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Strade più sicure all’orizzonte - 19/03/2008

Gruppo di ragazzi in una cabriolet

Fine dell’impunità per la guida pericolosa all’estero.

Eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, mancato rispetto del semaforo rosso e mancato uso della cintura di sicurezza: queste infrazioni sono responsabili del 75% dei decessi che si verificano sulle strade europee. Oggi, chi commette una di queste infrazioni in un paese diverso da quello in cui è immatricolata la sua auto, resta impunito anche se può mettere in pericolo la vita degli altri. Ma le cose stanno per cambiare.

L’ultima iniziativa dell’UE sulla sicurezza stradale intende mettere gli automobilisti di fronte alle loro responsabilità attraverso un nuovo quadro normativo, integrato da una rete per lo scambio di dati che consenta di identificare i pirati della strada in tutta l’UE.

Nel 2001 ben 54 000 persone hanno perso la vita sulle strade europee. L’UE si è allora fissata l’obiettivo di dimezzare il numero dei morti sulle strade entro il 2010. Nonostante i progressi registrati, nel 2007 si sono contate ancora 43 000 vittime di incidenti mortali: è come se ogni settimana in Europa si verificassero 5 disastri aerei.

Le misure messe in atto finora hanno avuto solo un effetto limitato. Nel 2003 la Commissione ha raccomandato l’adozione, su base volontaria, di una serie di buone pratiche per controllare l’applicazione delle norme di circolazione. Le tendenze finora osservate, dimostrano purtroppo che indicazioni di questo tipo non sono sufficienti a garantire i risultati auspicati.

Le nuove proposte dovrebbero determinare una drastica riduzione del numero dei morti sulle strade.

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