprenditore è responsabile a vita per i danni
ambientali eventualmente causati dalla sua azienda,
anche se questa viene ceduta.


 

source: LEADER Magazine nr.25 - Hiver 2000/ 2001


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europea

Direzzione generale
dell'Agricolture